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25 aprile a Cagliari: 500, eroici, sotto la pioggia! Ma oltre alla militanza, serve l’organizzazione (che la sinistra non ha più)

Portare in piazza oltre 500 persone il giorno di Pasquetta e per di più sotto una pioggia autunnale non è un’impresa da sottovalutare. Per cui, possiamo serenamente affermare che la celebrazione del 25 aprile a Cagliari è stata un successo. Ci siamo divertiti ed eravamo felici. Personalmente poi, collocherò il ricordo di questo bagnatissimo 25 aprile vicino a quello del corteo romano contro la Falcucci (pioggia incessante lungo tutto il percorso, 5 dicembre 1986) e la partita di Coppa Uefa Cagliari-Trabzonspor (4 novembre 1993).

Chi si aspettava quattro gatti in piazza ha sbagliato previsione: la città ha risposto, compatibilmente con le sue forze. E qui sta il guaio: perché oggi in piazza c’erano i militanti ma mancavano le grandi organizzazioni di massa. Che a Cagliari non esistono più.

Assolvo il sindacato che sta dando moltissimo e anche per questo 25 aprile non si è tirato indietro. È chiaro però che la Pasquetta e le imminenti mobilitazioni non hanno consentito a Cgil, Cisl e Uil di dare il massimo.

E i partiti, dov’erano? I ragazzi di Sel si sono visti con le loro bandiere e assieme al candidato sindaco, Massimo Zedda. Presenti anche il Partito Comunista dei Lavoratori, i Verdi, i Rossomori e la Federazione delle Sinistre. Ma il Partito Democratico dov’era? Abbiamo visto qualche candidato, qualche notabile e qualche quadro: ma è troppo poco. Nemmeno una bandiera, nemmeno quella che l’anno scorso brandivano orgogliosamente due anziane signore.

Il 25 aprile è una festa viva, vera. Oggi in piazza, per la prima volta negli ultimi anni, numericamente i giovani superavano gli adulti e gli anziani. È un buon segno che va assecondato. I partiti però sembrano non crederci. O meglio, i partiti non possono più crederci, perché come forze organizzate capaci di mobilitare grandi masse non esistono più.

La debolezza del Pd non deve far gioire nessuno. Perché è il partito più grande dello schieramento di centrosinistra, senza il quale nessun rinnovamento della società italiana è possibile. Ma il Pd cagliaritano, appuntamento dopo appuntamento, sta mettendo in mostra non tanto l’esiguità dei suoi valori quanto l’inconsistenza della sua organizzazione. Il virus colpisce anche gli altri partiti di centrosinistra, per carità: ma il Pd in maniera più violenta.

Se non si lavora sull’organizzazione del consenso, è inutile costruire un’alternativa culturale a Berlusconi. Perché, come dice Giorgio Bocca in un’intervista a Lettera 43, “le persone per bene, civili, in questo momento non contano niente”.

In conclusione, una bella notizia. Stamattina alla manifestazione ha preso parte anche il candidato del centrodestra alle prossime Comunali, Massimo Fantola. Tenuto conto che dal 1994 od oggi i sindaci Mariano Delogu ed Emilio Floris si sono visti raramente perfino alla celebrazione davanti al Monumento ai Caduti, la presenza di Fantola in via Sonnino mi sembra un elemento di discontinuità di cui bisogna dare atto.

26 Commenti

  1. Andrea says:

    Imbarazzante l’assenza dei rappresentanti istituzionali del PD cittadino. Neanche il capogruppo in comune, Ninni Depau ( che non abbiamo mai visto in piazza il 25 aprile). Era pieno di gente del Partito Democratico ma mancavano i suoi rappresentanti eletti nelle istituzioni. Per continuare a citare Moretti “con questi dirigenti non vinceremo mai”.

