Cagliari / Sardegna

Da dieci giorni mezzo campo rom di Cagliari è senza corrente elettrica e il Comune non interviene. Perché?

Da quasi dieci giorni mezzo campo rom sulla 554 è senza corrente elettrica. A nulla sono servite le segnalazioni dei residenti al Comune di Cagliari. Una squadra di operai si è vista venerdì, ha controllato il guasto e ha detto: “Andiamo a prendere il materiale e torniamo”. Non sono tornati.

Le famiglie senza corrente sono sei. In alcune baracche i residenti ora si utilizzano i bracieri per riscaldarsi la notte. I rischi sono altissimi, ma non c’è alternativa.

Anche l’anno scorso in pieno inverno il Comune aveva lasciato il campo nomadi senza corrente e sette persone, intossicate dal monossido di carbonio, erano finite in camera iperbarica all’Ospedale Marino.

Perché, se in un’altra zona della città manca la corrente, il Comune interviene subito (e se non lo facesse le proteste sarebbero rapide e clamorose), mentre nel campo rom gestito dalla nostra amministrazione un guasto può costringere i residenti a stare senza riscaldamento per quasi dieci giorni? C’è qualcuno che ha una risposta?

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66 Commenti

  1. villaritalia says:

    /www.suglizingari.it : “….Poiché sarebbe stato velleitario pensare di portare adolescenti e ragazze zingare nelle aule di una scuola, abbiamo costruito un edificio scolastico nel loro campo, abbiamo quindi organizzato il corso in orari compatibili con le loro abitudini. Era impensabile ritenere di svolgere le lezioni negli orari nei quali le ragazze sono impegnate nell’elemosina….”: Mi pare che in questa frase sia riassunta la presunzione ideologica di chi l’ha scritta. Io ho un attività di fianco al campo nomadi sito all’incrocio tra la 554 e la 131 e conosco la vita del campo sino dal giorno del suo insediamento. Il mio deposito è stato costantemente preso di mira dai vicini, la recinzione con rete metallica viene costantemente aperta, si sono formati persino i sentieri tra le aperture e il campo nomadi. Ho subito tanti furti con scasso, mi hanno rubato attrezzatura porte , finestre in alluminio, attrezzatura da ufficio, computer e infine hanno pure data fuoco al mio ufficio. Ho subito perdite per almeno 100 mila Euro negli ultimi 4-5 anni ma il danno maggiore che subisco insieme a tutti gli abitanti e lavoratori del circondario è dovuto ai roghi pressoché quotidiani che i nomadi accendono la sera con il primo buio. Si tratta di grandi fuochi accesi per bruciare materiali plastici o sintetici e recuperare i metalli. Questi fuochi sprigionano grandi colonne di fumo nero carico di tossine che a seconda del vento si dirige verso il nostro ufficio o la zona industriale di Elmas o in direzione Su planu , insomma l’aria diventa irrespirabile e pericolosa per la salute di tutti NOI. Voglio chiedere ai signori che hanno voluto questo campo, ai politici, gli intellettuali , alla chiesa a tutti coloro che hanno fatto quadrato a difesa di questo stato di cose, voglio chiedere se è giusto che a pagare per le loro scelte debbano essere solo gli abitanti del circondario. Io penso che anche i teorici dell’integrazione in realtà abbiano voluto allontanare il problema dalla loro vita , dai loro quartieri, E facile parlare di fame con la pancia piena cosi come è facile parlare di integrazione quando sono gli altri a respirare le tossine e a subire danni economici. Io vorrei che, per un mese tutti Voi che avete voluto il campo, abbiate questi fuochi accesi vicino a casa vostra e respiriate il fumo nero e le tossine dei copertoni e della plastica e magari subiate anche un furto o un incendio. Credo che dopo questa esperienza capireste che c’è un problema molto serio da risolvere. Quello che non sapete inoltre è che molti dei commercianti e operatori della zona hanno persino paura di ribellarsi pur avendo subito incendi e furti per centinaia di miglia di euro. Hanno paura prima di tutto dei politici e della chiesa che hanno il potere di ordinare ritorsioni più o meno occulte e legali dal punto di vista delle autorizzazioni del fisco ecc…in secondo luogo hanno paura delle reazioni degli zingari che sentendosi protetti ma minacciati non ci pensano due volte ad appiccare un altro fuoco. Questo è il clima reale in cui viviamo NOI imprese della zona “campo nomadi”. Per quanto riguarda la frase sopra riportata dal sito http://www.suglizingari.com

    • Neo Anderthal says:

      Premesso che credo che si tratti di un fake, credo che chi scrive non abbia per nulla letto la grande maggioranza degli interventi.
      Il campo nomadi della 554 è un ghetto, o se si vuole peggiorare, un lager. Lo ha voluto il Comune di Cagliari che non ha studiato nessuna altra soluzione, lavandosene le mani, non sfruttando neanche una lire degli ingenti stanziamenti europei facilmente attingibili.
      Chi vive o lavora vicino al campo ha pienamente ragione a reclamare il diritto alla salute e a volere che non ci siano incendi (che avvelenano anche i Rom, tra l’altro, e anche chi non ha “colpe” come i bambini).
      Visto che da molte risposte appare chiaro che non si è ben compreso il punto è bene ribadire: Una cosa è l’allaccio alla corrente che finché qualcuno abita il campo va garantita, e un’altra è la stessa esistenza di un campo siffatto e la tolleranza per l’inquinamento, che non c’è e non serve neppure ai Rom.

      • valentina says:

        Buongiorno NeoAnderthal.
        Con tutto rispetto, sei un pò presuntuoso. Perchè pensi che Villaritalia sia un Fake? solo perchè dice delle cose reali che tu ignori totalmente?
        Tu sai come la penso a proposito della ghettizzazione, e posso garantirti che Villaritalia e molti che subiscono il degrado ambientale della zona sono d’accordo con noi in proposito. Ciò non toglie che abbiano tutto il diritto di scrivere in merito alla gravissima situazione che subiamo da 15 anni (e in continuo peggioramento) anche approfittando degli spunti offerti da un articolo dove si parla di corrente elettrica. La maggior parte di cagliaritani che vivono lontani dal campo non hanno idea di quello che capita. Viene incenerito anche l’ETERNIT!!! Ci sono roghi ogni giorno, anche con chilometri di colonna di fumo. Ma come fanno ad avere tanto materiale da incendiare? Non ti sembra plausibile che ci siano connivenze pericolose su cui bisognerebbe indagare seriamente? E nessuna autorità preposta interviene. Ci stanno avvelenando e NESSUNO INTERVIENE!!! Come ti sentiresti tu? Cosa faresti per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica? Purtroppo ci sono cose che non ci piacciono e che preferiremmo non sapere. Ma per onestà intellettuale, la realtà va vista in tutti i suoi aspetti.
        Consiglio per tutti coloro che non hanno la più pallida idea del problema: prendete una casa in affitto a Mulinu Becciu per un mese, oppure stazionate lì per qualche sera…
        Valentina

        • Neo Anderthal says:

          A Mulinu Becciu abitano alcuni miei familiari, passo per la 554, angolo 131 due volte al giorno come minimo, sono a conoscenza del problema il tanto che basta per dire che chi si lamenta ha enormi ragioni, che le responsabilità in capo ad alcuni -o anche molti- Rom sono evidenti, e che non esiste nessuna soluzione al di fuori della distruzione del campo così come è attualmente disposto e organizzato. Mi auto-cito da una risposta che potete trovare solo qualche intervento sotto i nostri:

          “Per me l’unica prospettiva sensata è tamponare il più possibile l’emergenza, controllare la legalità e INVESTIRE in integrazione, cultura -soprattutto per i minori-, in condizioni di vita, sapendo che è e sarà un percorso accidentato e contraddittorio, e che anche un cambio di mentalità da parte loro richiederà tempo e magari generazioni prima di potersi dire compiuto. Ma si è perso e si perde tempo, si deve iniziare.”

          Se le responsabilità di alcuni Rom sono evidenti (ma, per esempio, a rubare rame sono stati sorpresi di recente dei sardissimi, almeno a giudicare dai cognomi: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/216329) sono evidenti anche le responsabilità politiche di chi trova comodo favorire la non-sistemazione di una discarica sociale, e poi magari addita una comunità di bisognosi -anche- come bersaglio di superficiali e velenosi odii razziali, cercando di guadagnare consensi proprio sulla paura e l’odio.
          I processi di integrazione -ci sono ingenti fondi europei mai richiesti- si possono avviare come si è fatto in tantissimi posti, come ad esempio a Monserrato, sapendo che non sono né facili e neppure rapidi. E dovrebbero iniziare con l’abbattimento del campo attuale.
          La questione fake o no non mi pare rilevante, mi pare abbastanza strano però che chi è stato soggetto a furti di una entità così rilevante non sia dotato di servizi di guardiania -che costano, ma meno degli asseriti continui furti- o non abbia sollevato il caso ben più clamorosamente che in una nota in un blog.
          Per concludere e per chiarezza: chi vuole il campo e lo vuole mantenere in queste condizioni non è certo chi parla di diritti e integrazione. Quanto alle pance piene o vuote, mi pare una argomentazione davvero esile, perché varrebbe per tutto: per avere una opinione sulla sicurezza stradale devo essere stato investito da un pirata della strada? Per essere autorizzato avere un’idea sulle tematiche del fine-vita e dell’accanimento terapeutico etc.etc. dovrei essere moribondo?

