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Non bastavano i debiti? Il Teatro Lirico di Cagliari sprofonda nel ridicolo: in cartellone Marco Carta che recita “Pierino e il Lupo”!

Prima la notizia: i prossimi 14 e 15 aprile il cantante Marco Carta sarà la voce recitante de “Pierino e il Lupo”. Lo spettacolo rientra nel cartellone del Teatro Lirico di Cagliari, presentato stamattina dal nuovo soprintendente, Gennaro Di Benedetto.

Poi i commenti: difficile commentare una notizia del genere. Pensavamo che il Lirico volesse salvarsi scegliendo la qualità. Invece qui verrebbe da benedire i tagli ministeriali (oddio, cosa ho detto?!).

Marco Carta è un ragazzo simpatico e pure ammirevole. Ha vinto “Amici” di Maria De Filippi, poi Sanremo. E’ una nostra gloria locale e gli vogliamo tutti bene. Ma non è un attore, forse non è neanche ancora un’artista. Il Lirico di Cagliari ha sempre avuto molto pubblico, non so quanto competente, ma sicuramente attento alle proposte che venivano offerte. Questa secondo me farà scappare gli abbonati e intaccherà il patrimonio di credibilità accumulato negli ultimi anni dal nostro Teatro.

Ma poi, perché è stata fatta una scelta del genere?

“Si vogliono avvicinare i giovani alla musica”, ha detto Di Benedetto. Ma altri Teatri Lirici organizzano ben altre iniziative specifiche rivolte ai ragazzi senza però mortificare il cartellone.

Si vuole ottenere un risultato di immagine? Forse. Ma il rischio è anche quello di essere ridicolizzati e derisi da mezza Italia.

Marco Carta è un cantante pop, il Teatro Lirico ha il compito di diffondere la musica colta. Le commistioni spesso vivacizzano l’offerta, ma devono essere calibrate sulle capacità di chi viene chiamato a confrontarsi con un genere che non gli appartiene.

Con “Pierino e il Lupo” si sono cimentati Roberto Benigni, ma anche (per stare in Sardegna) Benito Urgu e Massimiliano Medda. Tre attori, appunto, non un ragazzo la cui notorietà è stata costruita quasi a tavolino da Maria De Filippi e le cui qualità attoriali non sono all’altezza del palcoscenico che lo ospiterà.

Non vorrei dare l’idea di essere uno snob. Marco Carta al Lirico non va bene per lo stesso motivo per cui il Quartetto d’Archi della Scala non funziona se viene chiamato ad esibirsi ad Amici in prima serata televisiva: perché sono due prodotti culturali diversi in due contesti diversi, con pubblici diversi. A ciascuno il suo. Lo spettatore di Amici se si ritrova improvvisamente davanti un quartetto d’archi cambia canale, l’abbonato del Lirico se si ritrova Marco Carta in cartellone non rinnova la tessera o quella sera se ne starà a casa.

Ai ragazzi bisogna dare prodotti culturali di qualità, non sottoprodotti televisivi. Anche perché i giovani possono allegramente fottersene della musica classica e preferire altri generi. Marco Carta non avvicinerà nessuno di loro alla musica colta, nessuno: perché,d a che mondo è mondo, un brutto spettacolo allontana il pubblico dai teatri, non il contrario.

Non so se questa di Marco Carta sia stata un’idea del nuovo soprintentendente o di qualche illuminato consigliere d’amministrazione (CualbuPorcelli? Del sindaco Floris?). Ma che importa? I tempi sono questi: la televisione commerciale ha invaso anche gli spazi della musica colta.

Le provocazioni fanno bene all’arte, ma devono essere vincenti. Questa invece è clamorosamente perdente. Non sono io snob: è chi ha fatto una scelta del genere che non conosce il pubblico e i suoi gusti, che parla di qualità a vanvera e pensa di salvare il Lirico con operazioni culturalmente perdenti e autenticamente volgari.

I lavoratori del Lirico in lotta da mesi per il loro futuro e che combattono per restituire dignità al lavoro culturale in Italia non meritavano un affronto simile. Le loro professionalità sono ben altre.

E’ proprio vero che al peggio non c’è mai fine. Coraggio, lavoratori del Lirico: vi sono vicino in questo momento di tristezza inaudita. Ce la faremo, nonostante tutto ce la faremo.

Viva la cultura, viva i lavoratori dello spettacolo in lotta in tutt’Italia.

120 Commenti

  1. gentarrubia says:

    Carta canta!

  2. Ci meritiamo Porcellimaurizio e Marco Carta. La storia ha punti alti e punti bassi. Noi siamo a un punto basso che più basso non si può.

  3. La maggior parte di questi commenti sono intrisi di pregiudizi,l’errore più grande è proprio quello di accostare Carta alla Defilippi senza considerare che Carta ha partecipato ad un talent show 4 anni fa e che da allora ha avuto un percorso professionale completamente slegato dal talent e ha fatto esperienze legate solo alla musica e non alla tv. ha ricevuto tanti riconoscimenti ,fa esperienze all’estero, ed è un ragazzo con una voce bellissima e una buona capacità di tenere il palco, ma soprattutto con una grande dote comunicativa e interpretativa. L’errore è considerare questa situazione come se “amici”andasse al teatro lirico, non è quello che sta succedendo!Ci va Marco Carta al teatro lirico come narratore, ed essendo un ragazzo pieno di spirito e di ironia e con una grande capacità comunicativa credo possa far bene.Marco a differenza dei prodotti costruiti a tavolino che escono dai talent ha conquistato il pubblico per le sue doti individuali e non ha mai fatto parte del carrozzone amiciano essendo considerato un outsider addirittura quando stava dentro la scuola televisiva. Un suo eventuale successo non significherebbe aprire le porte ad un talent show , almeno è quello che mi auguro, perchè tanti prodotti di quel talent sono davvero discutibili…ma Carta andrebbe giudicato individualmente senza che debba portarsi dietro a vita l’etichetta di televisivo visto che lavora con impegno e professionalità lontano dalle logiche della tv.Io sono sicura che lui fosse consapevole delle polemiche che avrebbe generato ma si è reso disponibile per permettere a qualcuno di percepire il suo stipendio, non si è certo imposto lui , gli è stato offerto questo ruolo e anzichè essere ringraziato viene denigrato e messo sotto pressione in questo modo . é un ragazzo pieno di talento e potrebbe sorprendervi, magari potreste dargli almeno il beneficio del dubbio e sarebbe opportuno soprattutto giudicarlo individualmente , ha già fatto arricchire abbastanza la defilippi cambiando le sorti della sua trasmissione che deve a LUI la sua rinascita, ha avuto successo NONOSTANTE amici, ed ha rianimato un festival di Sanremo pronto alla chiusura per il calo ascolti, dategli il tempo e la serenità per prepararsi e per favore argomentate parlando di lui non della tv. poichè questo ruolo è stato offerto tante volte a personaggi che non avevano una formazione classica e non c’entravano con la lirica,quindi non vedo il problema, un ruolo offerto a medda ed urgu rende innocuo anche il suo accento cagliaritano,quindi evitate di giudicare prima di averlo visto. Marco ha una voce meravigliosa quando parla ed ha accettato una sfida molto impegnativa ma ha le carte in regola , certi pregiudizi sono davvero ridicoli ed evidentemente legati al talent show, da cui lui si è emancipato immediatamente anche se la gente stenta a comprenderlo. Non amo ne la defilippi nè le sue trasmisisoni e non credo che carta debbba essere ancora sfuttato per dare lustro a lei e alle sue trasmissioni ,.ha avuto la fortuna di avere un diamante grezzo tra le mani, senza preparazione ma talentuosissimo ,ora lavora e studia può fare grandi cose, ma lei e i suoi prodotti non possono sempre prendersi i meriti di ciò che lui riesce a fare.Comunque vadano le cose sono orgogliosa che lui abbia accettato la sfida, è un cantante bravissimo e non ha certo intenzione di darsi alla lirica,non vi preoccupate ,non vi contaminerà, giudicare senza sapere niente di lui del suo percorso e delle sue capacità è davvero stupido!!!

  4. Stefano reloaded says:

    Vito, chiudi il televoto.

  5. Soviet says:

    “v” 🙂 107 commenti ad un post di Marco Carta (più altri 3 miei di seguito) mi hanno completamente destabilizzato…
    PS Se l’hai mai assaggiato almeno una volta è molto difficile che ti propinino il Tavernello per Brunello di Montalcino, ma non confondi neppure il Turriga. E non serve essere enologhi, bastano le normali papille 😉

  6. Soviet says:

    Huston abbiamo un problema…siamo un tempi di elezioni amministrative, la base di Decimomannu accoglie aerei impiegati in vario modo in un fronte di guerra, in Giappone – nazione più avvanzata nella prevenzione delle catastrofi naturali – terremotoe tzunami hanno fatto decine di migliaia di vittime ed una centrale nucleare è in fiamme, i popoli nostri dirimpettai nell’Africa del Nord stanno facendo saltare regimi pluridecennali come tappi di spumante e il massimo di passione la si ha con un semplice Marco Carta sì, Marco Carta no!
    Caro Vito, qui il problema non è più Pierino e il lupo, con buona pace di Sergej Prokof’ev, qui il problema è che ci si appassiona per le cazzate!

  7. astorei says:

    anche se la gente va al Teatro lirico per vedere Carta, ben venga, è un modo per far scoprire anche il classico, ora non tanto frequentato mi sembra, dato che naviga in cattive acque. Voi che sputate veleno su Carta come mai mandate sul lastrico questo teatro? Voi cosi pieni di cultura!! Ora tutti a puntare il dito verso Carta, ma siete proprio voi ” intellettuali” ad aver abbandonato questo teatro. Voi cosi scandalizzati, cosi superiori, cosi inorriditi dalla partecipazione di Carta, avete mandato sul lastrico questo teatro. Ora vi interessa la cultura ,e fino ad oggi dove stavate? Persino mamme scandalizzate che non portano il loro figlio (e chi sarà mai) ad ascoltare Carta, e tutto questo oggi, come mai non hanno portato il loro figlio prima ad “accolturarsi”? Povera Italia! Che vergogna questo “tagliare le gambe” ad un giovane che ha voglia di fare! Chissà se un domani succede questo ai loro figli che diranno!!

