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Gianfranco Fini, lo Smemorato. Una bella omelia ai lavoratori del Lirico di Cagliari senza stipendio: peccato che Pietrantonio fosse in quota An…

Nei quadri mi piace guardare i particolari, le figure in secondo piano. Ecco perché oggi, nel corso dell’incontro che il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha tenuto a Cagliari con i lavoratori del Teatro Lirico, ho osservato a lungo i rappresentanti locali del suo partito. C’erano Ignazio Artizzu, Matteo Sanna e Maddalena Calia.

Tutti e tre sono stati dei ferventi berlusconiani. Non gliene si può fare una colpa, visto che lo stesso Fini ha tenuto bordone a Berlusconi per oltre un decennio, arrivando ad una tardiva presa d’atto della situazione degenerata in cui la destra ha precipitato questo paese.

Come queste persone, che sono state parte del problema, si propongano come soluzione del problema, proprio non lo so. Fini ha parlato ai lavoratori del Teatro Lirico facendo finta di dimenticare che il maestro Pietrantonio (l’ultimo Soprintendente) è stato messo a capo dell’istituzione cagliaritana proprio in quota An, cioè di quel partito che Fini ha fondato e guidato.

E dimenticando che Ignazio Artizzu è stato a lungo l’uomo forte di An in città, e solo fino a pochi mesi fa coordinatore provinciale del Popolo delle Libertà, partito sotto varie forme al governo della città (e dunque anche del Teatro Lirico) dal 1994.

Se il nostro Teatro è in una situazione difficilissima questo lo si deve anche alla lottizzazione selvaggia di cui il partito di Fini (il penultimo, Alleanza Nazionale) ha lungamente e largamente beneficiato. Oggi però il leader di Futuro e Libertà ha parlato come se fosse “senza peccato”. E senza peccato si atteggiavano anche quelli affianco a lui.

Le classi dirigenti in questo paese cambiano il meno possibile ma si trasformano il più possibile. Per capire la bontà di un progetto politico bisognerebbe vedere se è in grado, a livello locale, di far entrare nella scena politica parti sociali e soggetti nuovi e fino a quel momento esclusi.

E’ a livello locale che si vede l’assurdità della politica italiana: perché Pierferdinando Casini, Nichi Vendola, Luigi Bersani e Gianfranco Fini sono bravi a parole, ma poi ci fanno governare (quando va bene) da Giorgio Oppi, Luciano Uras, Emanuele Sanna e Ignazio Artizzu. A idee nuove non corrispondono persone nuove. E siamo sempre daccapo.

In ogni caso, il disastro italiano porta certamente la firma di Berlusconi. Ma anche quella di Fini. Sarebbe opportuno non dimenticarselo troppo in fretta.

4 Commenti

  1. certissimo, ma la colpa è anche della società civile (io incluso) che lasciano lo spazio a questi.

    La politica dovrebbero farla tutti e andare avanti solo i migliori

  2. Se Pietrantonio e il suo gruppo di amici avessero fatto rappresentare l’opera lirica I Shardana di Ennio Porrino 10 volte l’anno anziché una volta: il 21 febbraio 2010, probabilmente adesso il Lirico avrebbe in cassa diverse centinaia di migliaia di euro in più.

    Invece nulla, la maggiore opera lirica sarda di tutti i tempi è stata occultata per oltre 50 anni e poi nuovamente messa nel cassetto; eppure venne considerata a suo tempo dall’enciclopedia musicale tedesca “Die Musik in Geschichte und Gegenwart”:

    “la più importante opera lirica composta in Italia in questo dopoguerra” (Felix Karlinger, 1962)

    E ancora una frase, che suona come una condanna senza appello per le istituzioni musicali sarde, nessuna esclusa:

    “Se Monaco avesse la fortuna di venir cantata da opere come queste, sono certo che nei festival operistici della mia città sarebbe loro riservato ogni anno il posto d’onore” (Felix Karlinger, Monaco di Baviera, 1960).

    http://edicola.unionesarda.it/Articolo.aspx?Data=20100221&Categ=8&Voce=1&IdArticolo=2432361

    http://www.teatroliricodicagliari.it/files_repository/File/Rassegna%20stampa/l%27unione%20sarda%2023-02-2010.pdf

    http://www.teatroliricodicagliari.it/files_repository/File/Rassegna%20stampa/l%27unione%20sarda%2004-03-2010.pdf

    http://www.teatroliricodicagliari.it/files_repository/File/Rassegna%20stampa/l%27unione%20sarda%2017-02-2010.pdf

  3. marghe says:

    BRAVO NENNO!

  4. graziella says:

    Concordo Vito. Questi nostri rappresentanti sembrano proprio degli smemorati. E lo sport nazionale più diffuso sembra essere quello di giudicare quanto viene fatto dagli altri (o non viene fatto) senza riconoscere le proprie responsabilità.
    Sembra di assistere ad un gioco delle parti nel quale tutti sanno ma fanno finta di non sapere.
    E noi elettori? A cosa siamo disposti?
    A votare il meno peggio?
    A ripeterci che solo per quest’ultima volta voteremo il tale candidato perchè è indicato dal nostro partito politico?
    O siamo pronti a cercare di capire, a cercare di farci un’idea?
    Difficile? O forse fin troppo facile.
    Ogni anno che passa faccio sempre più fatica a sentirmi rappresentata.
    Ogni anno che passa faccio sempre più fatica ad andare a votare.
    Ma vado sempre.
    E’ un mio diritto e lo voglio conservare.
    Sono fermamente convinta che ciascuno di noi può fare molto per favorire il rinnovamento.
    Dipende da noi.
    Ricordiamolo la prossima volta che andremo a votare :-))

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