          • Valentina says:

            Villaritalia espone la sua esperienza personale, non rivolge accuse generiche ma precise:
            – ad alcuni abitanti del campo sosta della 554;
            – agli esponenti politici che hanno voluto e che mantengono in essere il campo-ghetto.

            In realtà dunque siete in perfetto accordo. Tu dici, anzi ribadisci autocitandoti, che per te l’unica prospettiva sensata è tamponare il più possibile l’emergenza, controllare la legalità ed investire in integrazione. In quale passaggio del suo post Villaritalia dice qualcosa di diverso?
            Prova a rileggerlo.
            Non dice “I Rom” come se responsabili dei furti o dei roghi fossero tali perchè appartenenti all’etnia, ma dice “i vicini” indicando alcuni abitanti del campo, che nel caso concreto sono rom, se fossero stati sardi avrebbe detto la stessa cosa, ma non con intento discriminatorio, e questo è fin troppo chiaro.
            Quando dice “teorici dell’integrazione” non si rivolge a te, o a coloro che in questo blog hanno espresso la convinzione che il campo non può essere integrazione; dice esattamente il contrario, cioè quello che tu hai detto e ribadito, che il campo è frutto della scelta di “lor Signori” che i nomadi li hanno voluti relegare ai margini della società, “allontanare il problema dalla loro vita, dai loro quartieri”.
            Mi è sembrato che tu sia una persona di discreta cultura e di buona capacità di analisi, pertanto le tue risposte mi hanno lasciato un pò perplessa; direi che dare del “fake” a chi esprime la propria opinione anzicchè discuttere nel merito quello che afferma, non sia una cosa “non rilevante”, bensì una cosa inadeguata al tuo livello. Tu infatti attacchi la persona, non le sue argomentazioni. Se volessi essere maliziosa, direi anche che hai strumentalizzato pretestuosamente il senso del suo intervento, insinuando con riferimenti devianti, che siccome anche i sardi rubano il rame, l’intervento di Villaritalia è discriminante e razzista.
            Ma io non sono maliziosa, credo che tu abbia sentito il bisogno di assicurarti che altri, meno dotati di noi, leggendo il post di Villaritalia, corressero il rischio di credere che tutti i Rom rubano e bruciano. Così come io sento il bisogno di dire che lasciare che certi reati continuino nella più totale impunità e addiritura con la mistificazione della realtà, accresce fortemente la tensione di una convivenza civile al limite del sopportabile.
            Se hai dei parenti a Mulinu Becciu, non limitarti a passare davanti al campo due volte al giorno, fatti ospitare per qualche tempo :), non so se ti offriranno lauti pranzi da riempirsi la panza ma sicuramente ti riempirai i polmoni di diossina! – ovviamente questa è una battuta…. ci tengo a precisare… – volevo sdrammatizzare un pò sulla questione delle pancie piene o delle pancie vuote che hai contestato a Villaritalia,…. e lascialo sfogare un pò, tanto non si riferiva a noi…ce l’ha con “lor Signori” quelli che vogliono il campo… e… concedigli un pò di comprensione, lui appartiene alla terza categoria… quella che ha la pancia nè vuota nè piena… ma che sicuramente di piene ha le “tasche”.
            Invece tu, non solo gli dai del fake, ma metti anche in dubbio che dica la verità in merito ai furti subiti. Per tua informazione, il lavoro di guardiania notturna viene remunerato con indennità non indifferenti, e alla fine credo che la spesa sia di circa 2.800 euro al mese; per un totale di 35.000 circa all’anno (considerati anche i costi per la consulente che redige le buste). Non mi sembra una cifra da poco, non tutte le aziende possono permetterselo; ma soprattutto non vedo perchè un cittadino debba provvedere a difendere privatamente la sua proprietà quando per questo paga profumati soldi di tasse allo Stato; ma aldilà della questione economica, se ogni cittadino deve provvedere privatamente a difendersi si finisce come nel “vecchio west”.
            “Strano” non è che chi è soggetto a furti non si affidi al servizio di guardiania privato; “strano” è che il cittadino non venga tutelato dallo Stato! “strano” e che nonostante le denuncie e l’evidenza dei reati, come nel caso dello smaltimento di rifiuti tossici e nocivi, le forze dell’ordine si dichiarino non in grado di indagare e di scoprire chi commette tali reati; “strano” è che vengano chiuse discariche abusive di proprietà di privati cittadini “sardi” e non quella di proprietà del Comune di Cagliari… e tutte le altre cose che già ci siamo detti.
            Per completezza… Villaritalia ha fatto tutte le denuncie dei furti, ma senza nessun esito; ha provato a sollevare il caso, e non solo lui ci ha provato… è più triste la vicenda dei coniugi Madonna (se non la conosci posso raccontartela…però un’altra volta), ma credi che mass-media tipo l’Unione Sarda siano molto propensi a dargli voce? Vedi l’articolo di ieri sulle 800 firme raccolte contro i fumi, mica parlano di diossina con il risalto da dare alla gravità del caso, parlano di fumi maleodoranti, d’installazioni obbligatorie delle doppie finestre: Non dicono che qui corriamo il rischio di crepare di cancro! E la foto? Con tutti i roghi impressionanti con colonne di fumo kilometriche ai quali assistiamo, guarda che foto hanno pubblicato!
            Allora al nostro sfortunato Villaritalia gli rimane solo di far sentire la sua voce nei blog, cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica. E tu lo attacchi così? uhmmm….
            Buona giornata!
            Valentina

  2. Ciao Vito,
    alla fine Tomas e il padre hanno aggiustato il guasto:
    http://progettorom.blogspot.com/2011/03/energia-ripristinata-dai-tecnici.html

  3. Caro Daniele G,
    come vedi è bastato poco a far degenerare il dibattito. Ed il demerito è tutto del tuo primo post.
    Mi spiego meglio. Ciò che indispettisce non sono, come magari ritieni, le tue argomentazioni.
    Come tutti possono facilmente verificare, io talvolta pubblico anche documenti (su Quirra o sull’Anfiteatro) nei quali non mi riconosco per niente. Il mio obiettivo è infatti quello di generare un dibattito tra persone che vogliono informarsi, confrontarmi anche con chi la pensa diversamente da me, e soprattutto spingere i lettori a mettersi in gioco.
    Tu usi invece un linguaggio molto grezzo, più consono a Facebook che non ad un blog come questo. Quanta gente vuoi che legga i miei pezzi e i vostri commenti? Siamo, numericamente, una èlite. E dunque come tutte èlite abbiamo degli obblighi di rigore e di coerenza intellettuale. Qui non si fa campagna elettorale, qui si cerca di ragionare.
    Per cui se inizi a sbarellare sui rom con un linguaggio e gli argomenti di un sottoproletario qualunque, non stupirti poi se ti danno del razzista o cose simili. E non minacciare querele, che rischi di diventare patetico.
    Allo stesso modo, Cagliari è piccola. Collabori con l’Unione Sarda, fai attività politica col Pdl, sei di casa nella sede del partito in via Roma (anche oggi ti aggiravi tra le stanze del vertice). Niente di male. Ma, ripeto, questo è un blog per chi vuole mettersi in gioco. Sei pronto a farlo? Sei pronto a dire le stesse cose che dici ora, ma con un linguaggio diverso, meno greve? Le èlite, per essere tali, devono essere rigorose. Devi essere alla nostra altezza, caro Daniele. Dimostracelo. Altrimenti amici come prima e buona fortuna: Facebook è un oceano, lì i tuoi commenti passeranno inosservati. Qui, purtroppo, no.