  8. lasimo says:

    ma perche date per scontato che CARTA non sappia fare quello che gli hanno chiesto? ma prima di accettare un lavoro non vi siete chiesti quanto possa aver valutato ….con i dirigenti del teatro…se era giusto accettare o no questo incarico? o forse pensate che il ragazzetto non avendo cervello per ragionare non sia in grado di raccontare una fiaba? nessuno ha detto che si da alla lirica quindi dove sta il problema?se le persone si sentono cosi superiori lo dimostrino facendo beneficenza a questo teatro e lo risollevino dal baratro …state sicuri che la servitu non si miscolera con la nobilta nei prossimi appuntamenti

  9. Vito a questo punto penso che se Marco Carta si candida sarebbe il nuovo sindaco di Cagliari…il consenso e’ strepitoso…come Berlusconi!!!!!

  10. Vorrei spendere una parola in merito….io non sono un’adolescente…ho 50 anni e , finalmente , andrò a Cagliari …per la prima volta a vedere Marco Carta al teatro lirico…per il momento preferisco non esprimere nessun giudizio…preferisco parlare dopo aver visto e sentito ,ma so già che non rimarrò delusa e che vorrò rivederlo anche il giorno dopo ! grazie a Carta moltissime persone hanno già prenotato l’aereo per venire in Sardegna…e come me …non più giovanissime;) quoto in tutto il commento di Cliz….

    • Senza togliere nulla a Marco Carta insisto (anche per Florestano) sulla grande opera lirica I Shardana di Ennio Porrino, ingiustamente occultata per 50 anni dalle istituzioni musicali sarde. Ultimamente due musicisti, mi hanno scritto sulla musica de I SHARDANA queste parole:

      “Sapevo che ne è stata fatta una sola esecuzione nel 1960 e volevo sentirla. Tutti dicono che sia un’opera bellissima e sono orgoglios di far parte del cast che la riproporrà per la seconda volta a distanza di 50 anni!”

      “La musica è veramente un capolavoro!”

      “È molto bella”

      “Non mi ringrazi! Credo che un capolavoro come questo meriti di essere
      conosciuto e diffuso il più possibile! Ogni giorno scopro, da musicista, meraviglie nella scrittura musicale. Il testo poetico, poi, è davvero al di la di un semplice libretto d’opera”.

      “Durante i miei viaggi di due ore al giorno ascolto l’opera e ogni volta sento qualcosa di nuovo. Ho deciso di far conoscere Ennio Porrino anche ai miei alunni e già alcuni miei amici hanno acquistato il CD”.

      E ancora un piccolo assaggio:

  11. Un ultimo appunto e poi mi eclisso ( tanto queste sono le tipiche discussioni,come quelle di politica, di calcio…, dove ognuno esprime le proprie opinioni ma tanto nessuno si sposterà mai dai propri convincimenti, me compresa, proprio perchè li ha fatti propri con le esperienze e la propria educazione): io non mi incazzo se nella carta dei vini mi mettono il tavernello… ma sicuramente mi ARRABBIO MOLTO se di nascosto mi mettono nella caraffa un tavernello spacciandolo per un “Brunello di Montalcino”! (ad esempio) Ossia, ritengo sia giusto sapere cosa si sceglie ma ritengo anche giusto poter scegliere quello che preferisco senza subire critiche :non vado sicuramente ad un concerto di Carta pensando di trovare Michael Boublè! So distinguere i livelli… ma posso comunque scegliere di vederli entrambi!!!!! Sperando, oltretutto, che con i tempo e l’esperienza Carta possa avvinarsi ad un Boublè (nella vita non si sa mai!!)

  12. Monica says:

    Dal mio punto di vista è una pura operazione commerciale. La gente che andrà a questo spettacolo lo farà per vedere e sentire Marco Carta, non la musica nè la fiaba di Prokofiev. Dai commenti si evince che se a Marco Carta avessero dato da leggere uno scontrino della lavanderia quelle persone sarebbero andate comunque a vederlo. Il risultato sarà teatro pieno per una sera, ma non ci si aspetti che questo porti quelle persone ad amare il teatro e a voler ripetere l’esperienza. A me Marco Carta non piace come cantante e avendolo visto e sentito parlare in qualche intervista, a parte essere rimasta colpita dalla sua abissale ignoranza, non ritengo abbia la voce e la presenza scenica adatta a recitare a teatro. Capirei se fosse uno spettacolo per beneficenza, allora vale tutto pur di far arrivare quanta più gente possibile. Siccome fa parte della stagione lo ritengo un mezzuccio abbastanza squallido per fare un po’ di cassa a discapito degli abbonati del Lirico che meriterebbero ben altro trattamento.

  13. graziedeifior says:

    Per Vito
    quello che hai scritto nell’ultimo commento , secondo me, è ancora più discriminante e razzista di tutto ciò che hai scritto nell’articolo.
    Cosa ne sai se MARCO CARTA è un ”tavernello” o un” vino di lusso”???
    Ma tu MARCO CARTA lo conosci????
    O sei convinto di conoscere o sapere tutto nella vita???
    Prima lo ascoltiamo…poi giudichiamo… altrimenti è discriminare! E basta! Non si costruisce niente così!!…
    Ma gli uomini ”ricchi di cultura” ragionano così??’ Che tristezza!!!!!

  14. Capita la metafora!!!! La differenza è che se io nella carta dei vini di un ristorante di lusso leggo Tavernello non mi incazzo!!!! Magari sorrido…. e poi scelgo quello che preferisco!

    Sicuramente non mi incazzo!

    .. e comunque, se scelgo il tavernello, “lo pago” (non credo sia gratis!) consapevole di quello che ho scelto!!

    Se scelgo un Berlucchi lo gusterò ugualmente sempre sapendo quello che bevo!!!

    L’importante è essere consapevoli di ciò che si sceglie, non pretendere che la nostra scelta sia la migliore!!!

  15. anonomo says:

    se il teatro lirico di cagliari non navigasse in brutte acque forse non avrebbero avuto bisogno di chiamare un ragazzo giovane come CARTA … che tutti sappiamo quanto seguito ha …evidentemente tutta questa gente che frequenta quel posto non e’ in grado di far risollevare dal baratro in cui e ‘ caduto questo teatro….fatevi delle domande e datevi delle risposte

  16. anonomo says:

    ecco perche i giovani faticano a farsi apprezzare nella societa …abbiamo capito che la stupidita sta proprio nelle persone di alto livello di cultura ..addirittura una mamma che dice di non prtare il figlio a vedere una fiaba? spero veramente che tutti stiate scherzando …..altro che razzismo questa e’ stupidita mentale …rimanete nella vostra cultura ne ho avuto conferma lo scorso anno venendo in dardegna di quanto ottusi e con la mente chiusa siate …scusate il disturbo ma fate veramente ridere

    • Neo Anderthal says:

      Fai così: non venirci più, caro anonomo, non disturbarti più e noi ti scusiamo volentieri per il disturbo, che abbiamo compensato facendoti ridere.
      Noi qui, poverini in “dardegna”, sia pure con un po’ di fatica, anche con la nostra mente chiusa e anche se siamo ottusi riusciremo a consolarci per averti perso.
      Vai e Perditi.

      -P.S. le virgole e le maiuscole e le lettere accentate non le hai nella tastiera? …….che stupidita…-

    • Talana says:

      E’ giusto, hanno ragione molti post. Serve un livello più basso di cultura. Più è basso e meglio è. Questi snob ci hanno stufato. La cultura fa male e magari ti metti a pensare e ti vengono idee. No! Quel cinquantenne che ama Marco Carta e viene da lontano per vederlo è un faro per me.
      Basta con questi che leggono libri, vanno a teatro, ascoltano commedie oppure addirittura quelle cose chiamate Opera.
      Neanche a scuola si deve andare più, fa male.
      E cosa ne sapete di Marco Carta? Adesso solo perché canta canzoni bruttissime e buzzurre non fara bene Pierino e il lupo?
      Marco Carta dà lustro alla Sardegna come Albano dà lustro alla Puglia che sono due regioni molto lustrate.
      Ha ragione “anonomo”, è uno intelligente. A cosa serve rilfettere. E’ energia buttata.

  17. Chiara says:

    A proposito… non so quale sia il suo sospetto su chi posta pareri favorevoli a Carta… forse credeva veramente che il solo pubblico che lo seguiva fosse formato da adolescenti ?? O Forse non si aspettava che vi fossero anche persone più adulte e, magari, anche leggermente “colte” (non esageriamo, però, con questo termine anche perchè a questi livelli vorrei quasi che non mi appartenesse più di tanto!) capaci, comunque, di argomentare ????

  18. Chiara says:

    Eg. Sig. Vito Biolchini, abbiamo capito… Lei è uno che si incazza nei ristoranti di lusso nonostante, presumibilmente, nella Carta dei vini avrà sicuramente la possibilità di scegliere,tra i tanti, un vino che le confà!!!! E nessuno la obbliga a bersi il tavernello se non lo gradisce! (tipico degli snob arrabbiarsiper niente! Amano le sceneggiae inutili!)

    Ma se lo gradisce, lo paga anche… o sbaglio! O i biglietti per l’ingresso delle serata con Carta sono gratuiti????

  19. Dai commenti che leggo ritengo che nessuno si scandalizzerà se il Museo Archeologico di Cagliari dedicherà qualche sala alle opere di Bob Marongiu, sicuramente artista di talento che ha creato uno stile di comunicazione riconoscibile e simpaticamente accattivante. Ma forse al Museo Archeologico non ci ‘azzecca’ proprio. Per chi poi i propri figli li porterà a sentire Carta…fa bene, anzi benissimo, nello stesso modo in cui faccio bene io a non portarcelo e questo perche’ mi piace pensare al Teatro Lirico come un luogo dove l’Arte e’ Arte Reale, Pura, Vera, frutto di studio e di esperienza non costruita secondo i canoni di un talent show… Se questo per voi e’ essere snob, allora sono snob! 

  20. Penso che Soviet abbia trovato la metafora giusta, quella del vino. Mettiamola così allora, vediamo se la capiscono anche le tante persone che in maniera sospetta stanno postando commenti favorevoli all’operazione Carta (conosco i miei polli e penso anche di capire da dove arrivi questa ondata di entusiasmo).
    Se vai in un ristorante di lusso non ti aspetti che nella carta dei vini abbiano anche vino in cartone. Il Teatro Lirico è l’equivalente del ristorante di lusso. Lo paghiamo tutti noi, con le nostre tasse. E se al posto del vino di qualità si permette anche solo di propormi un Tavernello, io certamente non lo bevo (perché me lo bevo a casa) ma certamente mi incazzo perché in un ristorante di lusso voglio vini di lusso. L’avete capita adesso?

