Politica / Sardegna

L’involuzione di Felice Floris: da cobas delle campagne a capopopolo demagogo. E il Pd sta a guardare…

“Mercoledì 3 novembre manifesteremo a Cagliari e saranno gli eventi a decidere del nostro destino”. Chissà se Felice Floris si rende conto della portata eversiva di una frase come questa, pronunciata al termine di cinque ore di infruttuosa trattativa con la Regione. Una frase eversiva e inquietante, soprattutto dopo gli scontri avvenuti in via Roma la settimana scorsa.

La situazione ora rischia di essere veramente incontrollabile. In una intervista rilasciata questo pomeriggio a Radio Press, Floris ha assunto toni del capopopolo indipendentista, reclamando la restituzione alla Sardegna di fondi per un miliardo e mezzo e ricordando come il Governo avesse pagato le multe agli allevatori padani. Argomenti che possono fare presa su un’opinione pubblica esasperata dalla pochezza della giunta Cappellacci, ma che di fatto non spostano di una virgola la questione: pretendere di pagare 15 mila euro ad ogni azienda è una follia e bene ha fatto Cappellacci a bollare la richiesta come “irricevibile”.

Ma ormai la condizione dei pastori è solo un pretesto e temo che la lettura fatta qualche giorno fa da Paolo Maninchedda (e che io avevo ritenuto in cuor mio eccessiva), sia in realtà estremamente valida. Scriveva infatti, lo scorso 22 ottobre, il consigliere regionale sardista e presidente della Commissione Bilancio:

“E’ lecito credere che l’obiettivo del Movimento Pastori Sardi sia un altro. Quando un movimento sindacale rinuncia ai propri obiettivi sindacali e anzi impedisce l’attività dell’unico organo che è in grado di soddisfarli almeno in parte, allora dichiara implicitamente che la sua piattaforma sindacale era un pretesto per una strategia politica anti-istituzionale, una strategia di destabilizzazione, una strategia antagonista e sostanzialmente rivoluzionaria. Questo spiega perché intorno al Movimento dei Pastori sardi si sta coagulando tutto il mondo dell’eversione sarda, il quale non si sbaglia a riconoscere nell’azione dei dirigenti del Movimento le caratteristiche di un disegno politico piuttosto che di una strategia sindacale. Il disegno politico sembra essere quello della spallata istituzionale, quindi non più rivendicazioni su terra, latte, carne e reddito, ma destabilizzazione e potere. Per fare cosa? Questo si vedrà dopo, come dicono sempre i capi rivoluzionari”.

Alla luce di quanto avvenuto a Villa Devoto, è probabile ipotizzare che in realtà che Floris volesse lo scontro a tutti i costi. L’occupazione del Consiglio non ha portato a nulla e le promesse fatte al suo popolo erano troppo impegnative. Così quando Cappellacci ha proposto di dare ad ogni azienda 2500 euro subito e 5000 entro Pasqua prossima, Floris ha lasciato il tavolo urlando che si trattava di una “elemosina”. Ma se invece dei 7500 euro messi sul tavolo fossero arrivati i tanti agognati 15 mila, cosa sarebbe stata quella se non una “enorme elemosina”? Ma forse è proprio vero che ormai questa lotta con la condizione di crisi delle campagne sarde c’entra poco.

Il capopopolo Floris stuzzica gli istinti indipendentisti diffusi oggi nella società sarda. Ma gli indipendentisti, quelli veri, finora non lo hanno appoggiato. L’Mps finora non ha avuto la benedizione di Irs, né dei sardisti, né mi risultano prese di posizione esplicite di Sardigna Natzione, mentre i Rossomori sono spaccati (Muledda e la Zuncheddu sono su posizioni diametralmente opposte, con la consigliera regionale che appoggia in maniera incondizionata l’Mps).

A fare da sponda a Floris oggi ci ha pensato Adriano Salis dell’Italia dei Valori che ha affermato che “i soldi ci sono”. No comment.

In ogni caso, mercoledì prossimo a Cagliari ci sarà una nuova manifestazione dei pastori. E Floris cosa crede di ottenere? Cosa pensa di fare? Di prendere d’assedio nuovamente il Consiglio regionale? Di occupare qualche sede istituzionale? Non lo sa che Cagliari sarà completamente militarizzata? Cosa pensa di sentirsi dire che non gli è già stato detto? Come eviterà il rischio di scontri? Come terrà a bada i suoi? Come pensa di tenere lontano dalla manifestazione tutti i gruppuscoli della galassia anarcoide?

