Cagliari / Sardegna

Buone notizie: nasce Cresia. Per Mani intanto destino segnato, ora ha il Vaticano contro

Nasce Cresia.net e per la chiesa cagliaritana è come una bomba che scoppia dopo anni di silenzio assordante. Sull’onda emotiva della rimozione di don Mario Cugusi, il gruppo di intellettuali più vicini all’esperienza pastorale del parroco della Marina ha fondato un’associazione e stampato un giornale. “Abbiamo già duecento adesioni” ha detto stamattina Paolo Fadda, il decano del consiglio pastorale di Sant’Eulalia, presentando il primo numero della rivista. “E’ un momento difficile per la chiesa cagliaritana, il nostro vescovo è distratto e disattento, la comunità è senza punto di riferimento”, ha continuato l’economista, affiancato in questa sua avventura dal sociologo Salvatore Cubeddu, dall’antropologo Bachisio Bandinu (direttore del periodico) e dallo studioso Gianfranco Murtas.
Cresia si propone di creare uno spazio di condivisione e di nuovo protagonismo per i laici che con l’arrivo di mons. Mani sono stati emarginati senza tanti complimenti da ogni ambito ecclesiale. “Ma noi vogliamo andare oltre l’attuale arcivescovo”, ha detto Cubeddu, “con lui vorremmo anche trovare una pacificazione ma nel rispetto delle regole”. Regole che secondo Cresia Mani non avrebbe rispettato, perché “don Mario ha fatto ricorso contro il suo trasferimento e le norme affermano che in casi del genere ogni decisione viene sospesa”. Invece l’arcivescovo ha nominato nuovo parroco di Sant’Eulalia, don Marco Lai.
Per l’addio di don Mario in programma domenica sera, Cresia ha organizzato una fiaccolata e una vera e propria festa in piazza San Sepolcro. Nessun contatto invece si è ancora avuto con don Lai, il cui ingresso è previsto per il 17. Sarà un passaggio delicato per l’associazione, la cui credibilità dipenderà anche dalla capacità anche di accogliere il nuovo arrivato al di la di ogni comprensibile divisione o strascico polemico.
In ogni caso, il destino di monsignor Mani sembra ormai segnato. La vicenda del diacono cagliaritano a cui l’arcivescovo ha negato l’ordinazione (dopo che il giovane aveva scritto riservatamente ad un vescovo romano delle attenzioni non proprio evangeliche avute da un parroco della capitale da cui Mani lo aveva mandato per completare la sua formazione), non è passata inosservata in Vaticano che ora sta cercando un modo soft per rimuovere il presule.
Il momento della verità arriverà a dicembre quando, sei mesi prima del compimento dei suoi 75 anni, Mani dovrà scrivere al Papa la lettera di dimissioni. Il Vaticano potrebbe accettarle o prorogare di altri due anni il mandato di Mani a Cagliari. Fonti ben informate sostengono che “l’arcivescovo non resterà in città non un giorno di più” ma c’è anche chi ipotizza un clamoroso allontanamento prima della fine dell’anno. Secondo la consuetudine vaticana, Mani verrebbe ovviamente promosso (magari Prefetto di una Basilica romana e in questo caso potrebbe restare in carica fino agli 80 anni) ma il segnale sarebbe inequivocabile.
Mani ha buoni agganci a Roma ma ha trovato sulla sua strada una persona molto, molto più potente di lui. E presto, vicenda del diacono a parte, potrebbero esserci altre clamorose sorprese.

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18 Commenti

  1. iosandra says:

    Quanto ho letto rafforza la mia decisione di stare lontanissima dalle chiese , dai religiosi,da quelli che si chiamano fedeli (fedeli a chi)?trovo conforto e consolazione nella lettura di un buon libro,nel fare tante passeggiate e ammirare il creato,dedicarmi al giardinaggio,confrontarmi con persone che condividono i miei stessi interessi,pregare e ringraziare il buon Dio ammirando un bel tramonto.I giuochi di potere non m’interessano Li considero una perdita di tempo.Ios

  2. @Muttly
    Evidentemente abbiamo conoscenze ed esperienze ben diverse, le risposte che chiedi le ho già date nei post precedenti, quanto al prosciutto ai miei occhi non arriva: finisce dritto nel mio stomaco! (Prosciutto sardo naturalmente!)

