Cagliari / Politica / Sardegna

Domande poco serie in attesa di risposta: perché i politici di centrosinistra non vanno al Sant’Elia?

Ieri sono stato allo stadio (forza Cagliari, ovviamente). Non è una notizia, visto che vado al Sant’Elia da più di trent’anni. La notizia è che, facendo uno strappo alla regola, ho lasciato la mia consueta postazione da abbonato della curva Nord e son finito, ospite di un amico, nel settore poltroncine.

A parte lo stupore per essere passato dritto al tornello senza essere perquisito e per la comodità delle poltroncine (che sono quelle gialle, forse installate anche prima dei Mondiali del 1990), mi ha colpito molto, all’intervallo, osservare gli avventori del “Caffè della Tribuna”. E’ un bar allestito dietro la tribuna vip a cui però hanno accesso tutti gli spettatori delle poltroncine.

Ebbene, ieri al Sant’Elia ho visto, insieme a tanti tifosi normali, solo politici di centrodestra. C’era il sindaco di Cagliari Floris con almeno un paio di assessori (Campus e Onorato), c’era il capogruppo in Consiglio comunale di Forza Italia Ugo Storelli, c’era l’assessore regionale La Spisa, c’era il senatore Massidda (Delogu non lo conto neanche perché è da sempre un uomo di sport).

Il bar era ovviamente un luogo di incontro tra l’eletto e l’elettore (infatti Massidda era in gran forma) e le persone si avvicinavano e parlavano con gli eletti.

Ma non è che sono capitato in una domenica sbagliata? Chiedo al collega N.: “Ma tu al Sant’Elia ne hai mai visto politici di centrosinistra?”. “Mmm, direi di no”.

Veniamo al dunque: perché a Cagliari gli esponenti del centrosinistra non frequentano i luoghi dello sport? Che resista quell’antico pregiudizio che vuole lo sport in antitesi con la politica? Ricordo i racconti di “compagni” non più giovanissimi che negli anni del grande Cagliari dovevano andare all’Amsicora in incognito e che avevano subito dei veri “processi” da parte del partito per aver ceduto al fascino sportivo di Gigi Riva. Che nel dna del centrosinistra resti qualcosa di questo antico pregiudizio?

Lo sport è aggregazione e allo stadio (o al palazzetto) il politico si avvicina comunque all’elettorato. Che qualcuno nel centrosinistra abbia la puzza sotto il naso? Se venissero in curva penso che capirebbero molte cose. Ma io manco in curva li ho mai visti. E voi? Fatemi sapere.

12 Commenti

  1. Efis Pilleri says:

    Una domanda fondamentale per capire le sconfitte a raffica.
    La mia risposta? I “politici di sinistra” non vanno al S. Elia perchè preferiscono farsi le pippe guardando il plastico del “Betile”!

  2. una impressione che ricavo spesso, vedi tu se e in che misura correlabile con le tue osservazioni, è che quelli che vivono meno lo stadio sono anche i più legati alle sorti del vecchio impianto e i meno interessati alla realizzazione di uno stadio moderno e confortevole

  3. BlekMacigno says:

    Ma non è più semplice ammettere che agli esponenti di sinistra (devo dire che se anche ne vedessi uno non riuscirei a riconoscerlo) il calcio faccia semplicemente ca7are?
    O è una virtù fondamentale l’esser tifosi?

  4. Marcello says:

    Certo che tra tutti i problemi ed i limiti che sta evidenziando il centrosinistra l’andare alla partita mi sembra quello minore. Non capisco dove sia lo scandalo: non c’erano politici di sinistra nelle poltroncine, magari vanno nei distinti o nella curva opposta a quella dove va Vito oppure non vanno per niente. Oppure andare allo stadio è un indicatore della vicinanza o meno “al popolo”? Per quanto detesti i cosiddetti “benaltristi” in questo caso penso sia opportuno dirlo: bena ltri sono i problemi della sinistra!

  5. spessotto says:

    In tanti anni di curva nord non ricordo di aver visto politici di sinistra……magari sbaglio ma non credo che la classe politica in generale frema dalla voglia di farsi vedere in curva…..visto che siamo in tema colgo l’occasione per gridare “Compagni, forza Casteddu!!

  6. Marisa says:

    Io straquoto Rosi, i biglietti gratis non si rifiutano mai!!

  7. Stefano says:

    Perche parli di pregiudizio? Non può trattarsi, più semplicemente, di un giudizio?
    A parte che tutti questi entrano a gratis.

    • Stefano says:

      Il giudizio di cui parlo nei confronti dello sport è quello che ha radici lontane, per esempio nell’uso strumentale e retorico che ne fece il fascismo, e più vicine come il fatto di essere stato usato come mezzo di distrazione.
      Ma vorrei ricordarti l’esperienza dell’UISP (in origine Unione Italiana Sport POPOLARE), che non fu solo la reiterazione, in campo sportivo, della politica dei blocchi contrapposti, ma fu, ed è ancora, un tentativo diverso di pensare e praticare lo sport.
      Non sono neanche d’accordo sul fatto che il consenso possa essere ricercato con questi mezzucci, il “farsi vedere” intendo, che presuppongono, innanzitutto, una scarsa considerazione dell’intelligenza degli elettori. Poi magari c’è chi da il proprio voto al politico solo perchè questi gli ha stretto la mano o gli ha dato una pacca sulla spalla, ma questi sono i danni del suffragio universale (scherzo!).
      Però non so se tutto questo passi nelle menti dei politici cagliaritani di centrosinistra oppure siano semplicemente mandroni e non abbiano voglia di andare allo stadio o al palazzetto.

  8. I politici del centro destra vanno allo stadio perché prendono tutti i biglietti omaggio

  9. Posso certificare che c’erano Lorenzo Cozzolino (assessore provinciale Giunta Milia) e Gialeto Floris (consigliere comunale IDV); in genere c’è anche Claudio Cugusi (candidato sindaco). La presenza di Savona (consigliere di circoscrizione di assoluta fede di sinistra nerazzurra) è una costante: non costituisce notizia.
    Ma ne capitano anche altri, state tranquilli.

  10. forse perchè a Cagliari non esiste la sinistra?

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