Cultura / Politica

Calcioscommesse e antifascismo: Buffon esce a vuoto su Piazzale Loreto e ci ricorda quanto è importante fare bene le scuole medie

 

Che a Piazzale Loreto non sia stata scritta una delle pagine più gloriose della Resistenza e dell’antifascismo lo disse già Ferruccio Parri, parlando di “macelleria messicana”. Era il 29 aprile 1945 e lo spettacolo dei corpi di Benito Mussolini e Claretta Petacci appesi a testa in giù e massacrati dai milanesi inferociti ha concluso anche simbolicamente un ventennio terrificante, inserito in un un secolo segnato da due guerre mondiali.

Sul corpo del Duce si sfogarono in tanti. Spettacolo truce. Ma era un dittatore, ed è bene non dimenticarlo.

L’esposizione dei corpi non fu poi un gesto di pura crudeltà, ma la reazione (difficile da valutare oggi ma comprensibile se solamente si affronta con lucidità lo studio di quel periodo storico) decisa dopo la fucilazione , avvenuta il 10 agosto 1944, di quindici militanti del partito comunista i cui corpi furono esposti appunti a Piazzale Loreto, e qui oltraggiati dagli squadristi della legione Muti e della Brigata Nera Resega. Per loro il poeta Alfonso Gatto scrisse i versi “Per i martiri di Piazzale Loreto”, a sottolineare come quell’episodio avesse turbato una città già devastata dalla guerra.

“La scelta di trasportare i corpi del duce e dei gerarchi fascisti a Milano, e di farne mostra in piazzale Loreto, non era frutto di una estemporanea alzata d’ingegno”, spiega il Dizionario del Fascismo (Einaudi, 2003), ma “costituiva la risposta precisa e diretta” alle fucilazioni avvenute dieci mesi prima: “L’esposizione del 29 aprile 1945 come vendetta esemplare di quella del 10 agosto 1944, un Piazzale Loreto antifascista di contro a quello nazifascista”.

Ora Piazzale Loreto torna d’attualità grazie alle dichiarazioni di Gigi Buffon, portiere della Juventus e della Nazionale, che oggi è intervenuto sul caso calcioscommesse. Per il calciatore Piazzale Loreto è curiosamente sinonimo di “processo sommario”.

“Siamo sempre l’Italia di piazzale Loreto, basta un nome in prima pagina e tutto viene infangato, quando il fatto per ora non è chiaro. Bisogna stare molto attenti a dare giudizi troppo veloci: anni fa ci sono passato anch’io, infangato in prima pagina per una cosa nella quale non c’entravo per niente. Per ora stiamo facendo solo questo, cioè una grande pubblicità a uno scandalo dove per ora non c’è nulla di concreto”. Secondo Buffon, alcuni calciatori “Vengono additati come farabutti, perchè chi vende una partita e ci scommette sopra è un farabutto e deve essere radiato a vita. Ma mi sembra che di queste persone non ce ne sia neanche una, quindi andiamoci piano. Mi sembra che si vogliano far emergere nomi che non c’entrano: giocare sulla pelle e sulla dignità delle persone”.

A voler prendere sul serio Buffon, Piazzale Loreto sarebbe stato dunque il luogo dove è stato giustiziato (ma in realtà Mussolini vi arrivò già cadavere) un innocente, uno che non meritava di fare la fine che ha fatto. Non ho paura a dire che invece l’Italia di Piazzale Loreto è, con tutte le sue contraddizioni, l’Italia della Resistenza, anche da quel tragico momento è nata la Costituzione che ci difende dagli abusi del potere e dal ritorno del totalitarismo. L’altra era invece l’Italia di Piazza Venezia, delle leggi speciali, della difesa della razza, dell’alleanza con il nazismo.

Da anni si dice che Buffon sia politicamente vicino a posizioni fasciste. Non ci credo: probabilmente ha solo fatto male le scuole medie.