  3. Luigi Murtas says:

    Leggo sull’Unione di oggi un invito alla diocesi di Cagliari a “non esultare” per il trasferimento di don Cugusi (chissà perchè presentato come “rimozione”, forse per rendere più piccante la notizia, ma in tal modo rendendo un pessimo servizio all’interessato, visto che la rimozione è una sanzione). Ma ci deve essere un equivoco: la diocesi non esulta affatto e non ci ha mai pensato, e perchè mai dovrebbe? I trasferimenti dei parroci sono cosa normale e fisiologica nella vita di una diocesi e non dovrebbero destare nessuno scalpore. I sacerdoti sono al servizio di tutti i fedeli e volta per volta lo svolgono nell’uno o nell’altro incarico che cambia periodicamente per il bene sia del sacerdote che dei fedeli.
    Ma se non c’è alcun rischio di “esultanza” mi pare che ci sia invece un rischio ben più concreto: quello della rabbia e della violenta protesta da parte di alcuni cittadini che vorrebbero a tutti i costi trattenere il prete in quel determinato posto e considerano una punizione il fatto che venga destinato ad altro incarico. Ecco, quindi, io rintitolerei l’articolo “gli amici della Marina non si arrabbino”. Non ce n’è infatti motivo.

  4. muttly says:

    @Nikosimo, il parroco che da del ladro al vescovo non si è letto da nessuna parte, è tua libera interpretazione.
    I danni che vedi tu (a proposito tu sei di quella parrocchia ci sei mai entrato o vissuto ?) in trent’anni quali sono ?
    Gli anziani che vedo nel video credo che si muovano autonomamente, non credo che Cugusi li abbia portati, dovresti avere più fiducia nel cervello dei cagliaritani, sanno ragionare anche senza che un vescovo o un sacerdote glielo ordinino.
    I restauri che tu dici sotto gli occhi di tutti, sono stati fatti con denaro pubblico, cioè tasse pubbliche non questua e donazioni dei parrochiani, seminario compreso.
    Il fatto di pagare le tasse che vengono spese, conferisce pieno diritto di chiedere conto di come vengono spesi i soldi.
    Mi fa orrore che per te sia naturale che un vescovo faccia mettere un assessore (incompetente) di suo gradimento anzichè un politico votato ed eletto dai cittadini (si chiama democrazia), e ho tutto il diritto di biasimarlo per utilizzare un potere religioso per dei poteri molto poco religiosi, gli effetti della incompetenza del suo assessore sono sotto gli occhi di tutti.
    I cristiani cattolici devono obbedienza solo alle istituzioni che hanno scelto e che hanno regolarmente votato, nelle situazioni dove hanno obbedito ciecamente senza essere critici con l’operato dei loro vescovi (che sono umani e molto fallaci) si sono resi complici delle peggiori azioni, l’ Irlanda insegna.
    Lo spirito santo che indichi non agisce al posto tuo, perciò levati il prosciutto dagli occhi e inizia ad essere critico e obiettivo se vuoi costruire un mondo migliore. Ragionamenti come il tuo rendono il cristianesimo solo una organizzazione di potere e nulla più.
    Ricordati che la verità rende liberi, la fedeltà cieca senza critica ad un uomo che gestisce (male) il potere affidatogli no.