Non c’è qualcuno nel Pd o nel centrosinistra che teme la pericolosa inconsistenza di questa manifestazione di piazza e che vuole chiedere al Movimento di cercare altre strade per continuare la sua lotta? O forse il Pd spera irresponsabilmente che Floris, coagulando attorno a sé le più esplosive vertenze sarde, faccia ciò che l’opposizione non è riuscita a fare, cioè dare la spallata finale ad una Giunta in grave crisi?

Ma la Sardegna è una polveriera. Avallare, con un pericoloso silenzio, la manifestazione di mercoledì prossimo, sarebbe un atto di irresponsabilità politica senza precedenti. La settimana scorsa solo per un caso in via Roma non c’è scappato il morto. Ma troppi esponenti dell’opposizione di centrosinistra oggi fanno finta di non ricordarselo.

10 Commenti

  1. http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/11/02/visualizza_new.html_1705934131.html

    Visto? A dar retta a Maninchedda si rischia di esprmersi in maniera gravemente offensiva senza alcun motivo.
    Spero che ora Biolchini e i commentatori di questo articolo si vogliano scusare con le persone che hanno accusato ingiustamente di comportamenti eversivi e secondi fini politici.

  2. ma quante cavolate sparate da dietro una sedia.
    chi se ne frega di felice floris.
    c’è gente che fa veramente la fame ed ha debiti che voi nemmeno immaginate.
    altro che indipendentisti-violenti poi-
    sophie non sai nemmeno di che parli dovresti prima informarti.

  3. @ Biolchini
    Trovo l’articolo completamente slegato dalla realtà in particolare:
    1) non esiste al momento nulla che faccia pensare alla violenza del Mps. Viceversa se quel lacrimogeno avesse colpito un bambino uccidendolo (rischio che si è corso seriamente) oggi in questo blog leggerei un altro articolo;
    2) i soldi ci sono (vedi vertenza entrate) e il popolo (l’mps è il popolo non felice floris) giustamente chiede alla classe politica di fare il proprio lavoro recuperando le risorse. Siete liberi di pensare ciò che volete ma il 28 aprile ricordatevi che oggi stiamo vivendo una situazione analoga a quella che si celebra e voi siete contro il popolo;
    3) la Zuncheddu appoggia i pastori, non floris o l’mps. Muledda discorda sulla figura di Floris e sulla disponibilità finanziaria ma non sulla legittimità della manifestazione. Inoltre non esiste nessuna volontà esplicitata da Floris di stuzzicare gli appetiti degli indipendentisti.
    4) l’assistenzialimso non è il voler salvare la pastorizia da morte certa (ricordo le parole di Keynes: nel lungo periodo saremo tutti morti). Il vero assistenzialismo è quello di cui beneficia l’industria ovina e anche li sono i fatti a confermarlo;
    @Sophie: aspetto fiducioso un resconto degli azioni violente compiute dagli indipendentisti dal 1919 a oggi .
    Invito tutti a leggere l’articolo che, a riguardo, ho pubblicato sul mio blog e a valutare la realtà dai fatti e non dalle parole di chi ha da giustificare i gravissimi fatti di sue setimane fa (giunta e maggioranza)
    http://grandeovest.com/2010/10/31/in-assenza-di-soluzioni-reprimere-i-pastori-come-gli-studenti/
    Un saluto

    • I soldi non ci sono, inutile credere il contrario. I soldi della vertenza entrate sono puramente virtuali, se ne potrà disporre solo quando ci saranno. Dire poi che l’Mps è il popolo è solo una bella frase. Per stare ai fatti, l’Mps rappresenta solo una minoranza del mondo delle campagne. Ciò non toglie nulla alla legittimità della sua lotta, ma tra una parte e il tutto ce ne passa.

      • non ho fatto l’equazione mps=popolo sardo comunque specifico: l’mps rappresenta una bella fetta del popolo sado e del popolo delle campagne così come ai temo di angioy era una parte del popolo e del mondo delle campagane a partecipare ai moti……

        I soldi ci sono solo che sono a roma e queli citrulli di giunta e maggioranza non riescono a ottenerli, ergo non fanno ciò per cui sono pagati cioè recuperare i soldi che i sardi hanno pagato. Fino a prova contraria esiste una mozione molto decisa vs lo stato italiano presentata dalle opposizioni e bocciata dalla maggiornza con l’indipendentista maninchedda in prima fila. Chi sono gli assistiti: i pastori che lavorano 14 ore al gg 7 gg su 7 o i nostri politici che guadagnano il doppio di Sarkozy e non riescono nenache a far rispettare le leggi costituzionali?