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39 Commenti

  1. rossella says:

    ma che tristezza. vero: calcio e parenti hanno sempre emanato un profumo poco invitante e ne sono stata alla larga il più possibile. anche questa ‘cosa’ dell’ Esimio di cui, non so bene come l’ho incontrata. e chi sia buffon ce l’ho nel cranio proprio di striscio. mi ricordo (….) un omonimo, credo, perchè si tratta di qualche eternità fa. Papino? beh, mi ricordo la prof delle medie che, già allora un po’ scandalizzata, ci diceva ‘ ma…. in fondo corrono dietro ad una palla…’ che mi è sempre sembrata una buona sintesi della situazione. Che siamo ridotti ad usare lì, dei soldi che mancano ovunque in ìsituazioni vitali, la dice lunga su quanto siamo cretini. e non credo che il signore risenta (solo) delle medie fatte male. io, prof di scuola media, se un chiunque, anche bimbo molto tonto, avesse osato una simile roba, gli avrei fatto passare (almeno) un triennio in corridoio, che magari a dare una mano ad una bidella, nei lavori che richiedono meno cultura, forse ce la poteva fare.
    non bastano delle medie anche orrende. bisogna aver respirato ignoranza e fascismo e pressapochismo e boria, da sempre.
    ma: posto che mi sembra un tipo molto ammirato, per decidere che uno è ‘ammirabile’ non lo si conosce un tantino, prima? il che significa che un grande tot di italici ritiene degno di stima, soldi.molti, e visibilità abbondante un coso così?
    che tristezza

  2. silvio brienza says:

    ……..a questo punto mi piacerebbe sapere il nome del giornalista che ha ricevuto la dichiarazione e che non ha ribattuto immediatamente chiedendo spiegazioni su una frase così fuori luogo……
    FORSE NON HA RIBATTUTO PERCHE’ IGNORANTE DI STORIA PATRIA !!!!!

  3. oriana says:

    Chissà quante, fra le persone che ora scrivono e parlano contro Buffon, lo hanno guardato con adorazione ad ogni parata nei mondiali del 2006..non c’è che dire, proprio l’Italia di Piazzale Loreto.

    • Anonimo says:

      Oriana, mi spieghi cosa c’entra l’apprezzamento per un gesto atletico con gli sproloqui pseudo storici?
      Perché mai si dovrebbere fare qualche sconto alle uscite ignoranti di un tizio che usa malissimo la notorietà, che ha acquisito in altri campi e per tutt’altri motivi?
      O dovrenmmo dare retta, magari in campo politico, a cialtroni miliardari solo perché sono proprietari, magari, di squadre di calcio che vincono qualche coppa?
      Non c’è che dire, sei proprio dell’Italia di Berlusconi.

  4. Leggendo distrattamente il giornale di oggi ho sentito come una nota stonata, qualcosa che non quadrava.
    Trovo giusto che non si lasci passare sotto silenzio una dichiarazione equivoca come questa.
    Tanto più visto il potere mediatico che riveste il portiere (ex?) della nazionale.

  5. ma neo anderthal, c’e’ mai stato dentro uno stadio di calcio ? mi sa di no, o pure e molto tempo che non ci va’ descrivi il mondo degli stadi e gli ultra un po,’ per non dire molto, superficiale.

    • Neo Anderthal says:

      So di sport abbastanza da avere una idea precisa di cosa siano i valori sportivi, e l’affezione paranoica per le squadre di miliardari mercenari in mutande, fino allo scontro fisico -spesso cercato con ostinazione- l’intimidazione degli ultras avversari etc.etc. il vittimismo sistematico e tutto il ciarpame della “fede ultras” non ne fanno parte.
      Quanto agli ultras, che conosco dal primo apparire, basta fare un giro sui loro siti o sui blog che ne parlano, e vedere con che tipo di “argomenti” viene investito chi pone qualche dubbio.
      Non dimentichiamo che tra chi si è fatto massa di manovra squadrista per atti di delinquenza politica come l’assalto alla casa di Soru per il “caso spazzatura” primeggiavano i nostri teppisti da stadio.
      Non dimentichiamo le prove generali di disordini semiarmati su vasta scala, in occasione dell’incidente/omicidio del tifoso laziale Sandri, in parte spontanei ma in parte adoperati perché pronti all’uso.
      I rituali saluti (Presente!) ai camerati scomparsi, e i labari e i gagliardetti, gli striscioni e la grafica pseudo-runica, insomma molto dell’armamentario simbolico e comportamentale delle curve è modellato, anche perché è stato intenzionalmente infiltrato, sulla impronta neofascista. Mi pare innegabile.
      Per fortuna molti che si adeguano agli atteggiamenti esteriori lo fanno in maniera non meditata e quindi superficiale, lo fanno per sola adesione a un fenomeno di aggregazione, che ha anche altre valenze di ordine psico-sociale, ma senza convinzione eccessiva.