  5. @Muttly
    Mah vedi un pò tu…
    Qui abbiamo un parroco che ha dato del ladro al Vescovo, questo non lo chiamo “chiedere conto”.
    Che il trasferimento sia dovuto a questo lo dice Cugusi, con il senno di poi a me pare che in trent’anni abbia fatto molti danni ad una comunità chiusa in se stessa che non riconosce l’autorità del Vescovo. (Che, ti ricordo, è l’autorità in questo caso).
    Cugusi ha portato gente (non parrocchiani perchè ne venivano da tutte le parti) a fare casino in un luogo sacro senza nessun rispetto per il luogo, per il Santissimo in esso custodito e per il Vescovo che era presente. Davanti a tutto quel casino monsignor Mani anziché dire: “smettetela con questo casino siamo in chiesa” ha detto: “questa è baracca!”. Ma và? cos’altro poteva sembrare? Un coro d’angeli?
    Cosa c’entra poi il seminarista Cugusi me lo deve spiegare! Cosa centrano i campi di calcetto, cosa c’entrano i musulmani e tutto quello che ha tirato in ballo per screditare il Vescovo e crearsi l’alibi per giustificare la propria disobbedienza!
    Perchè alla fine solo di questo si tratta: disobbedienza! Se alla fine del sinodo si è deciso che trentanni di permanenza in una parrocchia sono troppi Cugusi se ne deve andare e basta! Se ci possono essere delle eccezioni a questa regola, di eccezioni si tratta e per Cugusi non è possibile nessuna eccezione; per il male che ha fatto ai parrocchiani, per il fango che ha gettato sul Vescovo e sulla Chiesa cagliaritana.
    Le malefatte e gli interessi me li devi spiegare, anzi lascia perdere perchè sono tutte argomentazioni non verificate e che con la questione del trasferimento non hanno niente a che fare.
    I parrocchiani che vogliono chiedere conto di come è amministrata la parrocchia devono chiedere conto al parroco, la perte della questua che spetta alla diocesi non è di sua competenza e come viene spesa mi pare sia sotto gli occhi di tutti: Restauri, Carità, scuole, corsi di formazione, oratori, pastorale, mantenimento del seminario, dei Parroci delle parrocchie più povere e della manutenzione delle chiese dei quartieri più poveri. Poi puoi aggiungerci tutto quello che ti viene in mente, anche la benzina per la macchina del Vescovo, non è forse sotto gli occhi di tutti? O credi che anche il Vescovo si sia comprato una casa a Montecarlo con una società offshore?
    Se ci sono domande da porre si fa nei modi e nei tempi giusti! cosa c’entra u_r_l_a_r_e contro il vescovo “dove sono i soldi” insieme a “non trasferire il Parroco”?
    Il fatto di dare sostentamento alla comunità non rende padroni della comunità. Chi offre quanto di proprio non lo deve certo fare per comprarsi la parrocchia! e in quel video che hai citato ho visto molta gente che si crede padrona di casa.
    Che il Vescovo abbia un orientamento politico mi pare che sia sotto gli occhi di tutti, le poltrone è meglio che le abbiano persone fidate piuttosto che nemici giurati, non ti pare? Poi anche se tu avessi orientamento politico diverso da quello del Vescovo non vedo quale diritto tu possa arrogarti per biasimarlo!
    Solo una cosa per concludere: i cristiani cattolici devono obbedienza al proprio Vescovo anche se non hanno fatto voto di obbedienza come i Sacerdoti che in virtù del Ministero cui accedono è più vincolante!
    Se vuoi constatare come agisce lo Spirito Santo con coloro che sono obbedienti sempre e comunque trovi tutto su una qualunque biografia di padre Pio.

    • Stefano says:

      Lei mi sembra una persona molto informata sui meccanismi di funzionamento della curia. Quando parla di “mantenimento del seminario” intende riferirsi alla trasformazione di parte di esso nel college extra lusso “Sant’Efisio” che, a quanto hanno riportato notizie di stampa, è stato finanziato, oltre che con fondi della Regione (Giunta Soru, i nemici giurati), anche con i proventi dei campi dell’Ossigeno?

    • Tutto ruota intorno al concetto di obbedienza. Ebbene, io non penso che Cugusi abbia disobbedito al vescovo. Cugusi si è opposto al trasferimento utilizzando le norme previste in casi come questo dal diritto canonico.

  6. LUMAC-ONE says:

    Voi nemmeno potete immaginare tutto quello che ha combinato il parroco di Gesico nel piccolo centro della Trexenta! Questo parroco non viene trasferito, nonostante la quasi totalità della popolazione sia insofferente nei suoi confronti. Monsignor Mani ha preso per i fondelli tutta la popolazione di Gesico. Chi è stato ingiustamente perseguitato da parroco e bigotte, sa benissimo che Mani ha colpevolmente taciuto e lo ritiene complice e corresponsabile di tutto ciò che in questo paese è successo.

    Per saperne di più esiste un blog (forse oggi oscurato?) chiamato: http://www.babillotti.altervista.org

    Sempre solidali con Don Mario!

