Politica / Sardegna

Rifiuti a Napoli: Saviano e Fazio invitino Soru in trasmissione. E noi sardi prendiamoci l’immondezza della Campania

Ieri Saviano è stato chiaro: “Quando ascoltiamo le risposte dei politici del Nord che dicono ‘non vogliamo la vostra spazzatura, sono problemi di Napoli’, in realtà non è così: la spazzatura di Napoli è di tutti, il Paese è unito, ragionare così è da codardi, miopi e in malafede”. 

Evidentemente anche la Sardegna sta al Nord, visto che discorsi come quelli citati da Saviano sono molto popolari anche dalle nostre parti. Soltanto una classe dirigente in malafede come quella leghista può indurci a confondere le responsabilità politiche con quelle della criminalità. E soltanto una classe dirigente inconsistente e conformista come quella isolana può fare propri slogan che nascono in ben altri contesti e con finalità evidentemente eversive.

A Napoli la situazione è fuori controllo non perché gli amministratori sono incapaci ,ma perché la pressione e gli interessi della Camorra sono enormi e difficili da arginare, anche e soprattutto per gli esponenti del partito alleato del Carroccio. Infatti i leghisti, che fanno tanti i puri, poi non battono ciglio quando il coordinatore del Pdl campano, Cosentino, rimane a lungo al Governo nonostante l’accusa di essere vicino alla camorra.

E il perdurare dell’emergenza fa il gioco delle cosche, e questo Saviano lo spiega bene. Ecco perché sarebbe opportuno che tutte le regioni italiane aiutassero la Campania, impegnandosi a smaltire immediatamente una quota dei rifiuti che ora assediano Napoli. Non solo sarebbe un gesto concreto contro la criminalità organizzata ma sarebbe anche un gesto concreto di solidarietà nazionale, la stessa che poi i sardi invocano quando si lamentano dell’invio nell’isola di camorristi o del perdurare delle servitù militari.

Altrimenti si dica chiaramente che Saviano sta sbagliando, che il suo ragionamento è sballato e che i campani si devono arrangiare, e che in definitiva è colpa loro. Ma, come ha scritto tempo fa Giulio Angioni, i sardi si stanno scoprendo razzisti nei confronti dei napoletani, e bisognerebbe indagare il perché.

In ogni caso, Renato Soru tutte queste cose le aveva già capite. E la sua scelta di far smaltire parte dei rifiuti napoletani negli inceneritori sardi fu una straordinaria mossa politica che ha dato lustro e onore alla sua presidenza. La follia del centrodestra, la miopia degli indipendentisti e l’irresponsabilità del solito gruppo editoriale portarono poi all’assalto squadrista a casa Soru e alle scene di guerriglia urbana nella zona di viale Diaz, contribuendo a scrivere una delle pagine più vergognose della storia recente isolana.

Per questo mi piacerebbe vedere Soru da Fazio e Saviano: perché vorrei che raccontasse che cosa è successo e quali clamorosi meccanismi si sono messi in moto quando lui ha cercato di aiutare Napoli a sconfiggere la camorra. Vorrei Fazio e Saviano invitassero Soru perché vorrei che qualcuno si vergognasse per quello che è successo quella notte al Porto Canale e in viale Bonaria e per rilanciare un progetto di vera solidarietà nazionale e di vera lotta alla criminalità organizzata: basta con il pensiero leghista, le regioni aiutino la Campania. Concretamente, ora.

66 Commenti

  1. tony randall says:

    per favore lamberto, basta!!!la tua risposta si commenta da sola ed è semplice da dire visto che sono nuovamente insulti e non ne capisco il perchè. Buona giornata lamb(erto)

    scusami vito se ho protratto questa discussione priva di un senso. Ciao

  2. Lamberto a Tony says:

    Caro Tony, certo che le telefonate non esistono in diritto amministrativo. Esistono però le convocazioni della presidenza del consiglio e in quella sede si esprimono le intese. La riunione era stata convocata da Prodi l’8 per il 9 di gennaio 2008 ( http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/rifiuti-2/prodi-rifiuti/prodi-rifiuti.html ). In quella occasione si espressero a favore alcune regioni e altre no. Non esiste legge regionale che preveda espressamente secondo quale modalità si debba o si possa “dare l’intesa”. Pensa che non esiste neanche per modificare l’articolo 8 dello Statuto della regione, quello per intenderci che stabilisce le quote di compartecipazione della regione alle entrate fiscali. Eppure l’art 8 è stato modificato e oggi ci troviamo nella me..r.d.a perche il governo nazionale non rispetta quella norma e si inventa la necessita di norme di attuazione (cosa non fatta, guarda un pò, quando sono state modificate le norme siciliane e quando sono state modificate le norme sarde. In quella occasione bastò addirittura un ordine del giorno del Senato). Non mi basta l’opinione, seppur autorevole (?), di un insegnante di diritto come Pubusa che infarcisce la SUA OPINIONE di dotte citazioni in latinorum a uso dei Renzi Tramaglino di turno. La legge sulla protezione civile che stabilisce la possibilità di derogare a norme nazionali e regionali per motivi eccezionali è LEGGE e ci si era mossi in base a quelle modalità. Quella legge è tuttora vigente ed efficace. Certo ci sono state delle distorsioni ed usi anche impropri (sono stati introdotti i cosiddetti grandi eventi che hanno giustificato di tutto, compresi mondiali di ciclismo, viaggi papali e regate veliche) ma la monnezza era ed è tuttora un evento emergenziale, pericoloso per la salute e per l’ordine pubblico e dunque da affrontare con metodi straordinari. Le pippe da leguleio le lascerei alle preture di provincia.

  3. Ma come?? Una volta tanto che Sardegna Democratica parla bene di me, l’articolo resta in home page solo per poche ore?? 🙂
    Comunque, ecco il link: http://www.sardegnademocratica.it/index/istituzioni/articolo/27140/saviano-dixit.html

    • Stefano says:

      Fattu beni!
      Così impari a scrivere, il giorno dopo, che Soru e i suoi accoliti (che brutta parola che hai usato) spagheggiano Zuncheddu: “Argomento infondato se si è in buona fede (Soru nel 2004 aveva Zuncheddu contro eppure vinse lo stesso), furbo se si cerca un alibi per non contrapporsi all’uomo di Burcei.”

  4. lamberto a Tony Randall says:

    A Vito. Scusami, il mio commento è stato pubblicato in un punto che genera confusione. Per favore cancellalo e se ritni pubblicalo qui. Grazie

    Il 24 novembre hai scritto: “Dal punto di vista giuridico l’azione di Soru però fu illegittima, perchè violò una legge regionale che impedisce il trasporto di rifiuti ordinari di altre regioni nel territorio sardo e l’ex governatore invece che adottare una ordinanza fece semplicemente una telefonata”. Evidentemente leggi ma non capisci. Che razza di ordinanza avrebbe dovuto fare Soru che non ha fatto?
    Ascolta me, Non doveva farne alcuna. L’ordinanza del presidente del consiglio dei ministri stabilisce che IL COMMISSARIO DELEGATO (se ti chiedono, DeGennaro) dispone l’invio dell’immondezza nelle altre regioni. Questo è successo DOPO aver ottenuto l’intesa da parte dei presidenti di regione. Sai che cosa significa “esprimere l’intesa”? Parla di cose che sai, faresti figure migliori.

