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“Ed ora che si fa?”. Per costruire tutti assieme la Cagliari del futuro, arriva un “Ideario” on line per Massimo Zedda. Ecco il manifesto!

“Ed ora che si fa? Dopo i festeggiamenti, l’euforia, l’entusiasmo, come riuscire a non disperdere questa energia contagiosa che ha letteralmente sospinto il centrosinistra alla vittoria e ha regalato a Cagliari un sindaco finalmente giovane?”. La domanda se la sono già posta in tanti, ma qualcuno ha già dato anche una risposta.

Eccola qua: http://oratoccaanoi.ideascale.com/

A questo indirizzo troverete “L’Ideario per Cagliari”, una piattaforma creata da Marcello Verona (sempre lui, quello degli Open Data) per condividere le idee che si vogliono proporre alla nuova amministrazione comunale guidata da Massimo Zedda.

E’ incredibile come, improvvisamente, tutto quello che siamo lasciati alle spalle appaia così inesorabilmente vecchio, datato. Ed è straordinario come, grazie alla nuove tecnologie, sia realmente possibile una nuova forma di partecipazione dei cittadini alle decisioni dell’amministrazione.

Questo sarà un punto centrale per chi sarà chiamato a governare la città. La trasparenza sarà un punto irrinunciabile per garantire a tutti i cittadini il controllo immediato dell’operato degli amministratori.

Anche perché la mancanza di trasparenza è la condizione necessaria perché ogni giunta faccia i comodi suoi. Basta vedere cos’ha combinato solo pochi giorni fa, nel silenzio più totale, l’ormai ex sindaco Emilio Floris: prima ha nominato il nuovo rappresentante del Comune nel Consiglio di Amministrazione del Teatro Lirico, poi ha adottato una delibera sulla viabilità a Tuvixeddu e dintorni. Una vergogna.

Idee condivise, trasparenza assoluta, partecipazione dei cittadini alle scelte più importanti. Ce la farà la nuova amministrazione del sindaco Zedda?

Intanto il manifesto dell’Ideario (che vi ripropongo integralmente) lo trovate su Facebook a questo indirizzo:
http://www.facebook.com/home.php?sk=group_116440618424611&view=doc&id=151641001571239

***

Ciao a tutti.

Terminati i primi festeggiamenti, ragionavo su cosa si può fare per supportare Massimo in questo meraviglioso onere/onore e realizzare quella fantastica frase che ha smosso perfino i cagliaritani!!! : “Ora tocca a noi“.

In questi mesi credo siano successe tante cose: personalmente ho conosciuto e mi sono confrontato con tante nuove persone, ricche di esperienze ed idee. Si è pensato, da soli o in gruppi, ci si è impegnati e sforzati per pensare soluzioni, idee, programmi e ipotesi. Ci si è incontrati e scontrati, ci si è messi in gioco, ognuno con le proprie competenze e i propri sogni, con le esperienze e paure.

Si è cercato di capire il presente ed immaginare un futuro migliore. Questi mesi, questa campagna elettorale, i tanti incontri sono stati un’occasione straordinaria che ha già cambiato molti di noi. Vito Biolchini ha scritto nel suo blog concetti simili, concludendo che proprio per questo, comunque fosse andata alla urne, il 28 Maggio avevamo già vinto. Sono d’accordo, ed oggi è anche molto di più.

Quindi ora tocca a noi? Ma come fare?

Come non disperdere questo potenziale di pensiero, intelligenza e voglia di partecipare?

Provo con un’idea.

C’è uno strumento online fatto apposta per raccogliere idee, si chiama ideascale.com. Permette di scriverle, categorizzarle, discuterle, commentarle, criticarle o eleogiarle online.

Quindi permette a tutti (almeno, tutti coloro che hanno una connessione!) di partecipare, anche chi è libero solo il fine settimana, oppure in orari atipici e con le discontinuità che il lavoro, la famiglia o/e gli impegni quotidiani dettano. Anche a chi – come me – passa molto tempo in altre città, in altri paesi. Non superare il qui ed ora – che è importante – ma dilatarlo, aumentarlo.

Lo propongo a voi (noi) che abbiamo partecipato, ma ovviamente uno strumento del genere avrebbe tanto più valore quanto più sarà partecipato da tanti cittadini. Online – contrariamente che nelle relazioni in presenza – quanti più si è tanto più si ragiona bene…

Dite se vi piace, la prima idea di fare un “ideario” la trovate qui:

http://oratoccaanoi.ideascale.com/a/dtd/Un-ideario-per-Cagliari/17527-14329

e l’account che ho provato a creare è questo: http://oratoccaanoi.ideascale.com/

Marcello Verona

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53 Commenti

  1. Pingback: “Dimmi quello che pensi di me… Come mi vorresti?”. Il Comune di Cagliari si sveglia e rispolvera l’Ideario (ma non quello della campagna elettorale) - vitobiolchini

  2. Alessandro Mongili says:

    Credete veramente che l’assessorato alla cultura sia il più importante? A me sembra che i più importanti siano l’Assessorato al bilancio e quello al personale, perché il Comune è una macchina costruita a loro immagine e somiglianza (de ìs de nosu + amighixeddus vari) da troppi anni e deve essere cambiato o almeno “domato” per impostare qualsiasi politica. Poi, certo, anche io, per inclinazioni e interessi, sono curioso di sapere chi sarà e che cosa vuol fare il prossimo assessore alla cultura. Ma penso che le mie attese personali siano una cosa, le necessità della città un’altra.

