Cagliari / Sardegna

Roba da matti! Ecco l’esposto di Gisella Trincas dell’Asarp contro lo psichiatra Antonio Tronci: “La Casamatta non è un lager, da lui solo accuse false”

Intorno alla psichiatria, ai modelli di intervento sul disagio mentale e sulle risposte da dare a chi si trova in una condizione di sofferenza, in questi ultimi anni si è scatenata in Sardegna una battaglia senza esclusione di colpi. Alcuni casi clamorosi (sfociati anche in processi penali, come quello per la morte nel reparto di Is Mirrionis dell’ambulante di Quartu, Giuseppe Casu) hanno esasperato lo scontro. Alcuni medici non hanno esitato neanche ad attaccare duramente chi da anni è impegnato nella piena applicazione della legge 180. Gisella Trincas, che da anni guida l’Asarp (l’Associazione Sarda per la Riforma Psichiatrica), ora ha presentato alla procura di Cagliari un esposto contro lo psichiatra Antonio Tronci. Ve lo propongo integralmente.

***

PROCURA DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE DI CAGLIARI

Ill.mo Signor Procuratore,
io sottoscritta GISELLA TRINCAS, nata a Cagliari il , residente a Quartu S.E. in via ,

espongo:

nel 1995 l’ASARP (Associazione Sarda per la Riforma Psichiatrica) ha aperto una struttura residenziale per sofferenti mentali. Nel 1997 tale associazione ha fondato la ONLUS denominata “ASARP Casamatta”, di cui sono presidente, perché gestisse quella struttura. Le otto persone che abitano la casa sono tutte in cura presso i Centri di Salute Mentale della ASL n. 8 di Cagliari.

Il 27 luglio e il 14 agosto del 2009 la struttura che ospita Casamatta, ubicata in via Is Arenas n. 92 a Quartu S.E., è stata oggetto di due distinte ed accurate ispezioni del NAS dei Carabinieri di Cagliari, a seguito delle quali è stata acquisita copiosa documentazione relativa alla gestione della struttura.

Nel corso delle ispezioni ho avuto modo di apprendere che l’interessamento dei Carabinieri scaturiva da un esposto contenente gravi accuse nei confronti di Casamatta e della sua presidente, a firma di Antonio Tronci, uno psichiatra che lavora presso il Servizio di Diagnosi e Cura dell’Ospedale SS Trinità di Cagliari. In quella circostanza, tuttavia, non avevo la possibilità di conoscere nel dettaglio il contenuto dell’esposto, stante la segretezza imposta dall’indagine in corso.

Il 28 ottobre del 2009, il quotidiano “L’Unione Sarda” pubblicava un articolo a firma del dott. Tronci dal titolo “Le scuole di pensiero non curano i pazienti” (doc. 4), contenente offese di vario genere nei miei confronti e dal cui tenore potevo constatare quali erano state le ragioni che avevano indotto il dottor Tronci (che io non conosco personalmente) a presentare l’esposto contro Casamatta: nell’articolo si leggono aperte critiche contro le denunce
dell’ASARP relative alle morti sospette avvenute presso SPDC del SS Trinità, l’ospedale presso il quale il Tronci lavora.

A seguito dell’archiviazione dei procedimenti scaturiti dalla denuncia del dott. Tronci (doc. 2 e 3), ho finalmente potuto prendere visione dei relativi atti d’indagine, e con essi dell’esposto da cui tutto ha avuto origine.