  5. Specifico: non parlavo di responsabilità personale dei napoletani, ma di responsabilità sociale (e quindi anche politica).
    Siamo sicuri che una volta raggiunto il culmine, non sarà il crimine organizzato stesso a cambiare registro?
    Persistere nel rimuovere la spazzatura in conto terzi (cosa di cui naturalmente i buoni napoletani non hanno colpa), come già detto, non farebbe altro che riproporre ciclicamente il problema.
    Bisognerebbe anche domandarsi come mai i governi, di questo o quel colore, non trovino mai soluzioni definitive alla questione: evidentemente il grado di collusione campana tra politica e malaffare è tale da impedire anche una maggior incisività alla politica centrale su quel territorio, che quindi adotta provvedimenti tampone al fine di non venir tirata in mezzo da elementi di cui, evidentemente, è a conoscenza.
    In Campania insomma c’è un coperchio che nessuno ha interesse a levare. Specie nelle segreterie romane dei grandi partiti. Altrimenti da Roma dovrebbero spiegare alcune forme clientelari poco ortodosse dalle quali non potrebbero fingersi estranei dichiarando di non saperne nulla.
    In questo senso le varie indagini della Magistratura che ha più riprese hanno tratteggiato scenari torbidi sono eloquenti.

    E’ triste ammetterlo: ma i buoni napoletani sarebbero condannati comunque dallo stesso sistema in cui vivono. Per questo servono azioni forti oggi, serve un messaggio deciso affinché in futuro quegli stessi napoletani buoni possano aprirsi alla raccolta differenziata con serietà, senza più impedimenti.
    Perché il crimine organizzato è come il cattivo pesce al quale va tolta l’acqua affinché non si diffonda.

    Buon lavoro.

  6. Caro Biolchini,

    E’ apprezzabile il suo interesse per la collettività. In linea di principio si può essere solidali con tutti, non solo con i napoletani, ma con terze emergenze internazionali. Pensiamo ai terremoti, agli tsunami, etc.
    Eppure lei ha chiesto (in risposta ad un indipendentista) se, in ragione delle costanti servitù che subiamo dallo Stato, il nostro obbligo morale (prima che istituzionale) possa considerarsi chiuso.
    E questo merita qualche osservazione.

    Vede, in una democrazia non esiste la concezione che purtroppo questo Stato centrale ci ha fatto assorbire: in una Repubblica infatti non possono esserci soggetti passivi da una parte e soggetti attivi dall’altra. Per dare insomma bisogna anche ricevere, e viceversa.
    Siamo sicuri che la Sardegna oggigiorno stia ricevendo più di quello che sta dando?
    Il discorso sarebbe lungo ed opinabile su entrambi i fronti. Ma in linea generale, la solidarietà è qualcosa che nei termini dell’aiuto ad una popolazione la si offre laddove si presentano disastri naturali (come appunto un terremoto) e, francamente, la mole di rifiuti presenti in Campania non corrisponde a questo tipo di emergenza.
    In secondo luogo non vorrei che lei confondesse il concetto di SOLIDARIETA’ con quello di RESPONSABILITA’, analogo problema in cui incorse la Giunta Soru (ma per ragioni di posizionamento politico sul PD “nazionale”).
    La solidarietà ad una emergenza in cui si presentano evidenti connivenze del crimine organizzato con la politica campana finirebbe per deresponsabilizzare ancora una volta quel territorio dalla ricerca di soluzioni strutturali. Poiché la mancata adozione di queste, ci riporterebbe ciclicamente a togliere la castagne dal fuoco ad un sistema che conta propria sullo smaltimento ESTERNO ALLA Campania le ragioni del proprio business, per poi riprendere da capo analoghi comportamenti.
    Questo non è accettabile.
    Come indipendentisti quindi non riteniamo di solidarizzare indirettamente col crimine organizzato e diciamo nò a qualsiasi ipotesi di far pervenire nuova spazzatura.

    Cordialmente,

    Bomboi Adriano – Nazionalisti Sardi

    http://www.sanatzione.eu

    • Grazie per l’intervento, la seguo spesso con interesse su altri blog.
      Non sono d’accordo su quanto scrive ma capisco la sua posizione, sicuramente chiara. Una cosa ci divide: per me aiutare la Campania a liberarsi dai rifiuti significa combattere la camorra, per lei significa invece aiutare la camorra.
      Però io rifiuto l’idea che a pagare questa crisi siano i cittadini e non la politica. Non è vero che i campani sono deresponsabilizzati rispetto al tema dei rifiuti, non lo sono sicuramente meno dei cagliaritani (conosce le cifre della differenziata a Cagliari?). La stretta della camorra impedisce ai napoletani di affrontare seriamente il problema dei rifiuti, non è solo un problema di responsabilità personale. Altrimenti si torna allo stereotipo leghista, a cui, ahimé, in questo frangente molti amici indipendentisti si stanno avvicinando. Se anche i napoletani volessero fare la differenziata, non possono perché la Camorra glielo impedisce! Li vogliamo condannare perché hanno votato una classe dirigente collusa con la camorra? Avevano una alternativa?
      Non riesco a stare insensibile all’emergenza, non riesco a dire: “Li avete votati, è colpa vostra”. Perché è troppo semplice e troppo comodo. Perché è fuorviante. E soprattutto perché non risolve nulla. Però per lei quanto sta avvenendo in Campania non rappresenta una vera e propria emergenza (come ad esempio un terremoto), per me invece sì. Ed anche questo differenzia le nostre posizioni.
      Grazie ancora e buon lavoro.

      • Daniele says:

        io non so se proprio sia difficile da capire o se il lavaggio del cervello dei media italiani abbia reso automatica l’equazione indipendentismo= leghismo… vabbè, ce ne faremo una ragione, ma mi sembra un’argomentazione un po’ sterile e pretestuosa.
        Oppure si abbia almeno la creanza di riportare degli esempi quando si fanno queste affermazioni.

        Io sono perfettamente concorde con il fatto che i napoletani siano vittime della camorra, ma a ciò aggiungo che una grossa mano alla camorra la dà lo struttura centralizzata dello stato.

        Evitiamo ipocrisia e populismo: non è vero che lo smaltimento dei rifiuti da parte delle altre regioni costituisce un atto concreto di lotta alla criminalità organizzata, da nessun punto di vista.
        È sicuramente un favore ai napoletani, le vere vittime di tutto ciò, ma è anche un favore alla stessa camorra.

        Si può dire che non ci interessa di fare questo favore alla camorra se allo stesso tempo leviamo questo forte disagio ai napoletani. Va bene, lo si dica… ma ciò in sè non costituisce nessun atto di contrasto alla criminalità organizzata. È una pura e semplice misura di emergenza che rimanda ancora una volta la risoluzione reale del problema.

        Pare brutto chiedere trasparenza nella catalogazione e smaltimento dei rifiuti in questi frangenti? È brutto dire che in cambio dell’aiuto si vuole qualcosa che, con o senza questo aiuto, è DOVUTO alla Sardegna? È brutto dire che, visto che lo smaltimento costa in Energia e non è sicuramente una delle pratiche più salutari per la popolazione si vuole che i costi economici sociali vengano coperti (immediatamente)? Cosa c’è di leghismo in tutto questo?