  3. Mi pare che ancora una volta la grande contesa per l’assegnazione degli Assessorati avvenga sopratutto su quello della Cultura. Forse perchè non si sono chiarite le “priorità di programma” in questo campo e, conseguentmente, il “profilo” del/della titolare dell’assessorato. Perchè c’è una bella differnza fra il profilo di chi dovrebbe gestire un programma di “eventistica culturale” e quello di chi, a partire dalla consapevolezza acquisita nel girare per i quartieri “difficili” di Cagliari, avesse come priorità la crescita culturale e sociale delle periferie, cosa che richiede progetti specifici e duraturi, strumenti e risorse non residuali. Non si può parlare, come giustamente fa Vendola, di “popolazione anestetizzata” dalla cultura berlusconiana che passa attraverso la Tv (spesso l’unico possibile strumento culturale individuale presente in tutte le case) e poi non lavorare a durature proposte culturali, istituzionali e non, alternative. Non sono assolutamente contraria ai “festivals” ma bisogna anche rendersi conto che sono proposte “elitarie” (ma non per questo negative) per quanti (me compresa) vogliano trovare ulteriori stimoli per la propria crescita culturale. E, così come sono, non sono di certo esportabili in altri contesti. E, in tempi di “vacche magre”, bisogna che la gestione delle risorse si rapporti con quelle che dovrebbero essere le priorità. Bisognerebbe fare una “radiografia” degli “spazi” e dei “soggetti” presenti nei quartieri (a cominciare da scuole e biblioteche) per capire quali potenzialità possano esercitare, se certamente su di essi si investe con progetti e risorse, per una crescita culturale che, quando si mette in moto, non può che migliorare persone e contesti. Anche nei quartieri popolari “difficili” ha vinto la sinistra e sopratutto è stata data fiducia a Massimo Zedda e al movimento di giovani che lo ha espresso, ma la ” voglia di darsi una speranza” può fare in fretta a a prendere altre direzioni. Quindi, quale “mission” e quale “profilo” per l’assessore alla cultura della giunta Zedda?

    • Crescita culturale e sociale delle periferie? Sarebbe un salto di qualità fantastico.
      Ho udito un’alta funzionaria del Comune, poi passata alla Regione, propagare la banale equazione cultura in città uguale stagione lirica, ignorando candidamente tutto il resto. No comment…

      Posto che non tutti i festival si possano considera elitari, per il resto sottoscrivo le osservazioni di rita.

  4. Soviet says:

    L’idea di Marcello Verona, persona di grande intelligenza individuale, di costruire l’ideario è ottima perché sfrutta in pieno il meccanismo dell’intelligenza collettiva e quell’approccio partecipato al governo della città che potremmo definire “wikicrazia”, come lo chiama Alberto Cottica, autore del libro omonimo.
    Lo stesso Cottica, che ha presentato il suo volume a Cagliari grazie all’ottimo Mauro Tuzzolino, ha avuto modo di incontrare Massimo Zedda, che dunque di tali questioni non è digiuno. Forse un incontro Verona – Cottica potrebbe essere molto interessante per la creazione del “municipio di vetro”, l’amministrazione trasparente. Un’idea, non originale ma già realizzata in UK e anche in diverse città italiane potrebbe essere fixmystreet (www.fixmystreet.com) una piattaforma on line grazie alla quale i cittadini segnalano eventuali problemi alla città, dalle buche, ai graffitti, agli incroci pericolosi. Naturalmente non basta segnalare è necessario anche intervenire. Per questa ragione lo stesso comune potrebbe stabilizzare i propri precari, quelli generalmente adibiti ai cantieri comunali (che a volte bisogna inventarsi giusto per far lavorare qualcuno) e trasformarli in una squadra di pronto intervento: vuoi mettere segnalare un problema e vederlo risolto in pochi giorni!
    Per quanto riguarda gli eventuali assessori, per quanto ne so (e ne so) nomi sicuri ancora non ce ne sono. Ma certo alcune considerazioni è necessario farle:
    1) io non credo che i voti presi possano essere argomento valido, queste elezioni le ha vinte soprattutto Massimo Zedda, che è andato molto oltre la propria coalizione (soccombente al primo turno nei confronti del centrodestra);
    2) gli assessori devono essere non solo competenti, ma parte di un progetto collettivo di rinnovamento, parte di una squadra e devono essere capaci di ascolto attivo e di innescare processi partecipativi nelle aree di competenza;
    3) io non mi fisserei troppo su età e genere ma, tra un assessore giovane e uno anziano di pari valore, meglio il giovane, tra un uomo e una donna di pari valore, meglio la donna;
    4) o consigliere o assessore. Anche se per quanto mi riguarda credo ci siano competenze sufficienti anche al di fuori del consiglio comunale: coloro che sono stati scelti dai cittadini come rappresentanti (e si sono fatti scegliere, candidandosi) è meglio che facciano ciò per cui sono stati eletti.
    Qualche riflessione in più sul tema di genere: il nostro Consiglio comunale può vantare solo due donne, ci tengo a dire elette entrambe dalle liste Sel, Francesca Ghirra e Marisa Depau (col premio di maggioranza). Una terza potrebbe entrare, sempre da Sel, con le dimissioni di Giorgio Cugusi che dovrebbe entrare in Consiglio regionale con le dimissioni di Massimo. La mancanza di consiglieri donne è un gravissimo problema: di fatto è un consiglio che non rappresenta appieno la società cittadina che è chiamato a governare.
    Per quanto riguarda Claudio Cugusi, intanto non è vero che il Pd lo candida sempre: non so per il futuro, ma nel passato è entrato in Consiglio comunale nelle liste del PRC; in secondo luogo, credo sia utile discutere dei requisiti individuali per svolgere il ruolo di assessore (per quanto mi riguarda quelli che ho citato prima) e non i voti che ha preso o i guai giudiziari, per i quali credo abbia già stato chiamato a rispondere.