  2. Monica says:

    Io c’ero, e sinceramente sono rimasta parecchio delusa. Pensavo che il momento contingente avrebbe portato le persone in piazza, invece ho dovuto ricredermi. Evidentemente siamo più un popolo che spende molte parole, ma quando è il momento dei fatti la voglia di fare festa, anche se sotto la pioggia, supera di molto la voglia di partecipare e di protestare, nonostante la gravità della situazione attuale. Non mi dilungo sulla pochezza delle istituzioni che vengono pagate con soldi pubblici e si rifiutano di riconoscersi nella repubblica italiana nata dalla resistenza, e che se fossero coerenti con le proprie idee rifiuterebbero qualunque incarico pubblico ( e se fossero ancora più coerenti se ne andrebbero dall’Italia). Non ho potuto fare a meno di ricordare il 25 aprile di pochi anni fa presenziato da Soru. La gente era notevolmente di più e i partiti del cosidetto centrosinistra non fecero gli ospiti ma parteciparono all’organizzazione. Ieri sembravano passati li per caso giusto perchè, alla Moretti, non riuscivano a decidere se li si sarebbe notati di più se non ci fossero stati o se, pur essendo presenti, fossero rimasti in disparte. Se queste sono le premesse, è inutile fare le elezioni. Risparmiamo soldi e consegnamo di nuovo la città al centrodestra a tavolino.

  3. giovanni dore says:

    Solo una notazione di cronaca: c’eravamo anche noi dell’IDV, pochini (luigi maceri, andrea zucca, marco isola, alessandro de agostini, io – anche se un po’ in ritardo – e qualche altro) e senza bandiere. Ma abbiamo voluto essere presenti per il significato che la festa della liberazione ha (o dovrebbe avere) per tutti gli italiani che credono nella democrazia e nei principi della costituzione.
    Senza polemica, ma – a mio parere – chi si allea con la Destra, la Santanchè e (IR)Responsabili vari, per coerenza avrebbe fatto bene a rimanere a casa.

  4. A. Gregorini says:

    Fossi stato in città sarei certamente venuto e non sapevo neanche che Fantola avesse partecipato. Chi dice, anche in questo sito, che l’azione di Fantola sia un semplice frutto di posizionamento elettorale non conosce la persona ma, soprattutto, nega il senso della festa della Liberazione.
    Questa non può essere solo la festa della sinistra e, soprattutto, di quella con la falce e il martello.
    Le associazioni e i partiti LIBERALI rappresentarono una parte fondamentale del movimento di liberazione nazionale e di resistenza contro i fascismi, tutti.

    • Soviet says:

      Tutto giusto, ma poi, quando bisogna prendersi un po’ di pioggia, tutte queste associazioni liberali dove sono, in pasticceria? Forse la lotta ai fascismi valeva per i loro nonni, forse ancora un pochino per i padri, ma i figli cosiddetti “liberali” mi pare che non sentano molto il peso di un autoritarismo soffice, quando questo paga lautamente.
      La falce e martello non ha l’esclusiva, ma in piazza c’è sempre, bandiere liberali no e stia tranquillo che nessuno le avrebbe cacciate.
      Forse avevano di meglio da fare.
      Per quanto riguarda il suo Fantola, se avesse una qualche sensibilità di questo tipo avrebbe fatto rimuovere la bandiera con la croce celtica quando si è presentato ai suoi alleati fascisti!
      Ma forse lei era fuori città anche in quell’occasione.

    • Massimo says:

      Peccato che Fantola si sia ricordato solo quando è stato candidato a sindaco di Cagliari. Io nei dodici anni precedenti non l’ho mai visto, così come non ho mai visto gli ultmi due sindaci della città. Spero di vedere il prossimo partecipare, ogni anno, al corteo. Fa molto democratico ricordare che il 25 aprile dovrebbe essere la festa di tutti gli italiani antifascisti ma poi la teoria si disgiunge dalla pratica quando, la mattina, si decide di non partecipare o di partecipare a seconda delle convenienze. Per quanto riguarda i liberali non furono proprio l’avanguardia delle truppe partigiane, anzi, in certe regioni non esistevano per niente. Forse pensava agli azionisti ma questi erano tutt’altra cosa rispetto ai liberali.

