Politica / Sardegna

Agricoltura e lotte di potere, una vertenza senza via d’uscita

A primo acchitto, la vertenza agricoltura sembra senza uscita, chiusa com’è dall’assenza di soluzioni immediate per la soluzione della crisi, la pochezza delle proposte regionali e la demagogia delle associazioni di categoria. Per mesi, soprattutto la Coldiretti ha tenuto basso il livello dello scontro, cercando una posizione da equilibrista nel tentativo di rassicurare gli iscritti della bontà della sua azione presso la Regione. Come dimenticare infatti che la Coldiretti (la maggiore tra le sigle) ha fatto una campagna elettorale spudorata per il centrodestra e Cappellacci?
Poi qualcosa ha rotto l’equilibrio, cioè il ritorno sulla scena del Movimento Pastori Sardi di Felice Floris. Le manifestazioni estive sono finite su tutti i tg e le organizzazioni di categoria sono state “scavalcate a sinistra”. Prima hanno cercato di oscurare la protesta “doppiandola” nei giorni in cui i pastori scendevano in piazza, poi hanno capito che le promesse dell’assessore Prato e la trasformazione della vertenza locale in nazionale non avrebbe risolto nulla. Il flop del tavolo con il ministro Galan è stato clamoroso.
Così a Coldiretti e soci non è restato altro che inscenare una enorme manifestazione di protesta pura (quella di ieri), soprattutto nel tentativo di riprendere la scena mediatica. Ma il Movimento Pastori Sardi ha già annunciato per la settimana prossima un’altra grande manifestazione a Cagliari… Insomma, è chiaro che c’è una lotta di potere nelle campagne tra chi aspira ad essere il portatore degli interessi degli agricoltori e degli allevatori.
Sullo sfondo restano le richieste. Alcune sono inverosimili perché presuppongono una disponibilità di risorse che attualmente non c’è e che mai ci sarà. E, a dirla tutta, è anche giusto che non ci sia, visto che è assurdo destinare centinaia di milioni di euro a semplici risarcimenti quando in realtà servirebbero interventi coraggiosi in grado veramente di innovare il settore agricolo e dell’allevamento.
Ma la maggioranza il danno l’ha fatto in Consiglio regionale, non opponendo al demagogico e strumentale ordine del giorno del centrosinistra (che ha dato il via libera ai risarcimenti con soldi che non ci sono) un provvedimento serio e soprattutto percorribile.
Ora dunque la situazione appare irrisolvibile. La politica sarda in tempi brevi non può nulla se non approvare una legge che con enorme ritardo inizierà appena ad affrontare alcuni nodi irrisolti da anni. Le associazioni di categoria hanno esasperato gli animi e dovranno prima o poi spiegare ai loro iscritti che gran parte delle proposte avanzate sono tecnicamente irricevibili o necessitano di tempi lunghi.
L’opinione pubblica sta a guardare e parteggia naturalmente per chi protesta, stordita dalle manifestazioni e da una buone dose di demagogia che non guasta mai. Solo oggi, ad esempio, si è saputo che il carico di carne “infetta” bloccato dal Movimento Pastori Sardi ad Olbia in realtà era sana. Ma il danno è fatto, ora è tutto un difendere la presunta “genuinità” dei prodotto sardo, uando si sa benissimo che in Sardegna si produce poco e male.
E l’assessore Prato? Resta incredibilmente al suo posto. Ma d’altra parte erano state proprio le associazioni di categoria (e anche il movimento di Floris) a sostenerlo pubblicamente nelle settimane in cui Cappellacci ridisegnava va sua giunta. Vi fidate o devo andare a cercare i comunicati stampa?

2 Commenti

  1. Roberto says:

    Arborea : Cooperativa Produttori Arborea e 3A Assegnatari Associati Arborea.

  2. Non vorrei dire cavolate ma siamo molto lontani dall’agricoltura che si pratica in Emilia Romagna dove ci sono gli agricoltori- poi le cooperative che preparano i prodotti e li portano in tutto il territorio nazionale.
    Non c’è mai stato un lavoro ed un’organizzazione di questo genere in Sardegna.
    Si era iniziato bene, in tempi remoti con Antonio Segni, la riforma agraria…ma sto andando troppo indietro nel tempo agli anni 50….ma per quanto riguarda l’agricoltura siamo fermi ancora a quei tempi….sono cambiati i macchinari, solo quelli si sono evoluti…ma non c’è la mentalità imprenditoriale…..perchè c’è stata sempre troppa politica nel mondo dell’agricoltura……ed hanno convogliato i voti tutti di là………..lasciando il deserto quà!!

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