  6. proprio Buffon????

    è dichiaratamente fascista!!!

  7. Stefano reloaded says:

    E’ sempre importante fare bene le scuole.
    Ricordo che in seconda elementare, in occasione del 25 Aprile, io e i miei compagnetti di allora, assistemmo alla proiezione di “Mussolini ultimo atto” di Lizzani. Non era magari accurato come il Dizionario del Fascismo (Einaudi, 2003) e a più d’uno potrà sembrare una becera forma di indottrinamento di giovani virgulti, ma oggi posso dire che anche quell’esperienza mi è servita ad evitare queste brutte uscite alla Buffon.
    Grazie maestro Vincenzo.

  8. Neo Anderthal says:

    Eh no. Vito fa benissimo a puntualizzare.
    La questione è molto più seria di come si vorrebbe far pensare.
    Certamente il giocatore in questione esprime una sua propria inadeguatezza, nello scegliere i materiali cui attingere per la sua penosa retorica, ma questo è l’effetto che le campagne di banalizzazione del significato della Resistenza, il suo controvertirla da moto di liberazione in guerra civile senza altri aggettivi. E’ anche l’effetto di una cattiva letteratura, intesa a porre sullo stesso piano la Resistenza con i servi dei nazisti, i propugnatori della “soluzione finale”, quelli che sostenevano il regime fantoccio di Mussolini che aveva già regalato mezzo Nord Italia ai Gauleiter del Reich.
    Ridurre momenti di dolorosa e simbolica fine di un regime criminale come quello fascista alla “gogna” serve a focalizzare su aspetti controversi il senso generale della battaglia della Resistenza.
    L’Italia costituzionale arrivò grazie a quel percorso, anche tortuoso, ad una nazione che bandiva la pena di morte, disinvoltamente inflitta dai fascisti al servizio del nemico tedesco ad interi paesi oltre che a singoli e gruppi partigiani e di opposizione, la responsabilità della ferocia popolare che si manifestò allora è in capo a fascismo.
    Questo conta, e ha senso certo più che applicare a decenni di distanza e a condizioni imparagonabili un peloso pietismo -che non mi pare i destrorsi sprechino per le vittime delle guerre o per i “nemici”-, velato di una malintesa interpretazione dei “diritti umani” alla banda di assassini e traditori guidata Mussolini, la cui fuga ignominiosa fu giustamente fermata a Dongo.
    Non si opprime un popolo -per non parlare delle colonie- e non lo si trascina in rovinose avventure militari, con bilanci di milioni di vittime, senza aspettarsi che all’occorrenza la furia di quello stesso popolo tenuto nell’oppressione e nell’ignoranza si manifesti in tutta la sua rabbia.
    E la questione non riguarda le battute di un Buffon qualsiasi, ma investe la costruzione di un senso comune fatto di battute negazioniste -antisemitismo sdoganato, nelle curve del calcio- di esaltazione della “squadra” sino allo squadrismo.
    Un processo che dura da anni, qualcosa più di venti, e che risponde ad una intenzionale strategia di egemonia ideologica cripto o apertamente fascista che dalle frange ultras riverbera i suoi significati sul modo di pensare ed agire di consistenti gruppi giovanili -o oramai ex giovanili-.
    L’esaltazione dello scontro fisico e della -del tutto presunta- lealtà tra i componenti dei gruppi ultras che si traduce in una specie di oscuro galateo della rissa (l’appello “senza lame” significa che la rissa in altro modo, magari a cinghiate come nella “cinghiamattanza” si può fare “lealmente”) è perfettamente in linea con lo stupido ideale fascistoide di “guerriero”, che tanto più è elementare nei ragionamenti e tanto più è pronto all’azione tanto più è puro.
    L’adesione a queste sottoculture è tipica di tristi esemplari umani, come certi giocatori, cresciuti nei redditi e nell’età senza il pericolo di sfiorare il “culturame” e ben dentro le retoriche che trasformano un meritevole ragazzo, bravo col pallone, in eroe positivo e modello generazionale.
    Un responsabilità non secondari appartiene all’informazione come anello della comunicazione commerciale che per esaltare momenti di agonismo o situazioni comunque non certo tragiche adopera iperboli e paragoni altrimenti impensabili, ed ecco, giusto per fare qualche esempio che emergono le metafore religiose: il “Purgatorio della serie B”, il “Calvario della retrocessione”, la “Passione” sportiva”.
    Tutto ciarpame linguistico e concettuale, rozzo come le menti di abbocca.

