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Anfiteatro romano: dopo l’intervento del ministro Galan, adesso capiremo di che pasta è fatto il soprintendente Minoja. Ecco la sua lettera al Comune: inequivocabile

Non c’è dubbio che a leggere i quotidiani di oggi (soprattutto l’Unione Sarda e Metro, mentre La Nuova Sardegna ha una posizione più sfumata), sembrerebbe proprio che si vada verso una riapertura dell’Anfiteatro romano di Cagliari ai concerti estivi. L’incontro del ministro ai Beni culturali Giancarlo Galan con un gruppo di parlamentari sardi del Pdl, capeggiati da Mauro Pili, ha impresso una nuova svolta alla vicenda, e costretto il sovrintendente ai beni archeologici Marco Minoja a ricevere il sindaco di Cagliari, Emilio Floris

Al termine dell’incontro Floris, ormai a mandato quasi scaduto, ha però disposto un sopralluogo dei suoi tecnici per capire se, così come sostiene Minoja, le gradinate lignee non solo sono marce ma costituirebbero addirittura un pericolo per gli spettatori.

È risibile che una commissione tecnica comunale provi anche solo a confutare quanto appurato dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (cioè il massimo organismo tecnico in fatto di tutela dei monumenti), il quale in una sua relazione (che prestissimo pubblicheremo integralmente) afferma che “risulta necessario e urgente provvedere alla rimozione della struttura moderna da tempo installata sui resti Archeologici dell’Anfiteatro”.

In ogni caso, ciò che preoccupa è la sensazione che si vada ad un accomodamento, alla ricerca di una soluzione che salvi, in un modo e in un altro, i concerti all’Anfiteatro.

Al momento i documenti però dicono altro. Soprattutto la lettera che lo stesso Minoja ha inviato al Comune di Cagliari appena lo scorso 29 marzo, che si conclude con un chiaro richiamo al rispetto del Codice Urbani. Parole molto nette, quasi dure, a cui il Comune è stato costretto a rispondere annunciando il 6 aprile la presentazione di un progetto per la rimozione delle tribune lignee

In questa città abbiamo visto di tutto e non ci stupiamo più di niente. Ora sta a Marco Minoja dimostrarci di che pasta è fatto. A lui spetta l’ultima parola sui questa incredibile vicenda. Sta a lui decidere se vuole essere ricordato come un nuovo Vincenzo Santoni (il soprintendente che autorizzò lo scempio) o come colui che ha rispettato la legge e non ha ceduto alle pressioni della politica.

***

 Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Soprintendenza per i Beni Archeologici per le Province di Cagliari e Oristano

Cagliari 29 marzo 2011

Comune di Cagliari
Via Roma 145 – 09124 CAGLIARI
c.a. del Sindaco On. Dott. E.Floris

Oggetto: Cagliari. Anfiteatro romano. Relazione di sopralluogo dell’ISCR

Comune di Cagliari
Assessorato alla Cultura
Vle San Vincenzo 2/4
09123 CAGLIARI
c.a. dell’assessore prof. G.Pellegrini

Comune di Cagliari
Assessorato ai Lavori Pubblici
Pal. Civico Via Sonnino
09125 CAGLIARI
c.a. dell’assessore ing. R.Lorrai

 

Si trasmette in allegato copia della relazione del sopralluogo effettuato in data 10 marzo u.s. dai funzionari tecnico-scientifici dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro nell’Anfiteatro romano di Cagliari. I risultati delle verifiche confermano la necessità e l’urgenza della rimozione delle strutture lignee sovrapposte nel 2000 al monumento in funzione dello svolgimento di spettacoli con grande affluenza di pubblico. Dalla stesa relazione si evince che lo smontaggio è ormai improrogabile non solo per poter predisporre i necessari interventi di ripristino e manutenzione straordinaria ma anche per il degrado raggiunto dall’impianto ligneo delle strutture, cosa che rende impossibile da parte di questa Soprintendenza per la sicurezza delle persone e delle cose, il rilascio di ulteriori autorizzazioni alla realizzazione degli spettacoli.

Nel confermare pertanto tale determinazione, per altro già espressa con la nota 4 gennaio 2011, prot.25, e nel prendere atto che è maturata la volontà condivisa di operare per la salvaguardia del monumento, questa Soprintendenza chiede di attivare le procedure per la rimozione delle strutture ai sensi degli articoli 30, 31 e 40 del D.Lgs 42/2004 e si riserva, in caso di inadempienza di codesta Amministrazione, di procedere nei suoi confronti ai sensi degli articoli 32 e 33 del suddetto D.Legs..

Il soprintendente
Dr. Marco Minoja

3 Commenti

  1. Tiziana says:

    Avendo avuto la fortuna di conoscere il dott.Minoja posso dire di aver incontrato raramente una persona così preparata ed intelligente, anche riguardo all’agire su argomenti così delicati e che subiscono ahimè una pesante strumentalizzazione politica. Confido quindi che perseguirà fino in fondo il processo avviato per salvare l’anfiteatro, per poi restituirlo alla città e ai suoi visitatori, una volta messo in sicurezza.

  2. la “legnaia” si deve sbaraccare. E’ abusiva e dannosa. Il resto sono solo crastulate kasteddaie.
    Andiamo fino in fondo e auspichiamo che lo faccia anche il Soprintendente Minoja.

  3. Massimo M says:

    Vai, comincia a preparare un nuovo spettacolo. Possibile titolo del copione: “Rimontiamo l’Anfiteatro”. Inutile che ti suggerisca i nomi dei possibili attori e delle comparse, fai tu, la fauna non manca. Solo l’accompagnamento musicale posso suggerire, “Volta la carta” di De Andrè.

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