Il 21 luglio del 2009 il dottor Tronci si presentava presso il NAS di Cagliari, dove formalizzava il deposito di una denuncia a sua firma avente ad oggetto numerosi argomenti (doc. 1). Vi si legge che gli ospiti di Casamatta sono sottoposti a maltrattamenti in forma di percosse e di particolari incurie; che l’alimentazione è degna di un lager, esclusivamente a base di prodotti surgelati mal conservati, che il cibo fornito è insufficiente tanto che alcuni
pazienti per il livello di magrezza sono a rischio di morte per inedia; che le condizioni igienico sanitarie sono assolutamente inadeguate. E ancora – recita l’esposto – presso la casa risiedono pazienti (omissis) per i quali la struttura avrebbe percepito del denaro pubblico destinato all’attuazione di programmi terapeutici mai realizzati
(da cui è scaturito un procedimento per truffa poi archiviato). Nella denuncia si prospettano inoltre scenari inquietanti su alcuni infortuni accaduti all’interno della struttura, ipotizzando responsabilità di vario tipo ascrivibili alle modalità di gestione della casa. E ancora, somministrazione delle terapie senza alcun criterio né competenza (da cui è scaturito un procedimento per esercizio abusivo della professione medica poi archiviato) e conservazione dei farmaci in locali e a temperature inadeguati. I pazienti, ad eccezione di mia sorella, anche lei ospite della casa, verserebbero in condizioni di abbandono, relegati e nascosti deliberatamente all’attenzione dei medici di base, senza alcuna cura per l’igiene personale (molti pazienti non vengono lavati anche per 10-15 giorni) e per l’igiene locale. L’esponente arriva persino ad ipotizzare uno sfruttamento delle risorse economiche assistenziali dei pazienti i quali in alcuni casi sembrano essere titolari anche di più di una pensione. Da ultimo si asserisce che le documentazioni, anche quelle relative allo stato dei pazienti, sono regolarmente falsificate con lo scopo di ottenere l’accesso a finanziamenti altrimenti negati.
A completare il quadro di questa “casa degli orrori”, l’esponente afferma che strategicamente il campanello è fuori uso, per cui è necessario bussare o trovare il modo di farsi sentire per accedere ai locali, come ad evitare che qualche intruso possa accedere alla struttura e scoprire le nefandezze che vi si celano!

Orbene, tali affermazioni sono tutte assolutamente false, e sono state recisamente smentite dall’attività d’indagine espletata; tanto che i due procedimenti cui l’esposto ha dato origine (il n. 8294/09 R.N.R. ed il n. 487/10 R.N.R.) si sono conclusi con l’archiviazione.
In particolare, già nelle prime fasi dell’indagine, il NAS ebbe modo di rilevare che le camere dei pazienti erano in condizioni igieniche strutturali sufficienti; che nella mansarda (dove il denunciante afferma siano custoditi i farmaci) non si è rilevata una temperatura non idonea alla permanenza delle persone e nell’ambiente non era collocato l’armadietto dei farmaci; nell’ambiente sito nel sottopiano della struttura non erano accatastati rifiuti ma solo mobili e suppellettili varie; l’impianto citofonico funzionava perfettamente. E ancora, quanto ai pasti si è potuto accertare che i pazienti, in merito al livello quantitativo e qualitativo, non hanno riferito anomalie, e che ogni paziente ha la sua tabella dietetica personalizzata e i pasti sono composti da alimenti sia surgelati che freschi (doc. 5).

Quanto agli altri profili di responsabilità prospettati nell’esposto a firma del dott. Tronci, la truffa e l’esercizio abusivo della professione medica, la valutazione qualificata ed approfondita della magistratura ha consentito successivamente di escludere la sussistenza di profili di responsabilità che avessero rilievo penale.

Tutto ciò premesso chiedo che si proceda ai sensi di legge alla punizione del sig. Tronci Antonio, nato a Cagliari , residente a , per i reato di calunnia, e/o per gli altri reati che la S.V. vorrà ravvisare nei fatti esposti, opponendomi alla definizione del procedimento con decreto penale di condanna e chiedendo fin d’ora di essere avvisato circa una eventuale richiesta di archiviazione o di proroga delle indagini.

Nomino miei difensori gli avvocati Mario Canessa e Dario Sarigu del Foro di Cagliari, presso il cui studio in via Barcellona 2 eleggo domicilio, delegandoli al deposito del presente atto.