      • Soviet says:

        Caro Neo, per dire, non tutti gli ultras sono uguali… 🙂 E la cantano anche alla Juve!

        • Soviet says:

          Eccola!

          • Neo Anderthal says:

            Non è il semplice “tifo” (che comunque fu un termine coniato per stigmatizzare la malattia che affligge i sostenitori sportivi che vanno oltre il ragionevole), ma è l'”ultrismo”, di qualsiasi tinta si addobbi, ad essere terreno di coltura per l’antisportività più demente, per la rivendicazione della esagerazione degli atteggiamenti e della aggressività collettiva e/o individuale come virtù guerresca, per tutta una serie di disvalori.
            Primo fra tutti la “solidarietà” vantata tra complici e adepti, che include necessariamente omertà e chiusura settaria.
            Con ciò non voglio dire che ogni ultrà è un delinquente, ma semplicemente che la pratica violenta e demente giustificata da questi giovanottini ha in sé un germe di esclusione settario/squadristica, e anche se cantassero in coro tutti gli inni della Resistenza sarebbero comunque collettivamente dubbi.

  9. amo il silenzio, purtroppo Buffon no 🙁

  10. Mossad says:

    Come dicevo stamattina a “Buongiorno Cagliari”: di quel che dice Buffon francamente ne ne frego!
    Pensi a fare il suo lavoro e ad amministrare la vagonata di milioni che guadagna ogni mese e lasci in pace i cittadini che vogliono vederci chiaro.

  11. medardo di terralba says:

    Pare che il camerata buffon sia diventato il secondo azionista di Zucchi, quella delle lenzuola, veli, asciugamani, coperte … Ecco, stendiamo una bella coperta pietosa.
    http://cheapechic.blogosfere.it/2011/06/gigi-buffon-si-ricicla-nel-tessile-ed-entra-nel-cda-di-zucchi.html

  12. IL RICCO , BUFFON ,MA POVERO DI MEMORIA,O FORSE IGNORA !!!!! CHE PIAZZA LORETO, CI FU, PERCHE L’ITALIA SI LIBERAVA DI UN DITTATORE ,IL SILENZIO DI BUFFON E D’ORO PERCHE NON DICE CAZZATE, E COMUNQUE ANCHE LUI SIE SCOPERTO FASCISTA COME IL SUO COLLEGA ABBIATI, COMPLIMENTI GIGI, SESI TROPPU TOGU,MI NON VENIRE AL CAGLIARI,GUAI E TE!!!!

  13. alberto says:

    no, mi perdoni egregio biolchini (egregio?) ma il punto è l’eposizione mediatica, la piazza virtuale, ed in tal senso con ciò che sta accadendo sul piano mediatico-processuale, l’esempio di piazzale loreto, dell’esposizione dei corpi a testa in giù del duce e della sua amante è assai più pertinente del suo processo o della sua uccisione. pensi a qualsivoglia che non sia buffon riferirsi all’Italia di Giulino di Mezzegra, ove è stato trucidato il mascellone di predappio, oppure qualsivoglia riferirsi a piazzale loreto, ove i corpi esposti furono ben 18, selezionati tra le eminenze littorie al fine esclusivo di ottenere barbara vendetta. saluti, nella speranza che prossimamente sia meno fighetto

    • Mi permetta di dissentire dalla sua opinione. E in ogni caso, tenga per sé le accuse di fighettismo: mi sembra che il suo argomentare lo sia in tutto e per tutto.