        A me sembra che faccia molto comodo agitare il feticcio leghista di fronte ad argomentazioni diverse dalle proprie.

  7. Immondezza nelle strade = emergenza = Protezione Civile = Soldi senza gare d’appalto.
    Credo che, prima di accollarci una parte dei rifiuti di Napoli, dovremmo organizzare la raccolta differenziata; altrimenti tra un mese o due saremo di nuovo da capo.
    Quando guardo le immagini di Napoli sommersa dai rifiuti, mi viene un nodo alla gola e un nervoso…

  8. lamerto a Tony Randall e tutti quelli che parlano per dare aria ai denti says:

    L’ordinanza che dispone la sospensione delle norme relative al trasporto dell’immondezza nelle regioni esiste, eccome se esiste!!!
    Soru non ha ricevuto una telefoonata e ha obbedito: ha rispettato una ordinanza con valore di LEGGE!

    http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=78396&idCat=54

    (Ordinanza Pcdm n. 3639 Gu 9 dell’11.1.2007)

    Art 2
    1. Il commissario delegato, anche in deroga a specifiche disposizioni in materia ambientale, paesaggistico-territoriale, di pianificazione del territorio e della difesa del suolo, nonché igienico-sanitaria e salvo l’obbligo di assicurare le misure indispensabili alla tutela della salute e dell’ambiente, provvede all’attivazione dei siti da destinare, in modo limitato e controllato, a discarica presso i comuni indicati nell’articolo 1, comma 1, del decreto legge n. 61 del 2007, come convertito dalla legge n. 87 del 2007; a tale fine può derogare ai limiti e alle condizioni di cui al comma 3 del medesimo articolo 1, il Commissario delegato provvede altresì a individuare altri siti, aggiuntivi o sostitutivi, per lo stoccaggio o lo smaltimento, ivi comprese le discariche chiuse che presentino ancora volumetrie disponibili.
    2. Alla realizzazione e alla gestione di due impianti di termodistruzione o di massificazione nei territori del comune di S. Maria la Fossa e della provincia di Salerno, nonché di impianti funzionali alla raccolta differenziata (di compostaggio od altro) si procede in deroga alle disposizioni menzionate al comma 1 del presente articolo, al comma 1-ter dell’articolo 3 del decreto legge n. 263 del 2006, come convertito dalla legge n. 290 del2006 e come successivamente modificato, nonché a eventuali valutazioni di impatto ambientale già assentite, assicurando comunque il rispetto dei livelli delle emissioni inquinanti già fissati nel provvedimento di autorizzazione e con procedure di affidamento coerenti con la somma urgenza.

    3. Al fine di assicurare piena effettività agli interventi e alle iniziative di cui alla presente ordinanza, il Commissario delegato è assistito dalla forza pubblica ed a tale fine i prefetti, i questori e le altre autorità competenti assicurano piena attuazione alle decisioni del commissario stesso, che può, altresì richiedere, l’uso delle forze armate per l’approntamento e la protezione dei cantieri e dei siti, nonché la raccolta e il trasporto dei rifiuti.

    4. Per assicurare l’immediato smaltimento dei rifiuti giacenti o comunque sversati sulle strade e nei territori urbani ed extraurbani, nonché di quelli stoccati negli impianti di selezione e trattamento mediante tritovagliatura dei rifiuti urbani o negli impianti di CDR prima e dopo il trattamento, nonché lo smaltimento della frazione umida anche se raccolta separatamente, IL COMMISSARIO DELEGATO, ANCHE IN DEROGA ALLA NORMATIVA VIGENTE CHE REGOLA IL TRASPORTO O IL CONFERIMENTO NEGLI IMPIANTI E/O NELLE DISCARICHE DI DESTINAZIONE, PUÒ DISPORNE LO SMALTIMENTO O IL TRATTAMENTO AL DI FUORI DEL TERRITORIO DELLA REGIONE CAMPANIA, D’INTESA CON I PRESIDENTI DELLE REGIONI INTERESSATE.

    • tony randall says:

      “D’INTESA CON I PRESIDENTI DELLE REGIONI INTERESSATE.” forse non leggi ciò che scrivi! cerca di essere più educato

  9. Antonio says:

    “solidarietà nazionale, la stessa che poi i sardi invocano quando si lamentano dell’invio nell’isola di camorristi o del perdurare delle servitù militari.”

    Caro Biolchini, con tutto rispetto, il concetto di nazione non ti è chiaro. Per la scienza politica, l’Italia è uno Stato di più nazioni. La Sardegna invece è una nazione tra quelle comprese nello Stato Italiano. Quindi, di quale solidarietà nazionale parli?

    Non ti è chiaro neanche il principio costituzionale secondo cui l’Italia dovrebbe distribuire in modo equo le servitù militari. Non è per solidarietà, è la nostra carta costituzionale. Un diritto che ci spetta, come le basilari libertà della persona. Non confondiamo stelle con stalle.

    • Caro amico, con tutto il rispetto, mi sembra che tu confonda tra ciò che desideri e ciò che dice la Costituzione. Il fatto che l’Italia sia uno stato di nazioni non è infatti scritto da nessuna parte. Mi sembra giusto che gli indipendentisti abbiano questo obiettivo ma non possono confondere i loro obiettivi con la realtà e pretendere che la gente dia loro ragione. Sulle servitù militari sono perfettamente d’accordo, c’è uno squilibrio insostenibile. E comunque, in base al tuyo ragionamento, la Sardegna ha già assolto i suoi obblighi di solidarietà nazionale, giusto? Oppure la solidarietà nazionale non esiste?

  10. Alle 14.37 la Regione ha inviato questo comunicato:
    “La Sardegna manifesta piena solidarietà e vicinanza al popolo della Campania e dà la propria disponibilità a offrire uomini e mezzi per affrontare l’emergenza rifiuti. Non si possono pero’ smaltire i rifiuti nell’ Isola.” E’ questa la posizione espressa dall’Assessore all’Industria Oscar Cherchi, in rappresentanza del presidente Cappellacci, al tavolo riunito dal ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto per discutere l’emergenza rifiuti Campania. Un orientamento annunciato nei giorni scorsi dallo stesso Cappellacci, il quale aveva illustrato i termini della disponibilità offerta dalla Regione Sardegna, precisando che non ci sono le condizioni per ricevere rifiuti nell’isola”.
    Domanda: cosa vuol dire esattamente “non ci sono le condizioni”?

    • lamberto says:

      Gia Cherchi che parla è una notizia, che parli a nome di Capellacci stupisce, che dica “non ci sono le condizioni” è pleonastico. In Sardegna con questa Giunta non ci sono le condizioni per fare nulla. Sei stato buon profeta ad anticipare che Capellacci non avrebbe dato la disponibilità a collaborare. Ti pare che con questa accozzaglia di maggioranza e sopratutto con un presidente siffatto si possa assumere una qualsiasi decisione? Figuriamoci poi una decisione che necessiti di un minimo di coraggio politico o lungimiranza. Il tenero Ugo punta a passare inosservato, silente, bravo bravo e sorridente. Nessuma increspatura sull’acqua stagnante e ormai puzzolente di una desolante palude al centro della quale staziona la Sardegna, la sua ex industria, l’agricoltura, la sanità, l’assistenza, la scuola, l’università. E intanto di inattività e di aria mefitica si muore. GLi unici che si trovano bene in questo ambiente malsano sono gli affaristi, i caimani nostrani che si ingrassano di carogne e contributi. C’è chi ha detto che per vedere l’alba occorra aspettare che passi tutta una notte. Riusciremo a superarla in piedi?

