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Quirra, Tuvixeddu, anfiteatro e nuovo stadio ad Elmas: il degrado come ricatto e una comica fuga dal principio di realtà

Per principio, il ragionamento ideologico non tiene conto della realtà. Anzi, cerca di plasmarla sulla base di elementi che hanno una grande presa mediatica o una verità effimera. A tutti è capitato di credere, per convenienza, ad una bugia. Però poi alla fine la verità, anche involontariamente, prende il sopravvento. E tutto crolla.

Ci sono quattro situazioni oggi in Sardegna unite da questo filo rosso, fatto di degrado usato come ricatto e di una comica fuga dal principio di realtà.

Partiamo da Quirra. Dopo anni di battaglie, finalmente c’è un atto ufficiale che dice che dieci pastori su diciotto che hanno i loro ovili nei pressi della base sono morti o si sono ammalati di leucemia. Dieci su diciotto. Questo elemento ha dato una scossa al castello di bugie costruito per anni dalla politica e dai militari. Che però continuano a fare finta di nulla e ignorano la nuova realtà costruita dalla diffusione dei dati. Non solo, usano il degrado come arma contro le popolazioni, come dire “se chiude la base, si muore tutti di fame e alternative non ce n’è”. L’approccio ideologico alle cose punta a non tenere conto della realtà. E infatti militari e politici di centrodestra parlano come se i morti non ci fossero mai stati o come se il procuratore Fiordalisi non avesse trovato nella base cassette radioattive o discariche militari.

Passiamo a Tuvixeddu. A sentire i ben informati, la recente sentenza del Consiglio di Stato mette definitivamente la parola fine alle volontà cementificatorie del comune di Cagliari e di Coimpresa. I quali però dicono “noi andremo avanti”, come se nulla fosse successo. Come se si potesse ancora giocare con le parole. E anche in questo caso, il degrado è usato come arma di ricatto: senza cemento, la necropoli resterebbe un immondezzaio. Ma chi lo ha detto?

E vogliamo parlare dell’Anfiteatro romano? Al di la della scelta scellerata di distruggerlo con queste gradinate in legno, l’adozione del Codice Urbani ha cambiato radicalmente le regole dell’utilizzo dei beni culturali per momenti di spettacolo. E se anche il soprintendente Minoja afferma oggi che il monumento è in uno stato di sofferenza, tutti abbiamo il dovere di adeguare le nostre convinzioni a questo dato di fatto. E invece no. L’ideologia vuole le sue vittime. E si arriva a sostenere delle vere e proprie bestialità (“le gradinate preservano il monumento”) pur di non tenere conto della nuova realtà. Anche qui, l’alternativa è secca: o spettacoli o una discarica. Ma questa logica esiste solo per la politica e per un giornalismo servile che consente ai politici di raccontare una realtà modificata a loro uso e consumo.

L’esempio più clamoroso resta il nuovo stadio che il Cagliari Calcio vorrebbe costruire ad Elmas. L’Enac (l’Ente Nazionale Aviaizone Civile) ha già comunicato da mesi che non darà mai il via libera all’opera (che dovrebbe sorgere ad appena 500 metri dalle piste di decollo e atterraggio). Ma questo non conta. Infatti la Regione, la Provincia di Cagliari, la società sportiva e il Comune di Elmas si sono già riuniti (ovviamente senza l’Enac) per dare le opportune basi giuridiche al progetto. Se poi un giorno verrà bocciato, si potrà sempre dare la colpa alla burocrazia. Ovviamente, anche in questo caso non è in secondo piano il ben congegnato degrado a cui è stato condannato il Sant’Elia.

Dietro ognuna di queste storie ci sono bugie ormai insostenibili e fortissimi interessi privati. I militari guadagnano da Quirra cifre spaventose. Cualbu medita a Tuvixeddu di fare profitti notevoli (se così non fosse, avrebbe già gettato la spugna da tempo). Sui rapporti fra Sardegna Concerti (che per anni ha gestito l’Anfiteatro) e il Comune di Cagliari indaga la magistratura. ma gli interessi sono tali che il Box Office (che da Sardegna Concerti è controllato) promuove per stasera una manifestazione a favore dell’uso dell’anfiteatro per gli spettacoli, in una iniziativa che ricorda molto da vicino le farse organizzate in queste settimane dai sostenitori di Berlusconi davanti al Palazzo di Giustizia di Milano. E’ poi evidente che se il Cagliari avesse uno stadio di proprietà, la società sarebbe molto più ricca. Costruirlo facendo credere che il Sant’Elia è inagibile è possibile solo grazie alla complicità dei media dominanti.

