Politica

Per il Vaticano le “feste” di Berlusconi e le intercettazioni dei magistrati sono “due situazioni abnormi”. Le risposte a Bagnasco di Mancuso e Maninchedda

Tutto qui? E questo sarebbe il documento del cardinal Bagnasco e della Chiesa italiana sulla grave crisi morale che investe il nostro Paese dopo gli scandali che stanno travolgendo il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi? Leggetelo, perché vi farete un’idea di quanta ipocrisia e quanta complicità ci siano nelle gerarchie vaticane. Sconcertante il passaggio in cui si mettono sullo stesso piano le performance notturne del Presidente del Consiglio con l’azione dei magistrati: “da una situazione abnorme all’altra”. Pazzesco.

Si moltiplicano notizie che riferiscono di comportamenti contrari al pubblico decoro e si esibiscono squarci – veri o presunti – di stili non compatibili con la sobrietà e la correttezza, mentre qualcuno si chiede a che cosa sia dovuta l’ingente mole di strumenti di indagine. In tale modo, passando da una situazione abnorme all’altra, è l’equilibrio generale che ne risente in maniera progressiva, nonché l’immagine generale del Paese. La collettività, infatti, guarda sgomenta gli attori della scena pubblica, e respira un evidente disagio morale. La vita di una democrazia – sappiamo – si compone di delicati e necessari equilibri, poggia sulla capacità da parte di ciascuno di auto-limitarsi, di mantenersi cioè con sapienza entro i confini invalicabili delle proprie prerogative.

Due risposte arrivano a Bagnasco da altrettanti intellettuali cattolici.

Su Repubblica, il teologo Vito Mancuso, nel suo articolo “La difesa del bene comune”, dice:

“Le parole di Bagnasco sono state per molti tratti un buon esempio di cosa significa parlare di politica senza fare ingerenze partitiche, perché la nostra situazione non è più questione di destra o di sinistra ma solo di decenza e di dare un governo vero a un paese che ne ha urgente bisogno. Alla fine però ha ceduto alla diplomazia, ha usato il bilancino che le consente di avere tutti i forni sempre aperti. E così il sale evangelico ha perso ancora un po’ del suo sapore”.

Più duro e sferzante invece Paolo Maninchedda (docente di Filologia all’Università di Cagliari, consigliere regionale sardista) che nell’articolo dal titolo “L’onanismo di Bagnasco” afferma:

E’ vero che non sta a Bagnasco chiedere le dimissioni a Berlusconi, come alcuni pretenderebbero, ma se non parla chiaro la Chiesa sul modello Berlusconi, chi dovrebbe parlarne? Se non è la Chiesa, chi potrebbe pretendere da Berlusconi un cambiamento nello stile di vita, chi può seriamente aiutarlo a cambiare come la chiesa dovrebbe fare con i suoi fedeli? E invece no, la Chiesa parla della stabilità, dell’euro, dell’economia ecc. Ma perché allora non fare Papa il governatore Draghi?

Quello che sta avvenendo in questi giorni ci dovrebbe far guardare in modo diverso a ciò che avvenne negli anni del fascismo, anni in cui la Chiesa doveva affrontare nemici ben peggiori di quelli che ha adesso. Molti si piegarono. Ma allora tutti rischiavano qualcosa: la morte, il confino, la deportazione, i campi di concentramento. Oggi invece Bagnasco che cosa rischia? Che il Vaticano paghi finalmente l’Ici? Che gli riducano l’otto per mille? Che squallore.

16 Commenti

  1. antonio says:

    Il democraticissimo Maninchedda, consigliere regionale pagato con i soldi dei contribuenti, non consente che nel suo sito compaiano commenti che non gli garbano. E li censura. Come è successo al commento che riporto di seguito, relativo al suo articolo a cui si fa riferimento in questo post.
    Evidentemente l’onorevole regionale ha una concezione molto particolare della libertà di espressione: solo apprezzamenti o “critiche” gradite.

    Maninchedda sia coerente e sfiduci una Giunta emanazione diretta di Arcore, presieduta da una persone che prendeva “indicazioni” da Flavio Carboni e che altro non è che lo spiccia faccende politiche di S.B. ( qun vecchio di 74 anni che chiama 67 volte in pochi giorni una minorenne e che impone il suo rilascio ad una questura abusando del suo ruolo).
    Altrimenti, quello di Maninchedda è il solito esercizio ipocrita.