      • vittorio says:

        Caro Biolchini, anche io dissento dalla sua opinione. Mi sembra che lei stia montando un caso sul niente. Non credo cheBuffon volesse paragonare a Mussolini i calciatori imprudentemente e senza alcuna certezza accostati alle scommesse , semplicemente faceva notare come in Italia ci sia il piacere a mettere alla gogna persone che sino a poco prima erano invece portati in trionfo, calciatori o dittatori che siano, indipendentemewnte dalla propria innocenza o colpevolezza. La apprezzo maggiormente quando si occupa nel suo blog di argomenti più seri , come spesso mi capita di leggere.

        • A me questo sembra un argomento serissimo. E comunque ci sono giornalisti ben più importanti di me e che si occupano di sport che sull’uscita di Buffon hanno qualche riserva.
          Fabrizio Bocca di Repubblica scrive così sulla sua rubrica Bloooog!:

          Italia di Piazzale Loreto o “Piccola storia ignobile”
          Ampi dibattiti sulla reazione di Buffon circa i nomi che vanno e vengono e le pesantissime accuse a loro imputate. Il concetto “L’Italia di Piazzale Loreto” se riferito al rifiuto della giustizia sommaria non è sbagliato. Quello che proprio non capisco è il mescolare la fucilazione vicino Dongo e la successiva esposizione in pubblico di un dittatore in una piazza milanese dove erano stati fucilati ed esposti i cadaveri di 15 partigiani, l’epilogo di una guerra devastante – un evento che è impresso nella storia d’Italia – con una “Piccola storia ignobile” (bellissima canzone per altro dedicata da Guccini a temi ben più importanti, ma a cui rubo, scusandomi, il titolo) di partite comprate e vendute per lucrarci sopra.

  14. ilgiullare says:

    state commentando il commento di un ….buffon? ma cosa volete che dica uno che giocava in serie A quando tutti i suoi coetanei facevano ancora le superiori?
    L’errore è di voi giornalisti:trattate i calciatori come eroi, superuomini o sapienti, facendogli domande al di fuori della paortata del loro QI; sono solo sportivi e sono rarissimi i casi di sportivi in grado di comporre un periodo grammaticalmente corretto. I giornalisti italiani vogliono avere l’uovo e la gallina col culo caldo, ma la gallina, fatto l’uovo, dice coccodé e se ne va” (cit.)

  15. Efis Pilleri says:

    Questo buffon dice kazzate e non fa neppure ridere…aridattece Trappatoni!

  16. Alessio Deiana says:

    Giusto per inquadrare meglio il personaggio e non scambiarlo per il solito sprovveduto che non sa quel che dice, vi ricordo che Buffon è quel simpatico portierino che una decina di anni fa’, in occasione di non so più quale partita, scese in campo con la maglia numero 88.
    88 nella simbologia tanto cara e comunemente usata dai gruppi neo-nazisti si riferisce all’ottava lettera dell’alfabeto, la lettera h: la “traduzione” di 88 è HH, e HH è l’abbreviazione di heil hitler (volutamente minsucolo).
    Ovviamente scoppiò un casino, dal quale, come fanno di solito questi personaggi, Buffon si tirò fuori con il solito: io non lo sapevo. Abbiati qualche settimana fa “non sapeva” che la bandiera che stava allegramente sventolando per festeggiare lo scudetto era una bandiera neonazista, Zarate fino a pochi mesi orsono “non sapeva” che il saluto a braccio teso fosse un saluto fascista e trovava divertente farsi fotografare in curva insieme ad una decina di individui che si esibivano nello stesso simpatico gesto.
    Vediamo che dirà questa volta per giustificarsi.
    Io terrei alta la guardia piuttosto, perchè l’Italia è piena di questi fascisti da bancarella, che spacciano le loro battute idiote come fanno i negozietti di ogni dove (fatevi un giro ad Iglesias, a Santa Teresa di Gallura, o in qualsiasi località turistica della Sardegna) con i calendari di Mussolini, le bottoglie di vino con il profilo del mascellone, le magliette “molti nemici molto onore”, “boia chi molla”, ed altre fascisterie da circo come queste.

  17. Roberto Trieste says:

    A Mussolini e sopratutto alla Petacci è stato fatto un processo che se non farsa è stato almeno sommario, inoltre ricordo che insieme a loro è stato “esposto” anche Bombacci fondatore del partito comunista. Alle scuole medie queste cose non le raccontano.