    • Monica says:

      Probabilmente “non ci sono le condizioni” vuol dire che, non sapendo dov’é la casa di Cappellacci, Pili e gli altri simpaticoni che manifestarono contrto Soru dovrebbero rimanere con il sacchetto dell’aliga in mano. Mica tutti hanno, come Soru, una casa relativamente vicina al porto all’interno della quale cercare, simpaticamente, di lanciare l’immondezza. 😉

    • Maurizio says:

      Significa che purtroppo, essendosi compromessi ai tempi della scelta di Soru, non possono farci niente nemmeno per fare un favore a Berlusconi, anche se però gli piacerebbe tanto.

  11. efisio says:

    COMPLIMENTI.
    Come giornalista non avrai “il fiuto per la notizia…” (parole tue) ma hai la capacità di vedere e analizzare i fatti oltre la superficie.
    Quello che non si potrà mai rimproverare alla giunta Soru è proprio la profondità di certe posizioni e di certe iniziative che avviarono un processo di crescita e civilizzazione della Sardegna.

    Che tristezza oggi con quello che finge di arrabbiarsi per Iovine a Badu ‘e Carros,….

  12. lamberto says:

    Da Repubblica.it di oggi

    “… Stop da Piemonte e Veneto. Le due regioni, a guida centrodestra, non hanno dato la disponibilità a ricevere i rifiuti della Campania. La posizione della Lombardia non è nota, mentre le altre regioni hanno dato la loro disponibilità, seppur con alcuni accorgimenti tecnici. E’ questo il bilancio dell’incontro tra la conferenza delle Regioni e il ministro per i rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto. “Disposti a prenderci di rifiuti di Napoli” dice il governatore del Lazio, Renata Polverini. Ma Fitto chiede che l’impegno sia comune: “C’è bisogno di una richiesta del governo a tutte le regioni”. Richoiesta da nasce da una precisa volontà delle Regioni che hanno chiesto all’ Esecutivo un passo formale nei loro confronti. “Il Governo deve chiedere l’impegno e la collaborazione a tutte le regioni perchè dobbiamo dare un segnale concreto che tutto il sistema istituzionale si muove con grande responsabilità. E di questo deve essere garante il governo nella sua collegialità” commenta il presidente della conferenza delle Regioni Vasco Errani. Fitto ha assicurato che arriverà una risposta nelle prossime ore anche in vista dell’incontro con i governatori previsto oggi pomeriggio.”

  13. tony randall says:

    Politicamente sono d’accordo, anche perchè dobbiamo ricordarci che nella nostro ordinamento vige il PRINCIPIO DI SOLIDARIETà. Dal punto di vista giuridico l’azione di Soru però fu illegittima, perchè violò una legge regionale che impedisce il trasporto di rifiuti ordinari di altre regioni nel territorio sardo e l’ex governatore invece che adottare una ordinanza fece semplicemente una telefonata!!!

    Ciao

    • lamberto says:

      le ordinanze della presidenza del consiglio dei ministri (vedi protezione civile) derogano alle leggi nazionali e regionali. Ergo fu derogata anche quella legge. intanto la Stampe di torino …

      Rifiuti da Napoli, le Regioni aprono Ma arriva il no di Veneto e Piemonte
      Intanto in Campania continua l’emergenza
      I governatori incontrano Fitto. Altolà dai leghisti Cota e Zaia
      ROMA
      «Il governo nelle prossime ore predisporrà una richiesta sostanziale, chiedendo un coinvolgimento e una disponibilità delle Regioni a contribuire a risolvere la questione rifiuti in Campania»: lo ha detto il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, al termine dell’incontro tra Regioni, enti locali e governo sul tema rifiuti.
      Il ministro, rispondendo ad alcune domande, ha chiarito che il no ad accogliere rifiuti campani è arrivato da Piemonte e Veneto «che si sono detti indisponibili» MENTRE LA SARDEGNA HA RAPPRESENTATO UNA PROPRIA DIFFICOLTÀ OGGETTIVA. «È utile individuare una soluzione che coinvolga tutte le Regioni al di là delle quantità e delle modalità. C’è stata una disponibilità da parte di quasi tutte le Regioni e l’incontro è stato positivo», ha detto Fitto.

      • Daniele says:

        Tradotto: di fronte agli interessi nazionali (italioti) quelli dei sardi possono anche andare a fo*****si a bagno.

      • lamberto says:

        Daniè, che vuol dire interesse nazionale e sardo? Ancora con questa dicotomia? Lo vogliamo capire o no che siamo sulla stessa, bucata, barca?

      • Daniele says:

        1) http://it.wikipedia.org/wiki/Nazione
        se non piace wikipedia va bene prendere un qualunque dizionario. “Una nazione (dal latino natio, in italiano “nascita”) è un complesso di persone che, avendo in comune caratteristiche quali la storia, la lingua, il territorio, la cultura, l’etnia, la politica, si identifica in una comune identità a cui essi sentono di appartenere legati da un sentimento di solidarietà.”
        Per non dilungarmi tanto, bastano questi elementi a prendere atto del fatto che la Sardegna sia una nazione? Io credo di si. Se c’è una nazione sarda ci sono anche degli interessi nazionali sardi. L’Italia ha i suoi di interessi nazionali e di solito sono molto diversi da quelli sardi. Ad esempio ha più interesse ad usare i fondi europei per una strada continentale che vede transitare milioni di vetture e merci all’anno o per la Sassari-Olbia che, pur importantissima da un punto di vista commerciale e sociale per il nord Sardegna, è del tutto marginale per gli interessi italiani? Ha più interesse a combattere in sede europea per tutelare i produttori di latte del nord o quelli sardi? Ha più interesse in generale a sbloccare i fondi FAS per zone più popolose come il nord o la Sicilia o per la lontana e poco popolata Sardegna?

        Fino a quando si sarà così miopi da non vedere (basta prendere una qualunque cartina geografica del mediterraneo per capirlo) che Sardegna e Italia sono barche molto diverse si continuerà con le solite sterili, inutili e stucchevoli rivendicazioni conditi da discorsi retorici in cui si predica solidarietà, bontà, pazienza etc…

      • tony randall says:

        lamberto è quello che ho scritto, serviva una ordinanza non una telefonata.

  14. lamberto says:

    Sulla questione rifiuti si scatenano discussioni simili per modalità e autorevolezza dei partecipanti, a quelle sulla formazione dell’Italia ai mondiali. Differenziata, tal quale, residuo secco, ceneri, termovalorizzazione, riciclaggio, compostaggio … sono tutti termini usati ma non sempre se conosce il senso tecnico. Anche qualche anno fa si affrontò l’argomento e prevalse il tifo da curva piuttosto che il ragionamento. Qualcuno ricorda la posata domanda del “giornalista” all’autista del camion di immondezza che sbarcava da Napoli a Cagliari: “MA ci sono cadaveri?” Qualcuno sa dirci con precisione quanta indifferenziata viene raccolta quotidianamente a Cagliari? Quanta ne viene smaltita (altro termine oscuro) dal Cacip? Dove vanno a finire i rifiuti pericolosi sardi? E gli olii esauti? E le batterie? E i rifiuti ospedalieri? E i reagenti radiattivi dei laboratori di analisi?