Il tempo delle bugie però sta scadendo. E anche se fa comodo continuare a prendersi in giro, anche se l’informazione e la politica disinformano, è evidente che la chiusura della base di Quirra è più vicina di quanto non si creda, che a Tuvixeddu non si costruirà più, che le gradinate dell’Anfiteatro prima o poi verranno smontate e che molto difficilmente il nuovo stadio del Cagliari non verrà costruito ad Elmas.

35 Commenti

  1. @Vito. Il tuo blog è ormai un libero spazio di confronto, alimentato da molteplici posizioni. Meglio 10 opinioni diverse, che ci arricchiscono nel confronto, che una sola senza contraddittorio. Mai perdere di vista questo punto fermo…
    Ma a volte le notizie che proponi, come questosembrano uscite da un romanzo distopico di Alessandro Deroma o di Enrico Pili, per citare due autori che adoro (mi spiace solo che il secondo non possa più contribuire) a dimostrazione dell’assurdità (a volte tremendamente reale, altre solo mediatica, altre ancora ibrido reale-mediatico) di molte situazioni attuali. Quando ne usciremo? E soprattutto, ne usciremo? O signor tarinanta ma anche il suo condiminio è così distopico?

  2. Anonimo Nuragico says:

    Concordo. E aggiungo che a Ciampino le compagnie aeree atterrano dal lunedì alla domenica, ad ogni ora del giorno, a cento metri da un popoloso quartiere residenziale. Non a caso, a dispetto dei forti interessi delle lobbies con le ali (leggi vettori low cost di chiara origine britannica) a cui l’Enac è sensibilissima, non sono stati più concessi nuovi slot solo dopo le continue e insistenti proteste degli abitanti. In soldoni, l’Ente nazionale per l’aviazione civile non è più candido di Cellino.

  3. Perchè le manifestazioni della sinistra sono sempre per altissime battaglie morali e quelle della destra sono delle farse? Non si potrebbe avere un po’ di rispetto per le opinioni di tutti, discutibili o meno?

    • matteo murgia says:

      perchè solitamente si manifesta contro gli interessi di pochi per il bene di molti. in questo caso si manifesta per l’interesse di pochi a discapito di molti.. e poi, i termini hanno un senso nel nostro vocabolario: pubblicizzare raccolte di firme dicendo che chi lo fa sono associazioni (il che fa presumere, al lettore poco attento, che siano organizzazioni di cittadini) e scoprire che chi raccoglie firme è sardegna concerti, che non è certo un opera pia, la puzza di essere presi in giro è troppo forte per non accorgersene. io capisco che qualche cagliaritano possa volere l’arena spettacoli e non il monumento archeologico. non capisco come sia possibile che chi è sotto inchiesta per un uso improprio dell’anfiteatro debba pure essere alla ribalta come paladino di una parte dell’opinione pubblica che vuole tenere le gradinate in legno. che rimangano o no le gradinate chi ha procedimenti penali in corso dovrebbe fare un passo indietro.. giusto per potersi confrontare meglio tra chi è a favore e chi è contro lo smantellamento delle gradinate in legno.

    • Neo Anderthal says:

      Perché -per esempio- quando si scomoda la Cultura per mantenere la legnaia infame, e nel frattempo si mandano per stracci i lavoratori/artisti dell’Ente Lirico, qualche sospetto di strumentalità -sempre per esempio- viene anche ai più distratti.
      Perché, quando a sventolare lo spettro dell’abbandono e del “degrado” sono coloro che fanno parte della stessa parte politica che amministra il Comune e il Ministero dei Beni Culturali, responsabili ciascuno per la parte competente del degrado stesso, qualche interrogativo sulla coerenza sorge anche nei più assopiti.
      Perché, infine, se questo tipo di argomento che risulterebbe quantomeno contraddittorio anche per il meno smaliziato degli osservatori, viene costantemente adoperato e diventa uno schema pseudo-logico buono per tutti gli usi, anche il “neutrale” più neutro potrebbe porsi qualche domandina:
      “Non è che magari il degrado -non provocato ad arte, s’intende- magari fa gioco? Non è per caso che lasciare beni archeologici nel degrado aiuta chi li vuole utilizzare/occupare con fini ben diversi dalla tutela? Non è che magari se chi dovrebbe tutelare non lo fa e puoi manifesta contro il degrado sta un pochetttino prendendo per i fondelli il prossimo?”