Allegati:
1. esposto a firma di Antonio Tronci con relativo verbale di ricezione in data 21/07/2009;
2. decreto di archiviazione nel proc. pen. 8294/09 r.n.r. e relativa richiesta;
3. decreto di archiviazione nel proc. pen. 487/10 r.n.r. e relativa richiesta;
4. copia dell’articolo a firma di A. Tronci pubblicato sul quotidiano L’Unione Sarda del
28/10/2009;
5. verbale d’ispezione igienico sanitaria del NAS di Cagliari in data 27/07/2009
Cagliari, 18 apr. 11

Gisella Trincas
Avvocato Mario Canessa
Avvocato Dario Sarigu

15 Commenti

  1. Anonimo says:

    Ci sono!…qualsiasi cosa sappiate che non siete soli,vi seguo e combatto parallelamente lontano da voi…,,,al nord e ricordiamoci di non perdere mai il coraggio anzi trasmettiamocelo costantemente ne abbiamo bisogno tutti in un periodo storico come questo!!…….
    LA PAURA BUSS0′ ALLA PORTA …
    IL CORAGGIO ANDO’ AD APRIRE…. E NON TROVO’ NESSUNO!
    UN GRANDE ABBRACCIO A TUTTI

  2. Aiuto… qualcuno mi può indicare a chi rivolgermi ? Ho un fratello sofferente che vive nel buio da diversi mesi, tappi alle orecchie giorno e notte, preferisce morire piuttosto che stare male ( “di testa”). Io preferisco un fratello malato e vivo che un fratello da visitare al cimitero. I miei non capiscono e non fanno nulla!!

    Che vergogna quanto ho appena letto… Ho sentito parlare benissimo del Dott. Tronci da un cara amica che lo ha conosciuto personalmente per necessità familiari ma evidentemente… prima che il lume della ragione gli si affievolisse, magari era anche un bravo psichiatra. Scagliarsi contro chi tenta di fare del suo meglio per dare una mano a famiglie che forse mai riceveranno un aiuto dallo Stato è deplorevole. La malattia mentale non ha bandiere, non è di sinistra nè di destra, è un grande problema per i familiari dei colpiti, e chiunque faccia qualcosa di utile va sostenuto non combattuto. Qualcosa di vero Dott. Tronci la dice, vedi <> (nei manicomi) e <>, ecco perchè avrebbe fatto meglio a cercare una collaborazione sinergica con la struttura gestita dalla Dott.sa Trincas, piuttosto che demonizzarla.

    Un abbraccio a tutti

  3. L’associazione Asarp ha fatto moltissimo per mia figlia che dal 1 di marzo non c’è più. Sono convinto che presso la sede di via Diaz, che conobbi personalmente, ha potuto partecipare di una vita sociale con confronto con altre persone affette da sofferenze psichiche e coinvolgimento degli stessi familiari traendone ampi benefici. Credo che centri di questa tipologia vadano incrementati a macchia d’olio sul territorio. Pur consapevole che l’intervento su mia figlia dovesse in determinati momenti essere di ampio dosaggio terapeutico, faccio presente che le comunità che la mamma interessò la abbandonavano al suo destino appena si presentava ‘problematica’ e la lasciavano volontariamente andare via. L’organizzazione dei laboratori ha consentito a non poche persone un coinvolgimento del tutto soddisfacente. La reltà è che periodicamente qualcuno veniva a mancare e ricordava ai più quanto sia difficile rimuovere le ingiustizie della natura. Spero comunque che le polemiche non abbiano, giuste/ingiuste, l’effetto di togliere la centralità del sofferente. In fin dei conti si assiste a una battaglia nell’interesse del paziente, dove le certezze sono ancora lontane, che mi ricorda la lamentela dei discepoli verso Gesù sui miracoli che altri non della loro cerchia stavano facendo.
    Grazie sig.ra Gisella per Francesca per l’importante opera fatta, ma grazie anche alla psichitria. Non ho mai visto nessuno contento quando è stata legata o sovradosata. I ruoli di complementarietà credo vadano accettati da entrambi senza dover sentirsi sminuiti di importanza: ritengo che si possa fare ancora molto.
    Mario

  4. Letto lo psichiatra Tronci. Avrei domande da porre ma non risponde perché è chiuso nelle sue cose. Non risponde.

  5. Andrea says:

    Gisella Trincas non si farà intimidire da nulla. Il dottor Tronci ha visto troppi film.

  6. mi sembra che il lager non sia a “casamatta” ma nella testa di tronci

  7. Matteo says:

    Sono stupefatto per i modi dell collega Tronci. E’ un energumeno e non credo che l’Ordine debba tacere sul suo modo di esprimersi. Personalmente chiederò al Presidente di stigmatizzare le parole dello psichiatra.
    Cordiali saluti,
    Matteo M.