    • Neo Anderthal says:

      Giustissimo, la Liberazione è di tutti, ma non è certo colpa della sinistra se altre aree democratiche pure storicamente legate alla Resistenza sono -come al solito- impegnate in altro.
      Quanto al Fantola antifascista io ci credo senza meno, e quindi mi rallegro di cuore alla benvenuta conferma.
      Ma il Fantola Antifascista l’avrà ben specificato ai suoi alleati e cordiali interlocutori sia del PDL che della Destra di ‘Sto Race?
      https://www.facebook.com/event.php?eid=168186029902095
      Sembrerebbe di no, o almeno non del tutto, certamente non si è diffuso sull’argomento -siamo gente di mondo, si sa-.

      L’ha fatto presente ai semprefascisti che hanno decorato, tanto per fare un esempio, i giardinetti e le vie di Cagliari dedicandoli a Podestà vari e financo al capo delle squadracce fasciste che diedero assalto -respinte in doveroso atto di prima resistenza- la abitazione di Emilio Lussu?

      E’ lo stesso Fantola che rassicura con la sua presenza i giovanotti ben fotografati nella riunione regolarmente postata su Facebook e ripresa nel precedente post di Vito?

      http://vitobiolchini.wordpress.com/2011/04/05/comunali-a-cagliari-a-chi-il-comune-a-noi-gli-alleati-de-la-destra-accolgono-fantola-con-il-saluto-romano-vedere-per-credere/
      Io ho visto, anche qui, e mi pare di poter credere:
      https://www.facebook.com/media/set/fbx/?set=a.214330488584365.71636.100000222459341

      Ultima: nella riunione in questione era rappresentata con il vertice locale anche una associazione cultural-politica dal significativo acronimo, che raccoglie diversi esponenti delle varie organizzazioni di destra, il “Progetto Nazionale Fiamma”. Gran bel progetto, mi sembra.
      E non suona male neppure la sigla P.N.F., dove mai l’ho già sentita? Forse nel curriculum di qualche candidato per Fantola Sindaco Antifascista.

      Gregorini, lei non mi ha convinto per nulla.

    • Alessio Deiana says:

      Ma per piacere!
      Vede, chi partecipa ogni anno, come me, alla festa della liberazione, sa distinguere molto bene i liberali (di qualsiasi partito) dagli ipocriti (di qualsiasi partito) che si presentano solo in campagna elettorale.
      I primi sono ovviamente ben accetti, i secondi fanno ridere.

      Io, Fantola non l’ho mai visto, ad una manifestazione del 25 aprile.
      Fa piacere che quest’anno sia sia ricordato della ricorrenza. Strana coincidenza, però fa piacere. Meglio tardi che mai.
      Il 25 aprile non è la festa della sola sinistra, è vero. Questa è l’affermazione tipica di chi non vi ha mai partecipato, e parla per sentito dire. Il 25 aprile è la festa degli antifascisti, dei partigiani, della libertà riconquistata, della democrazia, persino della costituzione nata dalla lotta di liberazione; è la festa degli uomini che si sono liberati dell’oppressione; è la festa di chi ha a cuore la memoria e l’uguaglianza.
      Sicuramente non è la festa di chi, negli ultimi vent’anni (quelli di cui sono testimone), di festeggiare questa ricorrenza se ne è “fregato” (verbo che non uso a caso) e si è elettoralmente posizionato al Poetto.

    • Stefano reloaded says:

      I partigiani furono “soprattutto”, numericamente parlando, quelli che combatterono sotto le insegne di falce e martello.
      E’ “soprattutto” grazie a loro che oggi lei può scrivere liberamente in questo come in altri luoghi.

  5. …le fabbriche di Nichi (non si capiva)

  6. I partiti sono morti.

    Meglio un movimento nato su internet (popolo viola) o spontaneamente (la manifestazione delle donne) che hanno mosso 1 milione di persone.

    movimento a 5 stelle e FLI si stanno organizzando via internet, gli altri sono fermi. forse solo SEL con le fabbriche.