  15. Veda, o Biolchini, la sua soluzione implicherebbe quindi una cosa del tipo che portiamo migliaia di navi dalla Campania, le bruciamo al Cacip (le navi, si immagini che temperature!) e portiamo le ceneri alla discarica di Villacidro (San Gavino Monreale si becca gli scolii in falda.)
    A quel punto se l’acqua del fiume (o della falda) e’ grigia e’ molto meglio che se fosse chiara perche’ cosi’
    l’economia gira e possiamo pure migliorare la situazione…
    E se poi nel frattempo ci rigirano qualche pacco radioattivo o amianto o arsenico, noi ci becchiamo una marea di tumori stupendi che non possiamo esimerci dal curare…
    Una maraviglia.

    Libero Manca
    ps: in linea di principio sono d’accordo con te, in pratica, NO.

  16. Sophie says:

    Solo una piccola insignificante nota…

    In Tv mostrano enormi cumuli di spazzatura buttata per strada, bene, da questi filmati si nota chiaramente che la maggior parte della spazzatura non è differenziata.

    Io abito in un comune all’avanguardia nello raccolta differenziata, perché dovrei sopperire all’inciviltà di chi non ci mette altrettanto impegno per far si che nelle discariche entri giusto il necessario.

    Forse sarebbe più accettabile dare una mano ai napoletani qualora ci fosse più impegno pure da parte loro.

    • Soviet says:

      Una piccola insignificante nota: quale organizzazione mafiosa gestisce lo smaltimento dei rifiuti nel suo comune?

    • Pasquale says:

      Sophie , ma quale impegno scusa? non hai capito che Napoli c’è la spazzatura per strada perchè le (poche) discariche sono piene di rifiuti delle industrie delle altre regioni d’Italia ?
      le aziende oneste fanno pagre 62 centesimi al chilo per smaltire i rifiuti tiossici, la camorra se li piglia a 8 centesimi al chilo. Secondo te che fanno le imprese del nord? dicono no, grazie?

      per quanto riguarda l’impegno , io la differenziata la faccio da 20 anni, e ( essendo fumatore) quando butto il pacchetto di sigarette separo la carta interna, quella non riciclabile,dal pacchetto che è di cartone.

      Ciao
      Un napoletano.

  17. Daniele says:

    Sig. Biolchini, non è inverosimile, ma si dovrebbe anzitutto prima chiedere e stabilire quanto si paga per questo smaltimento (o lo si vuole fare pure a gratis?); poi bisognerebbe assicurare la massima trasparenza riguardo al contenuto e al tipo di rifiuti (la vedo dura… trasparenza e Italia sono storicamente intrinsecamente incompatibili); prima di chiedere lo stesso favore dopo 2 anni si potrebbero espletare le seguenti cose: restituzione entrate (integrale, non la “volemosebene in comode rate” di Soru); sblocco fondi FAS; una bella chiacchierata sulle accise; piano di sgombero in 2 anni di almeno la metà delle servitù militari.

    Infine, l’indipendenza non è certo un favore a me o ad altri indipendentisti, ma è semplicemente un assunzione di piena responsabilità sul proprio destino. I sardi sono un popolo (come riconosciuto da statuto) e dove c’è un popolo c’è una nazione. I popoli hanno l’inviolabile diritto all’autodeterminazione. La Sardegna all’interno della Rep Italiana non funziona, e questo è un dato di fatto.
    Niente assicura che la Sardegna indipendente funzionerebbe, è vero… ma di fronte alla scelta tra qualcosa che potrebbe non funzionare e un’altra che non funziona da olte 150 anni una persona dotata di un minimo di raziocinio cosa sceglierebbe? Poi, vabbè, capisco che il rivendicazionismo, l’elemosina e il piagnisteo siano diventati lo sport preferito di autonomisti ed unionisti sardi, ma magari sarebbe pure l’ora di finirla.

  18. Elisabetta says:

    Daniele, non si scaldi; non creda di essere l’unico che viaggia, si informa in modo ampio e alternativo (i media italiani, a parte eccezioni quali – guardi un po’ – «Internazionale», non li bazzico da diversi anni), ragiona con la sua testa, conosce le meschine e violente forme dell’integrazione “nazionale” dello Stato italiano dal punto di vista linguistico e culturale fiscale etc. in tempi anche vicinissimi.
    Tuttavia.
    1.Se non capisce la distinzione tra “modello” e “applicazione/gestione del modello”, ad esempio riguardo alla scuola, si legga il recente libro di Girolamo de Michele, La scuola è di tutti (Vito lo consiglio anche a te). Le mostra dati alla mano (e molta indipendenza, stavolta sì) che la scuola italiana NON è l’obbrobrio che ci vogliono gabellare e non lo è stata soprattutto negli ultimi 30 anni in rapporto con altri sistemi scolastici che lei sembra conoscere così bene (ci ha lavorato? ci ha studiato?). Parlo della scuola, non dell’università, e si fidi, so di cosa parlo nell’uno e nell’altro caso.

    2. Non ha risposto alla mia domanda – certamente provocatoria ma anche davvero dettata dalla curiosità – sul rapporto di dipendenza di un indipendentista con il sistema di stato sociale italiano, che volente o nolente è l’unico di cui può beneficiare.In questo senso dicevo di non aver capito il senso della sua risposta, perchè non era una risposta ma solo bieco sarcasmo.

    3. Sono sempre più del parere che fino a quando a perorare la causa indipendentista saranno esponenti verbalmente violenti come lei e così mal disposti a capire le ragioni della maggioranza “unitarista” (non di quella ingenua e televisionomane ma di quella accorta e consapevole) per quella causa non ci sarà mai spazio.

    Buona serata a Vito, che mi perdonerà se la discussione ha preso questa deriva oltranzistica e purtroppo soprattuto sterile.

    • Daniele says:

      Ah, ho capito, si riferiva ai modellini tipo il plastico di Vespa! Si, quelli funzionano benissimo.
      Tralasciando le tante domande a cui Lei non ha risposto: io ho fatto il mio percorso scolastico senza essere minimamente indipendentista e già prima di diventarlo, venendo a contatto con altri sistemi o semplicemente documentandomi su fonti internazionali (quelle italiane tendono ad autocelebrarsi), mi sono reso conto dell’idiozia intrinseca proprio della struttura della scuola in Italia. Dell’università non ne parliamo, non vorrei infierire.

      “Mal disposti a capire le ragioni della maggioranza unitarista”… ne avesse esposta 1 o anche mezza di ragione Le avrei mostrato tutta la mia comprensione, ma come al solito si preferisce fare le “vittime” dei “verbalmente violenti” indipendentisti… lo fanno anche i politici in televisione, così evitano accuratamente di rispondere alle domande e di approfondire gli argomenti.