    • Neo Anderthal says:

      Il traditore fascista Nicola Bombacci non è “fondatore del partito comunista”.
      Il Partito Comunista -maiuscolo, se non altro per rispetto della grammatica- è stato fondato da Amedeo Bordiga, Antonio Gramsci e Palmiro Togliatti.
      La figura del massimalista socialista Bombacci è sempre stata di secondo piano nel PCd’I, cui aderì fino alla espulsione per indegnità politica del 1927, né si rintraccia alcun contributo teorico di rilevo nella politica del Partito Comunista.
      Più avanti, almeno dal 1935 cercò e trovò protezione presso Mussolini in persona, che lo accolse come “indipendente” al soldo del regime, per poi promuoverlo consigliere nella torbida avventura della RSI.
      La sua esecuzione, per ordine del comando alleato e del Comitato di Liberazione Nazionale fu posta in essere contestualmente a quella del dittatore e della sua corte, giustiziati dalle forze di Liberazione mentre fuggivano in Svizzera sotto mentite spoglie e carichi di oro rubato all’Italia.
      Una libellistica di parte avversa alla resistenza ha recuperato dalla pattumiera questa ignobile figura, facendone un’altra figurina del fascismo da bancarella più sopra citato.

  18. gio CA says:

    Quanto siamo precisini…e fastidiosini…, la storia di Piazzale Loreto è arcinota, anche senza leggere le tonnellate di tomi che sono stati scritti sull’episodio basta buttare l’occhio ogni tanto su Rai Storia che ogni tre per due ritrasmette le varie puntate sull’avvenimento (l’ultima con la lunga intervista a Sandro Pertini che spiega quasi minuto per minuto l’evolversi degli avvenimenti e infine la scelta di appendere i corpi ai tubi del distributore di benzina).
    Credo che Buffon conosca benissimo i fatti, ha semplicemente richiamato il concetto di “gogna”, utilizzando un riferimento forse non correttissimo ma comunque utile (perchè famoso) a spiegare il suo pensiero.
    Semo tutti professorini qui…. ma po’ caridari..
    Probabilmente Biolchini aveva un po’ di tempo libero per scrivere……che la Juventus e gli juventini gli stanno sulle palle!

    • topolinoamaranto says:

      No, guardia alta, ha ragione il mio amico Alessio Deiana.
      Tanto di cappello a Buffon quando ha levato dalla porta il colpo di testa di Zidane nella finale 2006, ma mi sembra che non abbia lo spessore per avventurarsi in terreni differenti dai campi da gioco.
      Il dramma nel dramma è che questi personaggi finiscono per essere considerati dei “maitres à penser” da tanti cervelli lobotimazzati da ipercalcio, tronisti, etc.

  19. No no è fascista proprio!
    che poi uno che inneggia a Hitler conosca poco la storia mi ha sempre lasciato qualche dubbio, o una speranza, che non sia tutto coglione.

  20. Anonimo says:

    Già un quindicennio fa circa sfoggiò una maglietta con scritto “Boia chi molla!”….

  21. Raimondo Garau says:

    ma perchè, illustre giornalista Biolchini, non la smette di tranciare giudizi gratuiti e demagogici su qualunque scemata Le capiti a tiro? Non le sembra di cattivo gusto non tralasciare occasione per pavoneggiarsi della sua cultura, del suo “buon senso” e del suo cervellotico concetto della politica?

    • medardo di terralba says:

      Gentile Signor Raimondo, a me Vito Biolchini risulta indigesto da quando si è lasciato crescere il pizzetto. Mi ricorda un antipatico maresciallo dei carabinieri del miopaese che ogni volta che mi vedeva passare in motorino mi fermava e due volte su tre mi contestava qualcosa: le gomme a volte lisce a volte sgonfie, il fanalino sporco, la marmitta rumorosa, mi ricordava che le strade del paese non sono piste da corsa, ecc ecc.
      Io so che Vito non è il maresciallo di cui sopra e il pizzetto se lo dovrebbe tagliare. Tuttavia, credo che faccia bene il suo mestiere, come lo faceva il buon maresciallo di cui sopra. Mettere le cose in fila, dare loro il loro senso quando ci sfugge o ricordarcelo quando lo sappiamo ma facciamo finta di non ricordarlo, illuminare gli angoli e non fermarsi alle apparenze, tenere la schiena dritta. Tutti elementi apparentemente scontati e banali, ma che sfogliando certi “giornali”, usurpatori di questo nome ma buoni sono ad avvolgere carciofi, ci mancano. Ora realizzo che il maresciallo di cui sopra mi ha evitato sbucciature ai ginocchi e qualche gesso nonchè mi ha rafforzato il gusto agro dolce alle regole del codice. Il buon Biolchini, nonostante il pizzetto, richiama principalmente una cosa: buon senso, cultura, il concetto della Politica sono il patrimonio di una persona, da coltivare, alla bisogna usare, a volte anche pavoneggiarsene. Chi ce li ha.
      Un deferente saluto.

    • Neo Anderthal says:

      Forse perché, Sig. Raimondo, in un mondo di smemorati, o almeno di coltivatori sistematici della memoria selettiva e anedottica (la sola che serva a concedere patente di vittima a massacratori e corte annessa), non guasta ricordare che parlare dell’Italia di Piazzale Loreto nei termini ignoranti di Buffon non è un neutro espediente retorico ma è un intenzionale riferimento alle lugubri narrazioni vittimistiche dei semprefascisti.
      E Biolchini, che fa parte dell’ANPI, fa benissimo a sottolineare che trattasi di porcherie.

  22. Aldo Borghesi says:

    C’è anche un’altra possibile spiegazione della “macelleria” di piazzale Loreto: quella di rito di rovesciamento – in chiave di oltraggiosa dissacrazione – della esaltazione del corpo fisico di Mussolini, ossessivamente presentata per tutto il corso della storia del fascismo (ed anche oltre: basta dare uno sguardo oggi a molte edicole…) come strumento di fascinazione e di acquisizione del consenso. Non è cosa nuova: ne aveva scritto Carlo Emilio Gadda già nel 1945 in “Eros e Priapo”; Sergio Luzzatto ha dedicato alla questione un suo ponderoso saggio, “Il corpo del Duce”, uscito più di dieci anni fa.

    Tradotto in termini più chiari: quando un corpo viene proposto come icona con insistenza ossessiva, allo scopo di suscitare consenso, non ci si deve stupire se al momento in cui il consenso vien meno e l’idolo cade su quel corpo venga sfogata in termini materiali (piazzale Loreto) o metaforici (la cosiddetta “gogna mediatica”) la delusione per la caduta dell’idolo ed anche la frustrazione per l’essere stati indotti o costretti ad adorarlo. Che il corpo in questione sia quello di un calciatore, di una diva o di un uomo politico, poco cambia.
    Non si pretende che a questo tipo di lettura ci arrivi un calciatore, anche se gli gioverebbe visto il mestiere che fa. Ma certi uomini politici che esasperano l’uso della propria immagine come strumento di consenso e che hanno fatto anche più che la terza media, farebbero bene ad accorgersene prima che sia troppo tardi: visto che a fare scuola in questo campo sono e sono stati loro, in larga parte. Ogni riferimento…..

  23. Monica says:

    A giudicare da come parla quella di fare il calciatore dev’essere stata una scelta obbligata. E’ raro che un calciatore sia culturalmente preparato, più facile sia ignorante come Buffon. E se non si tratta di ignoranza è malafede. 0 esti scimpru o esti colluzzu. Magari un’altra volta farà riferimento ad Hammamet e alla persecuzione e all’esilio del martire Craxi. E’ da capire: è abituato a usare molto piedi e mani e molto meno il cervello.

  24. Buffon è vittima della sua ignoranza. Ha utilizzato l’immagine della “gogna” del fatto storico assimilandola alla gogna mediatica che in Italia va così di moda senza capire quante implicazioni ci fossero dietro: i valori della resistenza, la fine di un incubo. Però, caro Vito, a questo punto mi piacerebbe sapere il nome del giornalista che ha ricevuto la dichiarazione e che non ha ribattuto immediatamente chiedendo spiegazioni su una frase così fuori luogo. O forse l’ha fatto, ma lo scoop era bello che pronto…

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