  4. paolo melis says:

    Solo adesso conosco con piacere questo blog e con piacere mi inserisco.Continuiamo a parlare ,continuiamo a scrivere ma non si riesce a trovare l’attimo per fermare questo fiume impetuoso di ignoranza che stà sommergendo tutto. Tutti ormai possiamo essere connessi alla conoscenza che internet può metterci a disposizione e con la presunzione di aver capito tutto possiamo metterci sulla strada per affrontare qualsiasi situazione.
    Non possiamo che aspettarci il peggio da questo mondo che stà vivendo in tempo di ignoranza e imbecillità mai vista.
    Un mondo che ha perso il senso della vita normale e fà affidamento al peggio per farsi rappresentare.
    Immagino che sia meglio scappare da questo incubo,lanciarsi fuori da QUESTA MACCHINA IMPAZZITA CHE CON LA SUA CORSA PUO’ SOLO ACCOMPAGNARCI VERSO IL BARATRO .
    Che cosa si otterrrà lottando? Sarà solo un’altro fallimento e il sangue che sarà versato non servirà ad altro se non ad ubriacare di odio i poveri illusi.
    Spero che i pastori tornino a casa nei loro campi e dalle loro famiglie e prendano coscienza che possono trovare l’ unità tra loro per costruire qualcosa che gli permetta di non essere più vittime di nessuno e tantomeno di qual si sia di industriale.
    Spero che tanti di quei pastori non si prestino più a essere strumentali a quello o a quell’altro partito per produrre voti che in fin dei conti continueranno a servire solo per distruggere l’economia.
    E’ finito il tempo delle promesse e delle elemosine ,potremo solo fare affidamento sulle nostre forze e sulla nostra ragione e i masanielli che vogliono farci credere che arriveremo alla “victoria” altro non fanno che portarci sempre più in basso e verso il fallimento.
    Analisi e azione

  5. docpretta says:

    situazione pericolosa ed esplosiva..

  6. Sophie says:

    Che sia solo politica mi è stato chiaro da subito.
    Che l’unico pastore sia Floris, che dirige così bene il suo gregge, è altrettanto chiaro…
    E, come giustamente dici, la sinistra attende speranzosa nuove elezioni!!!

    Gli indipendentisti mi fanno paura, sono pochi ma spesso violenti e si arrogano il diritto di voler difendere le ragioni di tutti i sardi, pure quelli che non vogliono essere difesi da loro.

  7. Stefano says:

    I pastori si saranno detti: Ma come? Non ci avevano detto che soldi non ce n’erano? Facciamo un altro po’ di chiasso che magari ce ne danno di più.
    Spiegazione troppo semplice?
    La tua però presuppone l’esistenza di “menti raffinatissime” che, sinceramente, non riesco ad individuare tra tutti i protagonisti di questa vicenda.

  8. La profezia di Maninchedda!
    Come già ti ho scritto qualche giorno fa le analisi che hai proposto erano lucide e si sono rivelate fondate, e il buon Floris ha risolto che i suoi vent’anni di lotte pastorali possono essere buttati al cesso nel nome di rivendicazioni che nulla di buono porteranno al comparto. Si protesta per tornare all’assistenzialismo, la maschera è stata gettata, e c’è chi cavalca l’onda sperando in un barlume di visibilità, come qualche politico poco lungimirante dell’opposizione.
    Tanto mercoledì in piazza non vedremo i colletti bianchi, e non ci saranno vessilli politici se non qualche bandiera di indipendentismo folklorico.
    Ci saranno i pastori, loro sì, sobillati da chi da vent’anni gli fa credere che l’elemosina della politica è l’unica via (nell’interesse esclusivo degli industriali del latte), e le forze dell’ordine, sotto pressione per l’esposizione mediatica della volta precedente (e stavolta scommetto che qualsiasi funzionario ci penserà più di due volte prima di ordinare la carica). Gli uni attaccheranno, frustrati da settimane di proteste nate male e finite peggio, gli altri dovranno sopportare finché sarà possibile.
    Potrebbe davvero succedere di tutto.

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