    • astorei says:

      Sig. Vito , non siamo cretini e abbiamo capito perfettamente , altrochè se abbiamo capito! E secondo me trovo anche offensiva la frase che lei dice “Ho capito da dove arriva questa ondata di entusiasmo”, e si sbaglia di grosso, non giudichi le persone se non sa chi sono, che cultura hanno,e non le disprezzi solo perchè stanno difendendo Carta, forse sono persone piu intelligenti che non ragionano col pregiudizio e con quest aria di superiorità che avete voi. Ma mi dica se al posto di Carta venivano Luca e Paolo delle Iene eravate cosi scandalizzati? No di certo, è solo per Carta perchè nella vostra pochezza gli avete lasciato l etichetta di “quello che viene da Amici” , non andate oltre il vostro naso , e non riuscite ad apprezzare un giovane che prova anche ad avvicinarsi ad un mondo che non è il suo. Invece credo che sia da ammirare e sia giusto dargli delle possibilità. Se ne può parlare dopo lo spettacolo, ma con la mente libera da pregiudizi

    • Banana says:

      o vito, dici che è Di benedetto che continua a spammare senza pietà dal suo nuovo ufficio? oppure è marco carta.. ma dubito saprebbe scrivere così tanto e con tanti stili diversi!

  21. Chiara says:

    Che snobismo da quattro soldi!!!!

    Io ho l’abbonamento per il “Rossini opera festival” qui a Pesaro, tutti gli anni apprezzo le opere in programma, alcune le vedo altre, non di mio gusto, le salto !
    E’ normale che sia così. Ognuno ha i suoi gusti!
    Nè mancherei di rinnovare l’abbonamento perchè in calendario vi è una serata che non mi attira!
    Che incapacità di vedere al di là del naso!!!!
    Oltretutto si giudica ancora prima di vedere!! E’ il massimo dell’ottusità !!
    Per questo noi siamo sempre indietro, ma non culturalmente, ma proprio di intelletto!

    Se Marco venisse a Pesaro a narrare una storia, potrei anche andare a vederlo!
    Certo, se venisse a Cantare l’opera lirica… allora sì che ci sarebbe oggi da discutere! E comunque bisognerebbe sempre farlo DOPO …. con elementi concreti in mano, non prima con gli occhi pieni di pregiudizi.

    Leggo addirittura di una mamma che non porterebbe il figlio a vedere ..cosa??’ Una fiaba??? e che cosa dovrebbe vedere????? Forse fra pochi anni potrebbe apprezzare “La gazza Ladra” ma a 8 anni… magari una fiaba di Prokopiev potrebbe essere di suo gradimento … forse è meglio di un cartone animato giapponese (almeno per cambiare una volta!) O il pupino viene su con Mozart e Tolstoj! Ma a chi la racconta!!! Se fosse veramente così avremo un altro snobbetino con la puzza sotto il naso a fare compagnia alla,per fortuna, sempre meno folta schiera di quelli che ci sono già!

    • Soviet says:

      Tutto giusto. Però a Pesaro Marco Carta per il Rossini opera festival non mi pare l’abbiano invitato… e una ragione ci sarà!

      • Anonimo says:

        Soviet..la ragione c’è Rossini al massimo ha c0mposto dei recitativi, non una favola musicale altrimenti avrebbe potuto essere invitato anche lì, Carta non canterà quella sera..parlerà..racconterà divertirà divertendosi ed è lo scopo della serata, non gli hanno proposto Il barbiere di Siviglia, ma Pierino ed il lupo..un FAVOLA PER BAMBINI….!
        In più io credo proprio sia fuori dagli abbonamenti, il teatro non è degli abbonati ….

    • Vorrei dirti che a casa mia mio figlio di otto anni ascolta proprio questi grandi da te citati. Il loro papa’, essendo un pianista, li ha cresciuti ascoltando Mozart, Chopin, Bach, ma non manca certo la musica leggera, cantautori italiani come Capossela, De Andre’, De Gregori, Silvestri, Morgan, Tenco o stranieri come Bowie, elton john, Billy Joel, Sting, Michael Jackson… Certo  il cd di Carta non c’e’, io non lo acquisto perche’ non e’ il mio genere ma se i miei figli, tra qualche anno lo vorranno, io non avrò nessun problema a fare loro questo regalo. Dici che mio figlio crescerà snob? Per ora gioca in strada con i compagni, con pallone, bicicletta, canadesi strappate acquistate al mercato, scuola pubblica e centri di aggregazione di quartiere…Sara’ la musica, il teatro e l’arte e farlo diventare snob???

    • Il punto non è tanto Marco Carta in se, ma tutto il progetto sull’ente lirico.

      Si tagliano i soldi agli artisti (che non ricevono lo stipendio) si taglia su tutta la cultura e si incentivano i prodotti televisivi.

      Si chiami pure marco carta, ma non si taglino i soldi alla cultura e SI PAGHINO GLI STIPENDI a chi lavora da anni nell’ente lirico. Se non ha soldi, si utilizzino risorse locali già presenti nel coro.

      Il progetto è quello di svilire la cultura e di renderla “televisiva” sul modello de filippi

  22. La posso dire tutta? Marco Carta mi sta sugli zebedei per aver detto che Soru ha distrutto il Poetto. Può anche vincere il nobel, per me rimane una capra.

  23. astorei says:

    Ma quante stupidate leggo!!! Questi signori scandalizzati, quella mamma che dice ” non porto mio figlio a teatro perchè c è Carta” , tutti voi che dite ma che “cultura” può dare Carta. Ma forse non avete capito che Carta va a narrare una storia ( mica l ha scritta lui) , non va al teatro per “insegnare”. Ma poi voi ,dall alto della vostra cultura che ne sapete se Carta ha cultura o no? Questa vostra cattiveria si può paragonare al razzismo, questo vostro classificare le persone, vergognatevi, solo perchè Carta è uscito da un talent, ma è un ragazzo che ha voglia di fare, rischiare, e poi ci sono i bigotti, quelli che si sento superiori che si permettono di screditare un ragazzo che lavora. Se questa discriminazione fosse rivolta a un vostro figlio che fareste? E questa è la cultura che avete voi? Questo che insegnate ai giovani? Allora preferisco gli ignoranti

    • “Questa vostra cattiveria si può paragonare al razzismo, questo vostro classificare le persone…”. Condivido con lei.
      Marco Carta, diciamolo, non è un granchè. Però Biolchini lei sa che chi subisce un attacco (seppur da posizioni comprensibili) spesso viene difeso dalla gente. Ed è quello che sta accadendo in questo post.

    • Soviet says:

      E direi che non solo le leggi, un po’ anche le scrivi! 🙂

  24. Io porterò mio figlio di sette anni a sentire “Pierino il lupo” perchè voglio che respiri, senta, annusi profondamente l’atmosfera del teatro e, soprattutto, non ne esca “ANNOIATO” per non ritornarci più!!!!
    A quell’età non vado sicuramente a proporgli opere liriche per lui incomprensibili e, soprattutto, lascerò che sia lui, DA GRANDE, a scegliere cosa gli piace e cosa no!
    Non ho sicuramente l’arroganza e lo snobismo di indirizzarlo solo su opere di altro livello perchè , a mio parere, arte è ciò che emoziona.. e ciascuno può emozionarsi con diverse forme d’arte.All’arte ci si accosta con umiltà e non con saccenza , con capacità di discernere i generi ma non con la presunzione di elevare solo quelli che riteniamo migliori per noi.
    Di fronte alla “Traviata” sicuramente, DA GRANDI, i miei figli potranno esserne affascinati, così come lo sono stata io… ma accostarsi a cosa diverse non ha mai fatto del male a nessuno.
    E’ evidente che bisogna essere consapevoli di cosa si guarda, ed io per prima di fronta a certe opere faccio “tanto di cappello”, ci mancherebbe! Ma l’intelligenza delle persona sta anche nella capacità di apprezzare la diversità, le novità, nella capacità di giudicare a posteriori, di accostarsi con amore ai ragazzi e non di ritenersi sempre noi i migliori! Oltretutto chi parla, spesso, è bravo solo a parlare (o a scrivere!) ma, poi, all’atto pratico, voglio vedere che cosa è in grado di fare realmente!
    Infine, io ho anche una figlia grande (che non vede l’ora di venira a teatro) alla quale porto spesso come esempio di tenacia, forza, voglia di fare , perseveranza nel conseguire gli obiettivi il giovane Marco (considerando che la maggior parte dei ragazzi, mia figlia compresa, vorrebbero sempre la pappa pronta! e hanno spesso tutte le opprtunità del mondo per studiare e migliorarsi ma poco impegno): é il chiaro esempio di come bisogna IMPEGNARSI per conseguire risultati.
    I risultati di un venticinquenne appena entrato nel mondo della musica e senza studi specifici alle spalle non possono essere quelli di un ragazzo uscito dal conservatorio o da anni di studi (è evidente) ma dato il tempo di maturazione artistica sono sicuramente eccezionali.
    E articoli come questo, che non riescono mai ad andare oltre o a dare un vero spunto di crescita (invece che di continua diffamazione) servono veramente poco: perchè non evidenziare la portata “educativa” dell’evento invece di demonizzarlo, ovviamente dimensionando opportunamente le proposte del teatro lirico (nessuno vuole paragonare Marco a Benigni o una bella storia con una musica di alto livello con un’opera di Verdi!) e avvicinandoci realamente ai giovani con un messaggio che non sia quello di “cestinare” ciò che non ci appartiene direttamente ! Per lo meno per una volta ci distanzieremmo dagli “opinionisti” televisivi (nullafacenti!) che sparano sentenze creando polemiche e non costruendo niente di veramente utile per il pubblico!
    Per una volta si può cercare di cambiare e di moderarsi un pò nei giudizi dati con tanta facilità e con tanto poco rispetto nei confronti non solo dell’artista, ma di tutti quelli che andranno a vederlo???
    Aggiungo che il commento di CLIZ è , a mio parere, eccezionale ! Non mi sembra una persona di poca cultura, ma sicuramente una persona intelligente!!!

  25. antonio says:

    Cara Mary de gustibus….se almeno 10 persone dalla presenza di Carta si appassioneranno a questo tipo di musica sara’ un bene….il mondo e’ bello perche’ e’ vario…io ci vedo tanta ipocrisia…a tuo figlio potresti semplicemente spiegare che e’ una favola raccontata da un ragazzo che per un giorno si e’ prestato a fare questo,non capisco dove sta’ lo scandalo ……che danno potra’ mai portare Marco Carta…mah…..