  4. Soviet says:

    Credo che scomodare l’ideologia per questioni che riguardano esclusivamente l’interesse individuale o di gruppi ben definiti sia eccessivo. Qui siamo alla favola del lupo e dell’agnello…

    • Soviet says:

      Se volgiamo un esempio basta leggere le dichiarazioni dell’assessore Farris sul caso di Tuvixeddu: un’accozzaglia di luoghi comuni, dove si accusa di “ideologia vetero ambientalista” (cosa sarebbe il “neo ambientalismo” poi magari ce lo spiegherà, lui, ma sono sicuro che sarà un ambientalismo “del fare”…) chiunque sposi la causa di Tuvixeddu non per forza mercificato.
      Ma qui non siamo allo scontro ideologico, ma al basso sofismo, quello di capace di sostenere una posizione e il suo contrario. Dico “basso” perché le argomentazioni di Farris sono quelle tipiche del berlusconiano, ovvero un insieme illogico di affermazioni apodittiche.
      Queste persone, delle quali sia ben chiaro, Farris non è certo l’esponente più illustre o dotato, sono state ben descritte dallo scrittore giapponese Haruki Murakami nel suo “L’uccello che girava le viti del mondo”:
      “Ma ad ascoltare attentamente quanto diceva, a leggere ciò che scriveva, ci si accorgeva che mancava di coerenza. Non aveva profonde convinzioni basate su una sua visione del mondo. Aveva costruito un suo sistema mettendo insieme in modo complesso idee superficiali, di cui poteva istantaneamente riarrangiare la combinazione secondo le circostanze.”
      Ecco il concetto: i più bravi riescono a combinare in modo complesso idee superficiali, i meno bravi si accontentano di ripetere ad libitum le idee superficiali.

      • il neo ambientalismo, Soviet, è quello che vuole rifilare l’altro personaggio che viene intervistato con Farris. sfumature diverse dentro la stessa alleanza elettorale…

  5. Franco Anedda says:

    Riguardo a Quirra, non concordo con la tua ricostruzione dei fatti.

    E’ evidente che al personale della base, ed ai cittadini non viene dato ascolto da media che sono troppo impegnati a creare un allarme fondato sul nulla: lunedì, alla conferenza di Legambiente, ne abbiamo avuto conferma.

    Le “cassette radioattive” contengono valvole di radar, visori notturni ed alcuni cercametalli: tutto materiale obsoleto, innocuo e correttamente custodito. Materiale certamente non in grado di uccidere pastori e neppure i magazzinieri.

    Se l’attività del poligono fosse importante per il potere non avremo avuto la pervasiva campagna mediatica volta a convincere l’opinione pubblica che la zona sia contaminata da uranio, nonostante non ne è mai stata trovata traccia in 10 anni di sondaggi.

    Finmeccanica, in Italia, è in grado di mettere la sordina a qualunque argomento non gli aggrada.

    Per spiegare l’attività dei media si possono fare due ipotesi, fra loro compatibili.

    La prima: accusare l’uranio per le malattie dei militari serve ad occultare le responsabilità della Sanità Militare per le vaccinazioni intensive praticate ai militari e le varie violazioni delle normative sulla sicurezza compiute in passato.

    La seconda: convincere la popolazione che il territorio di Quirra sia contaminato da uranio rende agevole la chiusura del poligono per trasformarlo nel deposito nazionale delle scorie radioattive.
    Per il riavvio del nucleare civile italiano questo è indispensabile

    I vari ambientalisti, secessionisti ed antimilitaristi stanno collaborando al business da perfetti “utili idioti”.