  7. muttly says:

    @Nikosimo
    Non credo tu mi abbia capito.
    Qui il parroco ha chiesto conto di beni della parrochia per eseguire lavori nella parrocchia stessa, visto che sono beni lasciati dai parrocchiani alla parrocchia stessa e non ad enti esterni.
    Come conseguenza di questa richiesta affatto pubblica è arrivato un ordine di trasferimento senza nessuna risposta sulla richiesta.
    Non mi sembra a vedere il video dove sente Mani definire quella parrocchia una baracca, che siano i parrocchiani che hanno mancato di rispetto al vescovo, così come non mi sembra che ci sia molto spirito santo nella vicenda in cui un seminarista non è stato ordinato per aver denunciato le poco limpide frequentazioni della casa in cui era stato spedito e a cui il vescovo ha imposto per obbedienza di ritirare la denuncia (invece si è scelta la verità non l’obbedienza che avrebbe insabbiato tutto). A causa di questo fatto il Vaticano lo allontanerà, però da questi due fatti mi pare che l’obbedienza che è dovuta, e non pesa affatto quando le opere sono limpide e giustificate, viene invece richiesta espressamente per coprire malefatte e interessi poco limpidi che a giudicare dagli atti non sono la richiesta dei beni della parrocchia da utilizzare per la parrocchia stessa.
    I parrocchiani queste cose le vedono e le sentono, e visto che sono loro che lasciano i beni alla parrocchia ne chiedono l’utilizzo per la parrochia stessa.
    Non comprendo perchè consideri il sacerdote come un agitatore, come se i parrocchiani non abbiano il diritto di porre delle domande al vescovo, loro non hanno nessun obbligo di obbedienza, e se hanno dei dubbi sull’ operato sono lecitamente autorizzati a sollevare dubbi, visto che sono loro che sostengono economicamente la chiesa in maniera diretta e indiretta.
    Piuttosto inizierei a chiedermi come mai questi problemi sono emersi con questo vescovo, chiunque è libero di credere che sia lo spirito santo che lo invia a chiedere poltrone per la giunta regionale o per quella di sindaco, o a inviare solerti sollecitazioni di voto a tutti i religiosi sui sottoposti, ma per molti cattolici questo è puro esercizio di potere e affatto manifestazione di spirito santo.
    Chiudere gli occhi davanti a questo anzichè chiederne conto e correzione, ne comporta la corresponsabilità.

  8. banana says:

    ma mani ha così tanto tempo da perdere che scrive pure commenti su questo blog sotto falso nome?

  9. Luigi Murtas says:

    Non so se mons. Mani resterà altri anni a Cagliari (io me lo auguro di cuore, perchè ha ottimamente operato, ma è giusto rimettersi alla volontà del Santo Padre). Sarebbe però terribile se il futuro della Diocesi di Cagliari fosse affidato a questi attempati e polverosi “intellettuali” cagliaritani che sfidano il ridicolo, più che la comunione ecclesiale.
    A proposito: perchè il sig. Fadda continua a definirsi “decano del consiglio pastorale” visto che questo è decaduto in contemporanea con il trasferimento del parroco?

  10. aiuto!!!

    il giudice del lavoro ha sospeso la procedura per l’assunzione di 42 funzionari regionali (notizia su ilmiogiornale.org).

    non ci resta che il bastione

  11. @Muttly
    Se ti riferisci alla liturgia dell’ordinazione Sacerdolale la prima cosa che viene chiesta è: “Volete esercitare il Ministero Sacerdotale per tutta la vita nel grado di Presbitero come fedeli cooperatori dell’ordine dei Vescovi nel servizio del popolo di Dio, sotto la guida dello Spirito Santo?”
    Non mi pare che don Cugusi abbia collaborato con alcun Vescovo a meno che lui stesso non ritenga di esserlo.
    Non mi pare che don Cugusi abbia reso un servizio al popolo ma abbia solo creato confusione.
    Non mi pare che in tutta la storia lo Spirito Santo abbia mai guidato azioni di guerriglia urbana contro un Vescovi.
    Io ci vedo solo il desiderio di mettere le mani un giro di soldi gestito dagli enti di cui parli, un parroco deve occuparsi della cura delle anime oppure non dei soldi delle associazioni?
    E torniamo sempre qui, a storie di soldi, mettere le mani sui soldi accusando altri di gestirli in modo sporco, oscuro, la storia trita e ritrita dei poveri ignoranti è fuori luogo, c’è solo un tentativo di accaparrarsi l’orticello coltivato da altri sfruttando e stimolando la mala fede delle persone.
    E ripeto: in questi discorsi ci mettono il naso un sacco di persone che con la Chiesa non hanno niente da spartire!