    • Soviet says:

      Sempre sugli assessori: non mi pare opportuno riproporre assessori della giunta Soru. Per quanto reputi Renato Soru, con tutti i suoi limiti, il miglior presidente della regione che io ricordi, per approccio, modalità d’azione, progetto, non c’è nessun rapporto di continuità tra quella giunta e questa.
      Una delle armi (spuntate col senno di poi) del centrodestra è stata proprio quella dell’insufflare nell’elettore l’idea della sovrapponibilità Zedda – Soru, fino al punto di inventare di sana pianta una improbabile parentela. In verità sono persone con stili, idee, storie personali e politiche completamente diverse.

    • Jacopo says:

      Riguardo l’accenno alle piattaforme partecipative, in particolare su strade e buche, segnalo che esiste da un mesetto il blog http://dossiercagliari.blogspot.com/ che si occupa proprio di raccogliere segnalazioni dei cittadini su questo tema.

    • Neo Anderthal says:

      >xxXx,°> Angh’io credo abbia già stato chiamato a rispondere.
      Coraggio compagno Soviet, un erore di stumpa, un re fuso con il copiaiclllacapita a tuuti…

      • Soviet says:

        Non è copia e incolla, è una forma di dislessia rafforzata dal fatto che rileggo raramente quello che scrivo…in ogni caso, che Cugusi sia il peggior ceffo di Cagliari, anche all’interno del centrosinistra, mi pare eccessivo. Io non lo farei assessore, ma da qui a farne il diavolo ce ne passa!

      • Stefano reloaded says:

        Questo: >xxXx,°> sarebbe il “pisci sparau a bomba”?
        Anche i Soviet possono sbagliare, ma a loro deve andare tutto il potere.

        • Neo Anderthal says:

          Yes, dear reloaded.
          Esatto: >xxXx,°> = pisci sparau a bomba”, lo distingui dal “pisci alluau” per l’occhio:

          >xXx,*>

          Su pisci alluau è poi più corto essendo di fiume (generalmente carpa)

      • Neo Anderthal says:

        🙂

  5. Tommaso says:

    Non e’ propriamente il caso criticare apertamente ancora il Dott. Cugusi per accadimenti vecchi di decenni, quando ancora era lontano dal mondo della politica ma si limitava ad effettuare il suo lavoro di giornalista. Giornalista scomodo si dira’, alla ricerca della verita’, perseguita come solo un professionista alla ricerca dell’informazione nuda e cruda puo’ operare. A servizio dei cittadini.
    Ne possono passare inosservate le quasi 900 preferenze ottenute in questa tornata elettorale, che sommate alla sua posizione di consigliere uscente ne fanno ( beh da due ore a questa parte si puo’ dire) il secondo consigliere Pd di maggioranza piu’ anziano. Tutto il resto son chiacchiere da social network, contano i fatti e, se vogliamo una giunta che apra e chiuda la porta, non si puo’ prescindere dalla sua presenza.
    Per quanto riguarda i terreni di Sa Illetta: son privati, o meglio sono una comunione di proprieta’ , incedibile a prezzo di terreno agricolo ( loro attuale destinazione d’uso), e non credo che i proprietari abbiano alcuna intenzione di farci giardinetti.
    Ma queste son cose che anche i fenicotteri che popolano la laguna di fronte conoscono.

