Politica / Sardegna

I malati di Sla nuovamente per protesta sotto la Regione. Liori, un assessore senza vergogna

Stamattina due malati di Sla, in rappresentanza dei 200 pazienti colpiti da questa terribile malattia in tutta l’isola,  hanno manifestato sotto l’assessorato alla Sanità, in via Roma, a Cagliari. Si sono decisi a sfidare il freddo e la fatica perché da cinque mesi attendono che l’assessore regionale alla Sanità, Antonello Liori, firmi il provvedimento predisposto da una commissione (da lui stesso nominata) che assegna ad ogni paziente 40 mila euro all’anno per poter provvedere alla propria assistenza.

I malati avevano protestato anche lo scorso 15 luglio, sempre sotto l’assessorato. Quel giorno c’ero anch’io, ed è stata una delle mie sconcertanti esperienze da cronista. Quel giorno l’assessore Liori congedò i malati e le loro famiglie dicendo che “doveva fare i conti”. Sono passati cinque mesi e Liori non ha mosso un dito.

La manifestazione di stamattina era stata ampiamente pubblicizzata e ieri il rappresentante dei malati di Sla ha perfino concesso un’intervista all’Unione Sarda. C’era, cioè, tutto il tempo perché si evitasse che i due malati manifestassero sotto gli uffici dell’assessorato, c’erano i tempi per una mediazione politica. Invece nulla.

Stamattina ovviamente l’assessore Liori non c’era, era a Roma. Un suo collaboratore è sceso e ha dato ai malati appuntamento a  lunedì prossimo alle 17.

Io sono sinceramente senza parole. Vorrei solamente entrate nella testa dell’assessore per capire perché non si è mosso prima per evitare ai malati e alle loro famiglie l’umiliazione di una protesta pubblica. Quanto successo stamattina non dimostra solamente l’inadeguatezza di Liori come politico (di quella ce ne eravamo già accorti da tempo) ma  dimostra soprattutto quanto i politici come Liori vivano su di un altro pianeta.

Se un assessore alla Sanità non sente la necessità di evitare a due malati di Sla di protestare per strada, vuol dire che i suoi ragionamenti seguono strade sconosciute a noi persone normali, che fanno una vita normale, che guadagnano uno stipendio normale.

Il guaio è che questa vergogna colpisce le istituzioni, quindi tutti noi, e non solo l’assessore. Lui sembra non essere colpito dal dramma umano di queste persone.

Sono senza parole. Purtroppo Liori è un intoccabile di questa giunta. Essendosi dimesso da consigliere per poter accettare l’incarico da assessore, ora ormai è inamovibile. Niente lo può toccare, figuriamoci la vergogna.

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15 Commenti

  1. Domanda rivolta a Marisa(16 12 2010)…
    ho letto questo temine “Sciranchizzi” in un libro di Francesco Abate(ambientato in Cagliari) da titolo “Chiedo Scusa”…
    Anch’io “chiedo scusa” dell’intromissione…gradirei saperi il significato della frase…grazie!
    luigi luisferr@supereva.it

  2. Patrizia C. says:

    Guardate questo video ,siamo sempre in Umbria ,la cosa dovrebbe mettere in allarme tutti voi poichè questa regione viene portata ad esempio di efficienza nei servizi alle persone in difficoltà ,pregate mattina e sera affinchè queto modello non sia importato nel resto di Italia !
    Una madre disabile disperata ,da un anno in carrozzina,i suoi figli tutti e 3 disabili rischiano di essere portati nella solita casa famiglia ,lei lotta affinchè ricevano la riabilitazione che centri specializzati fuori regione hanno raccomandato per limitare i danni che la lro condizione determina .Minaccie ,ricatti e derisione è tutto quello che questa madre riceve dagli amministratore della ASL UMBRA di competenza ….
    Ovviamente non ha assistenza domiciliare ,gli hanno proposto di andare in una struttura residenziale ,diversa da quella dove verrebbero collocati i suoi piccoli ,il più grande ha 5 anni !
    Aiutateci a denunciare ,ci sono regioni con amministratori di una disumanità incalcolabile ….

  3. Carla Morelli says:

    Vedrete faranno di tutto ,certe Regioni ,per eliminare gli ASSEGNI DI CURA ,il fondo non autosufficienti dello Stato aveva una dotazione minima ,appena 400 milioni di euro ,irrilevante rispetto ai 106 miliardi ,ripeto 106 MILIARDI ! Che le Regioni ricevono per la SAnità ,è da qui che si devono e vanno prese le risorse per la non autosufficienza !
    Scommetto che le rette delle RSA E varie strutture di accoglienza non riceveranno grossi tagli !
    L’unica alternativa per salvare l’assistenza e gli occupati del settore(il cui lavoro sta acuore a tutti noi) è sostenere la domiciliarità con assegni di cura ,buoni per favorire l’assunzione e la regolarizzazione delle badanti e voucher sociosanitari -tutti strumenti che consdentono di allocare al meglio le eventuali minor risorse ,gli operatori creano un rapporto direttamente con il disabile e la famiglia ,senza troppi filtri e intermediari che drenano stanziamenti !
    Questa è la paura di sindacati e partiti ,perdere parte delle loro fonti di finanziamento e quindi influenza sulla società civile ,meno denaro meno potere ,è semplice !