  2. pappingio says:

    Fossi cattolico mi indignerei davvero per queste parole della chiesa, che tace di fronte a tale squallore, anzi lo paragona a le vicende dei coraggiosi magistrati…..ma non son cattolico, il cardinal Bagnasco non mi rappresenta un fico secco, rimane la tristezza per coloro che veramente hanno un sentimento religioso amministrato da tale squallore..(grande Luca b. che consiglia della letture inconsuete)

  3. poverocristo says:

    Il tema del potere temporale della Chiesa e della sua contiguità col potere è sempre attuale. Lo stesso cristianesimo prende piede quando diventa religione di stato, abbandonando gli umili per abbracciare i potenti. Non è solo storia antica, dalle parti di Costantino e giù di lì, ma tremendamente contemporanea. Immagini crudelmente incise nella memoria: il papa quasi santo che fraternizza col sanguinario dittatore cileno, il nunzio controverso accusato dalla mamme argentine di Plaza de Mayo di essere corresponsabili di assassini finanché di umili sacerdoti, l’implacabile avversione contro i preti dei poveri della teologia della liberazione – imitatori di Cristo.
    Così va il mondo, il potere è figlio del diavolo.
    Forse non fu il diavolo stesso ad offrire a Gesu Cristo in persona, nel suo disperato tentativo di sedurlo dai tetti del Tempio, dominio su tutti i regni del mondo?

    • deusexmacchina says:

      Poverocristo fa un po’ di confusione tra cristianesimo e cattolicesimo.
      Il cristianesimo non è mai stata una religione di stato il cattolicesimo si.

  4. .. sposterei il vaticano in mezzo al deserto.

  5. Emanuela says:

    La nostra è una civiltà mercenaria, e la Chiesa dal momento in cui ha assunto lo status di “istituzione temporale” si è acclimatata perfettamente: caro Nikosimo, parlare di esenzione dall’ICI (in futuro IMU), dell’8 per mille e del contributo statale alle scuole paritarie (i.e. cattoliche) non è banale, è reale.

  6. Luca B.: mi piace come parli della Chiesa, come gruppo privato di persone, che curano i propri interessi, come qualsiasi altro gruppo privato. Purtroppo in Italia siamo reticenti ad accettarlo, perché siamo cresciuti dietro le fantasticherie di questo gruppo nei Secoli. Perché secondo te ora tutti i potenti gruppi privati (non solo la Chiesa) cercano di andare contro Internet? Perché è l’unico luogo dove le persone possono “sconfinare” da ciò che i gruppi potenti impongono loro. Su internet leggo i commenti più assennati e oggettivi e sin dai tempi di MySpace subito in America cercavano di andare contro a questa nuova realtà. Sembra quasi che i potenti temano, che noi poverelli insignificanti privati non ricchi sfondati, siamo capaci di ragionare e avere un libero pensiero, senza accettarlo e dominarlo. La nostra forza sta nel fatto, che non abbiamo nessuna religione, nessuna politica per farlo. Solo un po’ di buon senso comune. Fanno fatica ad accettarlo, perché il gruppo potente, qualunque esso sia, vive la sua identità in una distorta visione narcisistica della propria idea o immagine del proprio gruppo. E’ un delirio di onnipotenza che ha marcito questo mondo nei secoli, quando poteva essere, se non un bel mondo, almeno un mondo ragionevole. Salviamo il web e andiamo avanti, altrimenti? Revolution.

    • Luca B. says:

      Segnalo all’uopo due interessanti libricini di velocissima e facile lettura/reperibilità:
      “La posizione della missionaria. Teoria e pratica di madre Teresa” di Christopher Hitchens edito da minimumfax (ricordo che aveva un costo davvero risibile, 5 euro o meno) e Gesù lava più bianco
      ovvero come la chiesa inventò il marketing di Bruno Ballardini, mi pare lo stesso per minimumfax, sempre a costo quasi zero.
      Ciao

  7. Marco P says:

    Non riesco a indignarmi. La Chiesa di norma fa richiami generali, pur mossa da vicende della cronaca politica, giudiziaria ecc, senza riferirsi direttamente a circostanze particolari, fatti o persone. Ci sono state tre prese di posizione importanti e inequivoche: Bertone, il Papa, Bagnasco. Non è poco.
    Un richiamo più deciso in merito alla deriva morale che viviamo, scorciatoie, ricchezza, corruzione, successo, ecc.. ci stava, e su questo Maninchedda ha ragione. Dissento invece se si pretende che Bagnasco, il vescovo di Milano o chi altri, facciano il cazziaton pubblico a Berlusconi. Chi ci dice poi che chi ha in cura la sua anima non l’abbia preso per le orecchie e i discorsetti personali non glieli abbia fatti in privato, come è giusto che sia? Ci si lamenta dell’eccessiva ingerenza della Chiesa nelle vicende politiche, ecco, teniamola fuori. Ci mancano solo gli anatemi. Io riconosco l’autorità morale della chiesa , lasciamo che manifesti liberamente i suoi turbamenti, dia indicazioni ai fedeli, alla pubblica opinione, ma insomma, non sarò certo io a richiamare ne in questa ne in altre circostanze maggiori ingerenze della chiesa sulla vita politica del paese rispetto a quelle che già subiamo