    • Caro Franco,
      veramente se c’è qualcuno a cui non è stato dato ascolto in questi anni sono state le associazioni, non certi gli abitanti o gli amministratori della zona del poligono. E in ogni caso la sordina c’è ancora: cosa credi che Finmeccanica abbia paura della Nuova Sardegna? Hai visto qualche servizio decente riguardante Quirra su Repubblica, sul Corriere o al Tg1? Io no.
      Non capisco poi perché la chiusura del poligono dovrebbe preludere alla sua trasformazione in deposito di scorie radioattive, la tua mi sembra un’affermazione senza logica. Il poligono va chiuso e basta. Perché non è possibile nel 2010 continuare a bombardare la Sardegna.

      • Neo Anderthal says:

        Esiste una speciale varietà di fissati, che si innamora di una tesi che spiega qualcosa in merito solitamente a temi importanti, vita, morte malattie e dominio del mondo.
        La Tesi -siano le scie chimiche, il complotto giudaico/massonico o quello che meglio ti pare- è meglio dimostrata se non ci sono prove sicure e concordanti, segno inequivoco che si tratta appunto di un complotto, tanto ben studiato quanto più le prove sono nascoste e dissimulate.
        A volte diverse tesi catastrofiste e/o alternative si scontrano tra loro ed allora ci si diverte: Ufologi contro Chemitrailers, Neoborbonici contro Antiislamici, Godzilla contro gli Alieni- oppure si confrontano con argomenti dati razionali e va anche peggio.
        Faccio un esempio senza nessun riferimento all’attualità. Immaginiamo che per spiegare un evento rilevante sotto l’aspetto sanitario sia stata identificato un colpevole: la Vaccinazione come procedura satanica, ecco che si spiega il Tutto.
        Immaginiamo che saltino fuori altre tesi non ancora del tutto provate ma passibili di indagine, ecco che la spiegazione a cui ci siamo affezionati salta o rischia di saltare, lasciandoci orfani della Spiegazione. Si può tenere conto dei fatti come questi emergono, o invece ancora una volta invocare il complotto di tutti contro la Spiegazione. Chi avanza dubbi o vorrebbe valutare fatti è un traditore, un venduto, oppure un utile idiota.
        Ma tutto questo non succede, ovviamente nel caso delle basi militari, da cui i fissati si tengono alla larga… o no?

        • Daniele says:

          Bravo neo anderthal, concordo al 100%

        • Soviet says:

          Concordo, bisogna diffidare della spiegazione Unica.
          Però, come mi pare ebbe a dire Kurt Kobain, il fatto di essere affetto da mania di persecuzione non esclude che qualcuno voglia spararti veramente…

          • Neo Anderthal says:

            Concordo anche io, col Grande Comandante Kurt Cuore di Tenebra caro Soviet. Siamo all’Orrore, L’Orrore.
            E infatti secondo me -e pare che ci sia scritto nelle quartine di Nostradamus, rilevate nelle iscrizioni Maya trovate sotto i cerchi nel Grano vicino a Stonehenge- nel caso di Quirra si tratta di morti sospette causate da un Complotto di una frangia di Rosacroce Nazisti, che avvalendosi di Chemitrails nebulizzate nell’aria dagli aerei Sionisti, hanno irrorato la zona con ceneri del vero Paul McCartney, causando una reazione nei soggetti vaccinati col potente trivalente prodotto dalla Big Pharma per farli reagire con l’Uranio Impoverito e Gli Ioni Attivi della nube di Chernobil, allo scopo di negare l’affermazione che, ponendo per vera la asserzione negativa dei Maestri Sconosciuti e dei Savi di Sion, dice che in fondo sarebbero tutte immani cazzate.
            O magari c’è qualcosa sotto di molto più probabile, nel senso proprio di ipotesi possibile da provare. Per esempio che gli esperimenti balistici e le varie prove d’arma si siano svolte per decenni senza nessun serio controllo, e che si sia prodotto e stratificato un inquinamento di varia natura, tale da causare gli esiti dannosi sulla salute che stiamo constatando.

            • mr wolf says:

              La prima parte del post è esilarante, complimenti!
              Comunque, sono d’accordo con te (no, non sulla prima parte, sull’altra!)