  19. Benzina says:

    Caro Vito,
    trovo veramente difficile fare il generoso avendo le pezze al culo.
    E’ come se aiutassi un cieco ad attraversare la strada quando sono cieco anche io e magari un po zoppo.
    Il tuo ragionamento è alto e non fa una piega, ma solo in linea teorica.
    Chissà se arriverà il giorno in cui saremo in grado di metterlo in pratica serenamente?

  20. Mossad says:

    I sardi odiano i napoletani per tante piccole cose sedimentatesi nel corso degli anni ma che hanno avuto una brusca accelerazione negli ultimi 10-15 anni.
    Qualche esempio:
    I mozzi napoletani che quando arrivano allo scalo di Arbatàx urlano ridendo ai passeggeri: “Alcatràz, si scendeee!!!”
    I napoletani che senza alcun vero motivo pestano i tifosi cagliaritani al San Paolo di Napoli per lo spareggio salvezza contro il Piacenza (da qui il motto urlato in curva al Sant’Elia: “Noi non siamo napoletani!”
    I luoghi comuni leghisti fatti propri dalla destra più stupida e triviale, che a Cagliari si affermano più facilmente che in altre parti dell’isola per il desiderio fortissimo di omologazione che sente il cagliaritano per sentirsi meno isolano.
    Il fatto che è “bello” che nasca una tendenza xenofoba anche da noi e visto che se ne parla la si riafferma ogni giorno di più, in maniera esponenziale.
    E ce ne sarebbero tanti altri, certo non giusti ma che danno l’idea del perché i sardi e i cagliaritani in genere hanno sviluppato il loro razzismo verso i napoletani.

    • Caro/a Mossad, i sardi stupidi e ignoranti “odiano” (che brutta parola) i napoletani soprattutto per il motivo dell’omologazione che hai citato molto bene.
      Come si può far rappresentare il popolo napoletano da dieci o centinaia di tifosi/teppisti che una domenica mattina di giugno non trovano di meglio che accogliere i pullman dei sardi con pietre e oggetti vari? Siamo certi che un certo razzismo nei confronti dei napoletani non esistesse già o non stesse già maturando pure al sant’Elia (visto che nel resto degli stadi d’Italia già imperversava)? Siamo sicuri che i primi pullman di sardi contenessero tifosi che distribuivano rosari e depliants della Sardegna?
      Lo stesso discorso (con meno colpe da parte nostra) vale per quelle bestie che lavorano nelle navi; anche io ho constatato con fastidio i loro modi, la loro maleducazione tante altre caratteristiche di quei personaggi: ma non posso, non è giusto che io giudichi un popolo in base a questi rappresentanti.
      Non ho detto che tu l’hai fatto, anzi. Volevo solo aggiungere qualche spunto di riflessione.
      A presto

  21. banana says:

    questi post rivelano quanta gente perda tempo a scrivere commenti invece di documentarsi e ragionare con la propria testa

  22. Elisabetta says:

    Mi sto chiedendo dove mandino i figli a scuola oggi tutti gli indipendentisti nordisti e sudisti e sardisti che parlano con toni così aspri e tanta sicumera contro «l’italietta decadente», in quali ospedali vadano a curarsi, a quali tribunali eventualmente si appellino, su quali strade – bene o male – viaggino etc. Insomma i servizi dell’«italietta» sono anche – oggi, non domani quando si farà la supersecessione – per loro o non ne usufruiscono in nome di un ideale superiore?
    Insomma Italia sì (per quel che ci serve) – Italia no (per quel che puzza e in nome di un principio) o mi sbaglio?
    Sarà che le questioni patrie le sento piuttosto ottocentesche, e oggi preferisco pensarmi al di là e al di sopra di tali definizioni nazionalistiche, ma io l’aliga inquinata – che è un problema concreto e DA RISOLVERE di uomini donne e bambini di là dal Tirreno – la prenderei e la smaltirei anche se venisse dalla Tunisia o dalla Spagna.

    • Daniele says:

      Bene, quando ti libererai veramente delle ottocentesche questioni patrie perché non inizi a perorare l’annessione dell’Italia a Francia o Germania? Una bella capitale a Parigi o Berlino e un modello scolastico e ospedaliero da paese civile. Che ne dici? Non mi vorrai fare la razzista contro francesi o tedeschi? Oppure chiediamo l’annessione dell’Italia agli USA. Quando mai il mare ha costituito una qualche barriera per separarci da una patria? Studiamo la gloriosa storia degli USA da cinquantunesimo stato, facciomo i veri cosmopoliti, suvvia! E abbandoniamo ovviamente l’italiano per l’inglese, infinitamente più utile sotto tutti i punti di vista.

      E magari documentiamoci su chi e come dà i soldi a chi, giusto

      • Elisabetta says:

        Sarò ottusa ma non colgo il senso della risposta.

        Peraltro il “modello” scolastico italiano e pure quello sanitario è ottimo, quel che non va è la lurida gestione del modello, come la gestione dei rifiuti e del loro smaltimento.

        Quel che dico è che in una situazione di emergenza sanitaria reale qualcosa la si deve pur fare, e subito. O no?

      • Daniele says:

        Il modello scolastico e sanitario italiani sono ottimi? Su quale pianeta vive Lei? Capisco che i media italiani diffondano queste notizie, ma davvero non avete mai messo il naso fuori dall’Italia per vedere il funzionamento di un qualche paese civile?

        Per spiegare la mia risposta di prima: visto che Lei sente le questioni patrie piuttosto ottocentensce, immagino che l’esistenza o la non esistenza dello stato italiano per Lei non faccia nessuna differenza! Lei è una cittadina del mondo, suvvia! Una cosmopolita per la quale non fa nessuna differenza avere la cittadinanza francese, tedesca o italiana. La scomparsa di una lingua e di una cultura all’interno di un’altra più grande (come quella francese, tedesca o americana) idem non farebbero nessuna differenza. Che schifo queste questioni patrie, bleha. Oppure l’autodeterminazione dei popoli? Ma che orrore!

        Ha proprio ragione signora mia!

      • Vabbé, mettiamola così: in attesa dell’indipendenza della Sardegna, è così inverosimile pensare di aiutare la Campania da liberarsi dalla morsa dei rifiuti?

      • anche se non centra nulla in questa sede (e lei da bravo indipendentista abituato, giustamente ad essere ignorato, invece ce l’ha ficcato in mezzo) le dico che il discorso che fa lei non ha proprio senso. Annessione alla spagna?? Alla germania?? Agli USA?? guardi che la Sardegna ha sempre fatto parte della regione geografica italiana (io le parlo di mera GEOGRAFIA, ergo DATI OGGETTIVI). E la Sardegna fu ufficialmente dichiarata parte dell’Italia (esatto…l’Italia, isole comprese, esiste già da millenni…checchè ne dica gavino sale…AHAHAHAH) già all’epoca dei romani, insieme alle altre isole del Tirreno (il mare nostrum)…anzi, fu la prima tra le tre isole maggiori.
        Dal punto di vista culturale…beh…quella della diversità culturale è una delle peculiarità dell’Italia…non mi dica che è un Veneto è uguale a un siculo perchè le rido in faccia (tra l’altro il veneto, il siciliano, il napoletano…sono lingue riconosciute dall’Unesco…è lo stato italiano che non le riconosce come lingue, quindi se qualcuno si deve lamentare direi che quelli sono loro). I vostri discorsi sono stantii e inutili (di VOI indipendentisti, perchè io voglio che sia chiara questa distinzione tra noi sardi e VOI indipendentisti che vivete nel vostro magico mondo degli staterelli rionali) …sapete solo parlare e parlare, ma a fatti non siete buoni…ecco perchè avete tutto il tempo di imbruttire i muri delle città con le vostre scritte e di spammare in qualsiasi momento ne abbiate l’occasione. Io vi reputo il cancro della Sardegna…un branco di cagnacci rabbiosi e velenosi che ancora non hanno superato l’editto delle chiudende e che spargono odio tra la gente…gentaglia che da ai sardi una cattiva nomea. Vergognatevi.