  8. Pare proprio che gli italiani non vogliano proprio prendersi la responsabilità di aver eletto questo governo e i due governi di sinistra che ci sono stati negli ultimi 10 anni, che si sono guardati bene dal promulgare una legge equa che regolamentasse il conflitto di interessi o che abolisse questa inutile farsa delle elezioni in cui sono i segretari di partito che decidono chi deve essere eletto.
    Non ultimo tu, Vito, che dopo aver avviato questo blog all’insegna dell’equidistanza fra le parti ti sei gettato a capofitto in una battaglia senza senso contro la Chiesa Cattolica. Non è uno stato estero come il Vaticano che deve “salvarci” da Berlusconi (e non citare l’ici o l’8 per mille, saresti banale), siamo noi cittadini che dobbiamo riappropriarci della scena politica, che vede la generazione dei quarantenni come dei meri spettatori in balia della gerontocrazia che fa il bello e il cattivo tempo. Davvero pensi che ci debba salvare il Papa? Dobbiamo aspettare che muoiano tutti di vecchiaia? Intanto Andreotti, condannato in cassazione per concorso esterno in associazione mafiosa (ma prescritto) è ancora vivo e siede, in buona compagnia, in parlamento! e Noi a discutere del Vaticano!

  9. Vito, hai ragione: io vengo da una famiglia anticlericale, ma la Chiesa sta facendo di tutto per farci diventare tutti miscredenti.
    Ha poco però da criticare Paolo Maninchedda. Sarebbe il caso di ricordargli che lui in prima persona e il “suo” P.S.d’Az. sostengono la giunta regionale di quel presidente Ugo Cappellacci che è proiezione diretta (chiedo scusa per l’eufemismo) del premier Silvio Berlusconi.
    Il resto sono sofismi. E annoiano pure.

  10. Maurizio says:

    Mah, un giorno, prima o poi, il Vaticano dirà che sì, con Silvio forse era stata troppo condiscendente, chiederà scusa a tutti e a nessuno, ché tanto siamo peccatori, ecc. ecc.
    Insomma, con tutte le volte che il Vaticano ha fatto ammenda per scelte ben più gravi di questa, dall’Inquisizione al sostegno alle peggiori scelte del fascismo, che sarà mai quest’altra scelta furbetta da spacciare poi per cantonata?

  11. antonio says:

    è veramente desolante che una nazione di fronte allo scempio attenda le parole della chiesa . spetta a noi cittadini indignarci e cacciare via i corrotti, dovremo chiedere conto sempre

  12. Luca B. says:

    Beh, un gruppo di privati come la chiesa cattolica guarda come sempre prima di tutto ai suoi interessi privati.
    Erroneamente il pueblo accetta l’autoinvestitura che la chiesa s’è nei secoli data di suprema custode del bene e della giusta morale.
    In realtà è un gruppo privato come (o meglio… è molto più capace e potente) la coca-cola o la bp che mira prima di tutto a fare cassa e i suoi interessi (che non sono certo la pace nel mondo o la “salvezza dell’anima”).

  13. la reticenza della chiesa è scandalosa.

    però se chiediamo di parlare, chi glielo di ce poi di stare zitti quando effettuano “ingerenze” sui temi quali eutanasia e bioetica?

    Preferisco che stiano zitti ora e che non parlino neanche dopo quando si parla di valori e di politica (o di alleanze, come quando spoingevano casini ad appoggiare B.)

  14. poverocristo says:

    Già il tema della “contestualizzazione” della bestemmia qualche perplessità l’aveva creata: i figli del popolo a volte bestemmiano, ma sempre come sfogo, magari per una dolorosissima martellata sul dito. Nominare il nome di Dio invano – contravvenendo al primo dei comandamenti – come esito comico di una barzelletta è assolutamente ingiustificabile. Credo ci sia poco da contestualizzare. Questo succede quando la casta sacerdotale diviene farisaica e quando a Cristo preferisce Mammona!

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