  6. Da quasi cagliaritano, ho approfittato per proporre la mia idea: http://oratoccaanoi.ideascale.com/a/dtd/Sistema-fognario-e-scarico-a-mare/17878-14329
    Grazie Vito per la segnalazione.

  7. ZunkBuster says:

    Cesss bellina l’Ugnione Sorda che sta scopiazzando tutto dalle pagine Facebook di Radio Press nonché dal sito pubblicizzato qui …. ahahahahahahah ….. comunque per favore la Mongiu assessore no, e neanche altri nomi che sono stati fatti … Massimo Zedda va a dirigere una macchina comunale rimasta al tempo degli Aragonesi e messa male in arnese da decenni di spadroneggiamento prima democristiano, poi pidiellino. Ci vogliono persone con gli attributi e non raffinati intellettuali. Lancio una provocazione: una giunta interamente di donne. Le donne spesso dimostrano di avere gli attributi nella mente molto più degli uomini che dovrebbero averceli per natura. I nomi li troveremo.

  8. Radio Londra (nonostante er ciccio) says:

    Me ne vengono in mente 2. Terra terra ma importanti perchè riguardano le esigenze quotidiane e che hanno fatto in..zzare parecchie persone.
    La prima, secondo me essenziale anche se forse ovvia, è quella di rendere gli Uffici Comunali a misura d’uomo e di donna.
    Ricordo con terrore l’ultima esperienza capitatami quando ho avuto occasione di dovermi servire di uno sportello comunale aperto al pubblico.
    La mia prima mossa astuta è stata quella di guardare l’orario di apertura e organizzarmi in funzione di questo.
    E qui prima sorpresa e prima osservazione nello scoprire che, se uno ha sfiga di lavorare negli unici due giorni e nelle poche ore in cui è aperto il servizio, deve per forza licenziarsi o chiede re l’intercessione di Monsignor Mani.
    Ma poi, altrettanto volpinamente, uno si organizza per bene e, conoscendo i propri polli, arriva mezz’ora prima dell’apertura (non si sci mai itta pozzada capitai) anche perchè magari ha chiesto un giorno di permesso e, se qualcosa va storto, quando va a chiederne un secondo, la scelta diventa unica e unicoca: “preferisce una pernacchia a trombetta o a corpo libero?”.
    Fuori dalla porta c’è un bel foglietto in cui ci si iscrive e si aspetta il proprio turno.
    Il fatto di aver anticipato di mezz’ora produce i suoi effetti e ci si trova terzi (medaglia di bronzo… non male, non mi friganta facilmenti… a mei). All’orario di apertura la lista diventa chilometrica e uno evita di guardare specie se soffre di vertigini.
    Passa il primo, passa il secondo e finalmente…… eeee… fra pagu mi toccada…. frigaus tottusu!!!
    Ma, a quel punto, proprio per il fatto che il mondo è bello perchè è vario, ecco che capita la sorpresina…. l’imponderabile insomma.
    ANNUNCIO SORPRESA dell’unico rappresentante bisettimanale per poche ore di Radio Ufficio: “scusatemi per 5 minuti perchè mi hanno chiamato su dall’assessore”.
    Uno dice… va be, 5 minuti…
    Dalle ore 9,10 alle ore 14,25 nessuna notizia del rappresentante di Radio Ufficio fino, tanto per farla breve all’orario di chiusura.
    Non si hanno più notizie dell’impiegato per la mattinata intera, qualcuno si preoccupa e le voci si rincorrono. Si vocifera anche del fatto che sia morto l’impiegato o l’assessore, poi si scopre che per fortuna sono entrambi vivi e vegeti.
    Però di sera è chiuso e se ne parla alla prossima puntata ovvero ALLA SETTIMANA PROSSIMA.
    Le 40 persone in fila sono piuttosto incaboniscate o anatrate e minacciano con voce alta e potente: “fra pagu arribanta is elezionisi…. chi mi ddu domandinti su votu…”
    Rimane il dubbio se si saranno ricordati di quella splendida mattina quando sono entrati nella cabina elettorale. Questo rimane un mistero.
    La seconda non me la ricordo ma prometto che, al momento opportuno, me la farò tornare alla mente.

    • Felice Castelli says:

      stai per caso parlando dell’ufficio edilizia?
      lì è prassi comune questa che descrivi … 🙁
      quante mattinate perse! … 🙁
      una mancanza di rispetto per i cittadini che ho sempre trovato semplicemente vergognosa da parte dei funzionari e del dirigente in particolare:
      il giorno di apertura al pubblico dovrebbe essere SACRO e non esistono chiamate dell’assessore (che pure lui …) o riunioni o conferenze di servizio o missioni, sopralluoghi o quant’altro!
      rispetto!

  9. Fermare immediatamente la strage di alberi.In via della pineta stanno ancora potando le jacarande.Ma papoff lo legge google?Alla voce “potatura Jacarande”è ben spiegato che è una cosa da evitare sopratutto durante la fioritura. Speriamo che Massimo Zedda azzeri una scellerata cricca che sta scempiando il nostro patrimonio verde.! Auguru,auguri al nuovo sindaco.