    guardate cosa sta facendo l’Umbria

    • Carla Morelli says:

      Cara Graziella spero che almeno la tua famiglia riceva gli assegni di cura legge 328 /2000 –
      almeno avresti qualche ora in più per riposarti ,ho il timore che la Calabria non li eroghi vero ?
      L’assegno di cura è riconosciuto dalle asl e dalle regioni e varia da regione a regione …..
      fammi sapere

      • Carla Morelli says:

        Comprendo Graziella ,comunque anche il lavoro ,l’impegno di cura di un famigliare anche se prestato con finalità che non cercano una retribuzione va riconosciuto ,e comunque a prescindere, voi avete il diritto di ricevere questi strumenti di sostegno ,tuo figlio ha diritto alla redazione di un piano di assistenza personalizzato nel quale devono essere previsti tutti gli strumenti più idonei per sostenere la sua condizione .
        Se ti dicono che non ci sono i soldi devi sapere che se tuo figlio fosse ricoverato permanentemente in una struttura (sappiamo bene quello che accade in certi posti ) costerebbe fino a 14.000 euro al mese alla regione !
        La tua famiglia ha diritto ad essere sostenuta ,ti consiglio di rivolgerti ad un legale che si occupa di cause in materia di disabilità ,le leggi a cui far riferimento sono la 328/2000 la 162/1998 e la famosa 104 .
        Perdona l’invadenza ,ma c’e’ gente che ci vuole passivi ed ignoranti ,e credimi sono ovunque perfino nei sindacati e nelle associazioni che dovrebbero tutelare famiglie come la tua ….
        Su facebook è nato il gruppo “ASSEGNO DI CURA”
        Ti puoi confrontare ,se lo desideri con persone che vivono la tua condizione e, se necessario, possono anche darti consigli
        Un abbraccio !

  4. Enrico C. says:

    L’Umbria, la Toscana,la Campania e la Calabria si ostinano ancora a non riconoscere ai disabili gravi e alle famiglie che si occupano della loro assistenza nessun tipo di supporto economico. Solo la Toscana prevede un esiguo contributo badante di appena 150-200 euro al mese!
    L’assegno di cura, previsto dalla legge di riforma del settore sociale 328/2000, tuttora in uso in molte regione del nord e sud italia, rappresenta uno strumento piu’ che idoneo per coprire almeno in parte le necessita’dei propri cari che vivono in condizioni di grave handicap. Non a caso l’ultimo tentativo di regolarizzazione delle badanti in Umbria e Toscana si e’ rivelata un vero flop!.
    Molte delle famiglie che ospitano persone non autosufficienti non hanno certo i mezzi per pagare tra 1200-1400 euro al mese,inoltre chi assiste congiunti non autonomi ha ovviamente ulteriori difficolta’ a conseguire un reddito.
    Tutto cio’ favorisce la condizione estrema di ricorrere a residenze, case famiglia o ospizi con conseguente decadimento della qualita’ di vita della persona non autonoma,sia disabile giovane che anziano non autosufficente.
    Accompagnare le famiglie con adeguati servizi domiciliari e assegni di cura comporta risparmi dei costi sia per lo stato che per le amministrazioni locali.
    Le integrazioni delle rette delle residenze per ciascun singolo utente sono ben piu’ onerose che un assegno di cura corrisposto al nucleo familiare e per legge, queste integrazioni, sono comunque dovute anche se il ricoverato ha un patrimonio di milioni di euro !e’ scandaloso!
    Vi sono regioni che pur di favorire l’emersione del “badantato” in nero, offrono un cifra, per chi ha un certo livello di reddito Isee, finalizzata alla copertura degli oneri previdenziali e Inail delle badanti medesime.