  26. Appena ho letto la notizia sono rimasta un po’ perplessa… Premetto di essere una che ha iniziato ad interessarsi da pochissimo al mondo dell’opera, questo sara’ il mio quarto anno di avvicinamento. Posso dire di avere spesso delle difficoltà a capire e soprattutto a discernere ciò che e’ un buon spettacolo da ciò che non lo e’. Penso che avvicinare i giovani sia essenziale e che scuole, centri di aggregazione, comuni dovrebbero intervenire in maniera forte per aiutare questo processo. Quest’anno pensavo di far vivere questa esperienza anche a mio figlio che ha 8 anni. Ma e’ chiaro che non lo porterò a sentire Pierino e il Lupo recitato da Carta, per un motivo semplice, non e’ consono al mio obiettivo. Voglio che il bambino faccia esperienza di ciò che e’ la vera opera lirica proposta nell’ambito di un calendario da “teatro lirico”. E questa rappresentazione a mio avviso non può essere considerata tale, non per Marco Carta in se, ma per il tipo i impatto mediatico che in questo momento ha quest’artista. Quello che secondo ne si rischia e’ la confusione e non l’avvicinamento: i neofiti, coloro che devono essere iniziati a qualcosa di grande devono vedere cose grandi per restarne affascinati. Pensate un ragazzo che vive la Traviata oppure  la Bohème … Scenografie paurose, voci e cori da incanto.   La prima cosa che mi chiederebbe mio figlio e’: “Mamma, Marco Carta e’ anche un attore di teatro?” e io dovrei spiegargli che non e’ un attore ma un cantante pop che e’ stato messo li per coinvolgere i giovani…  Ora visto che mio figlio non e’ stupido, e così i ragazzi con e per i quali lavoro, voglio dare a lui stimoli veri, reali anche a rischio di sentirmi dire “mamma io mi sto annoiando, questo teatro che tanto ti piace a me fa venire il sonno… mi porti a casa?” Marco Carta al lirico per attirare i ragazzi e’ una finzione, ripeto, stessa cosa varrebbe se ci fosse Max Spezzali o altri simili. Dopodiché io andrò a sentire e gustarmi quest’opera ma ho una leggera consapevolezza in più – e non sono sarcastica visto la premessa – ma soprattutto ho scelto liberamente a 35 anni di avvicinarmi alla scoperta di questo mondo classico che tale deve rimanere e deve essere difeso.Non sono contraria a che Carta ‘legga’ ma non giustifichiamo questa scelta con l’avvicinare i giovani. Mi sembra di rivivere il momento, che ritengo devastante,  in cui le scuole hanno iniziato ad organizzare laboratori di yoga, laboratori di costruzioni, laboratori di cucito…perche’ non lasciarlo fare ai centri di aggregazione? La scuola ha una ruolo altro, occuparsi di trasferire interesse al sapere e alla conoscenza, attirare i giovani alle scienze, all’arte, alla letteratura e lo deve fare con gli strumenti consoni e con professionisti motivati e competenti. Ad ognuno il suo ruolo e la sua vocazione!

  27. antonio says:

    La cosa che non volete capire e’ che Marco Carta non e’ seguito solo dai giovanissimi ma anche da molti adulti…..che non hanno pregiudizi…..Marco non ruba niente a nessuno,prima di offendere le persone fate un po’ di autocritica del perche’ il lirico e’ in crisi….meno snobbismo e un po’ di umilta’ non sarebbe male.

  28. zia pina says:

    dai dai per favore… dai..
    ma stiamo scherziamo?
    ma…dev’essere lo snobismo che mi fa parlare così.

    alla fine ci sarà il lirico pieno di cartine e tanta tanta sfiga.

  29. Caro Santus,
    nel lungo elenco hai tralasciato Omero, che componeva per tutti, e la Bibbia scritta in sermo humilis: il sublime per eccellenza;inoltre ti sei dimenticato di aggiungere che Verdi, Bellini, Donizetti etc. componevano la musica popolare per eccellenza, così come dettava il Romanticismo, e che la loro fosse musica alta è stato sancito dopo, non certamente dai contemporanei musicisti passatisti.
    Lamenti la mercificazione dell’arte, ma questa è la conseguenza dell’industrializzazione, come ben sai, ed è un tema che ormai ha più di cento anni, passatista anche questo. Non possiamo stare sempre a guardare indietro, dimenticandoci del presente; stiamo perdendo terreno rispetto agli altri che producono il nuovo, perché sanno osare. A me la commistione dei generi non dispiace, anzi, a volte è in grado di procurare forti emozioni.
    Perché sei così scettico nei confronti di Marco?, non deve cantare un testo lirico, ma solo raccontare una favola in musica. Pretendevi forse al suo posto un attore dell’Old Vic? In questo caso sarebbe stato tutto a posto, vero? Conosco Marco Carta come persona determinata e professionale, perciò sono sicura che darà bella prova di sé.
    Non capisco la chiamata in causa del chirurgo e dell’ urbanista , in quanto non esistono una scienza alta ed una scienza bassa, ma solo la scienza ; quando si cosegue la laurea, si hanno solo alte competenze; poi ci possono essere chirurghi e urbanisti bravi e quelli ciucci, però questo è un altro discorso.
    Non so che tipo di cultura abbia, so solo di non avere complessi d’inferiorità, di amare l’armonia e la dissonanza nell’armonia e di non essere in grado di vedere nell’uomo l’espressione dell’alto o del basso.
    Saluti! Cliz

    Un tempo la Scuola non era per tutti, perché bisognava garantire le differenze sociali, per la tranquillità del potere. Elementare, Mossad, elementare!

    • Santus says:

      Gentile Cliz,
      certo, ho dimenticato molti nomi, moltissimi.
      Una piccola osservazione. I contemporanei di quelli che ho citato hanno compreso subito con chi e cosa avevano a che fare.
      Noi, evidentemente, no.

  30. Io andrò a vedere Marco Carta con la mia famiglia ed i miei bambini! Sarà una bellissima occasione per fargli conoscere qualcosa di nuovo, sapendo che non si annoieranno ma, anzi, si emozioneranno ad ascoltare una fiaba narrata da un ragazzo fresco,simpatico e spontaneo come Marco!
    Io,personlmente, andrò per ascoltare LA sua VOCE BELLISSIMA che a teatro risalterà al massimo.

    Ringrazio chi ha avuto questa bella idea, che ha permesso a me personalmente, e a molti altri, di conoscere questa manifestazione!!

    Per chi è troppo Elevato per un tale momento , vi sono comunque tantissime altre serate in cui possono assistere a rappresentazioni a loro più congeniali!
    Non credo che Marco tolga niente a nessuno… semmai ta dando qualcosa..

    Chi ha la puzza sotto il naso, se lo soffi pure lontano così non contagia noi poveretti che ci “accontentiamo” di Marco!! E lo facciamo con immenso piacere!!!

  31. abbonato lirico says:

    sono abbonato da diversi anni alla concertistica e alla lirica, e non perché fa figo
    non andrò allo spettacolo con marco carta
    altre persone faranno come me
    spero che chi decide la programmazione capisca il messaggio…
    se abbassano il livello oltre un certo livello non andrò proprio più

  32. graziedeifior says:

    A Vito dall’alto della sua cultura
    a tutti gli snob con la puzza sotto il naso
    vi rispondo con le parole di Kahlil Gibran
    ”L’umanità è un fiume cristallino che canta il suo corso e trasporta con sé i segreti delle montagne fino agli abissi del mare; ma voi, uomini della mia terra, siete come stagnanti paludi infestate di vermi e di serpi.”

    Ho la nausea per le cose che avete detto!!…
    Avvisatemi quando cercherete di dare un pò di fiducia ai giovani….
    La maggior parte di voi ha espresso giudizi e sentenze su Marco senza conoscerlo…
    Dal profondo del mio cuore: Vergognatevi!!….

  33. gavino says:

    Mi spiegate cosa c’entra la Musica con chi deve solo fare una voce recitante e raccontare una favola per bambini? Manco di prokofieif sono sono le parole.
    Ma vi rendete conto della follia di certe persone che si riempono la bocca con la parola “Cultura” fanno gli spocchiosi a favore del niente…solo perchè un giovane sardo come Marco Carta seguito da molti teenagers mette la sua faccia e immagine e per il teatro lirico . Cosa c’è di male in tutto questo? Avete idea di chi ha fatto la voce recitante in Pierino e il Lupo ultimamente? gente tipo Totti il calciatore a Roma o Paolo Bonolis a Genova….vi rendete conto?
    Smettiamola con le fesserie e arrabbiamoci piuttosto di come questo governo tratta la cultura e speriamo grazie all’uso dell’immagine di marco Carta di riuscire a farlo capire anche alle giovani generazioni.

    • Caro Gavino, hai proprio azzeccato gli esempi: il calciatore Toti e il presentatore Bonolis (più adatto a fare il lupo). Ora Marco Carta. Ti rendi conto che non c’entra nulla lo snobismo, il radical chic e tutte le stupidaggini scritte su chi si atteggia perché va a teatro. Certo, ci sono ignoranti che vanno teatro ma ce n’è molti che non ci vanno e giudicano il mondo perché hanno tre idiozie in testa inculcate dalla Tv. E’ l’esempio della povera Vale e di vari altri che scrivono su questo blog che il povero marco carta è la manna per il teatro.
      Non ricordo più chi ha scritto che è una legittima operazione commerciale: chi lo ha scritto dice bene. Altrettanto legittimamente posso dire che il microscopico fenomeno del sottoroletariato delle “cartine” e, peggio, delle mamme definite “cartone” appartiene a un brutto momento e andrebbe dimenticato.
      Chi se ne frega se Marco Carta è sardo. Anche se fosse nato nel quartiere latino a Parigi sarebbe mediocre. Azi, forse sarebbe meno mediocre, ma pur sempre mediocre.
      Questo non toglie che la discussione è idiota almeno quanto la scelta di chiamarlo.
      E se le varie Vale e affini non vanno a teatro è peggio per loro.
      Si vantano di sentire le canzoni di Marco Carta? Peggio per loro, sono sfortunati. Non vanno a teatro come i ragazzi tedeschi o francesi? Peggio per loro, sono stati annichiliti da anni di televisione demenziale. Danno degli “ariosi” a quelli che vanno a teatro? Peggio per loro. Che restino a casa a vedere la Tv. Dicono che chi ascolta l’opera o va a vedere Cechov è un ipocrita che si riempie la bocca con la parola cultura? Che se ne vadano nelle città mercato.
      Questo blog mostra uno spaccato della città e forse dell’isola che non va a scuola, ha indici di abbandono scolastico altissimi, pochissimi laureati, pochi diplomati e molte teste d’asino che però giudicano il mondo intero da un punto di vista disgraziatissimo.
      Ignoranti, poveri, disoccupati e pure felici di esserlo sino al punto di vantarsene.