    • Daniele G says:

      Caro Vito B., non mi pare proprio di avere usato un linguaggio inappropriato nei messaggi che ho scritto. Anzi, ti dirò, mi sembra invece di essere stato largamente più elegante di certi personaggi che qui si aggirano e che, senza essere degni di ricevere un’ammonizione come nel mio caso, possono permettersi insulti gratuiti, non provati. Non parlo di me (chi se ne frega, sinceramente) ma non mi vorrai dire che è appropriato dare del “nano mafioso” a B. Insultare, sempre gratuitamente, politici o comunque signori che non stanno simpatici è per caso elegante e, quindi, “non grezzo”? Dare del razzista qua e là, sempre per diversità lecite di opinioni, è intellettualmente stimolante? Perché se fosse questa la tua linea di pensiero, se tu davvero la pensassi così, è chiaro che sì, preferisco scrivere su Facebook, nel proletariato, dove però c’è gente che vive al di là del computer. Io ho iniziato a interessarmi di politica a dodici anni, in Azione Giovani. Preparavo la colla con il manico di una scopa e il secchio, per appiccicare al muro che l’aborto era un dramma, prendendomi insulti. Lo stesso ho fatto due anni fa con la lista di Ferrara, prendendomi insulti ugualmente. E lo rifarei. Non ho bisogno della claque e mi sono sempre messo in gioco. Per questo non sono alla “Vs. Altezza”, e me ne compiaccio.

      dg

  4. daniela says:

    Sono stata come ogni anno a Cagliari in vacanza e ho visto lo scempio ambientale del campo rom della ss 554. Bruciano, rubano e vivono in una latrina, una discarica a cielo aperto.
    E nessuno denuncia i criminali. Nè gli zingari nè le stesse forze dell’ordine.
    Come può il sindaco non porre i sigilli alla discarica abusiva dei rom e sgomberare la bidonville?
    Chi difende questa gente o non li conosce o è in malafede.
    Perchè non accennate mai alle inchieste di YOUREPORTER sulla discarica della 554 di Cagliari?
    Ecco il link
    http://www.youreporter.it/video_Discarica_rom_Cagliari_smaltimento_rifiuti_in_diretta_1

    • Neo Anderthal says:

      Tu che sicuramente non sei razzista -ma quando mai?-, che li conosci tanto da descrivere le loro abitudini in una riga – “Bruciano, rubano e vivono in una latrina”- quindi non li difendi, che soluzione prospetti per quella che chiami “questa gente”?

      • Valentina says:

        La soluzione dev’essere prospettata dalle persone che governano la città, perchè si da il caso che siano state elette per questo, e per questo sono pagate.

        Esiste un problema serio, che riguarda la presenza nel campo nomadi della 554 di una discarica con annesso inceneritore abusivo. Da tantissimi anni gli abitanti e i lavoratori delle zone vicine al campo segnalano il disagio derivante dai fumi provenienti dall’incenerimento. Si badi bene, che i fumi in questione sono altamente nocivi e tossici per la salute umana, non stiamo mica raccontando barzellete.
        Anche la Asl n. 8 di Cagliari nel gennaio del 2010 in una tanto attesa relazione, ha dichiarato l’emergenza sanitaria, ma nulla è cambiato.
        Ci troviamo diffronte al perpetrarsi di reati gravi, che oltre all’ambiente danneggiano la ns. salute.
        La salute di tutti, dei rom, dei residenti vicini ma anche dei Cagliaritani che abitano lontani e che credono di non essere toccati dal problema.

        E’ indubbio che gli esecutori materiali (quelli che fanno il lavoro sporco, ovvero che bruciano), sono alcuni degli abitanti del campo ( non è che va Pinco Pallo a sversare, incendiare, recuperare i materiali – questo lo capisce anche un bambino di tre anni, ed è inutile, se non controproducente negare l’evidenza).

        E’ altresì indubbio che i cumuli di rifiuti smaltiti, non sono tutti frutto di furti, ma ci sono anche un sacco di rifiuti ingombranti e speciali che aziende “sarde” conferiscono per smaltimento a costo zero (e servizio di raccolta a domicilio); così com’ è indubbio che sono sarde le aziende che acquistano i metalli recuperati dall’incenerimento.

        Da anni, tutte le autorità preposte, sono al corrente dell’esistenza della discarica-inceneritore abusiva, ma l’attività criminale non viene fermata; anzi le cose vanno peggiorando sempre più.

        Pare infatti, che i responsabili, partecipanti a vario titolo al business criminale, siano invisibili.
        E pare che il reato possa essere punito solo se chi lo commette viene colto in flagranza.
        Le indagini, anche quelle più semplici, che porterebbero a smontare la “filiera” del crimine evidentemente, non sono alla portata di chi ci dovrebbe tutelare.
        E’ comprensibile che dall’esasperazione dei cittadini, costretti a respirare giorno e notte diossina, nasca il risentimento verso coloro che sono più facilmente individuabili (i rom).

        Personalmente credo che bisognerebbe intervenire subito per porre fine allo scempio dell’incenerimento, punendo i reali colpevoli (rom e sardi), e ristabilendo la legalità nel campo; ma contestualmente bisognerebbe studiare alternative a quel campo “ghetto” e attuare politiche reali d’integrazione, per esempio inserendoli nel contesto abitativo della città, e aiutandoli a guadagnarsi da vivere con lavori onesti.

        Non credo sia impossibile.

      • Pierfranco says:

        Lo vedi che avolte, impegnandoti, riesci ad essere incisivo scrivendo poco? 🙂

        • Neo Anderthal says:

          Grazie. Ma non capisco perché se chiedo a Daniela risponde Valentina…

          • Valentina says:

            Ciao Neo A
            intervengo perchè, purtroppo, o sono una delle tante persone che respirano la diossina prodotta nel campo-discarica-inceneritore abusivo della 554;
            e a prescindere dal fatto che rischio il cancro, credo di aver diritto di scrivere, non solo per difendere la mia salute, ma anche perchè ritengo che il confronto di idee (oltre che di pure chiacchere sui massimi sistemi) possa essere una spinta positiva verso un problema che molti cagliaritani vivono realmente.
            Ho risposto a te, perchè son capitata nel momento, e perchè tu hai sollecitato un confronto (che credevo propositivo) sulle soluzioni.
            Rispondo nuovamente a te, perchè la vena polemica e poco costruttiva che scorgo nel tuo ultimo post, mi da l’occasione di ribadire, quello che già emerge da tutta la discussione,
            cioè che fare la guerra dei poveri non serve a nessuno.
            Ma il mio intervento, per modesto che sia, vuole essere un contributo positivo.
            Ci provo….
            E’ un dato di fatto che in Sardegna la coscienza sulle tematiche ambientali è molto scarsa, e che bruciare (per smaltire i rifiuti di vario genere) sia lo sport regionale. Il sardo medio crede ciecamente che bruciare sia la soluzione più ovvia e naturale.
            Del resto, come ci ha ricordato “non sono Sardo”, abbiamo molti esempi di criminali ambientali locali, più o meno consapevoli.
            Pertanto non mi meraviglio affatto che alcuni abitanti del campo rom (pare che ci siano due clan, uno dedito ai roghi e l’altro no) facciano la stessa cosa.

            Quello che però m’indigna e mi fa gridare allo scandalo, e che la ns. classe dirigente dimostri la stessa sensibilità del cittadino medio;
            Che coloro che conoscono e che dovrebbero far applicare le leggi, siano totalmente inadempienti, anche quando l’incenerimento non è più una cosa occasionale, ma un crimine organizzato e pianificato come business quotidiano.
            Ed è questo il caso del campo rom della 554.

            Recentemente, c’è stato il sequestro di una discarica-inceneritore abusivo ad Assemini, da parte del “corpo Forestale Regionale”. Secondo quanto riportato dall’Unione, i ns. Rangers percorrendo la ss 130, hanno casualmente avvistato del fumo nero, e seguitane la scia, hanno scoperto l’attività criminale, posto i sigilli e denunciato i proprietari.

            Bene, ho pensato, qualcosa si muove, anche i crimini contro l’ambiente finalmente vengono perseguiti.
            Con tutte le segnalazione fatte a Carabinieri, Polizia, Polizia Municipale e allo stesso Corpo Forestale, il problema è risolto, le ns. forze dell’ordine non devono neanche confidare nel caso, per scoprire la discarica-inceneritore.

            Invece ancora nulla di fatto.

            Qualcuno dice che gli “zingari” son protetti.

            Ma i conti non mi tornano, perchè qualche giorno fa è stata denunciata o arrestata (non ricordo bene) una zingara che rubava.
            La differenza, però, è che la zingara rubava in città, addirittura in centro, ancora peggio, in una famosa gioielleria.

            Per farla breve, secondo me, l’amministrazione comunale di cagliari ha risolto il problema dell’accoglienza dei rom ghettizzandoli lontano dalla città.
            Lontano dalla città, gli “zingari” per guadagnarsi da campare possono rubare e smaltire rifiuti altamente nocivi, ammalarsi di cancro e far ammalare altri poveracci che abitano i quartieri popolari di periferia.
            Facciano quello che vogliono, l’importante è che non vengano a turbare la città.

