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Cesss! Il Festarch, affossato dalla Regione Sardegna, rinasce a giugno ma… a Perugia!

Festarch emigra a Perugia. Proprio così: stesso nome, stesso logo, stesso direttore artistico (Stefano Boeri), stesso obiettivo e, immaginiamo, stessa straordinaria ricaduta culturale e mediatica.

Il Festival internazionale dell’Architettura, nato nel 2007 e proseguito nel 2008 all’ex Manifattura Tabacchi per volontà del presidente Soru, lascia dunque mestamente Cagliari e approda nel capoluogo umbro. Appuntamento dal 2 a 5 giugno prossimi. Gli ospiti? Un articolo su ilsitodiperugia.it ce li preannuncia: “I premi Pritzker Kazuyo Sejiima e Tom Mayne; maestri dell’architettura del ‘900 come Peter Eseinman, Peter Cook e Yona Friedman; alcuni dei progettisti piu’ interessanti della scena internazionale: Bjarke Ingels, Dillier & Scofidio, Michael Maltzan, Giancarlo Mazzanti, Francois Roche, Benedetta Tagliabue e Bernard Khoury. Annunciato anche William McDonough, progettista cult delle più avanzate tendenze dell’architettura sostenibile”.

Che non fosse più aria per la manifestazione voluta da Soru lo si era capito da tempo. Nel maggio di due anni fa, il direttore artistico Boeri aveva dichiarato di aver scritto una lettera al presidente Cappellacci, chiedendogli interesse e disponibilità a rifare Festarch, “ma a quella lettera non ho avuto nessun riscontro. Avranno avuto altro da fare sono tempi difficili per tutti”, disse al Giornale di Sardegna.

Avevano sicuramente altro da fare, non c’è dubbio.

Ora sarà contento l’assessore comunale alla Cultura Giorgio Pellegrini, che (da docente universitario) definì il Festarch “una costosissima festicciola”. Lo stesso Pellegrini inoltre, manifestando davanti alla Manifattura con i ragazzi di Azione Giovani il giorno dell’inaugurazione dell’edizione 2008, firmò il testo di un pregevolissimo volantino che abbiamo il piacere di riproporvi:

«Già avevo anticipato, sulla stampa, alle prime notizie delle tentazioni betiliche del nostro governatore, l’ansia totalitaria che si intuiva dietro quella voglia monumentale di “parole di pietra”. Utilizzo propagandistico dell’architettura ipertrofica, tipico della tradizione totalitaria del novecento, che vede illustri predecessori del nostro piccolo satrapo regionale: da Hitler a Stalin sino a Mussolini. La raffinatezza di questa ennesima operazione propagandistica-architettonica, vestita a fest-arch effimera e miliardaria, rivela netti, disegno e calcolo di comunicazione di un egocentrico che sa il fatto suo, senza nascondere peraltro affinità sconcertanti con l’ambiguità pseudomodernista mussoliniana della fine degli anni trenta. Quando (leggasi il recente, interessantissimo “Mussolini architetto”, di Nicoloso, uscito per i tipi di Einaudi) il duce, intossicato dalla competizione architettonica accesa da Hitler e dal plagiatissimo Speer, sterza senza esitazione dall’equilibrio del sincero razionalismo “di regime” di Pagano e Terragni e si avventura nell’ultimo, fosco atto di quel monumentalismo piacentiniano, diviso tra romanità di archi e colonne e funzionalismo minoritario, che troverà sfogo nei grandi cantieri incompiuti della Capitale e nel progetto dell’E42 (oggi Eur). A quella storica ambiguità il nostro governatore aggiunge l’effimero festaiolo e trendy delle passerelle chiassose e la frenesia delle grandi abbuffate pseudoculturali, amplificate adeguatamente da una stampa acritica e ben foraggiata e acclamate dalla turba prona di tutti i suoi lacayos. Poveri studenti di architettura! Ingannati da questo lussuoso balenare di dorati lustrini e pingui gettoni, non sanno che il futuro che li aspetta è quello del bigliettaio, o se gli va bene del custode, nell’antro faraonico del Betile».

Sono sicuro che un volantino del tutto simile a questo verrà diffuso a giugno dall’assessore alla Cultura del Comune di Perugia.