    • Stefano reloaded says:

      Bolis biri che le parole sono di Marco Carta.

  34. Marco Carta, purtroppo, in questo momento ha più visibilità di tanti altri bravi artisti, semplicemente perchè ha un bacino d’utenza giovane che lo segue, o lo seguiva.
    E’ un periodo dove la “prostituzione”, lo “svendersi” sono diventate le armi migliori per raccattare 4 soldi.

    Purtroppo.

  35. E’ un incubo, non ci credo, marco carta all’ente lirico?

    Fa parte di tutto il progetto mediatico berlusconiano.:

    1° parte del piano
    – il 31/12/2011 scade il limite di detenzione tv-giornali
    – ha messo a tacere Il Secolo
    – sta minacciando il manager Telecom (La7)
    – si appresta a scalare il corriere
    – vieta l’ingresso di SKY nel digitale terrestre
    – la rai ormai conquistata e rimozione delle riserve indiane (santoro)

    2° parte del piano
    -Tagli alla scuola
    – tagli ai teatri e al cinema
    – tagli a tutta la cultura in generale (che sfugge al controllo berlusconiano)

    3°Atto del piano
    “televisazzione” e “berlusconizzazione” della cultura con Marco Carta e personaggi simili al posto della cultura pre-berlusconi

  36. astorei says:

    Vorrei tanto sapere se tutti questi “conoscitori” di musica vanno al teatro perchè ne capiscono o se è solo perchè fa chic, tutti quelli che criticano Carta saranno tutti pieni di cultura musicale e generale? Ma andranno al teatro lirico perchè sanno e apprezzano o perchè si “atteggiano”? Se questo teatro non sta messo bene evidentemente tutta questa gente cosi piena di cultura musicale non c è , però si sentono in diritto di criticare Carta. Parlano con pregiudizio, in fin dei conti Carta non va a cantare ma a narrare, e allora? che c è di scandaloso? Ma basta con questa presunzione di pensare di essere piu colti di altri,solo perchè si va a teatro ( magari per forma ) e disprezzare chi canta canzoni di tutti i giorni e per tutti i gusti. Ma finiamola! Carta mica ha detto che diventerà un classico. Scandalizzatevi per altre cose, e fate lavorare in pace questo ragazzo

    • Soviet says:

      Lo so che sembra strano, eppure ci sono persone più colte di altre, perché alla cultura si dedicano di più: che so, invece che dedicarsi alla lettura matta e disperatissima della Gazzetta dello Sport preferiscono un classico russo dell’ ‘800.
      E’ vero, se il teatro è mal messo tutta questa gente così piena di cultura musicale non c’è (io direi cultura in genere). Certo, non credo sia cosa di cui vantarsi.
      Forse con un po’ più di cultura si starebbe meglio tutti.
      Si puè bere vino Castellino , ma non c’è nessuno che dice sia meglio del Brunello di Montalcino

  37. Carta canta.

  38. Ma quindi, alla fine di ogni atto, ci saranno anche i giudici con i soliti commenti? “non mi sei arrivato”, “questa scena non era nelle tue corde” o “bene, ma devi curare di più la dizione, la A è troppo aperta”.
    Cesu cess, a bellu puntu d’eus accabara.
    Non sarà che hanno chiamato Marco Carta “po’ ponni fogu” tra i suoi fan e gli appasionati di teatro?

  39. Si parla di un “brutto spettacolo” … ma lo spettacolo stesso verrà messo in scena il 14 e 15 aprile se non erro … o sbaglio? allora di cosa stiamo parlando?
    si giudica uno spettacolo che ancora non è avvenuto …certo, capisco che per i “puristi” ciò sappia di sacrilegio, perchè è più comodo dividere in compartimenti stagni l’Arte. Perchè l’Arte è di “pochi” e tutto ciò che è della massa allora è il nulla … ma si parte da un indegno pregiudizio che è nè più nè meno assimilibile a quello dei giovani che dicono “che andare a teatro o ascoltare musica classica è noioso” ..perchè giovani che dicono questo ce ne sono, e in gran quantità .. perciò se tutti questi giovani rimanessero inchiodati al loro pregiudizio dove si andrebbe? da nessuna parte, perchè i giovani, fino a prova contraria, sono gli adulti del futuro, i futuri fruitori di musica, eventualmente della stessa musica “alta e colta”. Rimanere inchiodati ai propri pregiudizi, di qualsiasi tipo essi siano, è simbolo di arretratezza culturale, la stessa cultura che si pretende di sbandierare affermando che uno spettacolo “sia brutto” nonostante ancora non sia andato in scena … viene emessa una sentenza e passa in giudicato senza alcuna possibilità d’appello, senza neppure aver sentito l’accusato …
    allora dico, ci sta che si possa rimanere sorpresi, anche un pò interdetti magari, e si possa malignare che in questo periodo di crisi del teatro lirico ciò possa essere solo una mossa per rinpinguare le casse, ma questo evento sarà unico nel calendario, con buona pace degli abbonati del lirico Carta non si darà alla classica come millantato sui giornali nostrani … magari porterà anche tanta gente …. magari avvicinerà giovani e meno giovani, perchè Carta a dispetto di tutto ha un pubblico molto variegato e basterebbe andare ai suoi concerti per appurarlo … fosse solo per una sera, far conoscere la bella favola di “Pierino e il lupo” a un pubblico così eterogeneo che spesso può essere distante dal teatro, che scandalo può provocare?! Ma soprattutto, perchè si parte dall’assunto per cui il pubblico di Marco Carta debba essere solo composto da teen ager ignoranti? Io sono una cittadina cagliaritana, con una discreta cultura, laureata, inserita nel mondo del lavoro, in quello stesso di cui fanno parte probabilmente molti abbonati del teatro, ma sorpresa delle sorprese ascolto anche le canzoni di questo giovane cantante sardo che viene da Pirri, a un tiro di schiopppo dalle nostre case, e lo apprezzo non per il circolo defilippiano che per dirla televisivamente parlando “aborro”, ma perchè ho visto oltre, per il suo talento, perchè Carta ne ha. Può non piacere a tutti, e questo è legittimo, ma chiuderlo in un angolino, ignorando il lavoro, perchè di lavoro si tratta, che sta svolgendo in questi anni, riuscendo a farsi sostenere e produrre da grandi artisti del Pop a livello mondiale, tanto da ottenere prestigiose collaborazioni internazionali, vuol dire chiudere gli occhi … ripeto, può non piacere, ma si può dare una chance? non chiudiamoci al nuovo, magari sarà pure una sorpresa, magari tra qualche anno a seconda della via che avrà preso la sua carriera si ricorderà questa serata. E comunque Carta non ruberà certo il lavoro agli addetti del settore, le sue intenzioni sono altre … Sono sicura che gran parte dei commenti letti qui sono scritti da persone che “detestano” televisivamente parlando la DeFilippi e tutto ciò che la circonda ma che magari sono fermi a quella stessa immagina data dalla televisione, non preoccupandosi di informarsi cosa Carta abbia fatto dal 2008 ad oggi … Carta è ben altro, e chi lo segue conosce il suo valore, la sua professionalità e la serietà che impiega nel suo lavoro …
    e soprattutto, non si avvicina la gente al teatro, parlando di musica colta o non …
    mi dispiace Vito, ripeti più volte nel tuo articolo di non essere snob, ma forse non ti rendi conto che così facendo, e nell’incipit parlando di “musica colta” di “cultura”, non fai altro che far intendere la sussistenza di quello snobismo che asserisci di non avere …
    sarò giovane, sarò solo una 27 enne con tanti ideali, però voglio credere che almeno nell’Arte possano non esserci divisioni elitarie, compartimenti stagni tra i settori, che ogni lavoro che impiega passione e impegno possa avere pari dignità, così come le persone stesse possano avere pari dignità, a prescindere dalla professione, dal ceto, dalla musica che si ascolta, dal 730 …. le cose importanti di cui si dovrebbe parlare sono altre … i tagli, la mancanza di fondi, la crisi che stiamo vivendo … ci rendiamo conto che stiamo parlando solo di DUE serate in cui per avvicinare i giovani è stato chiamato Carta!? ma questi sarebbero gli scandali? i mali che stanno attanagliando la nostra cultura sono ben altri, non certo Carta che narrerà “una favola” …
    spero negli anni, dato che lavoro in un certo mondo, di non diventare così “borghese” da farmi portare dal pregiudizio piuttosto che dalla mia sensibilità artistica e dalle mie orecchie!

    • Soviet says:

      Cara Vale, quello che manca a questo lungo e appassionato commento è un ragi9namento sulle motivazioni che hanno portato un sovrintendente del teatro lirico a scritturare un giovane cantante pop in una parte che è più attoriale. Perché è bravo? Perché è sardo e ha vinto Sanremo? (poteva starci anche Valerio “tutti i luoghi tutti i laghi” Scanu, a questo punto…).
      Sulla valutazione del talento di Marco Carta credo sia possibile discutere, a me fa simpatia, ma certo in Italia gira qualcosa di meglio.
      Questo non significa che Marco Carta non debba seguire il suo sogno e la sua vocazione. qualche dubbio c’è invece sull’operazione, che è esclusivamente commerciale e di corto respiro: non si risolve il problema del Teatro lirico con le contaminazioni o le provocazioni (provocare per provocare, tanto valeva far fare Pierino a Fabrizio Corona… acc, spero di non aver dato un suggerimento per l’anno venturo!), ma con una programmazione seria.
      Il tema non è Marco Carta, il tema è il rilancio del Lirico.