  10. valentina says:

    Io ho l’idea migliore di tutti:

    PARCHEGGI GRATUITI per tutti i Cagliaritani…almeno un’ora.
    I cagliaritani dovrebbero poter parcheggiare gratis.
    …almeno la prima ora.
    I non residenti a Cagliari dovrebbero pagare il doppio

    • gentarrubia says:

      bella questa! la metterei in un cassetto e la ritirerei fuori al momento opportuno. sempre che il momento opportuno arrivi…
      (vedere il post successivo di Biolchini “anche per l’Anci nazionale l’anatra zoppa non esiste”)

      • valentina says:

        bongustaio!!!

        non è un’idea improvvisata…è frutto di anni e anni di studi sul campo…
        ih ih ih …pensavi fosse una stronzata?

        In effetti l’ho è! L’ho copiata pari pari da il manifesto elettorale del grande Anselmo Piras!!!
        Me lo son spiacicato sul muro A CONCH’E LETTU!!!

        • gentarrubia says:

          abbiamo visto il manifesto. tu hai letto il post di Vito dove parla di altre “prodezze” dell’indimenticabile Anselmo?

          • valentina says:

            … 🙂 ke te devo di’

            meno male ke hanno perso a furor di popolo. Adesso ce la metteranno tutta x screditare ogni azione di Zedda. Ma i loro metodi e mezzi sono obsoleti… la rete è la ns forza, la forza del popolo, la nuova agorà.

  11. Mi piacerebbe molto che il vecchio “personale-politico” (ma anche quello apparentemete “nuovo”, parecchio intriso di cultura aziendalista e poco incline alla democrazia e alla trasparenza), cagliaritano e sardo, fosse generoso, si facesse da parte e non minasse sul nascere la ricerca di una nuova politica per il bene comune e per il rinnovamento della “sinistra” e delle istituzioni. Se ci ricordiamo le dinamiche della Giunta Soru e dello schieramento, mi pare che da lì è bene che Masimo Zedda non peschi nulla. D’altra parte fra le giovani ed i giovani che l’hanno sostenuto (anche dei vari partiti e movimenti) ci sono competenze varie, onestà, spirito di servizio, ecc. e delle soluzioni “tecniche” per compensare la possibile “scarsa esperienza amministrativa” si possono trovare.

  12. Simone P. says:

    Sono un fan di Grillo anche se non condivido le ultime esternazioni sulla vittoria di Pisapia (“Ha vinto il Sistema” e credo che creare una democrazia dal basso non sia un’idea solo sua e questa piattaforma è ancora più utile ed interattiva del suo nuovo modo di fare “politica”… questo nuovo strumento penso sia POTENTISSIMO… e può essere sfruttato da un giovane come Massimo Zedda che sa che internet è una RISORSA… diamo il tempo alla piattaforma per crescere e riempirsi di spunti poi chissà 🙂 sarebbe bello vedere un’idea di un cittadino qualunque trasformarsi in realtà 🙂

  13. Ho visto zedda in tv con la fascia! 🙂

    • Io l’ho visto anche qua nel ruolo di Kaku co’is pilus longus e dopo mesi di palestra CON LA FASCIA DELLA POTENZA!!!

  14. Una idea per Massimo ce l’ho! Anzi è un vero e proprio consiglio: tieniti lontano dalle 4 M (Mattoni, Massoneria, Medicina e soprattutto Mani), sono state tra le cause del “golpe” nei confronti di Renato Soru. Ricorderai pure te, la visita di Papa Ratzinger a Cagliari: una pagliacciata in chiave elettorale orchestrata dall’oggi benedicente Monsignor Mani! Tienilo ben presente quando pensi all’attuazione dei programmi ed al varo della nuova giunta.

  15. Sto scrivendo la mia tesi di laurea proprio su questo tema. E’ un’ottima idea! Diverse amministrazioni in Europa e in Italia stanno sperimentando forme di e-democracy simili. Una comunità online a breve pubblicherà un progetto simile (http://www.ecitizens.it/wp-content/uploads/2011/06/progetto-agora-2.0.pdf)

  16. Massimo Congia says:

    Bravo Marcello
    Anche io ho inserito un’idea.
    http://oratoccaanoi.ideascale.com/a/dtd/Orti-Urbani/17643-14329
    Discutiamone.

    • arrogutottu says:

      gli orti urbani li farei a sa illetta

      • eiablues says:

        ma di chi sono i terreni a Sa Illetta?
        E poi non sarebbero davvero urbani.
        L’orto urbano è inserito profondamente nel tessuto della città. Permette l’uso produttivo (produce cibo) di spazi urbani altrimenti inutilizzati.
        Faccio notare che in via Milano, di fronte alla basilica di Bonaria, esiste un terreno (per la verità privato) che è rimasto inutilizzato da sempre.
        Giustamente non era possibile costruire anche per evidente impatto con la basilica.
        Poteva essere una IDEALE collocazione di un orto urbano.
        Facilmente raggiungibile, perfettamente esposto rispetto al sole, di fronte ad un luogo pubblico altamente frequentato e quindi anche il messaggio di collaborazione, sostenibilità e gioia che gli orti trasmettono avrebbe avuto un effetto notevole sulla città.
        Purtroppo la giunta uscente (uscita!) ha dato un colpo di coda ed à modificato i vincoli rispetto a quel pezzo di terra concedendo l’autorizzazione alla costruzione.