 

30 Commenti

  1. “Credo che valga la pena di battersi per un evento del genere. Io credo che valga la pena di battersi per delle cose che in qualche modo colgano un segno, cioè la specificità della Sardegna, sia questa nell’architettura o nella musica. Bisogna farlo con convinzione, bisogna farlo con una coscienza, con un amore per le cose. Sicuramente credo che Festarch fosse una realtà importante.” Paolo Fresu intervistato da Sardarch http://www.sardarch.it/?p=1345

  2. Farmacologo says:

    Chissà cosa si era fumato Pellegrini quando ha scritto quel comunicato. Qualcosa di forte, di sicuro. Vorremmo saperlo. Non è solo Cannabis.
    Noi ci occupiamo degli effetti delle droghe, in modo approfondito, da anni e siamo giunti a una conclusione di grande valore scientifico. Oggi sappiamo con certezza che se uno è un genio e fuma roba buona è un genio che fuma roba buona e che uno è un ciuccio e fuma roba magari buonissima, sempre ciuccio resta.

  3. Cuccuccio says:

    A proposito di Maurizio Porcelli, oltre a quanto già scritto, ricordiamo le feste da ballo anni sessanta, l’impulso dato dalla sua formidabile energia al premio Alziator (momento elevatissimo di cultura prostatica), il suo apporto alla barbarie delle chiassate estive nel rione di Castello, il suo sovrumano disinteresse, quando non avversione, a tutto quello che riguarda libri, librerie e lettura, i suoi sopralluoghi intelligenti e luminosi alla scoperta delle città, il suo tentativo di farsi assegnare la gestione dell’orrendo cataplasma di cemento detto Parco (?) della Musica che non partirà mai perché neppure il Teatro (il cui stabile è stato impegnato con le banche per tamponare il debito) ce la fa a vivere, la sua lontananza (per fortuna) da ogni dibattito sui temi importanti della città, l’ammirevole costanza con la quale si tiene lontano da qualsiasi cosa puzzi di cultura.
    Se il mondo girasse nel giusto verso dovrebbe essere facilissimo per Massimo Zedda scalzare il gruppo nel quale fa la sua figura Porcelli e sostituirlo con qualcuno che presentasse almeno la rara caratteristica della normalità.
    Il vero sogno per Cagliari dovrebbe essere quello di diventare una città finalmente normale. Che non sia capitale di nulla, guida di nulla, centro di nulla, ma che almeno funzioni come una città normale.

  4. Seme di mela says:

    Tralasciando l’attempato Pellegrini in camicia nera che si spaventa al primo buh, sforzandoci di dimenticare l’azione fulminante della Commissione Cultura del Comune che dimostrò all’epoca la propria competenza opponendosi (Porcelli presidente cabarettista) alla vendita delle birre e delle aranciate all’interno della manifattura, tralasciando anche i brutti progetti in mostra che gli architetti non adattano ai luoghi pretendendo, al contrario di come è sempre avvenuto, che i luoghi si adattino ai loro progetti ( molto rappresentativo quello di Herzog & De Meunon per le miniere del Sulcis che abbiamo visto ripetuto, pressocché identico, all’expo’ di Pechino, per dire quanto se ne fottono del contesto), sorvolando sul fatto che quando viene richiesta l’opera di un architetto questo apre un cassetto e tira fuori un progetto precotto, tutto questo messo da parte, in effetti i giorni di festarch erano uno stimolo alla discussione e alla riflessione, un’apertura oltre l’asfissiante confine comunale, interessante anche per chi è visceralmente contrario all’architettura con i riflettori, agli assessori mediocri di una città mediocre che credono di govenare il mondo e sparano stupidaggini e ai presidenti della commissione cultura che si occupano di birroncini.

  5. L’umbria torna a sorridere (alle nostre spalle)

  6. il Betile secondo me sarebbe stata la definitiva nascita di cagliari come città turistica.

    • Soviet says:

      Il Betile sarebbe stata la prima pietra della fondazione di Cagliari città della cultura. Sarebbe diventata turistica di conseguenza, ma avrebbe avuto nell’arte e nella cultura il volano.
      Cose troppo complicate per i nostri amministratori fenicio-punici!