  7. Nicola says:

    La questione che Vito pone esiste, mi verrebbe da dire che è il problema. L’assenza delle forze politiche la si avverte da anni nelle attività di preparazione del 25 aprile. In occasione del sessantesimo anniversario le iniziative durarono una settimana tra mostre d’arte, tre rapprsentazioni teatrali, una rassegna di cortometraggi, mostre fotografiche e dibattiti. Anche in quell’anno la partecipazione attiva fu molto relativa, anche dal punto di vista del finanziamento. È certamente positivo trovare le bandiere in piazza ma questo non risolve il problema. Con tenacia il comitato locale ha comunque deciso di andare avanti, anche quest’anno, e le presenze di ieri premiano lo sforzo fatto: penso sempre che chi ha responsabilità organizzative e politiche, anche associative, deve dare alla cittá l’opportunità di manifestare nell’anniversario della liberazione. Sono anche io positivamente colto dalle presenze di ieri in piazza, che riflettono un certo dinamismo presente nelle associazioni. Forse l’anno prossimo sarà bene organizzarsi per tempo con un appello, sarà chiaro chi risponde presente o assente. Gli appelli, con le adesioni, si possono sempre pubblicare. Le sigle contenitore a volte fanno nascondere meglio.

  8. Io credo che la presenza di Fantola sia solo una mossa da campagna elettorale, non foss’altro perchè gli anni passati non ricordo di averlo visto.

  9. spessotto says:

    Stamattina è stato bello vedere tante persone sfilare sotto la pioggia, un bel messaggio per tutti coloro che credono che la Liberazione sia una festa da spazzare via senza troppi problemi. Purtroppo anche io ho notato una partecipazione “tiepida” da parte del PD che nel bene o nel male resta pur sempre il principale partito del centrosinistra. Concordo con l’analisi di Vito, senza un’organizzazione, una struttura non potrà andare molto lontano. Sembra incredibile ma sono bastati poco più di venti anni per distruggere una “macchina” come quella del vecchio PCI. Appare evidente che non si può continuare a vivere con l’ossessione di Berlusconi, le forze di sinistra devono cercare di andare oltre, c’è un Paese da ricostruire! Proporre un’alternativa valida sarà molto difficile, per farlo occorrerà una partecipazione decisamente superiore a quella attuale.

    P.S: Vito grazie per avermi ricordato l’incredibile esperienza di Cagliari-Trabzonspor! Acqua come non se ne era mai vista, per scaldarci tra primo e secondo tempo tutti nell’anello inferiore della Curva Nord a saltare!! E poi di nuovo sù per incitare il magico Casteddu!

  10. rito dal chieso says:

    aiuto! aiuto! aiuto!
    Mi si è liquefatto il pd!
    Possibile che oggi mancassero quasi tutti i candidati (presenti davide carta, fabrizio rodin e pochi altri…),
    quasi tutti i consiglieri regionali,
    quasi tutti i parlamentari (presente amalia schirru),
    quasi tutti i membri delle segreterie (presente yuri marcialis, solo come un cane, non pervenuto thomas castangia).
    Bhe? Tutti a picchettare a villasimius?
    Guardate che stavolta non vi votano nemmeno “a sfregio”! Cosa bisogna fare per riesumarvi?

  11. Poche chiacchiere, quando un partito antifascista non tira fuori le sue bandiere per il 25 aprile è un partito che non c’è. Dov’erano i consiglieri regionali, gli onorevoli, i pezzi da novanta ? dov’era l’organizzazione di partito?. Nulla. C’erano molti candidati alle prossime comunali ma forse per motivi diversi da quelli che hanno ispirato i nostri partigiani.
    Con i tempi che corrono questo 25 aprile doveva essere diverso, partecipato, gridato. Invece è bastata un pò di pioggia, o forse neppure quella, a intimidire e lasciare sotto le coperte i nostri baldi giovani.
    Cosi non si va da nessuna parte, e si rischia molto. Occorre ricostruire al più presto un tessuto di militanza disinteressata, ma per far questo, occorre che i partiti di centro sinistra siano sempre coerenti con i loro valori prima di ogni altro interesse di bottega. Altrimenti saranno i bottegai e i loro clienti a prevalere e a mercificare qualunque attuvità pubblica.

  12. gianni says:

    Caro Vito, è un buon segno, senza dubbio. Così come non v’è alcun dubbio sulla scarsa partecipazione del Pd che ha paura di sembrare superato e, magari, perfino di sinistra.
    Quei 500 cittadini sono l’espressione di una quantità di persone, molto più numerosa, che in vario modo è contro quell’immagine conservatrice e borghesissima della città rappresentata da Fantola.