          • salvo, poi, spararti tu stesso…
            🙁

            NB
            (sempre che si sia sparato, o sia stato sparato, o forse il morto era solo un sosia e lui, Kurt, vive e lotta insieme a noi…)

      • sa_puncia says:

        la cosa più triste è che per giustificarsi dei dieci ammalati su diciotto si dice: bè, sono solo dieci, da altre parti ci si ammala a centinaia, quindi va bene no?

      • Franco Anedda says:

        Il Corriere si è occupato della vicenda: http://archiviostorico.corriere.it/2011/gennaio/23/Quaranta_morti_sospette_poligono_sotto_co_9_110123021.shtml http://www.corriere.it/cronache/11_febbraio_27/sardegna-uranio-poligono-perdasdefogu-quirra_53630024-426a-11e0-873c-64f8d558fc3b.shtml

        La Repubblica non se ne occupa forse perché in redazione non hanno chiaro il valore delle notizie che arrivano dalla Sardegna, nel 2004 si era occupata di Marco Diana e Valery Melis poi nulla più.
        Avranno letto il resoconto della missione in Sardegna della Commissione Franco del 2005 rimanendone frastornati oppure hanno deciso che, piuttosto che scrivere boiate, era meglio astenersi? http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/uranio/stenografici_missioni/uranio-sardegna-01.PDF

        Rai 1 e 2 non li guardo, in compenso ho visto che il TG3 RAI se ne è occupato parecchio.

        Riguardo alla logica della trasformazione in deposito scorie ne riparleremo tra qualche tempo.

        La Repubblica, nel 2003, ipotizzava il rischio di una manovra diversiva: allora c’era lo stesso governo al potere.
        http://www.repubblica.it/online/cronaca/sarscorie/sardegna/sardegna.html?ref=search

        • Franco Anedda says:

          A Neo Anderthal
          Hai dimenticato la recente gravissima epidemia di influenza H1N1 debellata grazie al fatto che lo Stato italiano ha sottoscritto un contratto con la Novartis spendendo 184 milioni di euro per l’acquisto di 24 milioni di confezioni di vaccino rimaste, per il 96,5%, nei frigoriferi.
          I visionari complottisti, come il sottoscritto, sono ancora convinti che quella spesa sia stata inutile.
          Qualcuno, addirittura, è convinto di avere la Guillain-Barré a causa del vaccino che si è fatto iniettare.
          Fortunatamente la maggior parte della popolazione condivide la tua saggezza e sta serena, sicura di essere in buone mani.

          • Neo Anderthal says:

            Amico Franco,
            premesso che io facevo un riferimento generale senza alcuna allusione, ti invito a leggere bene.
            Per quanto mi riguarda qualsiasi ipotesi è aperta, suscettibile di analisi e prova, di confutazione e controprova. Nel senso, quindi, che al momento appare alta la probabilità che un inquinamento di varia natura, da materiale radioattivo o altro, abbia causato il problema sanitario rilevato nella popolazione e quindi non solo nel personale militare trattato con vaccini particolari.
            Questa spiegazione si aggiunge all’ipotesi vaccini, non è detto che sia contrapposta, ma soprattutto va sottoposta alle stesse indagini epidemiologiche, perché siano contestualmente verificate con metodo scientifico (statistico/probabilistico in primis).
            Vedere nelle posizioni di chi chiede la sospensione delle attività della base l’azione di sconsiderati “utili idioti” mi pare invece una distorsione logica.
            Se ho capito bene si chiede una sospensione per due distinti ma concordanti motivi, uno di precauzione sanitaria (fino a che non si identifica in modo attendibile la causa della anomale incidenza di tumori) e uno di visione politica generale (la Sardegna non può essere bombardata fino alla fine dei tempi, abbiamo già dato, basta).
            E’ una utile idiozia? Forse, ma non vedo come questa possa fare gioco ad una trasformazione del sito in deposito di scorie, mi pare invece ovvio che la stessa attenzione riservata ai problemi attuali vedrebbe lo stesso schieramento impegnato a impedire questo tipo di collocazione delle scorie nucleari, possibile invece, senza nemmeno sforzare troppo l’immaginazione, nella permanenza della base militare e del segreto relativo.
            Riguardo agli sperperi presunti -o molto probabilmente veri- e alle “influenze” tra influenza, spese sanitarie e case farmaceutiche, nessuna persona di buon senso e che abbia una minima memoria -per esempio di un tale Poggiolini e del suo arredamento imbottito di banconote- può fidarsi ciecamente delle spese di certi ministeri. Ma questo cosa dimostra?
            Seguendo la tua stessa logica, comunque, sarebbe altrettanto facile da parte di un fautore acritico della ipotesi “Radiazioni/Uranio Impoverito” attribuire alla ipotesi “Vaccini Nocivi” -sostenuta tra l’altro dal Dott. Nobile da te citato- la stessa volontà di confondere le tracce e introdurre confusione, ad opera della Disinformacjia dei Servizi Segreti -e aggiungerei Deviati-?
            L’unico modo per capirne qualcosa è fare serie analisi epidemiologiche, valutare le probabilità attraverso lo studio dei dati reali da parte di gruppi indipendenti, agire di conseguenza.