            Quel campo-ghetto, lontano dagli occhi, lontano dal cuore, va bene a maggioranza e ad opposizione.

            Porcelli, visto che qualcuno comincia a lamentarsi del campo, vorrebbe spedirli ancora più lontano, pare nell’area industriale di macchiareddu, ma c’è il rischio che facciano concorrenza sleale all’inceneritore…

            Espa invece crede che rifare i bagni del campo, sia una grande opportunità d’integrazione per i residenti dello stesso.

            Io credo che se non si ristabilisce la legalità, nessuna di quelle persone, avrà mai la possibilità di poter aspirare ad una vita migliore.

            • Neo Anderthal says:

              Gentile Valentina, dato per certo che hai tutti i diritti di scrivere quello che vuoi – almeno finché l’amico V.B. tollera- e che evidentemente non sei la frettolosa Daniela che addita “questa gente”, cosa devo dirti?
              Sono d’accordo con te su quasi tutto e l’ho espresso più volte, quindi non mi ripeto. Il punto che non condivido è l’appunto alla posizione di Espa, che non ha certo proposto il riassetto delle latrine come chiave per l’integrazione, ma ha fatto una osservazione su una emergenza.
              Mi permetto però di cogliere l’occasione per condurre un ragionamento.
              Molti amici argomentano a proposito dei Rom partendo da un principio di “merito”. Vale a dire che i Rom dovrebbero mostrarsi meritevoli di ricevere attenzioni e di essere degni soggetti, prima che un solo euro delle nostre sudate tasse venga speso in loro favore. Non sono d’accordo. Le spese di assistenza per le emergenze non riguardano questo aspetto.
              A parte il fatto che di non meritevoli ma non “zingari” sono piene le città d tutta Italia, senza grande scandalo, se dovessimo trarre in maniera conseguente le somme di questo modo di ragionare verrebbe meno il carattere universalistico delle prestazioni di assistenza.
              Prendiamo come esempio un fumatore incallito, che probabilmente non smetterà di fumare, che costa somme enormi al servizio sanitario nazionale, non solo in cure dirette ma anche in disponibilità obbligatoria di posti letto e personale specifico; a un fumatore del genere o a tutta la categoria si dovrebbero allora negare le cure per le malattie polmonari che si è procurato da solo, con le sue abitudini scriteriate?
              Dovremmo dire al sieropositivo che si è infettato per via della siringa che ha usato “fatti tuoi, brutto drogato, ci dovevi pensare prima”? All’obeso ingordo che non si controlla nell’alimentazione si dovrebbe dire “presentati qui in ospedale quando ti sarai dato una regolata, ciccione”? Al cirrotico alcolista “ma bairindi, o imbriagoni”?
              L’alunno pigro -o cavoli suoi, a noi che ce ne frega- che viene bocciato, perché gli concediamo la facoltà-diritto di ripetere l’anno scolastico, e così fruire nuovamente -a spese nostre!- del servizio di cui non si è reso meritevole la volta prima?
              Semplicemente per obbligo di civiltà. Se quindi fornisco l’essenziale perché gente derelitta non muoia di freddo non è solo per loro: è perché in uno Stato degno nessuno deve morire di fame o di freddo.
              Il vitto in carcere viene servito caldo anche ai peggiori criminali, le cure mediche si danno anche agli ergastolani, infatti.
              Ora il problema è in gran parte questo: dal momento -vedi quanto abbondantemente postato prima- che esistono necessità essenziali di una parte debole della popolazione residente, incapace di provvedere autonomamente, in condizioni di emergenza che si fa?
              Per me l’unica prospettiva sensata è tamponare il più possibile l’emergenza, controllare la legalità e INVESTIRE in integrazione, cultura -soprattutto per i minori-, in condizioni di vita, sapendo che è e sarà un percorso accidentato e contraddittorio, e che anche un cambio di mentalità da parte loro richiederà tempo e magari generazioni prima di potersi dire compiuto. Ma si è perso e si perde tempo, si deve iniziare.

              • Valentina says:

                buongiorno N.A.
                claro que nascere bene non è un merito ma una fortuna, che in un paese civile andrebbe condivisa con chi ha meno opportunità.
                Secondo me, la vera solidarietà tra uomini è quella che consente al più debole di emanciparsi dalla sua condizione svantaggiata, e si attua attraverso 1rapporto paritario, per raggiungere l’eguaglianza reale tra individui.
                Fatta salva la teoria, per non banalizzarla, torno al caso che ha generato (o degenerato 🙂 ) la discussione:
                La mancanza di corrente nel campo. In proposito ho la presunzione di dire che ciò (così come il problema dei bagni che solleva spesso Espa), rappresenta un’emergenza solo nel senso della contingenza, ma è solo 1aspetto del vero grande problema da risolvere: “L’ESISTENZA DEL CAMPO”.
                La cattiva abitudine a “tamponare emergenze” costantemente, è il modo migliore per non affrontare mai il problema in maniera radicale e risoluttiva; per continuare a mantenere in essere un ghetto e non progettare niente di meglio per il futuro; per fare proclami senza senso e apparire paladini del bene e del giusto a seconda dell’elettorato a cui ci si rivolge.
                Era finalmente atteso nel 2009, un progetto per la ricollocazione dei Rom in una realtà più decorosa e compatibile con realistiche opportunità d’integrazione. Che fine ha fatto il proposito?
                Altro che ripristino della corrente (x importante che sia), questi signori devono rimediare alla vergognosa situazione di degrado fisico e morale, in cui hanno gettato ospiti del campo e residenti-lavoratori della zona.
                – Il Campo, concepito per la sosta, ma abitato stabilmente da famiglie appartenenti a clan
                rivali (si trova un pò di storia in vari siti) ubicatovicino al quartiere popolare di Mulinu
                Becciu ma, provvidenzialmente, ben lontano dalla città che conta, è diventato da subito
                l’unica cosa che poteva, cioè: una Bidonville ghettizzante, indegna di un paese civile;
                – L’amm.ne Comunale, (non volendo) o non essendo in grado di gestire il mostro che ha
                creato, semplicemente ha abdicato ai suoi doveri e l’ha abbandonato in balia di se stesso.
                Non deve stupire se in tali condizioni il campo sia diventato terra di nessuno.
                Allo stesso tempo bisogna riconoscere e dire che, e che, pur con i distinguo e le attenuanti, sono sono i Rom che lo abitano che hanno creato la discarica-inceneritore abusivo, così come pure sono alcuni abitanti del campo i gestori responsabili della dannosissima attività di sversamento e incenerimento in atto.
                Ma di questo crimine da anni sotto gli occhi di tutti, nessun politico, nessun giornale, nessun blog, chiedono la soluzione.

                Come mai?
                Eppure si tratta di un’attività altamente pericolosa, per l’ambiente e la salute pubblica (rom e cagliaritani), formalizzata dalla Asl n.8 in una relazione ufficiale dello scorso anno e confermata dalla denuncia effettuata dai Forestali a carico di una discarica-inceneritore rinvenuta ad Assemini, di entità pari a quella del Campo.
                Con l’aggravante che, non solo l’attività criminale, ha assunto una forma perfettamente organizzata, ma che, considerata l’alta reddittività è in vertiginosa escalation.

                E’ forse per solidarietà ?
                un comodo malinteso senso di solidarietà, che tollera l’attività criminale intendendola come opportunità di guadagnarsi da vivere?
                E’ forse questo vivere?
                un’opportunità di emanciparsi, di essere uguale agli altri, d’integrarsi? Basta non morire di fame o di freddo per dire vivere?
                Nessuno ha più niente da reclamare, abbiamo ottemprato al ns dovere di solidarietà.
                Basta non morire di fame o di freddo, ma se si muore di diossina, siamo in uno Stato civile.
                Eppoi per non incorrere nelle malattie professionali tipiche dell’incenerimento abusivo, può sempre essere considerata come opportunità alternativa di lavoro, il furto. Molto più sicuro. Rischi del mestiere quasi inesistenti, purchè non si operi in una gioielleria in centro città; in questo caso i giornali mettono i titoli in prima pagina, si può ben dire che il ladro sprovveduto se l’è andata a cercare e che dunque, in questi casi il furto è reato e basta.

                I confini della solidarietà e la tolleranza sono geografici e son ben delineati, attorno alla città che conta.
                Lo sa bene -l’altra- parte debole di popolazione residente (gli abitanti di Mulinu Becciu e i lavoratori zona Campo Rom) incapaci di provvedere autonomamente – perchè non ancora diventati esseri anaerobici- e quindi costretta a respirare la diossina che passa l’inceneritore, in condizioni di emergenza, disperati da oltre 10anni.
                Per noi nessuno invoca il senso universalistico delle prestazioni di assistenza.
                Le Autorità competenti al ripristino della legalità ci dicono che non possono fare niente perchè: “son gli zingari” “è un problema di ordine pubblico” “non riusciamo a coglierli in flagrante” “è un problema politico”;
                I ns concittadini, quelli della città-città, (compresi quelli che si dichiarano difensori dei diritti universali e che spendono tante parole intorno) semplicemente non ci considerano; qualcuno per davvero o per finta.
                Di fatto la risposta alle nostre istanze è: “peus po tui chi ses mort’è famini, e abiti in casinu”.