  12. muttly says:

    @Nikosimo, mi dispiace ma mi risulta che prima dell’atto di obbedienza, il parroco abbia scelto un tipo di vita ben precisa, in cui la verità non và nascosta o sopressa dagli atti di obbedienza che ci devono essere ma non possono mettere la verità in secondo ordine.
    Prima che si scatenasse tutto questo putiferio, il parroco ha mandato privatamente delle lettere al vescovo chiedendo di mettere ordine e chiarezza nell’ uso di beni della parrocchia da parte di enti esterni alla parrocchia, il risultato è stata la decisione di spostamento del parroco.
    I parrocchiani se chiedono ugualmente trasparenza e verità non sono certo fedeli del parroco ma della idea stessa per cui fanno parte di quella chiesa.
    Certamente la gerarchia ecclesiastica pensa che tutto sia facilmente risolvibile con la obbedienza dovuta internamente alla gerarchia, solo che ora siamo nel 2010 e visto che delle azioni poco evangeliche e molto politiche/economiche i fedeli non vogliono e non devono risponderne, hanno fortemente ricordato di dare a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.
    Forse si preferivano le pecorelle molto ignoranti e molto manipolabili da utilizzare come pedine per aumentare il proprio potere, probabilmente si considera questo il peccato di don cugusi, aver liberato oltre ai cuori anche le menti per giudicare liberamente se si stava operando secondo il vangelo o con altri fini.

  13. Sicuramente tutti i benpensanti mi andranno contro ma non mi interessa!
    Don Cugusi ha sbagliato! Ha voltato le spalle al proprio vescovo al cui predecessore, tanti anni fa, ha fatto promessa di obbedienza: tutto dimenticato al punto da tendergli un agguato con l’aiuto delle sue pecorelle, che in tanti anni di lavoro in parrocchiaha fidelizzato al punto di farli rivoltare contro il il vero pastore della Chiesa cagliaritana che, ahimè non è il povero Cugusi ma Monsignor Mani. Il parroco può dissentire dall’operato del Vescovo ma in virtù della promessa fatta gli deve obbedienza e basta! e questo a don Cugusi proprio non va giù.
    Sollevare la popolazione come ha fatto è un gesto inconcepibile! Il povero pastore è “p o v e r o”, non sobillatore di popoli.
    Il Sacerdote è al servizio dei fedeli, invece ci ritroviamo davanti ad un manager, organizzatore di eventi che non vuole lasciare lo scranno cui si è saldamente inchiodato nella “sua” sacrestia!
    Naturalmente c’è sempre un nugolo di fedelissimi che non hanno neanche capito dove stanno messi, quelli del consiglio pastorale, attaccati al proprio importantissimo incarico, che non hanno niente di cui vantarsi davanti agli altri e al Vescovo se non dicendo: “io sono nel consiglio pastorale parrocchiale!” Ma si rendono conto che lo stanno dicendo al VESCOVO??
    Ma si è mai vista una pecora che va dal pastore e gli dice oggi mi mungo da sola, anzi mungo anche le altre pecore e tu vattene che non capisci niente!
    Poi ci sono i “dotti intellettuali” che non mettono mai piede in chiesa, però quando c’è casino si gettano subito nella mischia, soprattutto se c’è da schierarsi contro un prelato accampando castronerie assurde come motivazioni!
    Se Mani ha sbagliato sarà ricondotto all’ordine, ma, come gli avvenimenti hanno ampiamente dimostrato, non ha certamente sbagliato nel rimuovere un parroco che in mezzo a tanto bene ha fatto sicuramente tantissimo male ai propri fedeli sostituendo se stesso all’oggetto della fede dei parrocchiani che è Dio e non Don Cugusi.

  14. alecani says:

    Sembra la traccia di un romanzo di Ken Follet

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