            • Franco Anedda says:

              Neo, sono totalmente d’accordo con tua ultima frase: riguardo ai vaccini queste analisi mancano da due secoli, io le vorrei fare in Sardegna ma finché non riesco ad ottenere l’informatizzazione dell’anagrafe vaccinale non si può fare nulla.

              I genitori che non vaccinano i figli sono costretti a pagarsi l’avvocato per presentarsi al Tribunale dei Minori dove poi vengono assolti (una specie di sanzione indiretta che con l’informatizzazione cesserebbe).

              Oggi l’unica speranza sono gli studi epidemiologici sui militari, ad esempio il Signum, che si erano fermati per risibili problemi di privacy, ora rimossi.

              Riguardo all’uranio gli studi ci sono già: in nessun militare, sano, malato o deceduto, sono mai state trovare tracce di uranio.

              Se però vado a dire questo ai vari attivisti dell’uranio e chiedo materiale a sostegno della loro tesi vengo aggredito violentemente.

              Ti sembra corretto questo? E’ così che si onorano i morti ed i malati?

              Tornando a Quirra: risulta dai documenti filmati che nel 1986 abbiano brillato una grande quantità di munizionamento obsoleto causando una nube tossica che ha fatto parecchi danni nella popolazione.

              Tale inquinamento, ormai, non è più rilevabile nell’ambiente, persistono gli effetti nella popolazione.
              Ad oggi, tutti i campionamenti fatti non hanno mai trovato tracce di uranio.

              Oggi il poligono si usa per tracciamenti e guerra elettronica: praticamente non si spara più e l’impatto ambientale è minimo, soprattutto se lo paragoniamo ad una SARAS (chiudiamo subito quella, prima della fuga dei Moratti).

              Riguardo alla sua conversione in deposito scorie: potrei sbagliarmi ma, per prudenza, io prima di chiedere la chiusura del PISQ attenderei che venga insediato altrove il deposito nazionale delle scorie radioattive.

              Oggi “liberare” l’area mi sembra oltremodo imprudente: se il governo dovesse deciderne l’utilizzo non sarà certo il nostro Presidente della Regione a mettersi di traverso e la popolazione potrà fare ben poco.

              Avete presente Dal Molin, val di Susa e Chiaiano?

              Nel nostro caso non ci sarebbe neppure la necessità di dichiarare l’area “zona militare” per interdire le manifestazioni e reprimerle brutalmente.

              Ricordo che, in occasione delle manifestazioni sotto casa di Soru, erano arrivate truppe da Roma che hanno bastonato pure i ragazzi che uscivano dalle pizzerie di viale Diaz.

              Nessuno ha chiesto scusa…

    • docpretta says:

      che figata! trasformare il territorio di quirra in un deposito nazionale di materiale radioattivo.. che bello, questa si che è un’idea !!!

    • matteo murgia says:

      franco, a me in quest’ultimo anni mi è capitato di affrontare questi argomenti nei cortei, che purtroppo per noi non erano cortei degli antimilitaristi, bensì cortei funebri. sai, forse i funerali degli ammalati di cancro e leucemie varie sono molto più emblematici di qualsiasi campagna mediatica.. perche nel tragitto dalla chiesa al cimitero, in silenzio, hai molto tempo per pensare..

      • Franco Anedda says:

        A Matteo Murgia
        Se oltre a pensare nei corte funebri occupassi parte del tuo tempo ad approfondire l’argomento, consultando i documenti che la rete ti mette a disposizione, magari potresti maturare un parere più legato ai fatti e meno all’emotività.

