Politica / Sardegna

Regione in coma, con il Cappellacci bis ritorna lo spettro della Giunta Masala

La giunta Cappellacci è entrata in coma. Lo certifica l’ordine del giorno approvato ieri in cui si parla di “chiusura inadeguata della crisi”, con la composizione della nuova giunta ritenuta “provvisoria e inadeguata alla gravità dei problemi della società sarda”.
Il documento, proposto da sardisti e Riformatori e votato anche dall’opposizione di centrosinistra, dal consigliere Udc Capelli e avallato dalla benevola astensione di due consiglieri ex An e ora vicini a Fini (Ignazio Artizzu e Matteo Sanna), ha messo drammaticamente in evidenza ciò che era chiaro nel giorno stesso in cui il presidente aveva presentato la sua nuova giunta ma che nessuno aveva avuto il coraggio di dire esplicitamente: il Cappellacci bis non è sostenuto da una maggioranza stabile e certa.
Per il presidente è un brutto colpo ma non è un colpo mortale. Nella catena di comando della gestione della crisi ci sono almeno due livelli superiori al suo: quello di pertinenza del coordinatore regionale del Pdl Delogu e quello romano. Cappellacci attende indicazioni ma il rischio reale è che nessuno gli dica cosa fare e che la giunta si trascini fino all’approvazione della Finanziaria, dove se ne vedranno di cotte e di crude.
Inconsciamente e inconsapevolmente, Cappellacci è dunque riuscito a ricostruire fedelmente l’habitat che aveva visto la sua iniziazione politica: giunta Masala, dal settembre 2003 al maggio 2004. L’allora assessore alla Programmazione Cappellacci partecipò ad uno degli esecutivi più scalcagnati della nostra Autonomia. La pochezza della giunta Masala, la sua inconsistenza, l’assenza di una vera maggioranza fecero sì che la legislatura si trascinasse verso un epilogo già scritto e spianasse la strada al trionfo di Soru.
La giunta Cappellacci è in coma e potrebbe restarci per anni. Chi dovrà staccare la spina?
Se cade Berlusconi il presidente è spacciato. Se invece il governo evita le possibili elezioni di marzo, a quel punto il destino della legislatura regionale è nelle mani del Pd. Il partito guidato da Silvio Lai dovrà capire in tempi rapidi se presentarsi alle nuove elezioni da solo o se sostutire nello schema bersaniano di un allargamento all’Udc (da noi a questo punto impossibile) i sardisti e i Riformatori. Come dire, se la giunta Cappellacci entra in coma irreversibile, qualche organo lo si può espiantare per dare speranza ad un centrosinistra in evidente difficoltà nonostante il tracollo del Pdl.

Tutte le vignette di Banana a questo link:
http://www.facebook.com/album.php?aid=23185&l=3ef1f3d211&id=123086291079349

6 Commenti

  1. Noranta (afka pulsar) says:

    Ultima riflessione sull’argomento, non allungo i post. Certo che La Spisa è quello meno “inpresentabile” della banda Cappellacci. Ma io non leggo una strategia chiara, definita, pochi chiari punti che il centrosinistra vuole raggiungere. E con quale squadra. Quello che mi imbarazza è la possibile squadra che si vuole proporre: in questo momento ovviamente non c’e’, ma a me, e penso anche a tanti amici che vogliono riflettere su cosa ci aspetta (anche a mio figlio e tua figlia), interesserebbe e non poco “fotografarla”. Sfidare il centrodestra significa dire: io lavorerò con queste persone, abbiamo questi obiettivi. Non è la luna, è chiarezza. Chiedo troppo? No. Il centrodestra non è presentabile, e si combatte e vince mettendosi in gioco: persone e pochi, chiari, puntuali obiettivi. Con dei tecnici ? Perchè no. Con dei politici ? Ovvio, ma non voglio sentire parlare dei politici di cose che non conoscono, solo perchè esiste l’esigenza di spalmare il potere sui gruppi politici. Non ce lo possiamo, e dobbiamo, permettere.

  2. questa “nuova” giunta regionale è solo penosa.

  3. Noranta (afka pulsar) says:

    Caro Vito, alcuni esponenti della giunta hanno lavorato bene, e lo dico con amarezza, soprattutto se confrontati con personaggi del calibro della Rau, assolutamente yes woman di Soru. E hanno lavorato con una strategia, con una visione a lungo termine degli investimenti. Parlo de La Spisa, per esempio. Nell’area del centrosinistra ci sono persone capaci, serie, ma temo che non siano catalogabili facilmente come appartenenza politica “centrosinistra”. Condivido e apprezzo molto il tuo richiamo al “non essere tifosi” ma pronti a giudicare sulla base di un programma di lavoro, ma vero pero’.

    • Benzina says:

      Non riesco a vedere dove questi esponenti abbiano lavorato bene, anzi non riesco a vedere dove abbiano lavorato.
      Di quale strategia a lungo termine parli riferendoti a La Spisa? Forse non sono stato un attento osservatore.

      • La Giunta è un organo collegiale e in quanto tale ha certamente subìto i cambi di assessore imposti dalla crisi politica: tre all’Industria, quattro all’Ambiente, ad esempio. La Spisa è sicuramente l’assessore più presentabile della squadra. Però, caro Noranta, vogliamo parlare di cosa hanno fatto alla Pubblica Istruzione? E ai Trasporti? Vogliamo parlare dell’Agricoltura??? E Liori, che è riuscito perfino a far protestare sotto il suo assessorato i malati di Sla? A parte La Spisa, chi si salva?

  4. Casu Axedu says:

    Giunta nata morta! Per permetterle di fare i primi passi ha avuto bisogno di due vecchi tutori (Oppi & Floris), cosa ci si poteva aspettare di più?

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