    • Neo Anderthal says:

      Cara Vale, per sapere che la gazzosa non è champagne millesimato non occorre bersene una damigiana.
      Non c’è nessun pre-giudizio, ma una opinione maturata sui fatti, che prescindono anche dalla effettiva riuscita della esibizione. Quello che non va è l’operazione in sé stessa.
      Carta è un prodotto dell’industria dell’intrattenimento, anche al di là delle sue vere o presunte doti di interprete di canzoni italiane “nello stile”. Forse, spero, diventerà un artista, glielo auguro e lo auguro al pubblico che lo gradisce, ma ora è nient’altro che questo: un prodotto da supermarket.
      Sta lavorando? Sta migliorando? Benissimo, si vede che è abbastanza intelligente da cogliere la distanza tra le sue attuali capacità e quelle che potrà sviluppare, se saprà valorizzare la fama piovutagli addosso, con un duro lavoro.
      Però, allo stato attuale, Carta non ci fa oggettivamente nulla, al teatro lirico, con Prokofiev.
      I pregiudizi non c’entrano nulla, ma proprio nulla.
      C’entra la colonizzazione-invasione da parte dell’etica/estetica televisiva di spazi ed ambiti che sono istituzionalmente dedicati a produzioni di altro tipo. Che dovrebbero tutelare l’INTEGRITA’ ARTISTICA di un patrimonio di qualità.
      Pensare di avvicinare alla musica sinfonica con operazioni di questo tipo è solo mistificare.
      Ed è mistificazione e classismo pensare, agendo di conseguenza, che “il popolo” non possa meritare di meglio.
      E non è così. Tradizionalmente e in quasi tutte le città i “loggionisti”, i competentissimi appassionati d’Opera sono spessissimo persone che svolgono mestieri tradizionali: a Cagliari erano i Barbieri e i Parrucchieri, a Milano i Tramvieri e le Sarte, i Taxisti. Comuni lavoratori. Se andassimo a verificare al composizione sociale e l’estrazione dei VERI appassionati di lirica ne scopriremmo delle belle. Personalmente nessuno dei melomani che conosco -e ne conosco parecchi- risponde al cliché del fighetto/a, infatti le Signore impellicciate vanno alle Prime, i melomani a tutte le repliche.
      Vi farei ascoltare cosa i miei amici hanno detto di Bocelli, che pure passa per una che con la Lirica ha a che fare…
      Se vogliamo avvicinare i ragazzi alla musica Sinfonica e all’Opera portiamo i ragazzi delle scuole, organizziamo delle mattinée, non forniamogli operazioni che sfruttano la loro buona fede e la loro mancanza di riferimenti culturali.

      Per quello riguarda la specifica operazione, il senso è solo quello di sfruttare una “fama” acquisita con tutt’altri mezzi che quelli di un impegno artistico legato alla musica “popolare” di cui vaneggi.
      E’ immensamente più “musica popolare” la produzione -orrenda- dei neomelodici di Napoli, che questa presentazione di un esecutore da karaoke di musica precotta e predigerita, che mestieranti di emozioni a buon mercato lanciano per un pubblico che evidentemente si accontenta di poco.
      Carta non ha nessuna dignità di musicista popolare, perché non lo è.
      Lo sono i Tenores, i cantanti che vivono le tradizioni popolari anche innovandole, è e lo era Nino D’angelo -che non mi piace- anche ai tempi del caschetto biondo, lo è magari il rapper di periferia che aderisce a suo modo a stilemi estranei e importati ma di cui fa uso con sincerità e creatività proprie -che non mi piace lo stesso, ma non è questo il punto.
      Carta al Lirico è una offensiva puttanata, più ancora di quanto sarebbe assurdo scomodare una Orchestra Sinfonica e dei cantanti lirici VERI per suonare lo zecchino d’oro o il ballo del qua-qua.
      Dovrebbe farmi qualche impressione positiva il fatto che abita ad un solo “tiro di schiopppo” (presumo che tre p ci vogliano, perché non è poi così vicino, io sono dal lato opposto) da casa mia?

      -P.S. chiedo scusa se mi sono largamente auto-copiaincollato, ma sono sempre io-

    • Cara Vale,
      a parte che ti rimando a quello scritto da Santus, a parte che esistono separazioni di fatto tra un grande artista e un piccolo, onesto artigiano che magari è, come dici, un lavoratore, a parte che esistono differenze che non possono essere messe in discussione, non arrivo a capire quali nessi logici ti conducono a definire snob e chiuso in un modo sordo e a parte costituito da privilegiati che non sanno sentire la voce del popolo, tutti coloro che ritengono Marco Carta un modesto artigiano che onorevolmente campa di suo con delle canzoni universalmente considerate di basso livello (non negherai anche l’esistenza di livelli differenti?).
      Magari farà benino, magari porterà gente a teatro e questi gli faranno sentire il calore necessario a chiunque salga su un palcoscenico.
      Tutto questo non toglie che esistano artisti e artigiani, livelli alti e livelli meno alti e che questi livelli vengano decisi e definiti da un’infinità complessa di ragioni non tutte conoscibili. Ci pensa, come sempre, il tempo.
      Tutta la storia del teatro, anche quello musicale, è segnata da migliaia e migliaia di serate che vengono dimenticate, pochissimi, invece restano nella memoria e negli annali.
      Nessun pregiudizio, dunque.
      Se andrò a sentire Pierino e il Lupo con Marco Carta conserverò la stesssa libertà con la quale giudico uno spettacolo.
      Ma non ripetermi la balla noiosa che non esistono confini tra i generi, che esiste solo la buona e la cattiva musica, che tutto si mischia, che popolare è sinonimo di bello, che chi legge Gadda è snob e chi legge Moccia è figo e che si deve leggere Moccia, che chi ama il melodramma appartiene a un mondo separato. Sono, in qualsiasi parte del pianeta, banali luoghi comuni.

  40. Quoto Rita. Anche io temo caro Vito che qui la cultura non c’entri nulla ma trattasi di operazione semplicemente commerciale. Marco Carta riempie gli stadi (credo) e il sovrintendente, in periodo di magra, ha pensato di riempire anche il teatro lirico. Magari pubblicherà il cd e lo venderà come il pane. Mi ricorda la rassegna jazz in sardegna d’antan quando in un cartellone per appassionati ci si infilava qualche nome di “cassetta” faceva quadrare i conti. I puristi storcevano il naso ma i big pop attiravano le folle.

  41. Mi auguro che Carta ci sorprenda tutti con grande classe ed inventiva. Ma il problema non cambia…E’ inaccettabile che non si tenga conto delle capacità, della tecnica, della professionalità in un luogo dove tutti, orchestra, coro, solisti, devono studiare e faticare ogni giorno per essere all’altezza di fare il proprio lavoro. Trovo che sia altamente diseducativo e controproducente.
    E poi..per Sant’Efisio non era meglio Nico Bortis?

  42. marianna says:

    Neo Anderthal
    per me sei un troll

    • No no, esiste! Garantisco io. Sul serio.

      • Neo Anderthal says:

        Marianna, io sono un Troll -dici-, ma tu sei la Perla di Labuan?

        • gentarrubia says:

          gei ndi scis duas arrigas, o Neo! questa è Cultura Umanista (non del Partito Umanista 😉 )!

          • Neo Anderthal says:

            (Ma ancora s’agattara, il Partito Umanista? Se sì, mi iscrivo alla frazione Salgariana Esperantista)

            In ogni caso, se non sbaglio un Troll interviene per provocare, con assurdità e off-topic
            -non mi pare- e lo può fare in forum senza filtri o in facebook. Quindi non in un blog moderato da un inflessibile guida come V.B.
            -e poi, gli interventi non sono quasi tutti sotto Nick, come per esempio Marianna/Perla di Labuan? Enzàttabò?-

  43. Neo Anderthal says:

    Pensare o presumere che “per il popolo vada bene una ciofeca -nel senso della falsa bevanda- come Carta/Prokofiev è intrisecamente pregno di degnazione e “benevolenza” classista. E’ una operazione ruffiana e ipocrita, culturalmente indegna e retriva.

  44. Florestano says:

    Concordo pienamente con Santus circa cultura alta e cultura bassa. Le due possono convivere senza difficoltà: basta che ciascuna sia riconosciuta per tale. Quindi, mescolare Carta e Prokofev è soltanto una “bassa” operazione che mi auguro non sottragga (anche se ne dubito) troppo alle disastrate finanze del Fus. I vari Pavarotti & Friends non hanno aggiunto (credo) uno spettatore alla musica “alta”, in compenso hanno rovinato fior di pezzi di musica in mano (o meglio in voce) a qualcuno che li ha letteralmente scempiati, da Bolton a Grace Jones. Comunque, tanti auguri a Carta …

    • Neo Anderthal says:

      Ma vi ricordate Pavarotti che con voce impostatissima -quella che gli restava- cantava “certe notti” con Ligabue come fosse stata “E lucevan le Stelle”? Impressionante bruttezza, che neanche alle sagre di paese.
      E questo non per dire che non si debba cantare “canzoni” se si è tenori. La musica italiana è fatta anche di Beniamino Gigli che canta “Mamma” o di Caruso o Giuseppe Di Stefano con le canzoni napoletane, ma certo non è avvicinare all’opera far cantare un malcapitato tenore assieme a Pupo e a quella nullità di Filiberto, stonato come le bombe!
      Nel suo genere questa di Carta/Prokofiev è una operazione analoga.

  45. Stefano reloaded says:

    Un sacco di gente che vuole arrivare in Sardegna per l’evento.
    Cosa fa il Sindaco? Ci stiamo attrezzando in maniera adeguata?

  46. Non credo che Marco Carta, per quanto sia un bravo ragazzo, possa rappresentare al meglio un “avvicinamento dei giovani alla cultura”. Ma in tempi come questi, cosa c’era da aspettarsi? E no, non c’entra niente la Sardegna in questa equazione. Questa situazione di “crisi” (in tutti i sensi) la stanno vivendo moltissimi teatri in Italia, alcuni più di altri. E e se ne parla poco.

  47. santapiera says:

    Questa storia dello snobismo, della puzza sotto il naso, dovrebbe finire.
    Dovrebbero finire i tempi in cui una persona che ha dedicato e dedica tempo alla lettura, alla buona musica, all’arte in genere, insomma, viene etichettata così maldestramente .
    Perchè seguire le proprie passioni, e parlarne con gioia, e cercare di condividerle non può più essere in Italia considerata come un atto di superbia.
    E non si dovrebbe dar spazio allora ai sensi di colpa perchè si esprime un’opinione che va oltre il senso critico delle masse , o mettere le mani avanti dicendo: “attenzione, non lo dico per snobismo” (tu quoque Vito?).
    Avrò il diritto di dire che non solo Marco Carta non è adatto, ma che mi fa cagare (e ce l’avrà con me ogni giornalista)? Ce l’ho? Sono snob per questo?
    Snob è chi snobba la cultura. SNOB CHI NON LEGGE! (E non scemo chi legge).

    • Neo Anderthal says:

      Santa Subito!

    • Mossad says:

      parole da scolpire nella pietra… e che, è colpa mia se uno è ignorante, non è stato interessato a studiare o non ha gusto e senso estetico? ci si rispetta ma è inutile tentare di fargli parlare la mia lingua, soprattuto se lui non è interessato a farlo. siamo sempre noi a dover abbassare i nostri standard per adattarsi agli altri? lo sforzo dev’essere reciproco ma qui nessuno lo fa. insomma, ognuno vada coi suoi simili e ripeto: se la cultura non è MAI stata di tutti e per tutti ci sarà pure un motivo!