                Forse siamo morti di fame, ma non siamo razzisti, siamo esasperati.
                E quei poveracci che abitano al campo rom, sono vittime, come noi, di un’amministrazione sciagurata. Che gli ha ghettizzati due volte, oltre i confini dell’impero oltre i confini della legalità.
                Quel campo va abbattuto, i rom devono vivere dentro la città, potrebbero fare un sacco di cose, i loro vecchi mestieri o i nuovi se preferiscono, non smaltire “aliga”. Si guadagnerebbero onestamente da vivere, e contribuirebbero pagandosi gli affitti, come fanno per esempio in Spagna. Chi pensa che il costo sarebbe alto, pensa male; a fare i conti della serva e considerando solo i soldi, spendiamo molto di più così, basti pensare al numero d’ interventi dei vigili del fuoco ogni anno. Non quantifichiamo i costi per la salute di tutti e per l’ambiente.

                Nelle sere d’estate, i rom fanno spesso festa, sento quella bellissima musica fino a notte tarda, e penso che abbattere quel ghetto, può, dev’essere possibile.

                • Neo Anderthal says:

                  Gentile Valentina, se avrai la pazienza di ripercorrere i posti precedenti troverai considerazioni -mie- che sono in pieno accordo con quanto scrivi.
                  Lasciare che esista la discarica sociale che si chiama “campo nomadi” serve a non operare in nessun modo perché la intera questione si avvii a una soluzione.
                  Non credo che lasciare che “si arrangino” affumicando e inquinando sia parte di un calcolo politico, credo che sia una delle tante colpevoli inefficienze delle nostre amministrazioni, anche se una delle peggiori.
                  Il tutto serve però -anche- ad alimentare, o comunque è utile alla identificazione dei capri espiatori di turno.
                  Quindi sono d’accordo al 100%, quel campo va abbattuto, il fumo e l’inquinamento vanno impediti, si deve procedere a politiche attive di integrazione, non solo -e nel caso, solo per emergenza circoscritta- assistenza.

                  • Valentina says:

                    infatti.
                    ma dal momento che noi viviamo, seriamente, dico seriamente il problema, rimarco che non è più tempo di chiacchere. Basta con i giri di parole e contorcimenti mentali.
                    C’è un rogo in atto pure adesso, e noi non abbiamo più voglia di aspettare.
                    Forse come dici tu è frutto dell’inefficienza e non calcolo politico, ma non cambia la situazione.
                    Sentirsi ripetere continuamente che non c’è nulla da fare, perchè l’inefficienza politica imbriglia anche gl’interventi a favore del ripristino della legalità, è altamente destabilizzante.
                    Derogare allo Stato di Diritto, credo sia veramente pericoloso.
                    E questi sono temi da affrontare seriamente.
                    Abbiamo deciso di costituire un Comitato, inizialmente orientato al blocco immediato dell’attività di smaltimento e incenerimento. E spero che la ns iniziativa possa avere il supporto anche di chi non è direttamente toccato “dall’EMERGENZA”
                    Discuttendo del problema nella sua drammatica complessità, e pur partendo da posizioni molto differenti, abbiamo capito però, che la repressione è inutile se non è supportata da opportunità di riscatto. E molti di noi ormai pensano seriamente che quel campo è un lager senza speranze, una condanna senza appello. Cominciamo a dirlo e a ripeterlo.
                    Grazie per le tue risposte.
                    Valentina

  5. Siemens says:

    Io invece vorrei chiedere ai ROM se sanno qualcosa dei cavi di rame spariti dall’Asse mediano una settimana fa, cosa che ci ha fatto rimanere al buio..
    http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/216433

    • Siemens says:

      ..Continua..
      e quello che bruciano la notte, con cui si intossicano, non è legna per scaldarsi, ma le guaine dei cavi!

  6. e infatti…come volevasi dimostrare…
    dal “grande formato” una notizia fresca fresca…
    http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/216329

    • Suelli Rules says:

      Grazie Gian C.
      AMICO DANIELE!! Leggi per favore i nomi e i patronimici del ladri di rame, giustamente sbiccati dai Carramba (che sorpresa!):

      I quattro predatori di rame sono però stati colti sul fatto dai Carabinieri di Barumini (Medio Campidano) che li hanno arrestati.
      In carcere, con l’accusa di furto aggravato e danneggiamento, sono finiti i fratelli Gian Luca e Adriano Massidda, di 46 e 48 anni, panettieri di Cagliari, il manovale William Cogoni, di 27, di Aritzo (Nuoro), e il disoccupato Roberto Spiga, di 18 anni, di Cagliari. Quando i carabinieri li hanno colti sul fatto, nelle campagne di Las Plassas, avevano già caricato su due auto oltre 4.000 metri di cavo.
      OOOOIAAAA! Ma non erano i Rom a rubare il rame?

  7. Daniele G says:

    Perché distruggono tutto, caro Biolchini. Perché tirano via i fili elettrici, cercano il rame bruciando tutto ciò che lo contiene. Vi consiglio di fare una passeggiata in zona Mulino Becciu: chiedete alle persone quanto si comportano bene rispettando ciò che viene messo loro a disposizione, ogni anno da molti anni. E poi chiedetevi anche perché non vincete mai a Cagliari.

    • Banana says:

      proprio non ce la fate a usare il cervello, voialtri razzisti. ma che c’entra quello che dici? siccome alcune di queste persone si comportano male, allora li teniamo tutti in condizioni subumane?
      mi fate schifo. in un paese serio non avreste diritto di voto perchè sarebbe sprecato.

    • Muttly says:

      Come avviene alle partite di calcio o alle notti bianche ?

    • Massimo says:

      Ma ti rendi conto delle cazzate che metti insieme? Tu sei sicuro di comportarti sempre bene? O sei il solito fighetto cagliaritano che porta in giro il suo cane e gli fa cagare i marciapiedi di questa città sempre più sporca, senza poi degnarsi di pulire come il regolamento comunale imporrebbe? Parcheggi sempre secondo i dettami del CdS o sei di quelli che parcheggia in doppia o tripla fila davanti ai locali da fighi che “devi” frequentare per ribadire a qualcuno, più fighetto di te, che esisti? Depositi i sacchetti dell’umido solo nei giorni stabiliti dall’ordinanza e solo tra le 18 e le sei del mattino successivo? Fammi il piacere, fatti un sereno esame di coscienza e vedrai che, senza dubbio, ricadi in quella categoria di persone che, comunque, contravvengono alle norme del vivere civile. E tu, proprio tu, vorresti giudicare i Rom? Molto probabilmente sei fra quelli che pensano ancora che siano loro a veicolare le malattie, si sa si lavano poco…tu non di certo, tu sei troppo figo, hai le Hogan ai piedi come molti di noi, irregimentati da stereotipi duri a morire in questa città piccolo-borghese, ma pretendi di giudicare perchè fai “politica” a destra e hai vinto le ultime elezioni? Non servi e, stavolta, perdi!

      • Daniele G says:

        Alcuni sbagliano? In una comunità chi sbaglia viene denunciato e, se proprio non si vuole arrivare a tanto, gli si impedisce di continuare a sbagliare. Lì non succede, come mai? Io penso a chi ha la casa invasa dai fumi, certo dannosi, che provocano in quel campo.

        Io a Mulinu Becciu vado spesso, forse voi non ci andate mai ed è per questo che potete permettervi il finto buonismo frutto di un terrificante radicalismo chic.

      • Daniele G says:

        Per inciso, non ho il cane anche se lo vorrei. Uso poco la macchina e solo per andare a giocare a calcetto. L’umido lo separo e viene gettato negli orari stabiliti. E non giudico comunque, ci mancherebbe: noto, solo, che se mi mettessi a bruciare i copertoni e o i cavi elettrici per estrarre il rame, o a spaccare i lampioni e distruggere i marciapiedi, dopo cinque minuti arriverebbe la polizia e mi porterebbe in questura. E tu, sicuramente non verresti ad applaudirmi: il vero razzista, è chiaro, è chi la pensa come te. Due pesi e sue misure.