  5. MARA ROVO says:

    REGIONE UMBRIA ,GRAVE NON AUTOSUFFICIENZA :
    UN OPERAIO VENDE LA CASA PER PAGARE L’ASSISTENZA ALLA MOGLIE
    AFFETTA DA SLA !
    LA SUA REGIONE NON DA NESSUN ASSEGNO DI CURA NE A LUI NE A TUTTI I DISABILI
    GRAVI !
    Vi prego interessatevi di questo caso o almeno pubblicate su facebook ,
    twitter
    o qualsiasi forum questo video di denuncia sulla condizioni dei disabili
    gravi
    in Umbria e Toscana ,un caso che rappresenta la condizione di molte famiglie
    italiane che accolgono persone con varie forme di disabiltà .
    Senza adeguata assistenza domiciliare,ne contributi per pagare la badanti,ne
    assegni di cura (legge 328 del 2000) per sostenere l’assistenza in famiglia,
    quest’ uomo un operaio ,il suo nome è Natale ,ha esaurito tutti i suoi
    risparmi
    per pagare l’assistenza e le medicine alla povera moglie ,presto dovrà
    vendere
    anche la casa ,questa gente non ha ancora ricevuto nessun aiuto .
    In tutta Italia le famiglie che si occupano della cura di un disabile grave
    sono sostenute dalle regioni ,per maggiore sensibilità e perchè
    finanziariamente più conveniente ,nelle strutture residenziali la cura di
    questi poveri disgraziati costerebbe molto di più ,fino a 10.000 euro al
    mese.
    In più l’assistenza domiciliare crea straordinarie opportunità di lavoro per
    i
    lavoratori delle cooperative.
    L’importo di un assegno di cura (PREVISTI DALLE LEGGE NAZ.328 /2000)è
    nettamente inferiore ai contributi riservati alle RSA ,IN MEDIA CIRCA 400-
    700
    EURO ma sufficiente ad integrare le pensioni ed indennità dello Stato .
    Con queste piccole cifre si riesce a raggiungere l’obbiettivo dell’
    assistenza
    in famiglia senza sradicare dagli abituali contesti di vita questi poveri
    martiri e in più lo STATO E LE REGIONI più avvedute RISPARMIANO MILIARDI DI
    EURO di denaro dei contribuenti .
    Non riusciamo ad ottenere l’attenzione della stampa locale ,vicina al
    governo
    della Regione,ne delle associazioni di disabili ,siamo circondati da muri di
    gomma aiutateci a denunciare la condizione dei disabili e degli anziani non
    autosufficienti in Umbria e Toscana .
    QUESTE STORIE NON DEVONO FINIRE DIMENTICATE …

    Vi prego pubblicatelo anche su facebook e twitter e fatelo girare

    tratto da YOU TUBE
    TITOLO
    CULT- RETE SOLE- MALATI DI SLA

    grazie per l’attenzione e la sensibilità
    Un sereno NATALE a tutti

    MARA ROVO

  6. Il compagno Tore Usala è un combattente, non sarà un assessore ignorante e cialtrone a fermarlo. Siamo tutti con lui e con gli altri che lottano per il diritto all’assistenza e ad una vita migliore per se stessi e per le proprie famiglie.

  7. non metto in discussione il lato umano della persona, non me ne importa niente dei suoi credo e delle sue priorità rispetto all’umanità…. vorrei solo sapere perchè NON FA IL LAVORO PER CUI E’ PAGATO, e cioè porre rimedio alle situazioni di gravità, emergenza e routine che riguardano la situazione sanitaria della regione… ma che cosa pensava di dover fare nel momento in cui ha accettato l’incarico?
    una sola parola mi aleggia in mente… VERGOGNA.
    per il fatto di essere incompetente, per prendere dei soldi che non merita, per non saper distinguere quando intervenire e quando tacere, per la profonda incapacità di gestire un settore delicato e fondamentale della vita di una regione…
    vai a Roma… e restaci.

  8. …credo che Antonello Liori si sia dimenticato di che cosa voglia dire essere o avere un familiare ammalato gravemente….eppure lui è stato toccato fortemente dalle disgrazie….e più di una volta…

  9. Stefano reloaded says:

    Come può, non ” un assessore alla Sanità”, ma un uomo sano di mente e di cuore, permettere che un altro uomo malato, vivo esclusivamente perché è attaccato ad un respiratore artificiale, vada a protestare per strada; oltretutto sapendo già di non poterlo ricevere perchè assente ( che ca.. che diavolo ci è andato a fare a Roma?). A parte le mancate risposte da politico e da amministratore di questi cinque mesi, avrebbe potuto contattare le famiglie e fissare l’appuntamento per lunedì senza rinnovare questo strazio. Mi ripeto, in quest’uomo non c’è sanità.

    • Condivido in pieno questa lettura.
      Al di là dei viaggi alla c.d.c. che tutti fanno (Ughetto a Dubai, Liori a Roma, ecc ecc) rendendosi indisponibili quando la loro professionalità è richiesta qui.
      Dove è finito il lato umano della politica, della giustizia?
      I malati in piazza per chiedere (è giusto supplicare?) di poter sopravvivere!
      I cassintegrati di Eurallumina multati per le manifestazioni a cui sono andati per protestare che non hanno lavoro, non hanno di che mangiare e devono pagare le multe!
      Quanti querelati quando dicono la verità!
      Il mondo è al contrario!

  10. Marisa says:

    Vergognoso….
    Fra un pò sotto l’assessorato alla Sanità si metterà il dispositivo con il numeretto ma non per ricevere le persone……..quelle sempre fuori…..ma per capire quanti siano numerose le persone insoddisfatte da questa pseudo-sanità!!!
    Magari qualcuno può fargli avere unu sciranchizzi???????!!!!

  11. Banana says:

    appuntamento lunedì alle 17 e mi raccomando puntuali che l’assessore c’ha cosa da fare

  12. Andria says:

    e ci podis contai

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