Giornalismo / Politica / Sardegna

A Quirra si muore: il poligono c’entra qualcosa? Ne parliamo venerdì 7 a Link su Radio Sardegna. Ascoltatemi!

Il 65 per cento degli allevatori che vive e lavora intorno al Poligono di Quirra-Perdasdefogu è morto di tumore e nei loro allevamenti sono stati rilevati numerosi casi di animali nati deformi. Lo dice una relazione dei medici veterinari delle Asl di Cagliari e Lanusei. Intanto il ministero della Difesa ha tentato di tagliare le ore di lavoro alle aziende esterne che garantiscono la pulizia delle basi.  Di queste notizie si parlerà nella puntata di Link, in onda venerdì 7 gennaio a partire dalle 12.30 nelle frequenze di Rai Radio Uno, per la programmazione di Radio Sardegna. A condurre insieme a me ci sarà la collega Roberta Mocco.

Interverrano nel corso della puntata (che qualche giorno dopo la messa in onda sarà disponibile sulla Digital Library della Regione) Mariella Cao dell’associazione Gettiamo le Basi, il giornalista dell’Unione Sarda Paolo Carta, e i sindaci di Villaputzu e Villasor, Gianfranco Piu e Walter Marongiu.

5 Commenti

  1. JOICE A. says:

    Oggi ho letto i commenti sull’articolo dell’Unione Sarda e non capisco il significato delle parole “gettare fango” “diffamazione” ecc.. Dovrebbero essere proprio le persone che abitano in quel territorio ad esigere delle risposte al problema che è palesemente e tragicamente reale e pretendere di sapere quale è la fonte dei mali e che se ci sono colpevoli vengano codannati al risarcimento di quanto dovuto. Da quando sono emerse certe cose sono molto preocupata anche se non vivo in quel territorio: l’Ogliastra è piccola e se le polveri nocive sono giunte da Chernobyl figuriamoci se non arrivano anche al mio paese dal P.S. del salto di Quirra!!

  2. Monica says:

    Grazie Vito, anche se penso che servirà a poco. Ci sono troppi interessi di vario genere che ruotano intorno a quella zona perchè le cose possano cambiare.

  3. Andria says:

    Ciao Vito,
    potresti linkare questa relazione della ASL?
    no perché è giusto informare, ma anche dare gli strumenti al pubblico in modo che possa giudicare con la propria testa.

    • Marco P says:

      Sarebbe utile mettere a disposizione il file completo della relazione in download. Puoi farlo Vito? Anche nel sito di radiopress se qui non è possibile

  4. Claudio M. says:

    Bene, sarà piacevole risentire due amici e giornalisti competenti su un argomento scottante, anzi, radiante, visto che si toccano elementi radioattivi o comunque gente e territori oramai devastati dall’utilizzo di materiali altamente dannosi per l’ambiente e per chi ne viene a contatto, civili o militari che siano. Buon lavoro.

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