        E per quanto riguarda i napoletani. Se vogliono aiuto, imparino a rispettare.

      • Barber says:

        vito. in attesa di un bel niente. non dare corda a certa gente.

      • Daniele says:

        Ahahahah, dopo aver letto la risposta dell’ennesimo frustrato nazionalitaliota che non dice nulla a parte dimostrare il suo intrinseco fascismo, Lei è ancora convinta (dico a Elisabetta) che siano gli indipendentisti quelli verbalmente violenti? Questo ha pure tirato fuori la solita minchiatella della regione geografica italiana… immagino che sia pronto ad imbracciare il fucile per la Corsica e altre terre irredente il fascistone.

        Questi sesquipedali ignorantoni che vorrebbero insegnare la storia della Sardegna sono talmente ridicoli che un po’ fanno ridere e un po’ fanno tristezza… io che sono un ottimista intanto rido.

  23. Monica says:

    Potrei essere d’accordo con te, Vito, se in Sardegna le cose andassero come dovrebbero andare. Il problema di Napoli e della Campania ha bisogno di essere risolto con cura, impiegandoci il tempo necessario per fare finalmente le cose bene, e va risolto a livello nazionale con la partecvipazione di tutti. C’é però un problema di fondo, da risolvere quanto prima, che è la mancanza di educazione civica di una parte della popolazione sarda. Basta girare per le strade che solcano la sardegna, per le calette e le insenature, per i boschi, per scoprire che, se la Sardegna non é al livello della Campania é solo perchè la popolazione é notevolmente inferiore e perchè far arrivare i rifiuti da noi avrbbe lo stesso costo, se non superiore, del mandarli in Africa. Cumuli di rifiuti sono messi in bella mostra ai lati delle strade, nelle piazzole di sosta delle stesse, sotto qualunque cavalcavia, appesi agli alberi, sopra i cespugli, appesi addirittura ai cartelli che indicano la direzione per le isole ecologiche, sulle spiagge, sotto la sabbia, in fondo al mare. C’é in giro un così scarso senso civico da far preferire percorrere decine di chilometri in macchina per abbandonare i sacchetti della spazzatura, ma anche materassi, grandi elettrodomestici, serbatoi per l’acqua, pneumatici di varie dimensioni, carcasse di macchine, piuttosto che impegnare un pochino del nostro tempo per fare bene le cose. Per me che viaggio spesso per lavoro é assolutamente desolante rendermi conto della maleducazione e dello scarso senso civico di una fetta dei miei conterranei. E ogni anno che passa la situazione peggiora. E’ quasi comico vedere buste palesemente lanciate dalle autovetture sulle rampe d’accesso ai cavalcavia, oppure messe tutte insieme in ordine aspettando che una magia le porti via all’improvviso, e vedere che continuano ad aumentare. Dovremmo dare una mano, é vero. Ma prima di tutto dovremmo smetterla di comportarci da idioti e imparere a rispettar la nostra terra e noi stessi. Solo allora saremo pronti a dare una mano agli altri. Per quanto riguarda Soru invece, non caldeggerei la sua partecipazione al programma di Fazio e Saviano. Preferirei che tutto quello che ha da dire e da fare lo dica e lo faccia qui in Sardegna. E come le volte precedenti, se saprà convincermi, appoggerò anche scelte poco popolari, come è stato l’arrivo dell’immondezza campana.

    • Barber says:

      costa meno mandarle in africa???

      Ma Monica ma che cosa stai dicendo!!??

      I rifiuti non si possono mandare in sardegna perchè ci sono problemi logistici riguardanti gli inceneritori…non i trasporti

      O.O’!!??’ …gente…ridimensioniamo la questione…guardate che non stiamo parlando di chissà quale isola persa nell’oceano pacifico O.o’??
      Sarà pure un isola, ma cribbio…se vedete tutta questa distanza puo voler dire 1) che avete paura di attraversare la strada… 2) che non avete mai guardato una cartina geografica o.o”

  24. Angelo says:

    Io non sono d’accordo per niente. A meno che Napoli non si prenda le radiazioni militari e un bel po’ di merda della Saras, allora saremo pari. Forse aveva ragione Vasco Rossi, la Sardegna è un cesso e tutti ci cagano. In ogni caso in Sardegna non ci sono così tante attrezzature per smaltire immondizia, non ci sono per noi che comunque FACCIAMO LA DIFFERENZIATA, figuriamoci loro che come popolo sono di un disordine e sregolatezza fuori dal comune.

  25. Vito,i saviano e gli “Unitaristi” come te finalmente gettano la maschera. Volete continuare la giostra dell italietta decadente col piombo al piede Napoli. La Lega farebbe benissimo a voler la secessione e non per razzismo,come tu da radical chic supponi,ma per questione di ragione e giusta scelta politica. I rifiuti ed i debiti se li paghi chi li fa. Senza pensare “in palasa anzena corrias larga”(cioè io faccio i rifiuti poi tanto me li smaltiranno gli altri coi soldi di Pantalone.)

  26. Alessandro Cau says:

    Sono indipendentista,e ci vedo benissimo…capofrasca,quirra e teulada…sarroch,ottana,furtei,iglesias,montevecchio,portotorres,portovesme…io li vedo benissimo,e mi bastano…vedo anche i camion della camorra che scorrazzano felici,per l’italia …portando i rifiuti…è quello che vorrebbero.
    Perchè nel napoletano non è ancora partita la raccolta differenziata?perchè affermare che i politici non sono degli incapaci?…io partirei da queste domande.
    Questo richiamo al Supersoru in un programma italiano,mi lascia un pò allibito,visto che in Sardegna è un pezzo che non si fa più vedere,i sardi soffrono di questa trasposizione spazio/geografica ,qualcuno di questo passo,si autoconvincerà di arrivare nel continente italico camminando sulle acque.

    @gitaxx ma chi te l’ha detto che il nord sardegna brucia a macchiareddu?forse ti sei scordato dell’inceneritore che c’è a tossilo! 😉

  27. Alessandra says:

    Io credo che la dignità di un popolo, di una persona, di chi volete voi si misura anche su come dimostra comprensione e condivisione con altri popoli, persone o chi volete voi.
    Avere stima di se’ e voglia di valorizzarla come può essere compatibile con l’accentuare le differenze, l’alterità degli altri. Come si può amare se’ stessi, il proprio paese, la propria isola e provare indifferenza o peggio voglia perenne di rivincita e rancore per i torti subiti. Come se fossimo i soli ad essere tartassati. Come se il dolore lo conoscessimo solo noi. Cosa ci fa tanto diversi allora dall’altezzoso Stato Centrale, cosa ci distingue dalla sua indifferenza e dalla sua lontananza? E’ la parte migliore di noi che dovrebbe crescere e moltiplicarsi. Tutto il resto, rabbia, rancore e calcolo contabile delle convenienze lo lascerei volentieri a chi fino ad oggi ha portato la nostra isola allo stato in cui si trova.