        • Banana says:

          radicalismo chic lo dici a tua zia

          • Muttly says:

            Potreste dirmi dove avete letto che non si vuole che venga mandata la polizia nel campo rom ad arrestare i responsabili degli incendi e delle devastazioni ?
            Qui si stà dicendo solo di tutelare i minori e gli onesti, esattamente come in tutto il resto della città, solo che non lo si vuole fare.

            • Neo Anderthal says:

              Gentile Daniele,
              Già fatico a correlarmi (pensa che radical chic che sono!) con chi usa il termine “buonismo”, che non esiste nella lingua italiana e fa parte del newspeak fascistoide elaborato da figuri come Feltri e Belpietro, ma ti rispondo sapendo che farai finta di non capire.
              Per quanto mi riguarda puoi fare quello che ti pare e piace del tuo non cane e delle tue altre commendevoli abitudini.
              Non puoi però farmi credere -non ci riesci- che le tue posizioni siano frutto di una frequentazione assidua di Mulinu Beccciu.
              Sono frutto di una mente intrisa di pregiudizio. Ragioni come tutti gli altri “cattivisti” da due soldi, che magari sarebbero pronti a far finta di piangere sui poveri bambini morti di polmonite o in qualche incendio di baracche -lo sai che quella famiglia Rom di Roma era stata buttata fuori da un appartamento, occupato abusivamente come MIGLIAIA a Roma, ma da “Italiani” e quindi non li si butta per strada MAI?-.
              Cosa c’entra l’inerzia colpevole dell’ENEL e del Comune con i discorsi campati in aria sul furto del rame? Il collegamento che tu ed altri istituite non si spiega altrimenti.
              Tu ribalti la realtà, che dice che purtroppo esiste un largo strato cosiddetto “marginale” di persone -in cui i Rom sono una minoranza molto connotata ma quantitativamente infima- che vive ai margini della legalità, tra indigenza e bisogno vero e fannulloneria al limite della scrocca programmatica, e sfrutta oltremisura i ridotti vantaggi di un welfare semi-universalista.
              In realtà i pesi e le misure sono e rimangono due: per i veri o presunti poveri “Italiani” ci sono case praticamente gratis, dove comunque gli inquilini che non pagano sono una percentuale enorme, e qualcuno trova il modo di amministrare anche le occupazioni abusive e gli “sfratti” altrettanto abusivi. Nessuno affronta questo problema con il disprezzo che si riserva ai Rom, e questo avviene perché loro sono una comunità identificabile -soprattutto in base agli stereotipi negativi diffusi e alimentati- e gli “Italiani” no o non abbastanza. La loro “diversità”, che è differenza, li trasforma in un comodo bersaglio.
              In questa situazione ha gioco facile chi alimenta la guerra tra poveri, promuovendo una concorrenza tra “Italiani” -spesso marginali veri non disponibili per lavorare- e “Stranieri” a cui, anche se lavoratori attivi e contribuenti onesti le case vanno negate per principio, vedi Bossi e le sue sparate contro le “case ai Bingo Bongo”.
              In questa situazione c’è chi soffia sul fuoco e si fa propaganda aizzando i sentimenti meno nobili, e magari pagando a mano larga bollette e ricariche telefoniche per le elezioni.
              Vuoi vedere lampioni SPARATI, non spaccati, assieme a i cartelli stradali e roba varia? Fatti un giretto nel nuorese, tra i Sardi DOC, vuoi vedere marciapiedi invasi e rotti? fai un giro per Cagliari, ne vedi quanti ne vuoi, tutto opera di Cagliaritani Italiani.
              E poi, non fate finta, voi berluscones, di non sapere che tra prescrizioni, condizionali e cazzate varie i magistrati non possono fare altro che applicare la legge e mettere fuori anche i delinquentelli, giusto perché sennò viviamo in “uno stato di Polizia”.
              Il rigore della legge va tirato solo nella porta dei poveracci?
              E poi chiedetevi VOI qualche volta, anime belle della destra, come vincete in certe aree del paese, prima di parlare di legalità e ordine…

        • carlo ghiani says:

          Radical chic? Ma stai sfidando la gente a qualunquismo?
          Eccoti accontentato:
          I giornalisti come Daniele Gamberini scrivono su un quotidiano solo perchè accozzati e/o amici di qualcuno. Questa fa il paio, quantomeno, con quella del rame. Smentiscimi se puoi

    • carlo ghiani says:

      Mai sentite tante fregnacce. Gamberini sei il premio nobel del razzismo!

      • Daniele G says:

        Slogan e basta. Lei dev’essere finiano. E’ una patologia da Ssn, non si preoccupi.

        • Anonimo says:

          Come risposta non c’è male, è articolata bene, complimenti.
          Essere finiani è comunque meno patologico che essere a favore dei Valori Familiari e Tradizionali e sostenere in politica il Massimo produttore di scandali in Italia -e nel mondo-. Questa sarebbe schizofrenia, magari, ma non vorrei essere denunciato -sa, ho tanta paura- quindi non la attribuisco a Lei. Lei è qualcosa d’altro, ma non necessariamente di meglio.

  8. Alessandro Mongili says:

    Leggo un paio di commenti che imputano ai “Sardi” il razzismo contro gli “Zingari”. Due razzismi equivalenti si annullano o si raddoppiano?
    Vito pone un quesito cui è perfino troppo facile rispondere. L’Italia ormai è un Paese che ha sdoganato le manifestazioni del suo storico razzismo, che è sempre esistito e con la costruzione dello Stato-Nazione si è articolato e generalizzato. Il conformismo, il disprezzo per le diversità, così tipiche dell’Italia, con il berlusconismo hanno tracimato e sono ormai fuori controllo. Mi meraviglia perfino che a Cagliari esista un campo rom “attrezzato” (per modo di dire).
    La sinistra non ha mai lavorato molto sui diritti ed è ipnotizzata dal conformismo delle gaggissime classi dirigenti italiane. Al limite qualche tavolo di confronto ecc. L’argomento rimane di pertinenza della Chiesa, anche se anche li di qualche prete di frontiera. Non c’è scampo sinché qualche leadership o qualche forma partitica, anche evanescente o transeunte, non porrà il problema dei diritti, come fanno le forze democratiche nei posti non così pudesci come l’Italia. Ma devono essere credibili, tipo Antonello Cabras e Piero Fassino mi sembrano out per questo genere di svolta politica.
    Infatti, il problema dell’esclusione e dell’horror diversitatis non riguarda tanto gli zingari, ma riguarda tutti noi.

  9. D’altronde a chi si potrebbe sentire superiore Porcelli? A chi si potrebbe sentire superiore Cagliari che, povera città con un invincibile complesso di inferiorità, cerca sempre di tenersi su con paragoni ridicoli a Barcellona oppure Valencia, vere grandi città? Chi ha vergogna di essere quello che è si cerca sempre vestiti che non sono suoi e diventa quello che si dice un “villan rifatto”.

  10. Muttly says:

    Mi ricorda Mississipi Burning, dove un poveraccio del KKK diceva che da piccolo il padre gli aveva insegnato che se non era migliore di un nero, di chi altro poteva esserlo ?

    Un cagliaritano se non trova qualcuno da considerare inferiore, di chi potrebbe essere superiore se ha tempo da perdere con questi “pensieri” sui rom ?

    Is becciusu che hanno fatto la guerra avrebbero molto da insegnare, ma ci sono le sfilate di barbie e le inaugurazioni a nome di sconosciuti incapaci a occupare il tempo dei politici.

  11. Non sono sardo says:

    Gli incendi e i fumi neri li fa anche un gommista vicino a casa mia che è sardo, un altro che brucia olio di motori sulla 554 è sardo anche lui. Quelli che vendono motori marini vicino a Su Siccu l’olio usato lo nascondono sottoterra perché costa smaltirlo sono sardi. Quelli che riempione le cunette di immondezza sono sardi. Quelli che riempiono di buste di rifiuti i nuraghi sono sardi. Quelli che vendono il latte di Arborea pieno di derivati azotati sono sardi. Quelli che lasciano in mare ogni schifezza sono sardi. Quelli che incendiano i canneti di Quartu sono sardi.Quelli che cosruiscono sulle tombe sono sono sardi. Quelli che costruiscono case e quartieri abusivi sono sardi. Quelli che hanno votato Porcelli sono sardi. I sardi che non pagano le tasse sono sardi. E’ un elenco infinito di porcherie. Io, per fortuna, non sono sardo. Ma è un caso.
    Tra qualche anno saremo noi nei barconi e allora ci renderemo conto di cosa significa essere considerati come la merda.