        • arrogutottu says:

          I terreni di sa illetta penso siano privati, ma un terreno non edificabile a destinazione agricola non costa tantissimo, è una spesa sostenibile per un comune. Penso a sa illetta anche per mantenere la vocazione agricola di quei lembi di città. Aree marginali ideali ce n’è tante in città, nella zona di calamosca, intorno ai parchi esistenti come san michele, via dei conversi, nel parco di molentargius… L’esperienza del parco nord di Milano è emblematica:
          http://www.parconord.milano.it/spazi-e-attrezzature/170

          Nei lotti inedificati di quartieri residenziali a mio avviso dovrebbe trovar spazio verde attrezzato, giardinetti per bambini e campi sportivi, non orti urbani.

          • Massimo C. says:

            @Arrogutottu
            Sa illetta potrebbe essere un bel posto per coltivazione legate a progetti sociali, ma lo immagino più per cooperative (di recupero, sostegno disagi,…) che per veri e propri orti urbani; non esiste neanche un bus per arrivarci…
            L’orto urbano o social garden puoi immaginarlo come una via di mezzo tra un orto come siamo abituati a vederlo ed un “giardinetto”. Il fine non è la produzione del pomodoro ma è il riappropriarsi del rapporto con la terra e la consapevolezza ed il rispetto dell’ambiente. I maggiori fruitori di questi spazi sono proprio i bambini ed il maggiore beneficio lo si ottiene proprio quando l’orto è sotto casa.

  17. grazie vito.
    complimenti a marcello vr.

  18. Bello!!
    Ho postato la mia idea!!

  19. Finalmente ho un posto in cui conficcare i miei sogni di Cagliari sostenibile: zero barriere architettoniche, piste ciclabili degne di questo nome, controllo degli sprechi energetici negli edifici pubblici e una grande proposta di piano energetico comunale realmente ambizioso…

  20. fabius realisticus says:

    Bellissima iniziativa, penso che se verrà utilizzata dal nuovo sindaco ( e credo proprio che Lo farà) sarà molto utile. Ho letto qualche idea che Ho condiviso, poi mi sono in Po incasinato xké il sito è un Po in inglese. mi sono registrato ma non mi ha chiesto la password! ci proverò con calma

  21. Silvestro says:

    ORA TOCCA A TUTTI NOI… DISCUTERE

    Si, ora tocca proprio a tutti noi discutere perché la vittoria di Massimo Zedda ci appartiene e dobbiamo difenderla per intero nel suo significato dirompente, proprio così. Il nostro giovane sindaco è simbolo ma anche artefice cosciente di questa vittoria elettorale, perché sin dal primo momento ha creduto nella democrazia. Il suo, infatti, non è un nome d’apparato, viene dalle primarie. Perché non è né figlio né espressione delle famiglie padrone della città. Perché è l’emblema della generazione degli under 40, quelli che hanno animato e sono stati i veri protagonisti di questa campagna elettorale, generazione di precari, stanca del proprio destino. Perché ha dato voce e speranza ai fermenti culturali vivi della città, spesso ignorati e marginalizzati. Perché si è appellato a tutte quelle Cagliari fatte dalle diverse comunità di fuori sede, persone che per motivi di lavoro, di studio prima, hanno scelto di essere residenti in questa città. Perché ha saputo intercettare le esigenze dei piccoli artigiani e dei piccoli commercianti, originari anche questi dell’entroterra sardo. E perché ha raccolto la voglia di riscatto della parte più disillusa della città, quella dei quartieri popolari.
    Massimo Zedda è quindi la nostra primavera, una primavera democratica finalmente. Discutiamo ora come nel corso dei prossimi cinque anni del suo mandato, la discussione è la linfa stessa della democrazia e devrà animare sempre questa nuova stagione. 
    I nomi circolati ieri sui giornali riguardo la composizione della nuova Giunta sono allarmanti però. Sono sicuro che sono molto lontani dalla volontà del Sindaco per quanto generati da spinte che vorrebbero condizionarne proprio la volontà.
    Cito due di questi nomi, sia chiaro che non li associo affatto in quanto riconosco loro dignità assai diverse. Uno è quello di Maria Antonietta Mongiu, già assessore della giunta Soru. La professoressa Mongiu, il cui nome si fa per l’assessorato alla cultura, non incarnerebbe certo la volontà profonda di rinnovamento che viene dalle urne. La sua passata esperienza come assessore ha fatto tanto discutere per metodi e concezione, e di sicuro proprio la sua persona non consentirebbe quel rinascimento culturale di cui ha bisogna la città. L’altro è quello di Claudio Cugusi, uomo di diverse stagioni e bandiere, condannato per la nota vicenda delle intercettazioni telefoniche. Non c’è bisogno di dire nient’altro su di lui. Tutti gli altri nomi appartengono ad alcuni consiglieri eletti o a personalità organiche ai partiti politici.
    La rivoluzione gentile iniziata e consacrata col voto di domenica può farci sperare di chiudere il capitolo del berlusconismo in Italia e non solo di mandare a casa lo stesso governo Berlusconi. Sono proprio i venti anni di cultura berlusconiana che hanno prodotto un vulnus nella nostra democrazia che rischia di non poter essere più riparato. Senza considerare gli anni di tangentopoli e quelli delle passate stagioni consociative. Per questo motivo ora i partiti politici devono fare responsabilmente un passo indietro se non vogliono strozzare la rivoluzione gentile nata con queste elezioni e devono lasciare spazio alle energie fresche e vitali che vengono dalla società.
    Massimo Zedda gode di un vastissimo consenso, consacrato proprio dal voto di domenica. Questo storico momento affida al giovane Zedda il testimone del cambiamento. È la sua prima volta, facciamo che non sia l’ultima per lui e per la città di Cagliari.
    Io personalmente mi appello a tutti miei conoscenti, amici e compagni di vecchia militanza e a quei nuovi che ho conosciuto negli ultimi mesi da quando sono tornato a vivere a Cagliari affinché su questo nodo cruciale si pronuncino pubblicamente. Non abbiate timore, parlate e scrivete, pronunciatevi in tutte le sedi. La democrazia è impegno, partecipazione, vigilanza attiva. Chi tace è complice del disastro degli ultimi venti anni. OGGI È LA FESTA DELLA REPUBBLICA, ONORIAMONE I VALORI COSTITUZIONALI