      • Davvero, gente troppo ignorante che non è mai uscita da 4 bidde o pensa che l’architettura sia solo quella datata… ma è mai possibile che qui una ventata di freschezza non si fermi mai?
        Voglio un pò di attualità di qualità!

  7. soru mongiu dadea mannoni sanna e tutti gli altri assessori avevano fatto un ottimo lavoro : campus universitario betile tuvixeddu nuova rete tram rifacimento ospedali ppr e tanto altro:
    quanti boicattaggi

  8. Maurizio says:

    il testo del volantino, oltre a essere ridicolo, è pure schizofrenico: sembra scritto da Mussolini contro se stesso

  9. xFelix says:

    posso dire una cosa?
    Pellegrini di architettura e di storia dell’architettura non capisce proprio una cippa.
    il problema è che qualcuno potrebbe averlo preso sul serio … 🙁

  10. Cristian Caddeo says:

    Posso solo dire ciò che sinceramente provo in questo momento dopo aver letto il tuo post: sono seriamente incazzato nel vedere come ci si è fatti sfuggire la possibilità di essere al centro della ribalta nazionale e internazionale per almeno tre giorni all’anno. Durante la seconda e ultima edizione svoltasi a Cagliari Renato Soru rivelò che la Serpentine Gallery di Londra avrebbe voluto collaborare all’organizzazione della terza edizione e che avrebbe creato, a Londra, eventi in contemporanea. Spesso Soru viene santificato a sproposito ma questa era una delle cose per la quale si poteva essere fieri di averlo come presidente della regione. Peccato!

  11. e chi sono questi? devono essere dei parrucconi radical-chic!
    hanno dei nomi impronunciabili, meno male che non ne sono venuti di qua…
    ma ve li immaginate i poveri Ugo e Emiglio scorticandosi la lingua per pronunciare Kazuyo Sejiima, Peter Eseinman, Bjarke Ingels … ma lassaus perdi!
    marinetti è molto più facile da dire. e rolangarró gioca a tenni e va anche in televisione…

    basta con le tentazioni betiliche!!!

    scedaus… ;-(

  12. docpretta says:

    la povertà culturale di certa gente è imbarazzante. Spero per il bene di cagliari che Il Zedda si svegli sennò continueremo questo liet – motiv di personaggi incredibilmente modesti in posti dirigenziali

  13. monteidda says:

    La cosa bella è che al Festarch perugino darà il suo fattivo contributo il comune di Assisi capitanato da un pezzo grosso del PDL tal Claudio Ricci http://www.claudioricci.info/assisi.html . Evidentemente non ha mandato il cervello all’ammasso come i suoi sodali casteddaius….puzzi puzzi.

  14. marghe says:

    non mi fate ricordare L’assessore con Azione giovani, ero sconvolta…

    mi sono dovuta ubriacare subito.

  15. Stefano reloaded says:

    Ma a Perugia non hanno l’anfiteatro romano.
    TIE!

  16. Silvia says:

    da restare senza parole..

  17. Neo Anderthal says:

    Esauriti i sinonimi possibili del consunto participio “imbarazzante”, e constatato il limite insormontabile di uno sguardo che, al massimo della portata, si dirige al cielo in cerca di eroici trasvolatori sorvolanti, ci rimane il giochetto elementare e scemo, ma proporzionato all’oggetto, di affidarci al presagio contenuto nel nome.
    Ti nanta, o sesi, unu de i cussus Pellegrinus? Enzà bai perdirì, ma de pressi!

  18. vedrete gli articoli indignati di domani sull’unione !

  19. Banana says:

    e ci sarà pure il Renato Soru perugino, coi capelli, mentre fuori un Pellegrini perugino e ultracomunista distribuisce volantini. farneticanti come quelli di Cagliari

  20. Veramente incredibile!
    No no no….ma votiamoli per l’ennesima volta questi personaggi (anche se il Pellegrino è stato messo li senza neanche un voto).
    Salviamoci!

  21. riccardo sarti says:

    Il tipo di notizia che mi fa diventare violento!

  22. spigolo says:

    Che sera, quella sera. Io li ricordo, “Comunisti col caviale, comunisti col caviale” gridavano l’assessore e i suoi amici. Son stati questi i poveri argomenti del poverissimo dibattito culturale di questi anni a Cagliari.

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