  48. Cultura alta, cultura bassa…ma siamo in pieno Medio Evo?
    Non sapevo dell’esistenza di un teatro lirico a Cagliari; grazie a Marco Carta, che mi spingerà a prendere l’aereo per ascoltarlo, e con immenso piacere, questa mia lacuna è colmata.

    • Santus says:

      Certo che esiste la cultura alta e quella bassa, caro Cliz. Si può rimarcare in tanti modi la differenza tra un’opera “alta” e una “bassa”. Guai a confonderle. Non c’è nulla di male nello scrivere o cantare canzoni mediocri. Posso perfino divertirmi a sentirne una. Ma confondere i piani non è possibile. Ci pensa il tempo, tanto, a rendere giustizia e a stabilire le distanze tra le cose “alte” e quelle “basse”.
      Può darsi che Carta faccia pure bene (ne dubito) e non trovo scandaloso (salvo cachet esagerati) che ci provi.
      Resta il fatto che le operazioni che miscelano generi incomunciabili (Pavarotti con Zucchero, per esempio) sono orribili e hanno un movente esclusivamente commerciale.
      Niente di male neppure nel commercio, ma è commercio e non arte.
      E’ sempre esistito un genere alto, solo che in certi momenti della storia il genere alto è stato anche popolare. Sofocle, Shakespeare, Molière, Mozart, Beethoven, Rossini, Bellini, Verdi e tanti altri erano nello stesso tempo “alti” e popolari. E questo è accaduto in tutti i campi dell’espressione cosiddetta artistica.
      Caro Cliz, ti faresti curare da un chirurgo espressione di una cultura medica “bassa”? Non credo.
      Cercheresti un medico culturalmente “alto”. Faresti progettare la tua città ad un urbanista di cultura “bassa?
      Rassegnati, esiste l’alto e il basso. E ognuno di noi ne è la prova.
      Saluti,
      Santus
      (io sono di cultura “bassa” . Ma non cerco di mischiare tutto per non sentirmi “basso”)

    • Soviet says:

      Ma cos’è alto e basso nella musica? Se la differenza è tra musica “colta” e musica pop, credo ci sia anche una certa differenza tra esponenti all’interno di ciascuna macrocategoria. Io ascolto volentieri Allevi perché mi rilassa, ma certo non è Mozart o Bach.
      Anche i Beatles sono musica pop, ma credo diversi e qualitativamente superiori a Marco Carta (rispetto al quale c’è il massimo rispetto, come lo si può avere per un bravo scalpellino, ma non si dica che è un Michelangelo redivivo!). I gusti sono gusti, ma fino ad un certo punto…
      Certo, ci sono casi nella Storia di tutte le arti, di geni incompresi: Totò da vivo e recitante era ritenuto dalla critica al pari di un Renzo Montagnani (per altro ottimo scalpellino pure lui), oggi è riconosciuto per quello che è: un genio assoluto della comicità mondiale, al pari di Chaplin, Keaton, i Fratelli Marx ed il duo Hardy&Laurel.
      Marco Carta è bravino, è un cantante che deve moltissimo alla televisione e ancora di più alla De Filippi, ma fargli fare la voce narrante di Pierino e il Lupo è un’operazione esclusivamente commerciale, che mira solo a sfruttare la sua notorietà televisiva.
      L’operazione “giovani” poi mi sembra pretestuosa: i giovani si avvicinano alle arti, tutte le arti, se gliele si fa amare già nelle scuole. Ma per questo serve una politica culturale. Vedremo come l’ente lirico promuoverà presso le scuole “di ogni ordine e grado” l’amore per la musica.

  49. ciliegina says:

    Non capisco tutto questo snobbismo e pregiudizio verso Marco Carta!
    In primis Marco Carta non è più da tanto legato a Amici, Mediaset e Maria De Filippis. Ciò lo prova il fatto che non compaia più in televisione Mediaset, sta cercando di costruirsi una carriera da cantante al di fuori del pop leggero e commerciale, lo dimostrano anche le scelte di alcune canzoni del suo ultimo cd( infati ha avuto meno successo commerciale), ha una bellissima voce che ha conquistato non solo le ragazzine.
    Molti che scrivono qui sparano sentenze senza essersi neppure documentati, si atteggiano a pseudo intellettuali mentre non hanno neanche una briciola dell’ umiltà di questo giovane artista sardo che sta cercando di affermarsi.
    Io sono fiera da sarda di essere una sua sostenitrice , non mi vergogno assolutamente di affermarlo in pubblico e non sono una quindicenne…
    Forse perchè sono sarda emigrata e quindi confermo”I sardi sono i peggiori nemici di se stessi”.

  50. Gavino says:

    Andiamo su, quante storie!! Ma dove è lo scandalo? Marco Carta è un cagliaritano famoso in televisione. . Pierino e il lupo non è canto lirico nè canto normale, ma una favola per bambini. Non ci trovo nulla di male se l’operazione è ben congeniata e porta a teatro i nostri adolescenti abbandonati dalla cultura della nostra città.
    Pensate che Di Benedetto non è nuovo a queste operazioni. So che a Genova ne fece chiamare ALBANO a cantare nel Rosenkavalier di Strauss….Albano…vi rendete conto? E in quel caso cantava pure…quindi è meglio se la smettiamo di lamentarci e ci rimbocchiamo le maniche.

    • Elisabetta says:

      Continuo a ribadire: bambini e adolescenti non vuol dire minus habentes. Sono i più grandi lettori, in Italia, il loro cervello lavora meglio dei nostri messi insieme, sono capaci di cogliere il bello e il grande senza spiegare loro nulla. Si meritano di più di un bamboccio pompato dalla tv commerciale per ingannare, col televoto, gente smaniosa di storielle penose e “emozioni”.

  51. Andrea says:

    chi ha criticato l’articolo di Vito di quale puzza sta parlando? di quale snobbismo? ma chi ha fatto queste affermazioni conosce la tragedia che stanno vivendo i dipendenti del teatro lirico? ma quale GRANDE MARCO CARTA??? tutto rispetto per la persona Marco Carta ma per “l’artista” neanche un pò. E’ un’offesa all’intelligenza e alla cultura del nostro paese. La nostra città si rivela ancora una volta provinciale fino al midollo. La cultura dell’apparire, del fenomeno da baraccone (come qualcuno in questo periodo sta insegnando molto bene). qualcuno spiegherà alle ragazzine che andranno a sentire Marco Carta chi era Prokofiev e cosa sentiranno le loro orecchie di diverso rispetto alle canzoni di amici? io credo proprio di no…per rilanciare il teatro sarebbe sufficiente “sfruttare” gli artisti locali che si occupano veramente di musica…lo stesso gianluca! vi devo ricordare che il teatro lirico negli anni ha ospitato numerosi artisti non “classici”, artisti di fama internazionale e nessuno si è permesso di gridare allo scandalo. …comunque ci sarebbe da scrivere un libro…
    ps. sappiate che non sono uno di sinistra, anzi….

    • Scrivere un libro? Lei? Ma anche no…con tutto rispetto per la persona, ma per lo scrittore neanche un po’ (a proposito, si apostrofa non si accenta). Odio leggere scritti costellati da errori grammaticali. Di quale cultura ed intelligenza parla, quindi? Ma soprattutto, da quale pulpito?
      Con affetto una estimatrice del cantante Marco Carta

  52. alekkos says:

    ” i peggiori nemici dei sardi ?” “I Sardi!!! ”

    Francesco Cossiga

    • Mossad says:

      Questi post servono, purtroppo, soprattutto a veicolare l’odio di parte e la propria visione politica della vita su OGNI COSA di cui capiti di parlare. Forse, davvero, lo strumento del blog è superato. Mi dispiace per l’articolo di Vito, pur interessante, ma è come versare benzina sul fuoco di questa mediocre società.

  53. Muttly says:

    Mi ricorda tanto quelle canzoni cantate da gruppi di calciatori, bravissimi a giocare a pallone ma scarsi nel canto e giustificati solo dalle opere di beneficenza a cui vanno i fondi.
    Il teatro ha bisogno di beneficenza al punto da far improvvisare la preparazione alla recitazione e i tempi di uno spettacolo ad un cantante allenato con tempi di una canzone ?

  54. gentarrubia says:

    bho! sicuramente ne sapete più di me, ma non mi sembra che il problema dei debiti del Lirico dipenda dal fatto che pochi vadano a teatro. il problema di attirare gente per rimpolpare le casse mi sembra fuorviante. portare Marco Carta, quindi, non solo non mi sembra un’operazione culturalmente appropriata, ma neanche commercialmente efficace. oltrettutto, quanto verrà pagato il Cagliaritanissimo cantante?

  55. Anonimo says:

    Magari Marco carta questa roba la fa bene. Io ho la puzza sotto il naso e quindi aspetto di sentire che cosa farà.

  56. Fuori Marco Carta dentro Ennio Porrino!

  57. Florestano says:

    Ho grossi dubbi che 10 serate de I Shardana farebbero più spettatori di un solo Marco Carta in Prokofiev ! Ammesso e non concesso che l’opera di Porrino sia la più importante del dopoguerra. Il punto non è questo: da spettatore dei teatri cagliaritani (e ovviamente altri) da più di mezzo secolo non credo che sarà l’amico di De Filippi a salvare le sorti del Lirico. Avevo visto con simpatia, nonostante i disagi, le proteste dei lavoratori, consapevole che non ci fosse alternativa in tempi magri come questi. Contrabbandare Carta per attirare pubblico mi sembra una mossa alla TAFAZZI. Andranno le tante fans del giovinetto, ma finita la “performance” quante torneranno a seguire un concerto o a vedere un’opera ? Alla faccia del richiamare nuovi spettatori. Forse il vero coraggio di sovrintendente e fondazione sarebbe stato: azzeriamo tutto e attendiamo tempi migliori o, viceversa, anche un solo concerto o una sola opera ma di qualità assolutamente superiore.
    PS Anche uno degli ultimi “Pierini” cagliaritani e cioè David Riondino, era caduto clamorosamente con uno spettacolo non all’altezza.

    • Florestano, I Shardana “È” l’opera più importante composta tra il 1945 e il 1961, informati meglio, nel 1959 al Teatro San Carlo di Napoli è stata rappresentata 4 volte e nel 1960 al Teatro Massimo di Cagliari 3 volte registrando sempre il tutto esaurito e piace ancora. Purtroppo i grandi compositori sardi non vengono valorizzati in modo adeguato e, leggi sotto, a quanto pare I Shardana piace anche ai bambini, non solo ai grandi.