        Ti consiglio, per iniziare, il resoconto di questa seduta della Commissione Costa.
        http://www.senato.it/Web/16Lavori.nsf/All/B88F15EDE9B5BA70C12577F200638864?OpenDocument

        • Ismaele says:

          Scusami non ho capito bene…
          1)I pastori di quirra sarebbero stati vaccinati massicciamente come i militari che sono partiti in missione?!
          2) Secondo te, chiudono un poligono ammettendo che ha inquinato il territorio e subito dopo dicono: “beh allora visto che ve la siete spassata questi cinquant’anni, e visto che in contrasto con la legge la Sardegna regge il peso del 60 per cento delle servitù militari italiane, ora vi regaliamo in cambio una discarica di scorie radioattive”?!
          Mi sembrano tesi irrealistiche, ma magari mi sbaglio.
          Un elemento in più su media e potere secondo me da considerare: la relazione non è così deterministica come si pensa. Chiaramente ognuno cerca di fare pressioni come può per salvaguardare i suoi interessi, anche legittimi. In questo senso anche le associazioni di cittadini hanno degli interessi, denucniare ciò che ritengono dannoso per i cittadini, ma non hanno grande forza di solito. Nel mondo dei media, del potere e della politica ci sono forze, mondi e centri contrapposti, in cui le prevalenze non sono sempre chiare, e nessuno riesce sempre a controllate tutto.

          • matteo murgia says:

            tranquillo franco, mi informo… non sul sito del senato però.. perche i controllati e i controllori sarebbe meglio fossero persone diverse.. poi, i funerali di cui parlo non sono in ogliastra bensi nel sulcis.. ma sarà una coincidenza che dove ci sono i poligoni ci sono le leucemie.. pensala come vuoi, da parte mia credo di essere più informato di te, ognuno è libero di pensarla come vuole ma la verità, questo è certo, non la si trova sul sito del senato italiano.. a si biri..

  6. All’iniziativa di stasera all’Anfiteatro c’erano la bellezza di 80 persone, compreso il sottoscritto, i cameramen, i giornalisti, i relatori, qualche operatore culturale precettato dal Comune e i ragazzi dell’associazione che gestisce l’Anfiteatro. Questo significa che un deputato ex presidente della Regione (Pili), un assessore comunale (Lorrai), un presidente di commissione comunale (Porcelli), un vicepresidente di Consiglio provinciale (Sorgia), un ex assessore regionale al Turismo (Frongia), e il potentissimo Massimo Palmas di Sardegna Concerti hanno mobilitato sessanta persone. Un successo, direi.

    • Stefano reloaded says:

      Si, ma con un’inquadratura stretta e non troppo dall’alto, sembreranno sicuramente molte di più.

    • matteo murgia says:

      un tempo si diceva matteoli arrodugo… hai ragione vito, hanno i giorni contati ma lotteranno con tutti i mezzi per non finire come sappiamo finiranno… grazie per venerdì, e stato emozionante..

    • od Biolchini, ma allora sei baipartisan?! alla manifestazione dei veteri e a quella dei (a)faristi…
      😉

  7. Cordialmente Punto G says:

    Il parere dell ENAC, lo sanno pure i sassi, è vincolante. Se dice no è per sempre. Non lo fa per partito preso. Lo fa perchè deve seguire delle normative internazionali.Non ci sarebbe nessuna compagnia internazionale che atterrerebbe a Cagliari sapendo che c’è uno stadio a 100 metri dalla pista.Ora, capisco gli amighixeddus centrodestristi di Cellino che gli tengono bordone in questa battaglia persa..non capisco , di contro, il ruolo di Milia che appoggia questa ” Fuffa” .

    • Antonio Azzena says:

      I sassi ai quali fa riferimento il signor Punto G sanno anche che la Sogaer (che lavora in stretta collaborazione con l’Enac) sugli stessi terreni sui quali Cellino vorrebbe costruire lo stadio vorrebbe invece realizzare albergo e centri commerciali? Ma in questo caso, immagino, le compagnie aeree sarebbero ben felici di atterrare a 100 metri da luoghi frequentati ogni giorno invece che accanto a un impianto sportivo vissuto quattro ore ogni 15 giorni.

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