  12. Lavoratore dipendente says:

    Quando una città che, come la nostra, ha livelli discolarità bassi da terzo mondo, nessuna capacità nelle cose serie, si fa ricoprire di ogni bruttura, si fa convincere di essere una capitale di qualche cosa mentre non sa neppure amministrare se stessa, ed era ed è una città dalla quale partire per cercare lavoro alrove. Quando gli emigrati da questa isola non avevano neppure il coraggio di dire il luogo di provenienza e alla domanda “Scusi, ma lei è sardo?” rispondevano “Io? No! Ma lei sta scherzando?”. Quando degli ignoranti concentrati si di sé ignorano che i Rom sono un popolo, con cittadinanza e diritti. Quando questi ignoranti dimenticano che per anni sono stati considerati addirittura di razza diversa (ci consideravano perfino portatori di un cranio iposviluppato e noi, schiavi per natura, forti con i poveracci e succubi dei più titolati). Quando dimentichiamo di esserci macchiati, molto peggio dei cosiddetti Rom, di crimini orrendi, che sequestravamo esseri umani che venivano violentati in prigionia, maschi e femmine, che abbiamo percentuali di omicidi da Bronx. Quando, senza protestare, si vive in un comune nel quale il presidente della commissione cultura – dimostrazione vivente della non superiorità della nostra specie – incoraggia le birre e dimentica i libri. Quando si vede qualcuno che viveva in condizioni precarie sino a pochi decenni fa e oggi, sentendosi ricco e bello anche se è rimasto un poveraccio alto una spanna, maltratta un poveretto che ha lasciato casa sua per necessità. Quando si vede gente che ha la stessa faccia e gli stessi cromosomi del Nord Africa ma imita penosamente i ricchi biondi visti in qualche film scadente. Be’, allora si diventa razzisti davvero perché viene da considerare i Rom una razza superiore e gli abitanti di questa città mediocre e sperduta i veri disperati senza speranza.
    Pago anche io le tasse e voglio una comunità civile che aiuti, sostenga e consenta una vita civile ai Rom.
    A noi, considerati ancora peggio, hanno permesso di vivere in un modo adeguato.

  13. Pierfranco says:

    Caro Vito mi sembra che questo post ti si sia ritorto contro..,volevi sollecitare un po’ di commenti contro la giunta comunale. E invece è diventato un processo ai rom. Credo che questa popolazione sia riuscita ad attirarsi persino l’ odio di alcuni cittadini moderati di sinistra. Non disposti a sopportare certe cose, come i roghi di cui si parla in alcuni commenti.

    • Mah, sinceramente non penso sia così. Se vuoi vedere i lettori ribellarsi contro di me, vai a leggerti il primo articolo su Videolina! Detto questo, ho solo dato una notizia e fatto un commento. A me di questa giunta comunale non importa granché. Mi dispiace solo che anche stanotte diverse persone che abitano non tanto lontano da casa mia siano al freddo. Poi certo, l’intolleranza è trasversale. Ma non mi spaventa che qualcuno esprima posizioni estreme su questo blog, mi spaventa di più quando sui giornali “indipendenti” certe notizie come questa del campo rom al buio vengano ignorate.

    • Neo Anderthal says:

      Caro Pierfranco, credo invece che questo argomento sia esattamente una cartina di tornasole. Infatti cosa distingue un razzista, consapevole o no, da un non razzista?
      Il razzista accoglie, più o meno senza discussione, la generalizzazione per cui attribuire caratteristiche negative a un intero gruppo sociale, meglio ancora se etnico e “allogeno”, non solo è permesso, ma è comprensibile, e anche in certa misura giusto. E può parlare di “questa popolazione” -che è accomunata per comodità nostra sotto la etichetta di ROM, ma è in realtà multiforme come poche altre- senza rendersi conto di adottare un paradigma essenzialmente razzista.
      Alla radice di questo atteggiamento si pone qualche più o meno fondato caso, da utilizzare come pretesto, da cui fare scaturire l’opinione pregiudiziale come fosse viceversa una valutazione sulla base di una analisi dei fatti.
      Il non razzista sa invece che i diritti umani sono universali, e non negoziabili neppure sulla base (equivoca) del merito vero o presunto che sia. Sa inoltre che le responsabilità sono personali e non collettive e sa anche che i contrasti e i conflitti tra usi e costumi e mentalità non si risolvono che promuovendo attivamente i diritti delle persone -assieme alle condizioni di vita minime: scolarità, tutela dei minori, politiche di inserimento-
      Esiste d’altra parte una spinta naturale alla integrazione, il meticciato, che nella scala del tempo ha sempre dimostrato come illusorie le idee separatiste.
      Ancora: il concetto di “Tolleranza”, che è alla base della convivenza tra i moderni, indica chiaramente che ci sono inconvenienti o attriti da tollerare.
      Non basta a pensarsi immuni dalla mentalità razzista l’intenerirsi pensando ai “negretti” e dare qualche obolo per le Missioni, non basta neppure dire che se una nostra figlia ci presentasse il Sidney Poitier di “Indovina chi viene a cena” non faremmo obiezioni -vorrei vedere!-
      Cominciamo col dire che un paese minimamente civile non lascia morire di freddo nessun bambino, neppure quelli di una qualche minoranza “molesta”. Che un paese moderno adopera la legge per prevenire e reprimere i reati e i crimini, e la adopera in maniera UGUALE PER TUTTI, senza nessuna comunità da perseguitare.
      Diciamo che un paese civile e avanzato adopera la scuola e la assistenza sociale per attutire o cercare di neutralizzare i motivi di conflitto, sapendo che non tutto è risolvibile “con le buone” ma che nulla mai si è risolto “con le cattive” -le abbiamo anche sperimentate e hanno provocato più guasti che altro-.
      La sola via civilmente percorribile è quella della responsabilizzazione delle persone e delle comunità, della distinzione caso per caso, della attiva promozione delle fasce deboli della popolazione. E dico Promozione, non concessione senza contropartita. Non lasciare nessuno in abbandono consente di chiedere a tutti di rispondere pienamente dei propri atti, senza potere invocare nessuna necessità.

      • Soviet says:

        Caro Neo, se esiste un commento perfetto ad un post, questo gli va molto vicino.
        Aggiungerei a favore di che capisce messaggi più semplificati: chi non è razzista sa bene che un Rom (o qualsiasi altro) non è mai stronzo. Ma uno stronzo può essere anche Rom (o qualsiasi altro).

        • Neo Anderthal says:

          Grazie caro, se esiste un complimento perfetto, questo gli va molto vicino. Aggiungerei anche: chi non è rimasto alla legge del taglione o dell’età della pietra, sa anche che anche gli stronzi hanno diritti (diritti che spettano a tutti, quindi al di là di considerazioni sul merito), e a maggior ragione li hanno gli incolpevoli (per esempio i bambini) anche quando fanno parte di minoranze di difficile e faticoso inserimento.

        • Pierfranco says:

          Caro neo mi rivolgi un’ accusa molto pesante: quella di razzismo. Non credo di meritarla. Come si può non essere d’ accordo con i principi contenuti nel tuo post? Qualcuno è disposto ad ammettere che lasciare al freddo dei bambini sia una cosa giusta? Eppure questo succede. Volevo solo provocatoriamente segnalare che esiste un enorme fossato tra teoria e realtà, tra ideali e modi di agire. Non accusare le persone con troppa facilità. Non ti lasciar prendere dalla foga di trovare un razzista ad ogni costo. E poi, scusa se mi permetto, scrivi qualche rigo io meno che se no non ti si legge!

          • Neo Anderthal says:

            Caro Pierfranco,
            1) Il fatto che tu creda di non meritare di essere considerato razzista – e io non accuso, constato- non significa, perdonami, assolutamente nulla.
            Si può covare pregiudizio contro intere comunità e gruppi di popolazione senza però teorizzare apertamente e senza volere trarre le conseguenze di ciò che si afferma.
            Si può poi essere consapevolmente razzisti senza volerlo riconoscere, infatti anche alcuni razzisti conclamati e convinti -come Borghezio, per esempio- dissimulano queste loro aberranti convinzioni.

            2) “Credo che questa popolazione sia riuscita ad attirarsi persino l’ odio di alcuni cittadini moderati di sinistra”

            Questo è quello che affermi in -lodevolmente sintetiche- righe.
            Ti rendi conto che questa frase contiene la colpevolizzazione delle VITTIME dell’odio -e usi quella parola, ODIO, non credo per caso-?
            Se i Rom sono odiati per te è infatti COLPA LORO, che sono COLLETTIVAMENTE connotati da comportamenti devianti -con responsabilità, o per meglio dire COLPA, condivisa tra tutti i membri della comunità-
            Doppia responsabilità, quindi, oltre ai comportamenti devianti ecco la colpa accessoria, vi attirate l’odio anche dei timorati e probi cittadini di quasi-sinistra.
            Non voglio ripetere quanto già troppo ampiamente argomentato. Ma rifletti un solo attimo: Si è mai vista una comunità reietta, stigmatizzata, abbandonata a se stessa, additata al disprezzo comportarsi con impeccabile civismo?