  8. Leggete le cupe parole del dottor Tronci. Egli mischia evidenze sotto gli occhi di tutti e prive di ogni relazione con i princìpi ispiratori della riforma Basaglia. Ci furono problemi reali per passare dal manicomio (che Tronci forse rimpiange) all’assistenza sul territorio. Ma oggi siamo molto avanti. E prendersela con Basaglia, con i comunisti, con le ideologie ecc. ecc. è una vecchia solfa che conduce alla distruzione.
    Per fortuna Tronci è un isolato, attivo nella sua visione allucinata della psichiatria, ma isolato.
    Buona lettura. Chiudete un occhio sull’italiano del dottor Tronci e sui suoi modi, sulla sua sicumera presuntuosa e sull’idea che lui trasferisca sui malati i suoi malumori e le sue ipocondrie.
    Cerchiamo, questo è il mio consiglio, di evitarlo se avessimo bisgono di assistenza psichiatrica.
    Buona lettura.

    “Queste considerazioni su un ipotetico “ritorno” alle contenzioni unitamente ai riferimenti all’uso dei farmaci come “camicie di forza chimiche” sono solo ideologiche, fuorvianti, per non dire francamente false e ipocrite. Sono proprio gli “antipsichiatri” che demonizzano contenzioni e farmaci che poi vanno a costruire i veri “terricomi” . Il vero grande problema è che mancano a un sacco di gente, che teme di chiamare le cose col proprio nome per paura di affermare cose politicamente “sconvenienti”, le PALLE per affermare i gravissimi limiti della riforma di Basaglia e di coloro che lo sostennero. I pazienti vennero ristrappati da quella che era diventata per molti una nuova casa e rispediti alle famiglie senza minimamente preoccuparsi che queste avessero strumenti per gestirli . Gli abusi che i pazienti subirono in molti manicomi non sono in realtà mai stati perseguiti. Chiudere la facenda dei manicomi con una dimissione di massa, se da un lato fu demagocicamente conveniente per la politica della sinistra di allora che cercava di demolire tutti i valori della famiglia e marciava contro le istituzioni, dall’altra favorì l’impunità per chi compì le efferatezze verso i pazienti. Delle strutture “intermedie” che dovevano, costituendosi nel territorio e nella società, occuparsi della prevenzione delle riacutizzazioni nonchè della riabilitazione dei pazienti psichiatrici, se ne fotterono tutti gli antipsichiatri e politici affiliati di allora così come continuano a fottersene altamente coloro che gli hanno sostituiti nello scenario di certa psichiatria e politica attuale. Il punto è che ne abbiamo le tasche piene delle cazzate dei talebani di turno per i quali serve sempre una guerra santa contro qualcosa, guerra che deve solo servire l’ideologia che li nutre e sostiene. I farmaci sono un presidio essenziale e irrinununciabile, bisogna sapere quando e come e quanto usarne, ma non è questo il problema della psichiatria moderna in Italia, così come lo sono le contenzioni le quali eseguite opportunamente rappresentano addiritura una tutela per molti pazienti ai quali viene così impedito di commettere atti dei quali si potrebbero poi pentire per tutta la vita. Quel che non si dice è invece che il ricorso a dosaggi molto elevati di farmaci così come quello alle contenzioni sarebbero sicuramente ridotti dall’attuazione delle misure preventivo-riabilitative che stroncherebbero le fasi di riacutizzazione dei disturbi mentali. Non si dispone di strutture comunitarie, case famiglia, appartamenti protetti sufficienti. Nè si dispone di una legislazione che ne permetta un utilizzo adeguato . Le stesse persone che sbandierano le ideologie e propongono di curare i malati con la politica sono le stesse che chiudono le poche strutture residenziali o semiresidenziali esistenti in quanto da essi considerate troppo “istituzionalizzanti”. Ancora una volta sui pazienti psichiatrici ed sui loro familiari vengono esercitate manipolazioni politiche, strumentalizzazioni e abusi, soprattutto da parte di molti di coloro che si dichiarano strenui difensori dei loro interessi.
    Antonio Tronci Psichiatra e Psicoterapeuta SPDC-Cagliari”