  28. giottax says:

    mi associo a Zep, una mano (se servisse veramente) non si nega, ma in Campania le famose ecoballe non vengono bruciate perchè non sono a norma! perchè si sa benissimo che contengono di tutto, sono dei pacchi bomba che racchiudono qualsiasi tipo di rifiuto speciale… E allora bruciarli qui a Macchiareddu è una scelta irresponsabile…. così come lo sarebbe bruciarle a Napoli o in qualunque altro posto, sinceramente non vedo soluzione. Saviano ha detto che se decidessero di fregarsene del fatto che le ecoballe contengono qualunque cosa e iniziassero a bruciarle oggi ci vorrebbero 56 anni per smaltirle, se questo è vero o solamente si avvicina alla realtà non so proprio come si potrà uscire da questo incubo.

  29. Daniele Addis says:

    Bhe, gli indipendentisti (NON coinvolti nell’assalto squadrista a casa di Soru, ma solo nella protesta al molo) mi sembra che fossero gli unici ad avere un qualche diritto di protestare in quanto non si pretenderà da loro (e mi ci metto anche io visto che indipednentista lo sono, anche se allora non lo ero) un qualche gesto di solidarietà nazionale?
    Il problema (per la Sardegna) non è nemmeno quello di essere solidali o no, ma il fatto che si ricevano questi rifiuti in un rapporto di subalternità con lo stato.

    Lo smaltimento da parte delle altre regioni aiuterebbe la Campania e sarebbe una risposta efficace contro la criminalità organizzata? Ho seri dubbi a riguardo: una regione caratterizzata da una forte criminalità produce tonnellate di mondezza che mettono a disagio la popolazione e lo stato la fa smaltire alle altre regioni… davvero, come ciò si potrebbe configurare come un duro colpo alla criminalità organizzata? A me sembra più che altro un grosso favore.

    Con tutto il rispetto e l’ammirazione che ho per Saviano, secondo me sbaglia clamorosamente la sua analisi: la criminalità organizzata del sud è il primo garante dell’unità e indivisibilità della repubblica italiana. Tiene il sud in uno stato di atavico parassitismo, ricicla e fa fruttare i suoi soldi al nord e intercetta (attraverso le diverse posizioni di potere) i soldi statali che dovrebbero servire per il rilancio del sud.

    Quello che il nazionalismo patriottardo (che è perfettamente bipartisan e che nella storia d’Italia ha conosciuto la sua massima espressione nel fascismo, ma si è conservato in maniera più o meno celata nella repubblica) non concepisce è che sia la sua stessa struttura idiotamente centralista e unitaria a fungere da serbatoio di soldi per la criminalità organizzata che attanaglia il sud. Quand’è che le mafie sono diventate delle potenze mondiali? Prima o dopo l’unità d’Italia? Prima i problemi legati all’arroganza e alla violenza dei signorotti locali erano gli stessi che avevano altre nazioni d’Europa che stavano uscendo dal feudalesimo. Il regno delle due sicilie (indipendente da non moltissimo tempo dopo un’altra dominazione, quella spagnola) li stava affrontando anche piuttosto bene e deteneva vari record a livello europeo. Nelle sue casse c’erano più soldi che in tutti gli altri regni italiani messi insieme. Il PIL pro-capite era uguale identico a quello del nord. Aveva tanti problemi e tante situazioni di ingiustizia, ma nessun essere umano dotato di un minimo di raziocinio potrebbe pensare che sarebbe restato in quelle condizioni mentre il resto d’Europa si evolveva.

    La storia ha voluto che fosse annesso violentemente, depredato e la sua popolazione trucidata in nome dell’unità nazionale. 10 anni dopo l’Italia nasceva la federazione tedesca. L’assetto federale è stato mantenuto sino ad oggi. Oggi la Germania è il motore d’Europa e l’Italia ne costituisce un peso caratterizzato dalla corruzione e da una gestione politica ridicola. Una reale federazione caratterizzata più poteri di carattere politico (il sud ritira e si tiene le proprie tasse e cerca di farle fruttare) e meno assistenzialismo è secondo me l’unico modo per costringere la popolazione ad affrontare alla radice il probleama della malavita e della corruzione.
    Il risultato potrebbe essere che lo stato italiano si spaccherebbe e si tornerebbe ad una situazione preunitaria… magari è un rischio che per il bene della popolazione sarebbe bene correre. Però sono affari dello stato italiano e non credo che l’atavica idiozia della sua classe politica frammista ad un ridicolo nazionalismo potrà essere superato a breve.

    Per quanto riguarda la Sardegna, nazione al centro del Mediterraneo occidentale, il suo problema principale è un ridicolo autorazzismo di popolo condito ad un altrettanto ridicolo sentimento nazionalista italiano… una miscela esplosiva che ha portato alla formazione di una classe politica autonomista-unionista capace solo di rivendicare ed elemosinare. Da questo punto di vista Soru ha fatto bene solo quando al governo dell’Italia c’era Berlusconi… poi con Prodi si è trasformato in un tenero cagnolino ubbidiente.

    Poi, vabbè, qua si continuerà ancora per qualche anno ad infarcire discorsi retorici pieni di nazionalbuonismo che implorano solidarietà nazionale, onestà, rispetto delle istituzioni e, per i sardi, le solite boiate autorazziste della “nazione fallita” e del “eh, ma noi non siamo capaci”… pazienza, piano piano magari si arriverà ad imbastire un ragionamento un tantino logico… si spera

  30. una mano d’aiuto non si nega a nessuno. E sappiamo che non è nello spirito dei sardi negarla. stimo attenti però che pure in sardegna non siamo messi benissimo.. Pagheremo la scelta miope di non aver costruito un nuovo termovalorizzatore per le esigenze del nord sardegna. L’aliga in questa zona ce la bruciamo sopra la testa, a Macchiareddu. E’ stata una scelta responsabile. Ogni territorio impari ad assumersi le sue responsabilità.

  31. Se i rifiuti della provincia di Napoli arrivassero qui, verrebbero bruciati negli inceneritori, e di certo non solo ci sarebbero rifiuti indifferenziati, ma anche sostanze altamente pericolose provenienti da tutta Italia, che finirebbero nel nostro ambiente. Quei rifiuti vanno setacciati con moderne tecniche di controllo, come avviene in impianti in Israele oppure in Germania. In Israele non si fa la raccolta differenziata porta a porta, ma si procede alla cernita in un impianto ad hoc dove i rifiuti vengono poi riciclati. Quindi per quanto mi riguarda, da signor nessuno dico, aiutiamo questa povera gente che ha l’unica sfortuna di essere nata sotto le catene della criminalità organizzata, ma non “bruciamo” questi rifiuti, come è successo l’ultima volta che sono arrivati. I rifiuti portano ricchezza, se vengono smaltiti e riciclati nel modo giusto.

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