            Rifletti un attimo: non è forse vero che il meccanismo con cui si creano i gruppi “nemici” è sempre simile e inizia enfatizzando le differenze “pericolose”, i comportamenti “devianti”? Non è vero che anche i comportamenti scorretti, i reati e gli atti di delinquenza assumono peso diverso sulla stampa e quindi nella pubblica opinione se gli autori sono connotati in qualche modo?
            Non è quello che è successo ai Sardi ai tempi dei sequestri, quando anche se tamponavi qualcuno, in “continente” bastava il tuo accento per sentirti dire “BANDITO”?
            Non è l’eterna storia di ogni gruppo di minoranza o comunque in situazione di svantaggio -Ebrei, Neroamericani, Indiani d’America, Italiani migranti-?

            Ovviamente i problemi reali di legati ad aspetti deteriori di mentalità anche arcaiche e pre-moderne, CI SONO, e anche gravi. Solo che le conseguenze da trarre non possono essere né il pietismo, che osserva con benevolenza superiore il “folklore” purché rimanga ben chiuso nel ghetto, né meno che mai l’accusa e lo stigma etnico, che è razzismo.

            3) Quanto alla lunghezza delle risposte. Permettiti pure le osservazioni che vuoi, ma scrivo estesamente per non lasciare equivoci. Nessuno è obbligato a leggere.

  14. Alessandra says:

    Io taglierei la luce anche in Via Seruci, o come diavolo si chiama ora, così imparano a fare i delinquenti e gli spacciatori. E anche a Sant’Elia, tanto si sa che sono tutti teppisti. E’ ora che nella nostra bella città solo le persone PER BENE possano usufruire dei servizi di prima necessità, e che cavolo! ! Ci dovevano pensare prima di nascere pezzenti.
    E’ inutile che insistete, tanto non mi candido a sindaco.

  15. quali residenti???dove sta scritto??non hanno cittadinanza italiana….e poi alle persone “normali” che pagano un affitto o un mutuo e pagano regolarmente le bollette, queste cose non succedono!!

    • Soviet says:

      Bene, allora caccia all’evasore fiscale e che venga impiccato come nell’west il ladro di cavalli! Io pago le tasse, e le pago tutte, per garantire molti benefici a chi non lo merita. L’evasore fiscale a me fa molti più danni di qualsiasi Rom (oltre a farmi fare pure la figura del fesso!).
      Posto che poi molti Rom hanno la cittadinanza italiana, quando si inizia di parlare di persone “normali” io incomincio a preoccuparmi: anche perché tutti i responsabili dei crimini di cui sono piene le cronache dei giornali e i plastici di Porta a Porta erano persone normali normali…

    • Neo Anderthal says:

      Caro Baky, faresti meglio ad informarti, sono residenti, e la grande maggioranza ha la cittadinanza Italiana.
      A volte però capita che non abbiano NESSUNA cittadinanza, perché apolidi fuggiti dai Balcani in guerra, senza che nessuno degli stati conseguiti alla disarticolazione della allora Jugoslavia li abbia riconosciuti.
      Di più, una grande parte -età media molto bassa, moltissimi minori- sono proprio nati qui.
      Alle persone NORMALI -presumo quelli che tu consideri gli “Italiani veri” queste cose non succedono, perché pagano l’affitto?
      Solo per tua informazione, e solo perché l’Ente gestore del Comune di Milano ha resi noti i dati dai una occhiata a questo:
      http://archiviostorico.corriere.it/2010/settembre/30/Case_popolari_morosi_superano_quelli_co_7_100930011.shtml

      Ovvero, dal Corriere della Sera, noto organo del Buonismo più indulgente:
      Case popolari, i morosi superano quelli in regola
      Il 52% non paga l’ affitto.
      Se andassimo a vedere l’andamento delle case popolari di Cagliari, ovvero degli alloggi comunali, ne vedremmo delle belle. Le percentuali di inadempienza totale sono molto alte, quelle di inadempienza parziale altissime. Nessuno però viene buttato per strada, senza parlare degli abusivi di varia natura.
      Non è per caso che i Rom sono solo un bersaglio facile?

    • Banana says:

      ah si? non hanno cittadinanza italiana? sei così sicuro?

    • Ipazia says:

      Il concetto di normalità? Gli indicatori di tale condizione? Le modalità di valutazione? Se sei normale hai diritto di vivere una vita dignitosa… Visto che secondo alcuni parametri non lo sei puoi anche morire? Bella società civile!!! Normale… Anormale…. Sono PERSONE.

    • Stefano reloaded says:

      Che siano residenti sta scritto sulle loro carte di identità rilasciate dal comune di Cagliari e anche sulle loro patenti.
      Che siano cittadini italiani non ne ho la certezza, ma so di sicuro che ci sono direttive europee e trattati che tutelano il popolo rom e prevedono fondi per l’integrazione che a Cagliari, pur essendoci, non vengono spesi.
      Qui non si sta parlando di uno stacco di contatore per morosità, c’è semplicemente un guasto che non viene riparato. Il Comune che è proprietario del campo sosta ha il dovere di sollecitare l’ENEL ad intervenire.

  16. perchè il Comune annovera tra i suoi rappresentanti di maggioranza un razzista come Maurizio Porcelli, e se si azzarda ad intervenire chi resiste più alle urla scomposte di cotanto soggetto con le dichiarazioni alla stampa?

  17. Banana says:

    beh se al comune c’è gente che ha pensieri simili a quelli espressi da certuni sulla bacheca Fb di Radiopress, proprio non mi stupisco!

  18. Corrado says:

    Perchè ogni sera passo sulla ss 554 e vedo incendi e nuvole di fumo nero uscire dalla zona del campo nomadi? Personalmente sono dell’idea che non si meritino gli aiuti che gli diamo, dal momento in cui si comportano così male quotidianamente.

    • Soviet says:

      Dev’essere una simpatica usanza Rom quella di intossicarsi e rischiare e far rischiare ai propri figli la vita per potersi dedicare ai segnali di fumo.
      Se la valutazione la facciamo su chi merita e non merita, mi sa che qui nessuno merita nulla! E soprattutto, il comitato di valutazione da chi è composto, dagli automobilisti della 554? Perché da come guidano io toglierei la patente a tutti. Non la meritano…

      • Corrado says:

        dev’essere una simpatica usanza rom ridurre in pessimo stato le aree che vengono loro gentilmente date in uso dai “concittadini” e, ripeto, incendiare spazzatura e fili elettrici ogni sera coprendo di fumi e odori l’intera zona.
        il comitato di valutazione dovrebbe essere composto dai cittadini, dal momento in cui sono LORO a pagare le bollette e tutte le altre cose che vengono date loro. Queste persone (i rom) saranno pure bisognose ma non si comportano bene, per cui io non gli darei più nulla, dato che non hanno rispetto di niente e di nessuno.
        ps: i vigili del fuoco chi li paga? magari qualcuno ignora che spesso non gli viene neppure consentito di spegnere gli incendi dato che fanno pure ostruzionisimo!

        • Soviet says:

          I vigili del fuoco li pago io, lavoratore dipendente che paga tutte le tasse. I diritti sono diritti, sai quelli universali, e non sono vincolati al “comportarsi bene o male”, altrimenti chi sta in galera non avrebbe alcun diritto (ma magari per te è così…).
          I “cittadini decidono”, grazie a dio siamo in una civiltà un minimo evoluta e le questioni le risolvono le leggi e non i cittadini!
          Poi, scusami, ma “loro e noi”, come se tutti i Rom fossero uguali, stigmatizzandoli tutti come diversi, suona un po’ razzista.
          Ogni ragionamento che fai vale quello leghista nei confronti di immigrati e meridionali, sardi in testa. Ma credo che a te non faccia piacere essere definito un sardo, arretrato, bandito e rapitore…

  19. Andy W. says:

    Strano. Io sapevo che il Comune è competente solo per l’illuminazione pubblica. Dovrebbe essere l’Enel a intervenire. Non vorrei che a forza di gridare “al lupo, al lupo” …

  20. Soviet says:

    Perché in una società di vigliacchi, un’amministrazione che è ancora più vigliacca può, non solo restando impunità ma addirittura aumentando il suo consenso, comportarsi così con i deboli, quando questi deboli sono Rom.
    Questa è la moralità di questa città di buoni cristiani e timorati di dio a parole. Fortuna loro che il buon dio è creatura di fantasia, altrimenti non troverebbe un solo uomo buono in questa amministrazione e finiremo in una tempesta di fuoco.

  21. Tziu Peppe says:

    Perchè siamo in campagna elettorale?

  22. Claudio M. says:

    Perche non sono iscritti nelle liste elettorali italiane ? Mah !!!

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