    • Mossad says:

      Concordo un po’ su tutto. Nell’ideario ho inserito i nomi di due personalità che potrebbero fare molto per Cagliari, anche senza per forza nominarli assessori ma consulenti o persone autorevoli che potrebbero suggerire linee di sviluppo o idee sulla “gestione” delle politiche urbanistiche e culturali.
      Cultura e urbanistica sono due facce della stessa medaglia e se vogliamo creare una Cagliari più funzionale e bella da vivere occorre anche una nuova idea di pianificazione urbanistica e recupero del patrimonio edilizio, storico o moderno.
      Per questo non vorrei suggerire un assessore ma penso che una personalità come l’architetto Marco Cadinu potrebbe essere una persona da ascoltare con attenzione, per la sua serietà e l’indubbia competenza in un tema come quello del recupero del centro storico.
      Alla Cultura, invece, non suggerisco ma propongo. Siccome la Mongiu, di cui si parla tanto in questi giorni e pur essendo un personaggio comunque valido, ha difetti comunicativi e una storia ideologica troppo “forte”, sarebbe meglio avere come assessore un personaggio anche lui molto competente ma più solare, aperto al confronto e meno ideologizzato come Roberto Coroneo, docente di Storia dell’Arte Medioevale all’Università di Cagliari, già Preside della Facoltà di Lettere, uno di quei pochi coraggiosi che si è opposto agli scempi dell’Anfiteatro romano e di Tuvixeddu. Vanno entrambi per i 50 (che comunque in politica è un’età “giovane”) ma sarebbero due forti segnali di discontinuità e innovazione, oltre che un premio per due fra le personalità più notevoli emerse in città negli ultimi anni.

    • La riflessione di Silvestro è davvero condivisibile e piena di senso. Esiste una “società civile” e progressista che ha scelto Massimo Zedda il quale ha saputo, con una determinazione e una capacità di lavoro notevolissime, vederla e parlarci.
      E’ accaduto di recente, invece, che la stessa “società civile” abbia individuato in Soru un riferimento credibile e lo abbia sostenuto con entusiasmo. Poi non lo ha sostenuto più perché – i motivi sono molti e la discussione non finirebbe mai – tra chi lo aveva eletto e chi aveva rappresentato così profondamente il suo elettorato c’è stata una divaricazione e “non si sono capiti più”.
      Insomma, ha ragione Silvestro: “la vittoria di Massimo Zedda ci appartiene”. Il che non significa certo che “noi” decidiamo le sue azioni e che lui deve “obbedire” alla nostra volontà, ma, semplicemente, che una novità politica grande consisterebbe nel non dover assistere alla separazione tra le nostre e le sue aspirazioni.

      I nomi che ora circolano sugli assessorati sono, spero, inverosimili e irrealistici.

