Politica / Sardegna

Pastori sardi, nella notte la mediazione decisiva per evitare il disastro

Nella notte si cerca la mediazione finale, quella che consentirà alla protesta del Movimento Pastori Sardi di uscire dal vicolo cieco nel quale sembra essersi cacciato dopo gli scontri di piazza, la scomparsa dai radar di Cappellacci e Prato, lo sciacallaggio delle altre associazioni di categoria, l’intollerabile atteggiamento del ministro Galan.

Per il Movimento è l’ultima occasione per non dissipare definitivamente una credibilità costruita soprattutto sulle manifestazioni di quest’estate. Niente in queste ore è andato per il verso giusto. La richiesta di un indennizzo di 15 mila euro per ogni azienda, sancita da un ordine del giorno proposto e approvato con i soli voti dell’opposizione, è irricevibile. I pastori dovranno fare un chiaro passo indietro perché 220 milioni non si trovano da un giorno all’altro ed è evidente che uno stanziamento del genere creerebbe un effetto di rivendicazioni a catena difficilmente governabile.

Nella notte Giunta e Consiglio cercano dunque una soluzione onorevole per tutti e non è semplice. La politica ha perso credibilità, nessuna categoria in lotta osa oggi retrocedere dalle proprie richieste in cambio di una promessa. E’ il momento del “tutto e subito”. E’ il fallimento della politica, incapace di poter garantire qualunque cosa perché il suo respiro e corto, l’orizzonte limitato.

Un accordo onorevole sarebbe un successo per il Movimento perché gli darebbe quella legittimazione che va cercando da tempo. La politica, da parte sua, riprenderebbe un minimo di credibilità e i manifestanti (che passeranno anche questa notte sotto i portici di via Roma) tornerebbero alle loro case con l’onore delle armi.

E la Giunta? La strategia di Cappellacci ricorda quella del Soru dei tempi migliori e può essere riassunta più o meno così: “La colpa non è mia ma del Consiglio che lavora poco”. Vedrete dunque che alla fine della vertenza, quando si troverà un accordo, pretenderà di farci credere di avere vinto una battaglia quando invece da questi giorni il presidente ne esce con una credibilità ulteriormente ridotta.

Cappellacci farà la voce grossa ma impressionerà solo le telecamere amiche. Tutte le tensioni che squassano il centrodestra sono sempre lì, pronte a riesplodere su tanti altri fronti, dalla sanità all’industria. Non passerà molto tempo prima di vedere un’altra categoria di lavoratori protestare con la stessa disperata veemenza che hanno avuto i pastori.

Barricati nell’aula della Commissione Bilancio, i venti allevatori (ma ci sono anche due donne) devono ragionare con calma ma in fretta. Anche loro sono divisi tra falchi e colombe, tra chi vorrebbe trattare e chi vorrebbe rifiutare ogni mediazione. Ma forse tutti sanno che l’occupazione del Consiglio regionale è un fatto straordinario e, alla lunga, intollerabile. Non a caso, la presidente Lombardo segue passo passo le trattative, con la segreta speranza di non dover dare l’ordine (e solo lei può) di far sgomberare la sala da Carabinieri e Polizia.

(Sul comportamento degli uomini in divisa, sia detto per inciso, bisognerà tornare quando questa vicenda si sarà conclusa. Perché è chiaro che la versione, spacciata ai giornalisti, di una sassaiola iniziale contro le forze del’ordine fa acqua da tutte le parti; così come le inquietanti presenze aliene al mondo pastorale e vicine anche alla lotta armata degli anni ’70 sono state quanto meno ignorate. Ma ne riparleremo.)

3 Commenti

  1. La trattativa è fallita. Il racconto della nottata fatto dal presidente della Commissione Bilancio, il sardista Paolo Maninchedda: http://www.sardegnaeliberta.it/?p=2736

  2. legolas82 says:

    caro vito,
    ti posso postare 1 piccolo racconto assolutamente a tema?
    in poche righe riassume l’anima disperata del MPS… commovente:
    http://www.facebook.com/profile.php?id=1499472966#!/note.php?note_id=460006481896&id=780359024

  3. luca olla says:

    uscire dalla monocultura del pecorino sardo, del latte di bassa, bassissima qualità, dalla accettazione di pecore ( sardissime per carità…..) cariche di farmaci e gonfie di mangimi, dall’immenso, insostenibile numero di capi che sta devastando area agricole preziose ed individuare modi e tempi per favorire la creazione di VERE imprese agricole ( con incremento di numero di capi per gregge ed economie di scala) favorire la creazione di veri caseifici(mini?) accorciare la filiera. Ma…….e nel frattempo? svuotiamo i magazzini per consentire l’ennesima campagna di Pecorino romano? bene! ma la politica deve definire un nuovo modello per il settore agropastorale da concordare insieme ad azioni di sostegno immediate ( magari non 15.000, 00 euro inesistenti) con azioni anche nei confronti degli istituti di credito con i quali molti pastori sono indebitati e/o sgravi fiscali. Ma il mio è solo buon senso da uomo della strada. LA POLITICA E I POLITICI CREDIBILI DOVE SONO? le lacrime e il sangue non le può certo chiedere Prato……………e probabilmente neppure molti rappresentanti dell’opposizione. Ciao

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