  9. Il dottor Tronci, questa è la realtà, si è rabbiosamente opposto, durante gli anni del rinnovamento introdotto dalla basagliana Giovanna Del Giudice, ad ogni forma di progresso scientifico. E si agita nei suoi torti.
    Violenza verbale alla quale non è corrisposta una pari forza intellettuale. Mai un argomento. E mai una parola sull’ambulante morto in reparto a causa della contenzione prolungata.
    Il povero Casu, legato a un letto e sedato per una settimana, morto perché il sangue gli si è coagulato nei vasi. Le parti anatomiche che dovevano servire a dimostrare di cosa era morto sostituite con parti di un altro cadavere.
    No, su questa atrocità, neppure una parola.
    Invece, con ostinazione, questa sì sarda, al contrario della “sua”psichiatria, se la prende con una comunità terapeutica che funziona, racconta falsità, come dimostra il piemme, insiste con un astio che non gli fa onore e cerca di dimostrare che la preistoria terapeutica e oscura nella quale qualleggiava una parte della psichiatria era un’epoca di luce e progresso. Non ci riuscirà mai.
    Non dovremmo attendere molto per conoscere la verità e Tronci scomparirà risucchiato nel vuoto.

  10. angela says:

    da vicino nessuno è normale , brava gisella non arrenderti

  11. Vittorio says:

    quando l’arroganza di casta diventa più importante del giuramento di ippocrate… ma i medici non sono iscritti ad un ordine professionale? E l’Ordine che fa? Chi protegge?

  12. Conoscendo Gisella, immagino quanto abbia sofferto per questa assurda storia.
    Lei è una persona buona, per buona intendo che mette a disposizione tutta la sua vita per il bene dei malati……….ma buona non vuol dire fessa e dunque bene ha fatto a presentare una denuncia per calunnia.
    Aspettiamo gli eventi…….e nel mentre prendiamo cura dei malati che hanno bisogno di cure ma anche di amore…..
    Gisella vai avanti ……hai la stima di tantissima gente e tu lo sai!!!

  13. scusate fuori thread…

    HANNO ASSOLTO SORU

  14. chicco says:

    Il dottor Tronci sostiene di essere un rappresentante della cosiddetta psichiatria sarda. E a leggerlo viene proprio in mente la psichiatria, anche se non so se sarda oppure no.
    La violenza con la quale “argomenta” me lo fa immaginare temibile con le menti fragili e con i malati.
    Passerà anche il dottor Tronci, chiuso nel suo mondo di tossine, coltelli e zagaglie. Passerà senza essere riuscito ad apporsi al miglioramento dell’assistenza psichiatrica perché in generale, da Basaglia in poi, le cose vanno meglio per i “nostri cari matti”, come affettuosamente li chiamava il loro grande protettore.
    La storia dell’assistenza psichiatrica in Italia ha radici molto lontane. Già dal ‘500 avevamo le nostre case di cura pubbliche per le malattie mentali. E’ nelle cose che si siano raggiunti i vertici di conoscenza, civiltà e assistenza incarnati dalla grandissima figura di Basaglia.
    Anche allora, nel ‘500, ci sarà stato un Tronci che chissà cosa proponeva. C’è sempre un Tronci. E’ una maschera, un carattere eterno. Una parte che a qualcuno tocca sempre.
    Quello che sicuramente non ci interessa è una visione etnica della psichiatria, incarnata in questi anni dal dottor Tronci. Non ci interessa proprio. Né ci interessa l’irsutismo verbale che manifesta con facilità.
    Continuiamo a occuparci dei malati.

  15. Leggere articoli simili mi mette sempre una profonda tristezza.
    Non fraintendetemi, non mi riferisco alla qualità dell’articolo, ma al contenuto.

    Non conosco le persone coinvolte e sarà la macchina legale a pronunciarsi in merito ai fatti esposti, ma mi chiedo quale possa essere il motivo che spinge una persona ad inventarsi delle accuse e presentarle ai NAS.

    Ciao
    Luigi » LuVi Weblog
    La mente è come un paracadute, funziona solo se si apre

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