      I SHARDANA” DI PORRINO, Ha incantato anche i bambini
      Giovedì 04 marzo 2010 (Unione Sarda)
      Ho sentito, su Rai3, un’intervista alla vedova di Ennio Porrino, Malgari Onnis. Ho poi letto su L’Unione Sarda che sarebbe stato presentato, nella biblioteca civica, un libro, con annessi cd, che riproponeva l’opera di Porrino “I Shardana”. La sera stessa, a casa, ho ascoltato l’opera, ed ho scoperto un grande musicista. Anche i miei figli, 11 e 10 anni, certo non abituati alla musica classica, al sentire il Preludio mi hanno detto: «Emozionante». Credo sia il miglior commento. […]. (Giancarlo Mudu – Maracalagonis)

      • Florestano says:

        Si dà il caso che fossi presente, adolescente, nel ’60 al Massimo e il ricordo non sia entusiasmante come pure quello della ripresa dello scorso anno. Evidentemente si tratta di gusti differenti. Quanto all’affermazione dell’opera “più importante composta tra il 1945 e il 1961”, mi chiedo allora che valore abbiano, soltanto per fare qualche esempio, Peter Grimes di Britten (1945), The Rake’ progress di Stravinskij (1951), o Dialogues, des Carmelites di Poulenc (1957), che vengono continuamente rappresentate in tutto il mondo. Sono convinto che il tempo e il pubblico siano i migliori giudici: ci sarà anche una ragione se Ballo in maschera di Verdi è rappresentatissimo e viceversa Giovanna d’Arco o Alzira, per fare due riferimenti, siano praticamente sparite. Forse si tratta di qualità, non solo di fortuna.
        Detto questo, credo che Lei ed io rimarremo distanti; volevo solo dimostrare che in genere, quando parlo o scrivo, mi documento e credo anche che una singola lettera ad un giornale non valga a salvare un’opera, un romanzo, un film.
        P.S. Perchè allora non rivalutare anche La Jura di Gavino Gabriel che vidi nel ’59 al Massimo o La Grazia di Michetti (pardon, quest’ultimo non è sardo!) ?

  58. Odio chi ha la presunzione di sentirsi al disopra di tutto e la puzza sotto il naso ! Non sono giovane e sono a troppi chilometri di distanza per poter assistere…
    Infatti come dice lei, sig. Vito…..il rispetto prima di tutto !!!
    Marco Carta, porterà tantissimi spettatori di tutte le età e sesso !!!
    La prego un pò meno boria !!!!

  59. Elisabetta says:

    Esistono da anni progetti delle scuole grazie ai quali ragazzini e ragazzine che non hanno avuto la fortuna in famiglia di conoscere diversi generi e livelli musicali si avvicinano alla musica “colta”: vanno al Lirico di solito alle prove generali e ascoltano, spesso guidati da bravi insegnanti, i concerti e le opere.
    E poichè la musica classica non è musica spocchiosa nè radical chic, è musica soprattutto (anche se non sempre) bella e intelligente, sorprendente ed emozionante come tutta l’arte, quando escono sono emozionati, appunto, con gli occhi lucidi talvolta, sorpresi delle loro stesse sensazioni. Si sentono migliori, sono migliori perchè sono più ricchi di quando sono entrati, e non sapevano come fosse divertente ed espressivo – che so – il concerto per clarinetto e orchestra di Mozart.
    E, di solito, più l’artista è di alto livello, più, guarda caso, la faccenda li colpisce ed entusiasma.

    Questa cosa di Pierino e il lupo con Marco Carta (come dice Vito: non un attore, semplicemente un incompetente: Benito Urgu era alta cosa, oggi poteva starci benissimo un Arthemalle) va in direzione contraria. Banalizza il geniale e dunque lo rende insulso, e ben andando innocuo, neutro. Inutile, quindi.
    I ragazzi non sono degli sciocchi fino a questo punto. Magari di biglietti ne vendono pure, e due lire le raccattano, sperando che siano in grado di reinvestirle. Ma non credo che nessuno tra il pubblico uscirà dal concerto commosso e con la voglia di tornare lì a sentire dell’altro.
    Che pena per l’arte, che pena per i giovani, trattati così.

    • Neo Anderthal says:

      Sono d’accordo con Elisabetta su tutta la linea. Ci vuole rispetto per l’opera e anche per il pubblico, anche quello che apprezza e ama Marco Carta e che non deve essere indotto a pensare che tutto sia la stessa cosa.
      Si potrà mai dissentire da una discutibile operazione di captazione di un consenso disinformato e di immagine senza sentirsi ripetere la solita fesseria contro i “radical chic”?
      Marco Carta -cantante la cui fama è basata sulla popolarità televisiva- non è un attore. Come cantante è obiettivamente preda di rilevanti problemi di intonazione, e ha una carriera che finora è stata in discesa -nel senso che ha cominciato in alto e non fa che calare.
      Una operazione che non sia mero “spettacolo” e operazione di cassa, o accreditamento improprio presso un pubblico da attivare con suggestioni estranee alla verità della rappresentazione, richiederebbe tutt’altre capacità e curriculum -perché se no allora vale tutto, e allora va bene anche “Pierino e il Lupo” narrato da Gigi Riva, da Galeazzi, da Anselmo Piras…

  60. Banana says:

    cioè solo bono marcoccarta, ma cos’è questo proconfett? cos’e pappai?

  61. giancomita says:

    non so, io non sarei così drastico. Chi è abbonato al teatro lirico probabilmente non andrà a sentire questo spettacolo, ma molte adolescenti che non ci hanno mai messo piede (e che probabilmente nella loro vita non sarebbero mai andate al teatro lirico), per una volta entreranno in contatto con la musica classica. E non è detto che faccia loro del male, anzi.
    Lo scollamento tra la Cultura e le masse è un problema gravissimo per la scuola italiana e per il futuro di questo Paese. Un’operazione come questa non porterà più danni di quelli che già abbiamo, e a volte se si ha fiducia nel potere e nel fascino del teatro e della cultura tout court si viene premiati. Tu, Vito, dovresti saperlo bene. Gli adolescenti, del resto, coglierebbero forse il 10% del valore di uno spettacolo fatto da un talentuoso attore di teatro, Marco Carta lo sapranno apprezzare al 100 %.
    Credo poi (o mi sbaglio?) che il beneficio che riceveranno le casse del teatro potrà ricadere in parte anche sulla programmazione di altri spettacoli.

    • Marco Carta: una tassa una tantum per autofinanziare il lirico. E’ triste però se così fosse credo che, per onestà, non si dovrebbe più parlare di operazione finalizzata ad avvicinare i giovani alla musica classica …

  62. Io invece l’articolo di Vito non lo trovo assolutamente ridicolo, tuttaltro! Probabilmente il nuovo sovrintendente Gennaro Di Benedetto non lo sa ma esiste I Shardana, un’opera lirica del maggiore compositore sardo, Ennio Porrino, che va considerata sia colta che popolare e che se rappresentata 10 volte l’anno (anziché una volta: il 21 febbraio 2010), porterebbe al Lirico centinaia di migliaia di euro in più e non vi sarebbe bisogno di ripiegare su Marco Carta.

    Il 21 febbraio 2010 I Shardana ha riscosso un successo enorme ma non è stata riproposta al pubblico cagliaritano. Perché? È un mistero ancora tutto da scoprire… ma le istituzioni musicali sarde non sono sicuramente innocenti… Aiò Di Benedetto, mettila in cartellone e avrai il teatro pieno per tutto l’anno. Portala in giro, a Nora, a Tharros, a Barumini e non te ne pentirai…

    Invece nulla, la maggiore opera lirica sarda di tutti i tempi è stata occultata per oltre 50 anni e poi nuovamente messa nel cassetto; eppure venne considerata a suo tempo dall’enciclopedia musicale tedesca “Die Musik in Geschichte und Gegenwart”:

    “la più importante opera lirica composta in Italia in questo dopoguerra” (Felix Karlinger, 1962)

    E ancora una frase, che suona come una condanna senza appello per le istituzioni musicali sarde, nessuna esclusa:

    “Se Monaco avesse la fortuna di venir cantata da opere come queste, sono certo che nei festival operistici della mia città sarebbe loro riservato ogni anno il posto d’onore” (Felix Karlinger, Monaco di Baviera, 1960).

    http://edicola.unionesarda.it/Articolo.aspx?Data=20100221&Categ=8&Voce=1&IdArticolo=2432361

    http://www.teatroliricodicagliari.it/files_repository/File/Rassegna%20stampa/l%27unione%20sarda%2023-02-2010.pdf

    http://www.teatroliricodicagliari.it/files_repository/File/Rassegna%20stampa/l%27unione%20sarda%2004-03-2010.pdf

    http://www.teatroliricodicagliari.it/files_repository/File/Rassegna%20stampa/l%27unione%20sarda%2017-02-2010.pdf

  63. ciliegina says:

    Srafelice!
    Verrò appositamente dall’estero e entrerò per la prima volta al teatro lirico di Cagliari. Potenza di Marco Carta! E basta con questo snobbismo!

  64. Sono una popolana che va a teatro a costo di enormi sacrifici economici, non ho la puzza sotto il naso, amo l’arte in ogni sua espressione e tutto ciò grazie al fatto che sono stata educata alla cultura. E’ nobile l’intento di avvicinare i giovani alla musica classica ma non è questa la strada da seguire …

    • Soviet says:

      “amo l’arte in ogni sua espressione e tutto ciò grazie al fatto che sono stata educata alla cultura”
      Ecco una frase che dovrebbe far riflettere tutti!
      Grazie Rita!

  65. E’ proprio vero…! “Alla Sinistra non piacciono gli Italiani”. E alla sinistra cagliaritana non piacciono i Cagliaritani…

  66. Vendemmia says:

    il grande marco carta….:D

    AHAH

    un belissimo spettacolo trash..-_-

  67. alekkos says:

    DIMENTICAVO TROVO MOLTO PIU’ RIDICOLO IL TUO ARTICOLO,CON TUTTO RISPETTO OVVIAMENTE!!!

  68. alekkos says:

    Capisco che al lirico ci vanno persone per la maggiore con la puzza sotto il naso,con il GRANDE MARCO CARTA,chissaà magari si aprono le porte anche al POPolo,scusa se commento il tuo articolo ma lo trovo seriamente di cattivo gusto.

    • Mossad says:

      Questo, appunto, è il popolo in Italia. Un tempo la Scuola non era per tutti. Ci sarà stato un motivo…

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