  13. Andrea Todde says:

    “Ma il Partito Democratico dov’era? Abbiamo visto qualche candidato, qualche notabile e qualche quadro: ma è troppo poco.”

    Tra candidati, dirigenti, notabili (se preferisce questo termine), militanti noti, militanti che lei evidentemente non conosce (come me): diciamo che del PD c’erano 50/60 persone. A me, su 500, sembra una buona partecipazione.

    • rito dal chieso says:

      il 10% (tra l’altro senza bandiere… che c’è? ci si vergogna) di una sparuta minoranza sarebbe una buona partecipazione? Alla faccia della vocazione maggioritaria!

      • Andrea Todde says:

        Sì, se il 10% di una manifestazione popolare è formato da iscritti e dirigenti di un partito, mi sembra una buona partecipazione di quel partito, mentre mi è dispiaciuto che fossimo pochi in assoluto.
        Anche io ho notato l’assenza di bandiere, ma non mi sembra una pecca tanto grave da meritare l’utilizzo del tuo evidenziatore… ma se ti fa stare meglio.
        Comunque andiamo avanti, le elezioni sono fra 3 settimane, mi auguro che Zedda vinca e perché ciò avvenga credo serva un bel risultato di tutti i partiti della sinistra, capisco che qualcuno preferisca stare a contare bandiere e percentuali di ogni singolo partito, a gareggiare a chi è più di sinistra, ma a cosa serve? Ripeto andiamo avanti, uniti come fanno le coalizioni serie, lavoriamo gli uni per gli altri nel sostenere Zedda.

  14. io c’ero, del PD c’era Mlia (ed è tutto dire). E tu o vito a giubbotto fantoliano. Con il trabzonspor però mi ero divertito di più

  15. Vito, tutto giusto. Solo che qualche tempo fa – e tu lo hai messo bene in evidenza – lo stesso Fantola partecipò a una iniziativa elettorale in cui campeggiava bella bella una croce celtica.

    Ora, va bene il segno di discontinuità oggi (anche se Floris e Delogu non mi sembrano ottimi metri di paragone) ma il candidato del centrodestra non ha mai detto nulla su quella iniziativa.

    Sono d’accordo sul fatto che in questo periodo ci si debba far vedere ovunque, ma ogni tanto un po’ di coerenza non farebbe male. Anche su quello che si dice in giro.

    Mi ricordo il primo faccia a faccia tra lui e Zedda al T-Hotel. Fantola parlava della strada che avrebbe dovuto tagliare Tuvixeddu e della metropolitana sotterranea come due elementi fondamentali per il futuro di Cagliari. Suscitò qualche risata e diversi mugugni e poi, oplà, doppio carpiato all’indietro e via dal programma entrambe le cose. Se non ci credete, in rete potete trovare le testimonianze video.

    Non so, io per Cagliari voglio un sindaco con le idee chiare. E Fantola non sembra averle.

    (Un suggerimento a Banana, posso Vito? Nella prossima parodia metterei “Arturo Brachetti intervista Massimo Fantola”: ma devi essere veloce a taggarli, che i due in quanto a trasformismo sono bravissimi).

    Un saluto

  16. Marieclaire says:

    E a proposito di assenze: a Nuoro nemmeno un manifesto a commemorare il 25 Aprile. Ma Nuoro non era una città “di sinistra”? Che insopportabile sciatteria istituzionale! Eppure ieri, domenica di Pasqua, il sindaco era presente a S’Incontru vicino al vescovo, ovviamente non con la fascia tricolore. Ma un’amministrazione, tanto più di sinistra, non dovrebbe celebrare una ricorrenza fondamentale per la nostra Repubblica, o pensano che sia solo un randez-vous di irriducibili? Magari il sindaco Bianchi crede che il Presidente della Repubblica che commemora la Resistenza forse non aveva nessun invito per la scampagnata di Pasquetta. Invece un comitato ha deposto una corona per i nuoresi morti per la resistenza, in cimitero. Tutto come un fatto assolutamente privato, come se non riguardasse la storia del paese. Mi è mancata molto la cerimonia a Cagliari. Buon 25 Aprile a tutti.

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