    • Marcello says:

      Condivido le preoccupazioni di Silvesto.
      Di nuovo la Mongiu no. Non ho apprezzato i modi e molte scelte. Non ho apprezzato che lei, in fondo, non creda in molte delle risorse sarde, come per il mondo del teatro. Se non ci credi tu, non puoi promuovere, non puoi sviluppare. Qualcuno ha affermato che il ruolo della Mongiu sia stato di “cane da guardia” su Tuvixeddu. Può starci, era importante. Ma la cultura è molto altro. Cagliari ha bisogno di qualcuno di diverso… e preferirei possibilmente giovane.

      Condivido anche la valutazione su Claudio Cugusi. Ritengo sia impresentabile per i suoi precedenti. Peccato che il PD lo ricandidi ogni volta.

    • ZunkBuster says:

      Ma seis sempri seghendi sa matza a Cugusi, e castieisì in dom’e bosatrus che nessuno è perfetto … e non dico altro … ricordate solo chi ha fatto i murighi perché Zunk si prendesse l’Unione Sarda e Videolina …

      • Marcello says:

        Non voglio “segai sa matza” a nessuno a casa d’altri, ma il Consiglio comunale è anche casa mia. Si tratta di cosa sia più o meno opportuno.
        Ciao

        • Dani Ela says:

          Lunedì scorso, durante i festeggiamenti in piazza (ai quali ho partecipato con le lacrime agli occhi per la commozione!) guardavo il nostro sindaco e pensavo che non avrei voluto essere al suo posto per niente al mondo! Sia per le aspettative che tutti noi abbiamo nei suoi confronti, sia per le pressioni che dovrà subire da tutte le parti per l’assegnazione delle poltrone. Credo che questa occasione non vada sprecata, perché per una città come Cagliari, è un miracolo. Spero che Massimo Zedda riesca ad imporsi alle logiche di partito che solitamente regolano la spartizione degli assessorati, ma temo che qualche concessione dovrà farla.
          Claudio Cugusi, che ci piaccia o no, ha ottenuto 846 voti,di questo probabilmente Zedda non può non tenere conto… La Mongiu non ha lasciato un buon ricordo di sé e non sarebbe certo un segno di rinnovamento…
          Io ammiro Renato Soru, credo che abbia fatto molto per la Sardegna, ma sono anche perfettamente cosciente degli errori che ha fatto durante il suo mandato, uno fra questi è stato circondarsi di collaboratori non sempre validi, capaci e limpidi. Spero davvero che Massimo Zedda non faccia lo stesso errore. Ha la fortuna di poter contare su parecchie persone competenti che fanno parte delle liste che lo hanno sostenuto, gli auguro, anzi “ci” auguro, di saperne fare buon “uso”.
          Mi piace l’idea di Marcello, e credo che possa essere molto utile al nostro nuovo sindaco, che ha auspicato una partecipazione attiva di tutti i cittadini.

        • ZunkBuster says:

          E’ anche casa di chi Cugusi l’ha votato però … Cagliari è un paesone e sappiamo tutto di tutti, di chi è di destra, di chi è di sinistra, di chi era di destra ieri e di chi sarà di sinistra domani, magari per opportunismo. Secondo me non è opportuno che Cugusi diventi assessore, ma il linciaggio che vedo nei suoi confronti è davvero fastidioso … se poi il problema è il suo precedente giudiziario, non voglio dire altro qui, ricordatevi cosa emerse in occasione dell’inchiesta P3 e di certe telefonate mai chiarite di Cappellacci. Non santifichiamo la magistratura sempre e comunque solo perché dall’altra parte c’è Berlusconi, come tutti sono uomini e commettono errori, vedasi cosa è successo da poco a Soru e prima ancora a Graziano Milia.

    • riccardo says:

      o silvestro tui sesi? dallo stile direi di si e mi riconosco in tutto. Spero innanzitutto come te che il “compagno Cugusi” non faccia l’assessore. Per vecchi panteroni come noi già trovarlo nelle file della sinistra ci pare quanto meno strano

  22. Vendemmia says:

    è una bella idea…speriamo la seguano!

    • valentina says:

      Concordo perfettamente, ankio son una fan di Vedelago, e ho votato positivamente la tua proposta. Più che un’idea la definirei l’unica via perseguibile se non vogliamo definitivamente soccombere sotto i ns. stessi rifiuti. L’amministrazione di Cagliari nella gestione del problema rifiuti è stata finora fallimentare e devastante per l’ambiente; bisogna infatti ricordare che tutta “l’aliga” incenerita inquina irrimediabilmente l’aria che respiriamo, che il termine “Termovalorizzatore” è un neologismo orwelliano.
      Noi residenti del quartiere di Mulinu Becciu e Su Planu proporremmo anche la soluzione del problema della discarica-inceneritore abusivo del campo sosta 554 di proprietà del comune di Cagliari, che da 15 anni, funziona a pieno regime costringendoci a respirare diossina; 15 anni di violazione del nostro diritto inalienabile alla salute, che nonostante le nostre quotidiane lamentele si perpetra e perpetua nell’indifferenza generale di forze dell’ordine “tutte” e concittadini degli altri quartieri (che credono di non essere toccati dal problema).

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